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Giustizia per la Global Sumud Flotilla: l’appello delle associazioni


Rispettate i diritti umani – Anpi, Arci, Acli, Libera e Pax Christi hanno lanciato un appello congiunto affinché le Corti internazionali intervengano per condannare i reati commessi dalle forze armate israeliane contro la Global Sumud Flotilla. Le associazioni chiedono l’intervento delle istituzioni per la liberazione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, prelevati da una nave battente bandiera italiana e oggi detenuti in condizioni che destano forte preoccupazione.

Appello di ANPI, ARCI, ACLI, LIBERA, PAX CHRISTI

L’attacco alla Global Sumud Flotilla da parte delle forze armate israeliane è un insieme di atti illegali che si configurano come reati in base al diritto internazionale, marittimo, europeo e nazionale, e alcuni chiamano in causa direttamente l’Unione Europea e il Governo italiano.

Tra di essi: l’abbordaggio in acque internazionali, in zona SAR greca, verso imbarcazioni battenti bandiere di diverse nazionalità; il rapimento e sequestro di centinaia di persone di molte nazionalità; l’uso di armi in modo intimidatorio; le violenze e le vessazioni operate verso i rapiti; il sequestro dei navigli; i danni consapevolmente causati alle imbarcazioni per metterle fuori uso; l’abbandono di equipaggi alla deriva in imbarcazioni non più governabili.

E a ciò si aggiunge la deportazione forzata in Israele di due coordinatori della Flotilla, Thiago Avila e Saif Abukeshek, prelevati da un’imbarcazione battente bandiera italiana, detenuti con gravissime accuse in condizioni di detenzione degradanti e violente, che suscitano serie preoccupazioni per la loro sorte.

Per queste ragioni sosteniamo le denunce, gli esposti, le azioni legali e le richieste intraprese dalla Global Sumud Flotilla stessa, da reti internazionali, da associazioni e movimenti in Italia, in Europa, in tutto il mondo, come anche dal governo spagnolo e brasiliano.

Chiediamo l’intervento, ciascuna rispetto alle proprie competenze, della Corte Internazionale di Giustizia (CIG/ICJ), della Corte Penale Internazionale (CPI/ICC), della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), del Tribunale Internazionale per il diritto del mare, della magistratura italiana.

Chiediamo al Governo italiano di intervenire con tutti gli strumenti possibili per la liberazione di Avila e Abukeshek: per il diritto marittimo, le imbarcazioni battenti bandiera italiana che navigano in acque internazionali ricadono sotto la giurisdizione del Paese di bandiera, e il rapimento è quindi da considerarsi compiuto in territorio italiano.

Il Governo italiano è anche tenuto a chiedere conto a Israele dell’atto di pirateria compiuto contro cittadini e cittadine italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana.

All’Unione Europea chiediamo un’azione tesa a determinare l’immediata liberazione dei due rapiti, giustizia per gli equipaggi vittime dell’attacco, e la fine delle complicità con le violazioni dei diritti umani e dei popoli commessi da Israele.

Le nostre associazioni, come molte altre, chiedono da tempo la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele, richiesto peraltro da una raccolta di firme che ha superato un milione di adesioni. È lo stesso Accordo che all’articolo 2 recita: “Le relazioni tra le Parti, così come tutte le disposizioni dell’Accordo stesso, si baseranno sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, che guidano la loro politica interna e internazionale e costituiscono un elemento essenziale del presente Accordo”.

Il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici è stato ancora una volta violato. È tempo di prenderne atto, e di agire di conseguenza.

ANPI, ARCI, ACLI, LIBERA, PAX CHRISTI

Crediti foto: Auser

Premio giornalistico Daphne Caruana Galizia: aperte le candidature


Libertà di espressione – Sono aperte le candidature per il Premio giornalistico dedicato a Daphne Caruana Galizia, organizzato dal Parlamento Europeo. Il riconoscimento mira a valorizzare il giornalismo d’eccellenza che promuove e difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione come dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e diritti umani.

Crediti foto: FNSI

Crisi alimentare in Libano: dati preoccupanti di Save the Children


Alla fame – Un quarto della popolazione del Libano dovrà affrontare nei prossimi mesi una situazione di insicurezza alimentare di livello critico o peggiore. Lo dicono i dati diffusi da Save The Children, secondo cui i bambini coinvolti sarebbero circa 380 mila.

“Si stima che quasi un quinto dei bambini in Libano – circa 380mila – rischia di affrontare una situazione di fame a livello di crisi o ancor più grave tra aprile e agosto 2026”. È quanto emerge da un’analisi di Save the Children sui nuovi dati forniti dall’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), secondo cui “un quarto della popolazione del Libano – 1,24 milioni di persone – nei prossimi mesi dovrà affrontare una situazione di insicurezza alimentare di livello critico o peggiore, con un significativo deterioramento delle condizioni a seguito dell’escalation delle ostilità a marzo”.
L’ultima analisi mostra che altre 366 mila persone, tra cui ulteriori 113 mila bambini, sono state spinte verso livelli di fame da crisi a causa del conflitto, che ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, interrotto i mezzi di sussistenza e le catene di approvvigionamento e ha reso i prezzi dei generi alimentari per molte famiglie fuori dalla loro portata.

Crediti foto: FP

Sumud Flottilla per Gaza, proteste globali contro l’intervento israeliano


In piena mobilitazione – Contro l’intervento dei militari israeliani in acque internazionali contro la Sumud Flottilla per Gaza ieri presidi e manifestazioni in decine di città. Arci chiede “protezione diplomatica immediata per le attiviste e gli attivisti coinvolti e condanna formale e interruzione di ogni rapporto con Israele”. Anche la Rete Auser ha chiesto l’intervento del governo per liberare gli attivisti.

Darfur, violenze e fame: i bambini pagano il prezzo più alto


Ventennio di massacri – Da quando il Darfur ha catturato l’attenzione mondiale i bambini della regione del Sudan sono nuovamente intrappolati in una crisi catastrofica, ma con minore attenzione e aiuti internazionali, ha avvertito l’UNICEF nel rapporto, “Darfur: 20 anni dopo, i bambini sono ancora in pericolo”: violenze su larga scala, sfollamenti di massa, fame acuta e gravi violazioni contro l’infanzia.

Crediti foto FP