Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino.
La Conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si è tenuta a Belém, in Brasile, nei giorni scorsi, si è conclusa senza un impegno per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili.
Un’occasione mancata, come l’ha definita Legambiente, che ha sottolineato come, dieci anni dopo l’accordo di Parigi, sarebbe stata necessaria una visione capace di accelerare la transizione energetica globale e la costruzione di un’economia circolare, finalmente libera dalle fossili e a zero emissioni.
La COP 30 però è stata anche un momento di confronto e di partecipazione per i movimenti e le organizzazioni sociali.
Ascoltiamo la testimonianza di Marica Di Pierri, portavoce dell’associazione A Sud, che ha partecipato ai lavori
Le aspettative tradite dalla COP 30 permettono di ampliare il ragionamento sul tema del diritto internazionale: quanto contano davvero le nostre regole comuni?
Ascoltiamo la scheda di Patrizia Cupo
Nel mondo attraversato da conflitti drammatici – dall’Ucraina a Gaza – il diritto internazionale appare sempre più fragile, se non ignorato. Trattati, convenzioni e risoluzioni sembrano non bastare a fermare crimini di guerra, assedi o deportazioni.
In Ucraina, l’aggressione della Federazione Russa ha rappresentato una violazione dell’articolo 2 della Carta ONU, che vieta l’uso della forza contro l’integrità territoriale di uno Stato. A Gaza, l’uso sproporzionato della forza e il blocco umanitario hanno sollevato più di un interrogativo sul rispetto della IV Convenzione di Ginevra, che tutela i civili nei conflitti armati. Intanto, la Corte Penale Internazionale, organo preposto al perseguimento di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, resta ostacolata da limiti giurisdizionali e mancanza di cooperazione da parte di Stati chiave. In questo scenario, il principio di responsabilità di proteggere resta inapplicato, e il Consiglio di Sicurezza ONU paralizzato dal diritto di veto. Un sistema pensato per garantire la pace rischia così l’inoperatività di fronte ai conflitti più gravi del nostro tempo.
Abbiamo parlato dei limiti e delle prospettive del diritto internazionale con Patrizia Vigni, professoressa di diritto internazionale dell’Università di Siena.
Il bene collettivo non può prescindere dagli accordi comuni, anche attraverso nuove forme di alleanza. Ascoltiamo ancora Marica Di Pierri
Quale futuro dunque per il diritto internazionale? Ce ne parla ancora la professoressa Vigni
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