In campo! Senza caporale

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L’associazione Terra! lancia l’alleanza tra aziende sostenibili e migranti per uscire dal ghetto e rilanciare l’agricoltura attraverso l’inserimento lavorativo e la formazione. Il servizio di Giuseppe Manzo.

 

Borse lavoro di 10 mesi retribuite per l’inserimento di lavoratori stranieri all’interno di alcune aziende biologiche selezionate nella zona di Cerignola: tra queste, le cooperative sociali Altereco e Pietra di Scarto, che operano su beni confiscati alla mafia. Prende il via “In campo! Senza caporale”, un nuovo progetto di inclusione sociale attraverso l’agricoltura avviato dall’associazione Terra! in una zona della Puglia, la Capitanata, fortemente esposta a fenomeni di caporalato e sfruttamento del lavoro bracciantile. L’obiettivo è creare un network di aziende sostenibili capaci di accogliere alcuni lavoratori migranti finora confinati nei ghetti e fare in modo che datori di lavoro e lavoratori studino e realizzino insieme un prodotto etico e trasparente. Per Fabio Ciconte, direttore di Terra! “Con questo progetto vogliamo dimostrare che un altro modo di fare agricoltura è possibile. Restituire dignità ai lavoratori agricoli segregati nei ghetti non è soltanto un atto dovuto, ma può diventare il primo passo verso il rilancio di un’agricoltura di qualità, senza caporalato”