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Scoppia la pace


Dopo 17 anni di guerra civile e 300 mila morti è stato siglato l’accordo tra il governo del Sudan e i gruppi ribelli. “Un giorno storico”, secondo il primo ministro Abdalla Hamdok, che rappresenta un momento di rinascita per il Paese. L’intesa prevede il ritorno alle proprie case delle persone sfollate e la smobilitazione delle milizie armate.

Stato di emergenza


Non è solo il Covid a preoccupare gli operatori sanitari libanesi. L’Unicef lancia anche un altro allarme. Il servizio di Fabio Piccolino.

Dopo oltre tre settimane dall’esplosione che ha devastato Beirut, sono circa 300 mila le persone che continuano a non avere accesso sicuro all’acqua e ai servizi igienici. Lo racconta Unicef, che sottolinea come siano oltre centomila i bambini  le cui case sono state danneggiate o distrutte.  Secondo il Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite, i danni al sistema idrico coinvolgono più di 500 edifici; una situazione difficile che può favorire la diffusione di malattie, con l’incognita rappresentata dal Covid-19, i cui numero di casi continua a salire in tutto il Libano.

Bavaglio web


Il parlamento della Turchia ha approvato una legge che permetterà un maggiore controllo sui social media, rendendo più complicata la circolazione di notizie indipendenti. Secondo le organizzazioni per i diritti umani del Paese, si tratta dell’ennesimo attacco alla libertà di espressione da parte del presidente Erdogan.

Oltre il mare


È il titolo del nuovo podcast di ActionAid, disponibile sulla piattaforma Audible, realizzato con la partecipazione del medico di Lampedusa Pietro Bartolo. Quattro puntate per raccontare attraverso le voci dei protagonisti cosa accade quando i migranti sbarcano nel nostro Paese, dal momento del salvataggio fino agli snodi del sistema dell’accoglienza e le sue distorsioni. Ascoltiamone un estratto. (sonoro)

 

Pietro Bartolo spiega “È importante che chi ha firmato i decreti sicurezza e gli accordi con la Libia si renda conto di cosa ha autorizzato e sappia cosa ciò comporta davvero. Io ho visto, ho ascoltato i racconti di chi è stato nei centri di detenzione del governo libico. Sono lager, nei quali i migranti restano imprigionati anche anni prima di partire. Perché il migrante è una fonte di denaro. È, dunque, doveroso agire con tutti i mezzi a nostra disposizione perché la gente conosca e capisca. Così, ho deciso di raccontare con un nuovo strumento la mia esperienza, realizzando in collaborazione con ActionAid un podcast. È forte il desiderio di restituire dignità ad ogni persona, ogni bambino soprattutto, che ho accolto a Lampedusa sulla banchina del molo Favaloro. Di restituire dignità a tutti i morti che ho dovuto contare in questi anni. Desidero e l’umanità pretende che vengano trattati come persone quali sono, proprio come ognuno di noi, e non come numeri o corpi.”

Il paradosso della pandemia


La minore libertà di movimento favorisce la tratta. Lo denuncia la Caritas Internationalis. Il servizio di Fabio Piccolino.

Sono 40 milioni le persone nel mondo vittime della tratta di esseri umani e dello sfruttamento. Lo afferma l’Organizzazione internazionale del lavoro, denunciando come la situazione sia resa ancora più critica dalla crisi scaturita dal Coronavirus.

La minore libertà di movimento, dovuta alle restrizioni adottate da molti paesi per ridurre il contagio infatti, si è tradotta in molti casi in una minore possibilità di fuggire e di trovare aiuto per chi subisce questa condizione. Secondo la Caritas Internationalis, in questo momento particolare le persone più vulnerabili sono maggiormente a rischio di divenire vittime di tratta.

Parigi green


Il governo francese accelera sulla transizione ecologica, mettendo a punto una serie di misure per ridurre l’impatto ambientale e rendere il Paese più moderno. Tra le proposte, l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici, il rafforzamento del trasporto merci su rotaia e un utilizzo più ragionato degli impianti di climatizzazione e riscaldamento nei locali pubblici.

Un grido dalla foresta


Parte oggi la grande campagna mondiale per salvare l’Amazzonia. Il servizio di Fabio Piccolino.

Verrà lanciato oggi alle 16, ora brasiliana, le 21 in Italia, la campagna “Amazoniza-te”, a sostegno dei popoli che vivono nel polmone verde del mondo. L’iniziativa è promossa dai leader delle popolazioni e delle comunità tradizionali, da ricercatori e scienziati, dalla chiesa e dalla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile e vuole contrastare le continue violazioni delle norme sulla protezione ambientale che hanno l’obiettivo di liberalizzare ed espandere illegalmente le attività di compagnie minerarie, agroalimentari, taglialegna e allevatori.

La situazione dell’Amazzonia è peggiorata con l’emergenza Coronavirus, con la crescita delle attività di deforestazione, accaparramento della terra e violenza ai danni dei popoli tradizionali.

Qui ci vuole una Pandemic tax


E’ la proposta di Oxfam per contrastare le disparità generate dal Covid. Negli Stati Uniti infatti 17 multinazionali hanno tratto vantaggio dall’epidemia, guadagnando almeno 85 miliardi di dollari in extra-profitti, mentre nel Paese si accentuano le disuguaglianze. L’introduzione di questa misura  potrebbe generare 80 miliardi di dollari per garantire l’accesso universale alle cure.

Il fine giustifica la deroga


Secondo una nuova legge approvata nei giorni scorsi in Francia, i medici potranno violare il segreto professionale per denunciare casi di violenza domestica e rivolgersi alle autorità. Il numero di persone uccise dal partner è aumentato negli ultimi anni e le misure imposte per contrastare il Covid19 hanno spinto il governo transalpino ad accelerare le misure di contrasto a questo fenomeno.

Via dai banchi


Via dai banchi. Nuovo allarme per milioni di minori africani che subiscono gli effetti indiretti più pesanti della pandemia. Il servizio è di Fabio Piccolino

Dopo il significativo aumento  del numero di contagi da Coronavirus in Sudafrica e in molti altri Paesi del continente, Save The Children lancia l’allarme: 265 milioni di bambini rischiano di non andare più a scuola, mentre oltre 20 milioni di minori potrebbero finire sotto la soglia di povertà. I mesi di apprendimento perduto infatti hanno accresciuto il divario di competenze, aumentando le probabilità di abbandono. La dispersione scolastica è un problema che riguarda il continente in modo particolare: secondo l’organizzazione sono africani 9 dei 12 paesi in cui questo rischio è più concreto.