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Beirut un anno dopo l’esplosione: scoppia l’allarme sul diritto alla salute


 

 

Beirut senza voce. A un anno dalle devastanti esplosioni Unicef e Medici senza frontiere lanciano l’allarme del diritto alla salute negato. Il servizio è di Anna Monterubbianesi.

A un anno dalle devastanti esplosioni a Beirut, un’indagine dell’UNICEF mostra che i bisogni dei bambini e delle famiglie colpiti sono ancora gravi, amplificati da un’economia al collasso, dall’instabilità politica e dalla pandemia da COVID-19: 7 famiglie su 10 hanno richiesto assistenza di base; un terzo delle famiglie con bambini sotto i 18 anni ha affermato che almeno un bambino mostra ancora segni di stress psicologico; 2 famiglie su 3 (68,6%) non hanno avuto accesso all’assistenza sanitaria o alle medicine.

Anche Medici senza frontiere lancia l’allarme: “molte persone permettersi una visita medica è diventato un lusso a causa dei costi della sanità privata”.

Afghanistan, scontri sempre più violenti tra esercito e Talebani


Afghanistan senza pace. Scontri sempre più violenti tra l’esercito afghano e i Talebani che hanno raggiunto aree urbane come la città di Lashkar Gah nella provincia di Helmand. L’ospedale di Boost, supportato da Medici senza frontiere in città, rimane operativo nonostante le difficoltà e nell’ultima settimana ha registrato un netto aumento dei feriti.

Colombia, la denuncia di Amnesty in un rapporto sulla continua repressione


Repressione continua. Amnesty International ha pubblicato un nuovo rapporto sulla Colombia, intitolato “Cali: nell’epicentro della repressione”, in cui denuncia l’impiego di armi letali, l’uso illegale di armi non letali come i gas lacrimogeni, arresti illegali e torture ai danni di manifestanti pacifici, di difensori dei diritti umani.

Vaccini, costo 5 volte più basso senza il monopolio sui brevetti


Nessuna solidarietà. Senza il monopolio sui brevetti, il costo dei vaccini a mRna potrebbe essere cinque volte più basso: lo dicono Oxfam ed Emergency che attraverso un nuovo Rapporto spiegano come la scarsità mondiale di dosi dipenda dalla scelta dei Paesi ricchi di non condividere tecnologie e know-how.

Emergenza alimentare in Etiopia: 400mila persone necessitano sostegno


Allo stremo. Dopo nove mesi di conflitto, 400 mila persone nel Tigray, in Etiopia, sono alle prese con l’insicurezza alimentare acuta. Azione Contro la Fame chiede alla comunità internazionale di aumentare i finanziamenti per l’assistenza alimentare d’emergenza e il sostegno ai mezzi di sussistenza.

Sistemi alimentari, si conclude la mobilitazione contro il pre-Vertice Onu


#FoodSystems4People: si conclude oggi la mobilitazione contro il pre-Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari a cui hanno partecipato oltre trecento tra organizzazioni della società civile e popoli indigeni, per denunciare fragilità e ingiustizie dei sistemi alimentari globalizzati, dominati dalle grandi multinazionali.

Ascoltiamo Carlo Petrini, presidente di Slow Food.

Pena di morte, il Parlamento della Sierra Leone vota per l’abolizione


Passo di civiltà. Il Parlamento della Sierra Leone ha votato a favore dell’abolizione della pena di morte. Secondo Amnesty International si tratta di un ulteriore tassello per la tutela dei diritti umani nel mondo. La pena capitale è stata finora abrogata in 22 paesi africani.

Crisi sanitarie, Oms e Wfp lanciano un progetto congiunto


Uniti si vince: World food programme e Organizzazione mondiale della sanità lanciano un progetto congiunto per migliorare la risposta alle crisi sanitarie attraverso la condivisione di conoscenze e competenze. L’accordo prevede che attori umanitari, università, istituzioni di ricerca e organizzazioni lavorino insieme per sviluppare soluzioni innovative e standardizzate.

The Lancet: oltre 1 milione di bambini hanno perso un genitore a causa del Covid


Gli orfani del Covid. Secondo uno studio della rivista The Lancet, sono oltre un milione i bambini nel mondo che hanno perso almeno un genitore a causa della pandemia. L’allarme di Save The Children: “Se non proteggiamo questa generazione, rischiamo che sia lasciata per sempre indietro nello sviluppo e nella crescita”.