Una nuova guerra in Medio Oriente

Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino

Un altro fronte di guerra infiamma il Medio Oriente, dopo l’attacco di sabato scorso all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Un conflitto dalle conseguenze tragiche dal punto di vista geopolitico e da quello umanitario e che ha gravi ripercussioni sulla sicurezza globale.


In Iran le vittime dei bombardamenti sarebbero 1.230 delle quali 175 solo nell’attacco contro una scuola femminile a Minab. Secondo una stima dell’agenzia ONU per i rifugiati, nei primi due giorni di attacchi circa 100mila persone hanno dovuto lasciare le proprie case a Teheran, mentre in Libano gli sfollati ospitati in campi profughi e strutture di emergenza sono circa 84mila.
Numeri in continuo, drammatico aggiornamento e che è difficile verificare ma che rendono il senso della tragedia in un conflitto che si allarga, e che oltre Stati Uniti, Israele e Iran sta coinvolgendo Libano, Siria, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Turchia, Cipro, Sri Lanka, Oman, Azerbaigian.
Sin dalle prime ore dell’attacco la società civile italiana ha reagito in maniera netta, condannando la scelta di aprire un nuovo drammatico fronte di guerra.
Ascoltiamo la posizione di Rete Italiana Pace e Disarmo con il contributo del coordinatore dell’Esecutivo Alfio Nicotra

 

Fermare l’escalation, proteggere i civili, rimettere al centro diplomazia e cooperazione: è quello che chiedono le ONG italiane, sottolineando l’importanza del dialogo e la piena protezione dei civili nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
Ascoltiamo Paola Berbeglia di AOI, Coordinatrice della Consulta Relazioni e Cooperazione Internazionale del Forum Nazionale del Terzo Settore

 

 

Come già successo in altre occasioni, di fronte a questa situazione l’Unione Europea è incapace di prendere una posizione unitaria, facendo emergere nuovamente il tema della governance comunitaria. Ascoltiamo Marco Iasevoli di Avvenire.

 

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