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Pericolo in vista: CBM Italia contro la cecità in Etiopia


A causa della carenza di acqua pulita, in Etiopia molte persone rischiano la cecità per il tracoma: una malattia che CBM Italia sta combattendo con un progetto che mira alla cura delle persone e alla costruzione di nuovi pozzi. Ai nostri microfoni il direttore Massimo Maggio.

Volontariato, cresce la partecipazione durante la pandemia


Secondo un sondaggio commissionato dalla coalizione Together, nel Regno Unito la pandemia ha rafforzato il senso di appartenenza e dato vita a comunità più forti, spingendo milioni di cittadini britannici a fare volontariato: nel corso del 2020 sono stati oltre 12 milioni.

Accordi di Parigi, Paesi lontani dal traguardo


I Paesi firmatari degli Accordi di Parigi sul Clima sono in ritardo sulla tabella di marcia. Il servizio è di Fabio Piccolino

Secondo il Rapporto pubblicato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, i traguardi fissati dagli Accordi di Parigi sono attualmente molto lontani. Un quadro definito preoccupante e per il quale è necessario adottare misure immediate per accelerare ed ampliare l’azione e raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni per contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C.
Pur interessando solo 75 paesi sui 196 che hanno sottoscritto il Trattato, il report evidenzia un trend poco rassicurante.

Liberateli


Il Centro Astalli ha chiesto al governo italiano che i migranti che si trovano in transito in Libia vengano immediatamente evacuati. Secondo l’organizzazione, chi scappa da guerre e persecuzioni ha diritto della protezione dell’Europa e non può continuare a subire detenzioni illegittime e violazioni.

Azione globale


“Gli sconvolgimenti climatici sono un amplificatore delle crisi e per questo occorre fare molto di più per affrontarne i rischi”: lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, elencando le priorità per proteggere paesi, comunità e persone da impatti ambientali sempre più frequenti e gravi.

Rotta a sud


Tra i cambiamenti della nuova presidenza degli Stati Uniti c’è anche un rapporto molto diverso con l’America Latina. Ai nostri microfoni Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire

Freddo tossico


Per evitare che l’ondata di gelo che nei giorni scorsi ha colpito il Texas causasse danni agli impianti delle raffinerie di petrolio, le più grandi industrie dello Stato hanno immesso nell’atmosfera circa 150 tonnellate di gas serra e inquinanti, causando gravi danni all’ambiente.

Arma di guerra


 

Per i bambini che vivono in zone di conflitto c’è anche il pericolo della violenza sessuale. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Settantadue milioni di bambini vivono in luoghi del mondo dove forze e gruppi armati sono soliti perpetrare atti di violenza sessuale contro i minori: è l’allarme lanciato da Save The Children nel Rapporto “Arma di guerra”, che accende i riflettori sul pericolo che molti bambini in zone di conflitto sono costretti ad affrontare quotidianamente.

Secondo i dati, il rischio di subire abusi oggi è quasi dieci volte più alto rispetto a dieci anni fa. I Paesi in cui si registra il numero più alto di violazioni sono lo Yemen e la Somalia, seguiti da Iraq, Siria, Colombia e Sud Sudan.

Bersagli sociali


Nel corso del 2020 sono stati uccisi almeno 331 difensori dei diritti umani nel mondo: sono i dati del report dell’organizzazione Front Line Defender da cui emerge che due terzi delle persone assassinate si occupavano di ambiente, di terra e di popolazioni indigene. America Latina e Filippine le aree più pericolose per gli attivisti.

Microfoni spenti


A mezzanotte, nell’ultimo minuto del giorno di San Valentino, è calato il silenzio su un altro pezzo, l’ennesimo, di democrazia in Ungheria. Dopo 20 anni di trasmissioni, si è spenta per sempre KlubRadio, l’ultima radio indipendente magiara, silenziata dal governo di Viktor Orban sulle frequenze analogiche. In Ungheria infatti la legge prevede che l’Autorità controlli i contenuti dei media: il motivo formale della revoca della licenza a Klubradio, che ha visto respinto il suo ricorso dalla Corte di giustizia di Budapest e che non aveva notificato in tempo i contenuti trasmessi.

Ma Andras Arato, direttore e proprietario dell’emittente, non si è dato per vinto e si è trasferito sulla piattaforma internet della radio mandando in onda l’Inno alla Gioia, l’inno ufficiale dell’Unione europea. Poco prima di cessare le trasmissioni, Arato ha salutato gli ascoltatori esprimendo la sua rabbia contro Orban per la decisione di silenziare la radio, e la redazione ha scandito con un conto alla rovescia gli ultimi secondi di vita delle trasmissioni sul canale consueto. Poi il silenzio, ma per poco. Mezzora dopo è stato inviato un messaggio sul gruppo Facebook creato per l’occasione: il lavoro continua, non è la fine ma solo un cambiamento.

Una sfida aperta a Orban sulla quale anche l’Unione Europa sembra intenzionata ad agire. La Commissione in una lettera ha chiesto che le frequenze sospese “con motivazioni giuridiche molto discutibili” possano ancora essere utilizzate evitando danni irreparabili ai proprietari delle stesse”. Una sollecitazione esplicita è arrivata da un portavoce dell’Esecutivo Ue Christian Wigand, che così ha parlato durante il briefing con la stampa a Bruxelles: “Quando l’Ungheria applica le norme europee sulle frequenze dovrebbe rispettare la carta dei diritti fondamentali, che includono la libertà di espressione, informazione e di impresa”.

Secondo i critici, l’emittente è stata silenziata per motivi politici, ma il Consiglio per i media dell’Ungheria ha respinto le accuse di pregiudizio politico. L’esecutivo comunitario esaminerà se il rifiuto dell’estensione della licenza di Klubradio sia in linea con il diritto Ue e adotterà ulteriori azioni se necessario, ha riferito ancora Wigand. Il portavoce ha confermato che la Commissione ha inviato una lettera alla rappresentanza permanente dell’Ungheria a Bruxelles proprio a proposito di Klubradio, esprimendo preoccupazione, e che Budapest non ha ancora risposto.

di Pierluigi Lantieri