Dal coraggio di Libero Grassi rilanciare la lotta contro il racket e contro le mafie


 

[Queste sono le voci di alcuni video che sui social riescono a raccontare le proteste di massa in Iran contro il regime degli Ayatollah: secondo le Ong la repressione delle Guardie di Khamenei sta producendo decine di morti. Questa è Ad Alta Velocità oggi 12 gennaio 2026: nello stesso giorno del 2016 un Attentato a Istanbul: una bomba posizionata da un affiliato dell’ISIS nei pressi della Moschea Blu uccide dieci persone. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di lotta alle mafie. Nel weekend si sono svolte numerose e diverse iniziative pubbliche nell’ambito della Terza Giornata Nazionale Antiracket, promossa da SOS Impresa – Rete per la Legalità. Incontri nelle scuole, momenti di confronto con le imprese, appuntamenti pubblici e iniziative civiche hanno animato il Paese da Ravenna ad Agrigento. Il 10 gennaio rappresenta la data simbolica della nascita del movimento antiracket moderno, legata alla pubblicazione nel 1991 della lettera di Libero Grassi al “caro estortore”. Ascoltiamo alcuni passaggi di quelle parole pubblicate sul Giornale di Sicilia

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Il racket non è solo un reato economico, ma una pratica criminale che soffoca la libertà d’impresa, altera il mercato, isola le vittime e mina i principi democratici del Paese. Contrastarlo significa rafforzare la coesione sociale, la fiducia nelle istituzioni e la responsabilità collettiva. Con la Terza Giornata Nazionale Antiracket, SOS Impresa ribadisce che denunciare è possibile, ma soprattutto che nessuno deve essere lasciato solo. La lotta alle mafie e al racket passa dalla costruzione di reti, dal sostegno alle imprese oneste e da una presa di posizione chiara e condivisa da parte della società civile e delle istituzioni. Ascoltiamo il presidente nazionale Sos Impresa Luigi Cuomo.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale