Generazione fragile

 

Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino. In redazione Giovanna Carnevale, Francesco Elli e Anna Monterubbianesi.

Il caso dello studente ucciso in classe a La Spezia ha posto di nuovo l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della violenza giovanile. Fatti di cronaca che coinvolgono ragazzi e ragazze e che spesso vengono utilizzati come metro di valutazione sui cambiamenti della società.
Se da un lato i problemi che le nuove generazioni si trovano ad affrontare si ripetono ciclicamente, dall’altro i giovani sono oggi di fronte a un mutato contesto sociale, che va analizzato nella sua complessità.

Ascoltiamo l’opinione di Marco Rossi Doria, presidente di Con i Bambini

 

Si parla spesso di un problema generazionale. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto a chi coi ragazzi lavora tutti i giorni. Adriana Colloca, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale P. Thouar – Gonzaga di Milano

 

La violenza, in ogni caso, è il sintomo di un disagio. Per questo è fondamentale l’ascolto e il ruolo delle istituzioni educative. Come ci spiega Donato Fucella, Responsabile area adolescenti della cooperativa AIBC

 

Sabato 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell’educazione: un occasione per riflettere sul ruolo della scuola e sull’accesso agli strumenti educativi. Secondo i dati Istat nell’ultimo anno scolastico, 1 studente su 10 tra i 18 e 24 anni ha lasciato precocemente il percorso d’istruzione, con divari ancora significativi tra regioni e gruppi sociali.
In questo contesto, è appena partita la nuova iniziativa promossa da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: “Organizziamo la speranza” mira ad offrire
maggiori opportunità e benessere per i bambini e gli adolescenti, con il coinvolgimento delle comunità educanti. Ascoltiamo la scheda di Giovanna Carnevale

 

15 aree vulnerabili individuate, da nord a sud Italia; un metodo partecipativo, che chiama alla collaborazione enti di istituzioni, Terzo settore, enti locali, scuole e famiglie; un obiettivo ambizioso: dimostrare con i fatti che la condizione di bambini e ragazzi può migliorare con interventi mirati alle specifiche esigenze dei territori e che riguardano più dimensioni, dall’educazione alla cultura, lo sport, la socializzazione.
Sono queste le chiavi di Organizziamo la speranza, il più grande cantiere educativo di intervento rivolto ai giovani, nato nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa e realizzato dall’impresa sociale Con i bambini. L’iniziativa, che ha messo a disposizione 50 milioni di euro, proprio in questi giorni vede partire i primi progetti.
A fare la differenza, l’idea della comunità educante, che va rafforzata o in alcuni casi costruita. Perché il benessere di bambini e ragazzi si realizza insieme, con l’ascolto e il coinvolgimento delle persone e delle realtà protagoniste dei territori.

L’iniziativa può contare sulla collaborazione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che tramite la Direzione generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale ne coordina la cabina di regia nazionale. Ascoltiamo il presidente di Con i Bambini Marco Rossi Doria

 

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