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Guerra ai bambini


Nel mondo 1 minore su 6 vive in zone colpite da conflitti, un numero cresciuto del 75% rispetto agli inizi degli anni ‘90. La Siria è il Paese in cui le conseguenze della guerra sono più gravi per i più piccoli. È quanto emerge dal rapporto di Save the Children. Michele Prosperi della ong. (sonoro)

Un po’ di ossigeno


Dopo un mese di bombardamenti da parte del regime siriano, entra nella Ghouta ribelle il primo convoglio Onu di aiuti umanitari con medicine e cibo per oltre 27mila persone. Lo conferma la Croce rossa internazionale dopo il via libera di Damasco all’ingresso nella regione assediata.

Segno meno


Cala il numero dei bambini stranieri adottati da famiglie italiane. Il servizio di Giovanna Carnevale.

 

Secondo i dati della Commissione adozioni internazionali relativi al 2016 e 2017, nell’ultimo anno i bambini che hanno trovato una famiglia in Italia sono stati il 23% in meno rispetto a quello precedente passando da oltre 1400 a poco meno di 1900. In calo anche le coppie che hanno chiesto l’autorizzazione di ingresso in Italia di minori stranieri, seguendo un trend negativo che dura almeno dal 2011. I Paesi di provenienza passano da 44 a 41, con l’uscita di scena, tra gli altri, di Kazakistan, Repubblica ceca e Mali. La Federazione russa si conferma al primo posto con il maggior numero di bambini, il 16% del totale, a cui è stata rilasciata l’autorizzazione. Infine, mentre nel 2000 la fascia d’età più rappresenta di stranieri adottati era quella tra 1 e 4 anni, negli anni è andata aumentando: nel 2017 quasi un bambino su tre aveva tra 5 e 9 anni.

Siria, la strage dimenticata


Nel Paese si continua a morire nonostante la tregua. La popolazione è in ginocchio per una delle più gravi crisi umanitarie in corso nel mondo. Dito puntato su comunità internazionale e Russia, come sottolinea, ai nostri microfoni, il giornalista Fouad Roueiha. (sonoro)

Restiamo umani


Amnesty International ha sollecitato i leader e i rappresentanti di 23 paesi, dell’Onu, della Nato e dell’Unione europea che prendono parte nella capitale afgana al “Kabul Process”, a mettere al centro dei colloqui la protezione dei civili. Importante per la ong è anche la ricerca della giustizia per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Afghanistan.

Si può fare


114 profughi provenienti dal Corno d’Africa sono atterrati ieri a Fiumicino grazie al programma di accoglienza della Comunità di Sant’Egidio e della Cei che prevede l’intervento di famiglie, istituti religiosi e l’utilizzo di appartamenti privati. In base al protocollo firmato con lo stato italiano, verranno trasferite dall’Etiopia 500 persone in due anni.

Il pugno di Erdogan


Ancora arresti di massa in Turchia sotto lo stato d’emergenza post-golpe che dura dall’estate 2016. Sono quasi mille le persone detenute nell’ultima settimana in tutto il Paese con accuse di terrorismo. Altre 260 sono in manette per sospetti legami con il Pkk curdo.

Fermate il massacro dei bambini


È l’accorato appello di Terre des Hommes alla comunità internazionale per mettere fine alla guerra in Siria. Il servizio di Giovanna Carnevale. (sonoro)

 

400.000 decessi negli ultimi 5 anni, 15 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, 6.3 milioni di sfollati: è il quadro drammatico della Siria, stremata da una guerra che dura da sette anni e che in questi giorni sta vedendo una nuova escalation di violenza. La tregua di un mese, approvata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, è durata solo poche ore . Fermare il massacro: è quanto chiedono le agenzie delle Nazioni Unite e le ong tra cui Terre des Hommes, per lasciare il posto all’azione umanitaria e alleviare la sofferenza della popolazione civile, in primis dei bambini. Soccorrere le persone in questo contesto, ricorda Medici senza frontiere, è sempre più difficile: in 5 giorni, le strutture sanitarie dell’organizzazione hanno ricevuto più di 2.500 feriti e oltre 520 morti

Senza futuro


Ogni anno oltre due milioni e mezzo di neonati nel mondo non sopravvivono al primo mese di vita, circa 7.000 ogni 24 ore. E un milione muore lo stesso giorno in cui nasce. Secondo il nuovo rapporto di Unicef, il tasso di mortalità neonatale a livello mondiale rimane allarmante, in particolare nei Paesi più poveri.

Giro di vite


Fa discutere il disegno di legge del governo francese che punta a ridurre i tempi burocratici per l’accoglienza dei migranti e a introdurre un reato di entrata illegale. Il testo prevede inoltre controlli più serrati e l’allungamento della detenzione amministrativa in vista dell’espulsione da 45 a 90 giorni. Contrari alle novità, oltre alle organizzazioni per i diritti umani, anche diversi parlamentari della maggioranza.