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Ad alta velocità: quando un treno è la metafora del Paese – 21/11/2019

 

Chi sale ogni giorno su un treno sa di cosa parlo. Quella voce elettronica che ripete quotidianamente due cose: “guasto tecnico” e “ci scusiamo per il disagio”. Un freccia rossa in perfetto orario che si ferma 20 minuti davanti la stazione e accumula ritardo, la linea ferroviaria che salta un giorno sì e l’altro pure spesso nella stessa tratta. Continua a leggere

Ad alta velocità: i giovani europei non vogliono più il treno del capitalismo – 20/11/2019

 

La pioggia dà una tregua tra i binari e le stazioni. Tute e zainetti si incrociano con facce assonnate e corse frenetiche per saltare sul primo treno. La generazione del duemila corre, viaggia, emigra intorno al continente. Sono delusi e arrabbiati i giovani europei, lo dice un sondaggio Swg.

Vogliono un cambiamento radicale, soprattutto economico e sono affascinati da un pericolo totalitario. Non si fidano né approvano il modello capitalista. Dal nostro Paese alla Francia, dalla Germania alla Polonia l’Europa scoppia e il consenso verso imprenditori e capitalismo è ai minimi storici.

Serve un nuovo treno, meno veloce, che porti nella stazione giusta: quella di una nuova civiltà più equa e solidale, aperta a un mondo senza muri.

Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Ad alta velocità: fermate quel treno della povertà educativa – 19/11/2019

 

Oggi si arranca tra nuvoloni e treni persi. Meglio fare con calma, meglio prendere quello successivo. Bisogna sapersi fermare a volte, non correre sempre e aspettare un altro treno.

Nel Paese ad esempio bisogna fermarsi e affrontare un problema che preoccupa l’83% degli italiani: la povertà educativa. Lo dice un’indagine di Demopolis per l’impresa sociale Con i bambini.

In Italia 1 milione e 200 mila minori vivono sotto la soglia di povertà. Secondo gli italiani se nasci povero resti povero, anche se prosegui gli studi.

A 30 anni dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia il nostro Paese corre veloce su un treno senza freni e lascia sui binari i suoi bambini.

Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Ad alta velocità: myday myday, abbiamo bisogno di sommergibili – 18/11/2019

 

Pronti partenza via. Un filo di sole si affaccia brevemente tra le nuvole e un acquazzone, dopo  una lunga domenica di pioggia. Più che un treno veloce sembra sia necessario un sommergibile nel nostro Paese. Myday may day qui c’è acqua ovunque, non solo a Venezia.

A Matera scene da film sulla profezia Maya 2012 e in Campania le strade diventano fiumi. Myday mayday in Toscana l’Arno mette paura fino a Pisa dove gli studenti tentano di salvare i libri. In Emilia esondano torrenti e affluenti, allagamenti tra Bologna e Modena fino alla Riviera.

Myday Myday navighiamo a vista mentre il Paese va sott’acqua. Non servono treni ma sommergibili e l’unica grande opera è salvare quel che resta di questo Paese.

Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Ad alta velocità: direzione Matera per il Giornale radio sociale

Oggi vorrei poter fare una deviazione al treno. Direzione Sud, destinazione Matera. Però da Napoli in giù non esiste alta velocità e allora bisogna cambiare mezzo. Nella capitale della cultura 2019 la nostra radio comincia un tour in tutto il Mezzogiorno per la formazione ai giornalisti e comunicatori con i crediti professionali.

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Ad alta velocità: lavoro e salute non si barattano – 11/11/2019

 

Sotto i nuvoloni grigi di novembre il treno parte puntuale. La puntualità del lunedì tra le facce assonnate e annoiate di chi con tuta o zainetto pronte sfangare una nuova settimana. Studenti e lavoratori si muovono sulle rotaie delle metropolitane e delle ferrovie, lente o veloci, e ci raccontano la dignità di chi vive di lavoro che non può essere un ricatto.

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Ad alta velocità: la linea gialla della democrazia – 8/11/2019

 

Quando si arriva al binario parte una voce puntuale: non oltrepassare la linea gialla. Quella linea è il limite di un pericolo. C’è una linea che la nostra democrazia ha oltrepassato da tempo. Ce lo racconta la vicenda delle minacce a Liliana Segre. Sopravvissuta ai lager nazisti finisce sotto scorta nel 2019 per le minacce dei fascisti di Forza Nuova.

Questo manipolo di avanzi urbani sono la punta di un iceberg culturale contro cui è arenato il nostro paese. La linea gialla della democrazia è stata superata dallo sdoganamento di certi pensieri e atteggiamenti sociali che pongono nell’alveo della libertà di espressione la violenza, la discriminazione e il sopruso. Corre il treno, ad alta velocità.

Corre anche il nostro Paese verso l’abisso della sua storia, quella più infame e vergognose delle leggi razziali.

Giuseppe Manzo – Giornale radio sociale