Cambio Rotta: migliorare la giustizia minorile è possibile

 

Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino.
Come funziona oggi la giustizia minorile italiana? E qual è lo stato delle istituzioni detentive? Come possono i giovani autori di reato re-inserirsi nella società?
Sono alcune delle questioni aperte affrontate dall’Impresa Sociale Con i Bambini, che nei giorni scorsi ha presentato a Roma le buone prassi per il reinserimento dei minori autori di reato, nel corso del convegno finale del progetto “Cambio Rotta”: 17 progetti che hanno coinvolto oltre 3.000 minorenni, prevalentemente maschi e adolescenti, e che hanno dimostrato che investire nella formazione, nel lavoro, nel supporto familiare, fino al reinserimento all’interno della società riduce le distanze tra gli autori di reato e la comunità in cui vivono.

Un approccio integrato reso possibile grazie alla collaborazione tra 370 enti del Terzo settore, gli Uffici di servizio sociale per i minorenni e i servizi sociali territoriali.

Ascoltiamo Patrizia Arbato, Direttrice dell’ Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni di Perugia

 

In Italia sono circa 19.500 i minori e giovani adulti coinvolti in procedimenti penali e seguiti dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni. L’obiettivo del progetto Cambio Rotta è quello di mettere al centro innanzitutto la persona e le sue potenzialità.

Ascoltiamo il presidente di Con i Bambini Marco Rossi Doria

 

Il reinserimento delle persone all’interno della società è un tema che riguarda tutti. Ancora Rossi Doria

 

Una questione che è anche culturale e che ha che fare con l’educazione.

 

Nel corso del convegno è intervenuto il Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, che ha spiegato come le giovani generazioni siano ancora attratte da atteggiamenti criminali.
Ascoltiamo

 

Un pericolo che arriva spesso dal mondo del web, veicolo di cattive pratiche e di linguaggio d’odio. Sentiamo ancora Melillo

 

In questo contesto, come emerso dal convegno, è necessario promuovere modelli di intervento integrati e personalizzati per venire incontro alle esigenze dei minori coinvolti, e sperimentare nuovi modelli educativi. Una sfida del presente per costruire il futuro.

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