Continuano a morire le persone senza dimora nel Paese che taglia i fondi per politiche contro la povertà


 

[Queste sono le voci di parenti e amici di Abu, lo studente di La Spezia accoltellato a scuola: ieri davanti all’istituto anche la tensione e la rabbia con gli studenti che se la prendono con i docenti. Questa è Ad Alta Velocità oggi 20 gennaio 2026: nello stesso giorno del 1996 Yasser Arafat è eletto presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di emarginazione, povertà e disagio. Sono già tre le persone senza dimora morte a Milano dall’inizio dell’anno. Complice anche l’abbassamento delle temperature degli ultimi giorni, non si ferma la strage silenziosa di persone che non hanno un luogo dove dormire e che i servizi del Comune non riescono a intercettare. Questo inizio 2026 è in continuità con ciò che è accaduto lo scorso anno. Nel 2025 sono morte 414 persone senza dimora, in linea con il dato degli anni precedenti.  Le morti in strada interessano soprattutto uomini (91,5%) e persone di nazionalità straniera (56,5%). L’età media dei decessi si attesta a 46,3 anni, maggiore per gli italiani e pari a 54,5, minore per gli stranieri pari a 42. Un dato questo cruciale, se pensiamo che l’età media di morte della popolazione italiana è di 81,9 anni.  Il Nord Italia rimane l’area più colpita, con oltre la metà dei decessi. Ascoltiamo Antonio Russo, portavoce Alleanza contro la povertà