Le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 si chiudono questo week-end, lo sport è lo specchio di trasformazioni e criticità esistenti nella nostra società. Che cosa ne emerge?
Alcune indicazioni per il futuro. Un’aspirazione condivisa da vari settori del sistema sportivo e sociale italiano, ad esempio, per una unificazione dell’evento olimpico con quello paralimpico.
Poi una maggiore attenzione al diritto all’accesso alla pratica sportiva per le persone con disabilità. Ma anche alle esigenze specifiche di chi è atleta disabile. Il Forum nazionale del terzo settore ha recentemente affermato: “Giochi Olimpici pienamente inclusivi devono essere l’obiettivo. È tempo di lavorare per unire le celebrazioni e lasciarci alle spalle un sistema che inevitabilmente, anche in termini di visibilità e attenzione mediatica, penalizza le Paralimpiadi”.
Cosa comporta nella visibilità e nel coinvolgimento questa divisione? Risponde Vincenzo Massa, giornalista e dirigente dell’Uici-Unione italiana ciechi e ipovedenti
Ma come pensare a stessi spazi e investimenti se già vediamo applicati due pesi e due misure nei premi ai partecipanti? Infatti, a Milano-Cortina chi conquista l’oro alle Paralimpiadi porta a casa 80mila euro in meno rispetto a un collega olimpico. E lo stesso vale per le altre medaglie. Coni e Cip gestiscono budget separati, e questo si riflette direttamente sulle risorse messe a disposizione per i premi. Un divario che, considerando i costi spesso elevati della preparazione paralimpica, pesa ancora di più.
Come ci ricorda Vincenzo Massa
Quindi se vogliamo eliminare le barriere per l’accesso alla pratica sportiva delle persone con disabilità bisogna partire dalla consapevolezza e dalla formazione. Come sta facendo Legacoopsociali con l’arricchimento e la promozione del suo Glossario fragile, che recentemente si è arricchito della parola “barriera”, scelta per narrare le tante forme di esclusione che si frappongono tra le persone e le loro possibilità di inclusione, autonomia e autodeterminazione. La responsabile, con la supervisione del professor Andrea Volterrani, è Maria Rosa Capotorto, studentessa dell’ultima edizione del Master in comunicazione sociale Sociocom dell’università di Roma Tor Vergata.
Intanto sui campi si gareggia, mentre nel mondo sempre più persone giocano la gara della sopravvivenza, in conflitti armati che moltiplicano le vittime civili, dall’Ucraina al Medio Oriente. Che fine ha fatto il valore della pax olimpica?
Per il giornalista de La Gazzetta dello sport, Simone Corbetta, che sta seguendo i Giochi sul campo, solo atleti ed atlete in gara mantengono in vita il vero spirito olimpico
E con questo è tutto, per notizie e aggiornamenti sul sociale www. giornaleradiosociale.it
Ma come pensare a stessi spazi e investimenti se già vediamo applicati due pesi e due misure nei premi ai partecipanti? Infatti, a Milano-Cortina chi conquista l’oro alle Paralimpiadi porta a casa 80mila euro in meno rispetto a un collega olimpico. E lo stesso vale per le altre medaglie. Coni e Cip gestiscono budget separati, e questo si riflette direttamente sulle risorse messe a disposizione per i premi. Un divario che, considerando i costi spesso elevati della preparazione paralimpica, pesa ancora di più.
Come ci ricorda Vincenzo Massa
Quindi se vogliamo eliminare le barriere per l’accesso alla pratica sportiva delle persone con disabilità bisogna partire dalla consapevolezza e dalla formazione. Come sta facendo Legacoopsociali con l’arricchimento e la promozione del suo Glossario fragile, che recentemente si è arricchito della parola “barriera”, scelta per narrare le tante forme di esclusione che si frappongono tra le persone e le loro possibilità di inclusione, autonomia e autodeterminazione. La responsabile, con la supervisione del professor Andrea Volterrani, è Maria Rosa Capotorto, studentessa dell’ultima edizione del Master in comunicazione sociale Sociocom dell’università di Roma Tor Vergata.
Intanto sui campi si gareggia, mentre nel mondo sempre più persone giocano la gara della sopravvivenza, in conflitti armati che moltiplicano le vittime civili, dall’Ucraina al Medio Oriente. Che fine ha fatto il valore della pax olimpica?
Per il giornalista de La Gazzetta dello sport, Simone Corbetta, che sta seguendo i Giochi sul campo, solo atleti ed atlete in gara mantengono in vita il vero spirito olimpico
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