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Obbligati a fuggire


Si celebra domani la Giornata Mondiale dei Rifugiati: secondo il Global Trend, il Rapporto dell’Alto Commissariato Onu, gli esodi forzati riguardano oltre l’1% della popolazione mondiale, mentre continua a diminuire il numero di coloro che riescono a fare ritorno a casa.  Secondo lo studio, nel mondo i profughi sarebbero quasi 80 milioni.

In gioco c’è la sopravvivenza


La crisi economica derivante dall’epidemia di coronavirus sta costringendo in Medio Oriente migliaia di profughi siriani a un aggravamento delle condizioni umanitarie. È l’allarme dell’Unhcr secondo cui il numero delle persone prive delle risorse essenziali per sopravvivere in esilio è aumentato drasticamente a causa dell’emergenza.

No bavaglio


La giornalista filippina Maria Ressa, direttrice del portale on-line Rappler, è stata condannata per diffamazione e rischia fino a sei anni di reclusione. Si tratta della prima sentenza del genere nel paese asiatico, che ha inasprito le leggi proprio a seguito di un’inchiesta della piattaforma su un potente uomo d’affari. Negli ultimi anni Maria Ressa è stata più volte intimidita e minacciata dal presidente delle Filippine Duterte.

Senza protezioni


Ci sono paesi arabi che subiscono gli effetti della pandemia da coronavirus senza avere le adeguate risposte mediche. Uno di questi è lo Yemen. Il servizio di Fabio Piccolino.

Dopo cinque anni di guerra e un sistema sanitario al collasso, lo Yemen si trova ad affrontare l’emergenza Covid-19 in una situazione drammatica. Medici Senza Frontiere racconta che ad Aden, nel sud del Paese, c’è l’unica struttura dedicata alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus. Il centro di trattamento ha un tasso di mortalità equivalente alle unità di terapia intensiva in Europa e negli Stati Uniti, ma non si tratta di un ospedale ben attrezzato e integrato con una rete di altri ospedali e servizi a supporto. Secondo l’organizzazione, quella in corso è una crisi troppo grande per poterla affrontare da soli: per questo c’è bisogno dell’intervento delle Nazioni Unite e dei paesi donatori per far fronte all’epidemia ed evitare che la situazione peggiori ulteriormente.

Piccoli schiavi crescono


Si celebra oggi la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Terre des Hommes lancia l’allarme per il drammatico aumento di questo fenomeno in seguito all’epidemia di Coronavirus. Secondo l’organizzazione: “è fondamentale che i governi nazionali e la comunità internazionale nei loro programmi di aiuto diano priorità ai bisogni dei bambini delle fasce di popolazione più svantaggiate”.

Prima il virus, poi il pane


Se non verranno adottate misure adeguate per contrastare le conseguenze della crisi economica che deriva dall’epidemia di Covid-19, il mondo andrà incontro ad una crisi alimentare globale: è l’allarme lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Agli 820 milioni di persone nel mondo che attualmente soffrono la fame infatti, potrebbero aggiungersene altri 49 milioni.

La moda pulita


E’ il titolo del webinar organizzato da Focsiv, Engim internazionale e Coalizione italiana contro la povertà per sensibilizzare sul tema della sostenibilità del settore tessile in Europa e nel mondo. Ascoltiamo Maria Grazia Meloni, responsabile comunicazione di Engim internazionale. (sonoro)

Bandiera Blu


Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’85% dei siti balneari nel continente è da considerarsi eccellente, mentre il 95% soddisfa i requisiti minimi per una qualità sufficiente. I mari e laghi migliori si trovano a Cipro, Austria, Malta, Grecia e Croazia, mentre le acque peggiori in Polonia, Albania, Slovacchia ed Estonia

Silenzio stampa


In Brasile, il presidente Bolsonaro ha scelto la linea dell’omertà sul coronavirus. Il servizio di Fabio Piccolino.

Il governo brasiliano ha deciso di non pubblicare più i dati totali relativi ai contagi e ai decessi da coronavirus, dando notizia soltanto dei bilanci giornalieri. Una presa di posizione che impedisce di avere un quadro complessivo e che secondo molti, rappresenta un tentativo dell’amministrazione di nascondere il reale impatto della malattia. Con oltre 677 mila casi accertati, il Brasile è il paese più colpito dal Covid-19 dopo gli Stati Uniti, anche se sin dall’inizio i dati raccolti sono stati considerati parziali e poco affidabili. Lo stesso presidente Bolsonaro, del resto, ha più volte minimizzato l’epidemia, schierandosi contro il distanziamento sociale e le misure restrittive necessarie al contenimento del virus.