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Gli affari dei clan puntano verso Nord

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Tre milioni di beni sequestrati in regioni ritenute immuni. Da Roma al Friuli, gli affari criminali non sono più solo un problema del Sud. Il giudizio di Lorenzo Sibio, Legacoopsociali Calabria “io penso che ormai da anni, e anche le indagini giudiziarie che sono state fatte in questi ultimi anni lo attestano, è dimostrato che c’è una forte propensione per le zone più ricche perchè la criminalità cerca di investire e di far fruttare i suoi ricavi prorio dove c’è economia. Queste famiglie che spostano in massa ed investono prorio in un territorio dove c’è economia. Il tabù che sia una sola cosa meridionale credo che non si debba più ridire”.

Giovani e gioco

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Una campagna lanciata nelle scuole dai monopoli di Stato “che incita al divertimento d’azzardo”. È la denuncia del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, del Gruppo Abele e di Libera, che chiedono, pertanto, direttamente al premier Monti di far sospendere questa iniziativa.

Torna la social card

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È inserita nel milleproroghe del governo Monti, ma solo in via sperimentale. Ascoltiamo il giudizio di Vittoria Boni, responsabile Welfare delle Acli “se la sperimentazione si situa entro un percorso pluriennale definito, entro certi criteri, con un finanziamento pubblico dove ci sia una regia dei Comuni ed una compartecipazione dei diversi attori sociali, insomma un po’ era anche stata la nostra proposta a fronte della social card dello scorso anno”.

I beni comuni fanno squadra

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Il servizio è di Giuseppe Manzo. “Nasce il Forum dei Comuni per i beni comuni. Sabato 28 gennaio alle 17 al Teatro Politeama di Napoli si riuniranno i sindaci delle principali città, accolti da Luigi De Magistris. Emiliano, Pisapia, Zedda, Merola e il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, insieme per la nascita di un movimento nazionale. Ricco anche il programma dei seminari previsti in mattinata al Maschio Angioino su welfare, economia ambiente e partecipazione. Con la presenza, tra gli altri, di Maurizio Landini, Marco Revelli e Ugo Mattei.

F35, no grazie

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Continua la campagna della società civile contro l’acquisto da parte del ministero della Difesa di 131 cacciabombardieri. Sentiamo Sergio Marelli, segretario generale Focsiv: “Ridurre la spesa di questo programma scellerato: 15 miliardi euro per acquistare e per costruire questi nuovi cacciabombardieri, questi nuovi ordigni di morte, è per questo che la nostra posizione è molto ferma. Anche al governo Monti chiediamo che senza indugio si riduca la spesa militare e si abbandoni questa politica, questa stregia, che pensa che attraverso gli armamenti si possa costruire e difendere la pace”.

Un 2011 da protagonista

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Si è appena concluso l’Anno Europeo del Volontariato. Ma si pensa già al futuro e alle prossime sfide. Quali? Lo chiediamo a Renzo Razzano, dell’Osservatorio Nazionale “la necessità del volontariato anche italiano è di attivarsi su un tema che è di insistere perché l’Unione Europea si sensisbilizzi sempre più sulle dinamiche sociali e che la parte di rigore finanziario debba combinarsi con una accresciuta consapevolezza e con una stima dell’Unione Europea sui problemi sociali, sull’inclusione sociale e su tutte queste tematiche che attualmente sono appena enunciate nel trattato di Lisbona ma che debbono diventare una linea politica seria da parte dell’Unione europea”.

Sos servizio civile

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Bloccati a pochi giorni dalla partenza 18mila ragazzi, per rispettare la sentenza del Tribunale di Milano che prevede l’apertura definitiva anche agli stranieri. Secondo l’Istituto pace sviluppo innovazione delle Acli “la vera necessità è quella di rivedere la legge sulla cittadinanza”.

Democrazia e cambiamenti sociali

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Sono i temi al centro del convegno che si è svolto oggi a Pisa, organizzato dall’Università del Terzo settore. Ad intervenire anche Ugo Ascoli, docente dell’ateneo di Ancona, che ha parlato di welfare e solidarietà “il futuro per l’Italia è un futuro difficile se si continua a pensare  che i problemi siano solamente quelli della riduzione drastica del welfare senza preoccuparsi degli effetti che questo ha sulla coesione sociale, sugli atteggiamenti solidaristici, sulla fiducia delle persone cioè su quello che possiamo chiamare il capitale sociale di questo paese. Invece il terzo settore in questo momento deve giocare un ruolo di contro cultura, deve spostarsi sulle frontiere importanti che sono le uniche in grado di ridurre, in prosepttiva, le disuguaglianze sociali”.

Il Terzo settore incrocia le braccia

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Questa mattina i lavoratori della Liguria sono scesi in piazza per difendere i diritti ed il sistema di welfare del territorio. Sentiamo le loro ragioni dalla voce di Sandro Frega del Forum Terzo Settore regionale “le ragioni di questo sciopero sono derivate da un elemento fondamentale che è la difficoltà che il Comune di Genova in particolare, ma anche a livello regionale con le asl, determinate da una riduzione dei budget e quindi di un rischio concreto sia riduzione di posti di lavoro, da un punto di vista sindacale, ma poi soprattutto di riduzione di servizi per le fasce più deboli della popolazione. Quindi c’è una necessità di rispondere perché solo nel Comune di Genova sono a rischio 200 posti di lavoro”.

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