Diritti calpestati – Si mobilitano le associazioni del Terzo settore carcerario dopo il suicidio a Padova di un detenuto che stava per essere trasferito in un’altra casa di reclusione. Così, denunciano le reti, si interrompono progetti di rieducazione costruiti in decenni per dare una prospettiva di vita nuova ai detenuti che giungono all’agognato fine pena.
«Col trasferimento c’è l’interruzione del trattamento, delle pratiche di certe attività, perché in altri carceri questo non esiste, non si fa. E’ proprio il modello Padova sotto attacco. Ma ancora di più lo è l’idea che il carcere rappresenti un percorso di rieducazione, ed è il pericolo maggiore», commenta Rossella Favero di Ristretti Orizzonti. Anche la stessa rivista nata oltre vent’anni fa nel carcere di Padova e in quello femminile della Giudecca e ideata per dare voce alle persone detenute. Ristretti Orizzonti, coordinato da Ornella Favero e redatto direttamente dai detenuti, ha subito diversi attacchi negli ultimi anni. La rivista da vent’anni racconta la vita reale in carcere e informa su temi legati alla detenzione, alla giustizia e ai diritti, sempre però mantenendo viva l’ironia nonostante la carcerazione.





