Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo
In queste settimane il tema dell’economia sociale tiene banco alla luce del Piano nazionale: “38 pagine, 136 punti per «valorizzare le peculiarità del modello italiano con l’obiettivo di promuovere condizioni favorevoli affinché le organizzazioni dell’economia sociale possano prosperare con un impatto trasformativo sulla società». Secondo Euricse stiamo parlando di un ecosistema strutturato, capace di generare lavoro, innovazione e coesione sociale, e di svolgere un ruolo strategico nelle transizioni economiche, sociali e territoriali in corso. Come ogni economia e gli attori che ne fanno parte – cooperative e imprese sociali, fondazioni e associazioni – la questione finanziaria e il credito rappresentano un aspetto importante ma da soli non bastano. Lo spiega Giuseppe Sottile di Banca Etica
E parlando di economia sociale non si può non fare riferimento ai beni, ai terreni e alle aziende confiscati alle mafie: la restituzione alla società e all’economia sana di attività in mano ai clan in tutta Italia è rigenerativa. Sono passati 30 anni dalla legge del 1996 e oggi sul tavolo ci sono due iniziative. La proposta di legge del Cnel deliberata a giugno 2025 e la campagna di Libera “Diamo linfa al bene” in vista della Giornata del 21 marzo che celebra il ricordo e la memoria delle vittime innocenti di mafia. Ascoltiamo Tatiana Giannone di Libera
Restando al Sud in tema di economia sociale e specificamente in Sicilia, osservando anche le sperimentazioni di un incontro tra profit e non profit questa è stata la settimana delle Jurnate del Design tra Catania e Messina. La seconda edizione promossa da Fondazione Messina con Fondazione Horcynus Orca mette insieme i più noti designer e organizzazioni dell’economia sociale che hanno messo al centro i workers buyout, cooperative dl lavoratori che hanno già rilevato un’impresa in crisi di cui erano dipendenti. Ascoltiamo Gaetano Giunta, presidente di Fondazione Messina.





