Migranti, quei diritti rinnegati dall’Europa

di Redazione GRS

Al confine italo-francese di Ventimiglia violazioni sistematiche dei diritti dei migranti e respingimenti illegali: lo denunciano varie realtà associative, tra cui Asgi, Oxfam e Intersos, disegnando un “quadro gravissimo” che si protrae ormai da anni a seguito della chiusura delle frontiere francesi per impedire l’ingresso di stranieri. Il caso di Bardonecchia dei giorni scorsi è un episodio rappresentativo del caos e delle tensioni che possono crearsi quando si sovrappongono accordi tra Stati alle normative europee di accoglienza e di tutela dei diritti dei migranti che spesso, come spiega Eleonora Vilardi dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, vengono violate: un esempio sono i casi accertati di dichiarazione di falso da parte della polizia francese, che ha indicato come maggiorenni quelli che si sapeva essere minori al fine del loro respingimento in Italia.

 

Da Italia e Francia, zoomando sull’Europa intera, le politiche migratorie degli Stati inseguono il paradosso del “meno diritti per più sicurezza”. Se in Ungheria Orban è stato appena riconfermato presidente facendo leva sulla demonizzazione e sulla stretta sui diritti dei migranti, l’Unione europea stessa si macchia indelebilmente. A due anni dalla firma dell’accordo con la Turchia per il contenimento dei flussi provenienti dalla rotta balcanica, un’inchiesta giornalistica ha svelato come l’Ue abbia contribuito con 80 milioni a finanziare il controllo militare del lungo muro di cemento costruito da Erdogan al confine con la Siria. L’Europa è ancora la culla dei diritti?

Secondo Piervirgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo, “quello che sta avvenendo in Turchia rispetto ai diritti e alla democrazia è sempre più preoccupante. Siamo di fronte a veri e propri crimini nei confronti  dell’umanità”. E a questo si aggiunge la questione siriana che, aggiunge Dastoli, “non è stata risolta, con migliaia di persone che muoiono o sono sottoposte a una situazione drammatica”. Rimane in sospeso, infine, la questione della riforma del Trattato di Dublino, “sul quale il Consiglio europeo di dicembre si è mosso con un cinismo spaventoso”.

 

Collegato al tema delle migrazioni c’è anche quello dell’aiuto pubblico allo sviluppo, i cui fondi sono diminuiti globalmente secondo gli ultimi dati Ocse. Luca De Fraia, coordinatore della consulta Cooperazione internazionale del Forum Terzo Settore, ricostruisce il quadro generale individuando la strada da seguire di fronte all’acuirsi di immotivate paure e di chiusure politicamente strategiche: “Le politiche di respingimento e di controllo delle frontiere non devono contraddire il principio della tutela e della protezione dei diritti umani. Anche le politiche di cooperazione allo sviluppo, in questo quadro, devono essere centrate sulla difesa dei diritti fondamentali e non piegate ad altri interessi. La contrazione dell’aiuto pubblico allo sviluppo”, conclude De Fraia, “è legata al fatto che fino ad oggi i volumi sono stati gonfiati dai numeri delle risorse spese per la gestione dei rifugiati a casa nostra”.

 

Il link audio al GRS week, alla cui realizzazione hanno collaborato Eleonora Vilardi (Asgi), Piervirgilio Dastoli (Movimento europeo) e Luca De Fraia (Forum Terzo Settore): http://www.giornaleradiosociale.it/audio/14-04-2018/