Fare cinema per scoprire sé stessi e cambiare la società: ecco il Festival del video partecipativo

Bentornati all’ascolto del Grsweek da Clara Capponi

Fare cinema vuol dire narrare storie pensare con le immagini, recitare e rivedersi, scoprire nuove potenzialità. E se la tecnica cinematografica fosse a disposizione anche dei non esperti come opportunità di cambiamento, per raccontare la propria comunità o parlare di temi difficili?
E’ il concetto che sta dietro la tecnica del video partecipativo a cui è dedicato un festival internazionale che arriva in Italia per la prima volta. Appuntamento a Monza dal 3 al 6 ottobre grazie a Liberi svincoli, collettivo di professionisti del settore in collaborazione con il festival di Ghent, e l’appoggio di numerose associazioni tra cui il CSV Monza Lecco Sondrio. Sentiamo la presidente di Liberi Svincoli, Giorgia Mosca

“Sarà una quattro giorni di formazione gratuita dedicata a formatori ricercatori educatori per avvicinare anche il pubblico italiano a questa tecnica del video partecipativo, che permette ai non professionisti trasformarsi in cineasti per fare del cinema scoprire nuove potenzialità e consapevolezza”.

Quattro giorni di incontri gratuiti caratterizzati non solo dalla visione dei lavori filmici svolti in Italia e all’estero in differenti contesti e tematiche, ma ci sarà anche confronto e analisi; ai talk della mattina in cui si potranno condividere esperienze seguiranno dei workshop pomeridiani gratuiti dove le persone interessate potranno mettersi alla prova. Ma cosa sono i video partecipativi e come possono essere utilizzati a scopi formativi e in contesti difficili? ne parliamo con Cristina Maurelli autrice sceneggiatrice e regista che ha sviluppato un metodo per realizzare questo tipo di prodotti.

“Il concetto di video partecipativo è quello per cui un gruppo di persone non professioniste si mette in gioco e con l’aiuto di formatori esperti scrive, gira, monta e interpreta film di fiction o di non fiction su un argomento che li riguarda. L’ elemento fondamentale in questo tipo di lavoro è il processo non il prodotto. Quindi i film sono tutti molto interessanti ma la cosa più interessante è come sono stati realizzati che cosa è successo durante questo processo di fare cinema di fare documentari di fare video installazioni”.

La serata speciale di venerdì 4 ottobre è dedicata al tema dell’identità perché il video partecipativo può contribuire alla riscoperta delle identità individuali e delle comunità come testimoniano i 3 film che saranno proiettati: Ostaggi, girato nella locride insieme a un gruppo di operatori che hanno lavorato sulla percezione del proprio territorio rovesciando i pregiudizi. Street life, titolo del secondo film del ricercatore Maarten Hendriks realizzato con le gang di Goma in Congo e Samira di Nicola Mai etno-fiction film sulla storia del transgender Samira-Karim a Marsiglia.

Il cinema quindi può far scuola ed essere anche un strumento educativo e di formazione, come ci spiega la di nuovo Giorgia Mosca parlandoci della Pv Academy

“Liberi svincoli è un’associazione culturale collettivo di professionisti del mondo dello spettacolo della televisione che negli anni ha prodotto attraverso la tecnica partecipativo circa otto prodotti e ha lavorato con un numero notevoledi associazioni sul territorio nazionale dando loro la possibilità di amplificare il loro messaggio e di raccontare le loro storie. Da qui nasce proprio una Accademia di video partecipativo che forma educatori delle cooperative sociali o del terzo settore. Crediamo che questo metodo abbia bisogno di girare il più possibile all’interno del nostro paese quindi stiamo formando attraverso la Academy un gruppo di educatori che siano poi in grado di utilizzarlo e quindi fare da cassa di risonanza all’interno delle proprie realtà nelle quali lavorano quotidianamente”.

Ed è tutto per informazioni o approfondimenti sul sociale www.giornaleradiosociale.it