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Centri in Albania, Tavolo Asilo: “Renditi Conto” sui costi umani


Renditi Conto – È la campagna lanciata da Tavolo Asilo e Immigrazione per denunciare i costi umani, sociali e democratici dei centri per migranti costruiti dal governo italiano in Albania.

Il prezzo più alto – spiegano le organizzazioni – lo pagano proprio le persone trattenute: isolate, private della libertà personale e con un accesso limitato alla tutela legale.

Sudan, Unicef: in sei mesi 330 bambini uccisi o feriti


Orrore quotidiano – Nei primi sei mesi del 2026 almeno 330 bambini sono stati uccisi o feriti in Sudan. Lo denuncia Unicef sottolineando come, a causa del conflitto, molti minori siano intrappolati in un ciclo inesorabile di violenza, sfollamento e privazioni.

I bambini di tutto il Sudan continuano a subire le conseguenze più gravi di una guerra che sta diventando sempre più sanguinosa: secondo le notizie, nei primi sei mesi del 2026 almeno 330 bambini sono stati uccisi o feriti. Gli Stati del Darfur e del Kordofan hanno continuato a registrare il numero più elevato di vittime tra i bambini. Lo denuncia oggi l’Unicef, sottolineando che la situazione ad Al Obeid e nei dintorni, e più in generale in tutto il Kordofan settentrionale, è particolarmente allarmante. Secondo le notizie, dal maggio 2026 gli attacchi con droni e altri attacchi hanno causato più di 35 vittime tra i bambini nello Stato, tra cui almeno 18 bambini uccisi e più di 17 feriti. L’età dei bambini colpiti variava da appena due mesi a 17 anni. Secondo le notizie, gli attacchi con i droni hanno rappresentato il 60% di queste vittime, evidenziando il crescente impatto di questo metodo di guerra sui bambini e sulle famiglie.
I ripetuti attacchi con droni e i bombardamenti hanno inoltre danneggiato le infrastrutture civili, tra cui abitazioni, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e mercati; hanno interrotto le vie di rifornimento e messo a dura prova i servizi essenziali. Con circa 500.000 civili a rischio ad Al Obeid e nei dintorni, nonché in tutto il Kordofan settentrionale, un ulteriore peggioramento della situazione potrebbe esporre un numero ancora maggiore di bambini al rischio di morte, ferite, sfollamento e altri gravi pericoli per la loro incolumità.
“I bambini sono intrappolati in un ciclo inesorabile di violenza, sfollamento e privazioni”, ha dichiarato Sheldon Yett, rappresentante dell’Unicef per il Sudan. “Per molti bambini non esiste più alcun luogo sicuro. Vengono uccisi e feriti nelle loro case, sulle strade, nei mercati e mentre cercano di accedere a servizi essenziali come l’istruzione e l’assistenza sanitaria. I bambini non devono mai essere presi di mira. Le loro vite, i loro diritti e il loro futuro devono essere protetti”.

Pena di morte, il percorso verso l’abolizione rallenta


Passi indietro – Il cammino verso l’abolizione della pena di morte nel mondo sembra essersi arrestato. È quanto è emerso dal Congresso mondiale contro la pena di morte che si è tenuto a Parigi: mentre quasi il 90% degli stati l’ha abolita per legge o nella pratica, diversi governi stanno adottando l’approccio opposto.

Il cammino verso l’abolizione della pena di morte nel mondo sembra essersi arrestato. E’ quanto è emerso dal Congresso mondiale contro la pena di morte che si è tenuto a Parigi e nel corso del quale alti funzionari delle Nazioni Unite hanno lanciato un avvertimento: “i progressi sono reali, ma i risultati ottenuti sono minacciati”. Mentre quasi il 90% degli stati ha ormai abolito la pena di morte per legge o nella pratica, oppure osserva una moratoria sulle esecuzioni, è stato sottolineato, diversi governi stanno adottando l’approccio opposto. Il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha stilato un preoccupante elenco di questi passi indietro. Ha citato in particolare Israele, dove, ha detto, una nuova legislazione “reintroduce di fatto la pena di morte”, applicandola “quasi esclusivamente ai palestinesi”. In Burkina Faso, una bozza di riforma del codice penale propone di reintrodurre la pena capitale per alcuni reati. Allo stesso tempo, si registra “un forte aumento delle esecuzioni in un numero limitato di paesi, in particolare in Iran”, ha affermato, menzionando inoltre la mancanza di trasparenza da parte delle autorità cinesi riguardo al numero delle esecuzioni.    Turk ha inoltre ricordato che nessuno studio ha dimostrato l’effetto deterrente della pena di morte sulla criminalità. Al contrario, la sua applicazione rimane spesso arbitraria e discriminatoria.  “Nella stragrande maggioranza dei casi, le vittime sono persone povere e appartenenti a comunità emarginate. Anche le voci dissidenti e critiche sono spesso prese di mira” ha osservato.  “La pena di morte si è rivelata un fallimento sotto ogni punto di vista, come confermato dall’esperienza maturata in tutto il mondo”, ha dichiarato il funzionario Onu, che ha concluso “dobbiamo fare ogni sforzo per relegare questa pratica abominevole ai libri di storia”.

Venezuela, dall’UNICEF 47 tonnellate di aiuti umanitari per l’emergenza sanitaria


Serve tutto – Ieri è arrivato in Venezuela un carico di 47 tonnellate di aiuti umanitari dell’UNICEF a sostegno dei bambini e delle famiglie colpite. La spedizione – mobilitata dalle scorte dell’Unione Europea di Unicef a Copenaghen – comprende kit sanitari di emergenza per cure mediche urgenti, tra cui aiuti per garantire parti sicuri, assistenza ai neonati e prevenzione e cura delle malattie.