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Guerra e pace nelle “transizioni sociali”: a Narni il Festival della sociologia


 

Le voci della protesta in Iran dove è stata arrestata Alessia Piperno, il padre Alberto con un appello sui social ha chiesto che venga accesa la luce su sua figlia.

Oggi parliamo di una settimana molto intensa per i temi della sostenibilità e dell’economia sociale. Nel Grs week vi abbiamo già presentato le Giornate di Bertinoro che si terrano il prossimo fine settimana mentre parte oggi il Festival di Asvis, alleanza per lo sviluppo sostenibile: ne parliamo nel notiziario Grs più tardi.

Dal 6 ottobre invece al via la settima edizione del Festival della Sociologia di Narni,. Il tema scelto per quest’anno è “Transizioni sociali”. Di quante e quali transizioni si tratta? Una, nessuna o centomila. Perché la sociologia è scienza della transizione sociale e si occupa dell’attore sociale come essere cognitivo relazionale, ma anche come essere intuitivo e dotato di sensazioni e sentimenti. Una tre giorni ricca di eventi, incontri, con spazi artistici aperti, pubblici e partecipati

Ascoltiamo la direttrice scientifica del Festival Maria Caterina Federici e Stefano Brancorsini, direttore Polo didattico di Terni per l’Università di Perugia.

L’Italia del gender gap: così le donne giovani sono a rischio povertà


 

La voce di Luciano Spalletti in conferenza stampa sabato scorso: anche dal mondo del calcio giunge un gesto per le donne iraniane in rivolta.

Oggi parliamo di donne e nello specifico di gender gap su salario e reddito. Nello scorso weekend ad Assisi si è tenuto il 54° Incontro nazionale di Studi, dedicato al tema “Dignità e Lavoro: vie per la Speranza”. In questa 3 giorni è stata presentata la ricerca realizzata dall’Istituto di Ricerca IREF-Acli sulla disparità di genere e salariale che ha certificato come le donne giovani siano quelle più a rischio povertà.

“Più della metà delle donne under 35 raggiunge al massimo i 15.000 euro di reddito complessivo annuo, contro il 32,5% dei coetanei maschi”. La ricerca ha beneficiato della possibilità di accedere alle banche dati del Caf e del Patronato Acli, che ogni anno incontrano centinaia di migliaia di persone, garantendo loro servizi fondamentali. Nel 2021, presso il Patronato Acli le pratiche aperte per il reddito di cittadinanza sono state per il 57,5% femminili, 54% quelle per il reddito di emergenza. Un ulteriore indicatore di fragilità delle donne nel mercato del lavoro è rappresentato dalle pratiche per la Naspi, che sono state per il 61,3% femminili nel 2021.

Ascoltiamo sui temi dell’incontro nazionali alcuni passaggi degli interventi di Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum terzo settore, e di Emiliano Manfredonia, presidente delle Acli.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale

Le domande senza risposta e la verità che si attende su Hasib Omerovic


 

La voce di Fatima, la madre di Hasib Omerovic: il 36enne volato dalla finestra di casa sua a Roma durante un controllo di polizia.

Oggi torniamo sul caso di Hasib Omerovic, il 36enne rom che il 25 luglio scorso è volato dalla finestra di casa durante un controllo di polizia. Oggi Hasib è uscito dal coma ma è ancora in gravi condizioni.

Ieri alla Camera dei deputati si è tenuta un conferenza stampa dove gli avvocati hanno sottolineato due anomalie: “sui vestiti di Hasib, ci poniamo un interrogativo, perché quelli consegnati alla famiglia non sono gli stessi che indossava quando è caduto dalla finestra”, spiega l’avvocato. Nella ricostruzione dei fatti manca anche un altro passaggio: chi ha scattato quella foto di Hasib in terra?

L’obiettivo della famiglia sostenuta dall’associazione 21 luglio insieme ai legali e al parlamentare Riccardo Magi è quello di tenere alta l’attenzione pubblica con il ruolo positivo della stampa e la celerità con cui la Procura sta conducendo l’indagine. Ricordiamo che sono indagate delle persone ma non se ne conosce il numero e ancora il ministero dell’Interno non risponde. Ascoltiamo Carlo Stasolla della 21 luglio.

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Lo studio, morti per cancro e inquinamento: uno stile di vita sano non basta


 

Le voci delle piazze del Fridays for future che sono tornati a manifestare in tutto il mondo al grido “prima le persone, stop al profitto”.

Oggi parliamo di ambiente e salute. E nello specifico di uno studio che certifica una relazione tra mortalità per cancro e l’inquinamento anche in presenza di un sano stile di vita. Lo studio è firmato da ricercatori dell’ Università di Bologna, del  Cnr, Istituto per la BioEconomia, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Tomsk State University, Russia e Infn, Sezione di Bari.

Nel paper pubblicato in open access sulla rivista Science of the Total Environment dimostra che si muore di tumore ‘soprattutto dove l’inquinamento ambientale è più elevato, anche se si tratta di zone in cui le abitudini di vita sono in genere più sane’ mentre negli ultimi decenni di ricerca sul cancro, lo stile di vita e fattori casuali o genetici sono stati indicati come cause principali nello sviluppo dei tumori.

Di fronte a questa correlazione scientifica non potevamo non sentire il professore Antonio Giordano, presidente dello Sbarro Institute di Filadelfia – professore Università di Siena, coordina il gruppo programma ambiente e salute Pnrr per il Ministero della Salute, che negli ultimi 15 anni e ancor prima con suo padre Giovan Giacomo sono stati pionieri del legame tra ambiente e salute con il Collegium Ramazzini. In particolare Antonio Giordano ha portato avanti ricerca nella Terra dei fuochi con pubblicazioni e libri fino all’ultimo studio Veritas. Ascoltiamolo.

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Guasto al Nord Stream, gas alle stelle e la piazza contro il caroprezzi


 

Le voci delle donne iraniane ancora in piazza a rivendicare la loro libertà dopo l’uccisione di Masha Amini e decine di manifestanti.

Oggi parliamo di caro energie, prezzi alle stelle e gli scenari che si trova di fronte l’imminente governo di centrodestra. Ieri nel Baltico la fuoriuscita di gas dal Nord Stream 1 e 2 rappresenta una nuova tappa di uno scenario internazionale di conflitto economico e bellico. Ribolle il mare a nord e anche il TTF ad Amsterdam con il gas che aumenta del 19%. Nella vita reale già stremata dagli aumenti può rappresentare un’altra mazzata.

Per il nuovo governo sul tavolo c’è già una manovra da 40 miliardi. Come scrive Gianni Trovati sul Sole24Ore “la prima prova vera per il futuro governo sarà rappresentata dalle misure economiche di dicembre, scandite da un nuovo decreto energia e dalla prima manovra della legislatura”.

Sotto il profilo sociale l’aria è molto calda. Continua a scendere in piazza il movimento Noi non paghiamo come ieri a Napoli con blocchi stradali e cortei e il Don’t pay si sta diffondendo anche in altri Paesi europei. Intanto tutte le associazioni dei consumatori hanno deciso di mettere in campo una mobilitazione: Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Udicon, Associazione Utenti Radiotelevisivi si riuniranno in un’assemblea nazionale a Roma aperta ad altri soggetti e organizzazioni sociali.

Seguiremo questo tema che sarà il dossier più caldo di un autunno che rischia di essere gelato da guerra e prezzi.

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Donne, operai e poveri: il popolo del non voto nella democrazia fragile


 

La versione persiana di Bella Ciao, inno delle proteste delle donne in Iran dove la polizia continua a uccidere e reprimere.

Oggi parliamo di elezioni e soprattutto parliamo del non voto che ha visto il 36,2% di astensionismo, dato più alto della storia repubblicana. Secondo Swg donne, operai e chi versa in condizioni economiche più gravi sono le principali categorie che non si sono recate nei seggi. Le Acli hanno sottolineato la bassa partecipazione al voto, che dice di una sfiducia crescente nelle istituzioni democratiche, e più in generale nella capacità della politica di cambiare la vita delle persone. Ascoltiamo il presidente nazionale Emiliano Manfredonia.

Anche il Forum Disuguaglianze Diversità è intervenuto con un’analisi all’indomani del voto sottolineando il “un divario impressionante fra la vivacità del paese e la sua traduzione nella politica organizzata”. Ascoltiamo il coordinatore Andrea Morniroli.

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A Vibo Valentia “abitare connessi” con il Festival dell’Ospitalità


 

Il suono delle strade allagate e invase dall’acqua a Napoli nel giorno delle elezioni: tantissime persone non sono potute andare a votare per i disagi e gli allagamenti.

Oggi però non parliamo di elezioni ed esito del voto. Parliamo invece di un evento che si terrà a Nicotera, provincia di Vibo Valentia.  Dal 30 settembre al 2 ottobre tra la marina e il borgo. Tre giorni, diciotto incontri, venticinque ospiti/relatori che tracceranno le rotte dell'”Abitare connessi”, tema portante della settima edizione del Festival dell’Ospitalità organizzato dall’APS Progetti Ospitali. Ascoltiamo il founder Francesco Biacca ai microfoni di Maria Pia Tucci

Sonoro

Laboratori di storytelling e le connessioni create dalle migrazioni caratterizzeranno la prima giornata del Festival dell’Ospitalità per un programma ricco come l’iniziativa della cooperativa Kiwi: ascoltiamo.

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Caro bollette, le mani di usura e racket: l’appello di Sos Impresa


 

Le voci delle proteste in Iran, non si fermano dopo l’uccisione di Masha Amini da parte della polizia e sul terreno sono cadute 31 persone: il governo ha deciso di oscurare i social. Questa è

Oggi parliamo ancora di caro energia e tutte le conseguenze di questa crisi che strozza famiglie, imprese e lavoratori. Sos Impresa ha lanciato un allarme e un appello quasi desolante per la sua drammaticità.

Infatti chiede a commercianti, artigiani e piccole aziende che si trovino in difficoltà per l’aumento delle bollette di non cadere nel fosso dell’usura o nelle fauci delle organizzazioni mafiose: sarebbe “più utile analizzare meglio l’intera situazione economico-aziendale della propria impresa per fare scelte più giuste e adeguate ma soprattutto meno rischiose. In sintesi, se si dovesse accertare l’impossibilità di proseguire l’attività, potrebbe essere molto meglio cessare l’impresa piuttosto che cadere in mano all’usura e alla camorra”.

Un appello drammatico che vale la pena rilanciare a due giorni dal voto. Ascoltiamo il presidente nazionale Luigi Cuomo

“Noi non paghiamo”: così il movimento punta allo sciopero fiscale


 

La voce di Vladimir Putin che annuncia una parziale mobilitazione richiamando 300mila riservisti e promette: “’Pronti a usare tutti i mezzi per proteggerci”.

Oggi parliamo del caro bollette e nello specifico di un sentiment che si sta diffondendo in Italia come rilevato da un sondaggio Swg. Si sta diffondendo il movimento Non paghiamo, ispirato al movimento Don’t pay inglese, che promuove il rifiuto di pagamento delle bollette, qualora il sostegno da parte dello stato non fosse adeguato.

Ciò che emerge in Italia è un quadro di generale preoccupazione. Una maggioranza che riporta difficoltà nei pagamenti ordinari e un terzo dei cittadini che prevede per i prossimi mesi una situazione anche peggiore. Tra i segmenti più preoccupati i No Vax e i redditi medio-bassi. Le maggiori difficoltà riscontrate riguardano il pagamento delle bollette e le spese per trasporti e alimenti, mentre tra chi deve pagare affitto o mutuo, circa la metà dichiara di avere problemi a farlo. In questo quadro oltre un terzo dei cittadini giustificherebbe un ritardo nel pagamento di tasse e bollette in caso di necessità, ma sfonda il 20% la platea di coloro che riterrebbero all’occorrenza legittimo non pagarle.

Parlando esplicitamente del movimento Don’t Pay, oltre 1 italiano su 3 plaudirebbe alla sua diffusione in Italia e oltre un quarto potrebbe potenzialmente aderire, con punte di oltre il 40% tra No Vax e redditi mediobassi. Ascoltiamo Eduardo Sorge di Noi non paghiamo Campania che ieri ha effettuato un rogo di bollette davanti la sede Eni dopo quella di piazza Matteotti due settimane fa.

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