Te lo sei meritato – Cittadinanzattiva lancia una campagna di comunicazione sociale dedicata all’empowerment femminile e al contrasto della sindrome dell’impostore, aperta a tutte le donne che vogliano offrire la propria testimonianza: al centro c’è il contrasto a quella condizione che induce a percepire i propri risultati come immeritati, attribuendoli alla fortuna piuttosto che alle proprie competenze.
Giornata dell’Autismo: aumentano le diagnosi tra i più piccoli
Giornata dell’Autismo – In Italia diagnosi per 1 bambino su 77 segna l’aumento in linea con quello internazionale. Ascoltiamo Fabio Matascioli, presidente di Tam che gestisce il Baraonda Cafè a Napoli.
Azzardo, appello al Governo: servono numeri aggiornati
Ora serve chiarezza – Il Governo fornisca al più presto i dati della diffusione del gioco d’azzardo. Lo chiede la Campagna Mettiamoci in gioco. Il servizio è di Giovanna Carnevale.
Per valutare gli effetti sanitari e sociali del gioco d’azzardo, oltre che per calibrare le normative, è fondamentale avere dati a disposizione. Ma su questo il Governo risulta inadempiente anche rispetto alla legge approvata dalla sua stessa maggioranza. La Campagna Mettiamoci in gioco lancia quindi un appello: l’andamento del settore va controllato in modo continuo e tempestivo, se si ha a cuore la salute e il benessere delle persone. Nascondere i dati o pubblicarli in ritardo, sottolineano le associazioni, avvalora l’ipotesi di una collusione con i concessionari del gioco d’azzardo.
Disabilità e lavoro, l’inclusione come investimento: ieri al Cnel il convegno
L’inclusione è un investimento – Ieri al Cnel il convegno su lavoro e persone con disabilità con istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti della società civile. Ascoltiamo il presidente della Fish Vincenzo Falabella.
Caso famiglia del bosco: scontro politico senza fine
Speculazione senza fine – Sul caso famiglia del bosco continuano le polemiche e lo scontro politico. Ascoltiamo Giancarlo Rafele, presidente cooperativa Kyosei che gestisce La Casa di Nilla.
No Kings: sabato a Roma la marcia contro le politiche belliciste in Europa
In piazza – Sabato a Roma la manifestazione No Kings: una grande marcia popolare per fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con il No Kings Day negli Stati Uniti e Together, l’evento lanciato dagli artisti del Regno Unito. All’iniziativa aderiscono oltre 700 organizzazioni tra cui Arci, Amnesty, Rete Pace e Disarmo e Rete No Bavaglio.
Ai nastri di partenza la due giorni di mobilitazione globale contro i re e le loro guerre indetta dal Movimento No Kings Italia. Venerdì 27 marzo dalle ore 15:30 alla Città dell’Altra Economia è previsto un concerto gratuito. Il 28 marzo il corteo nazionale partirà alle ore 14 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni. Centinaia gli autobus che arriveranno da tutta Italia.
L’iniziativa avrà un respiro internazionale tant’è che si svolgerà in contemporanea con Together, l’evento omonimo lanciato dagli artisti del Regno Unito con un mega-concerto a Londra, e il No Kings Day negli Usa. Parole d’ordine della piattaforma politica: fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa e la svolta autoritaria del Governo Meloni e delle destre globali. E ancora: alimentare nelle persone il desiderio di riscatto, la rivalsa necessaria a ricostruire una società più giusta, fondata su un’economia di Pace, sulla tutela dei diritti, ambiente e Beni Comuni e sul prendersi cura della nostra democrazia ferita.
Una difesa senza armi: al via raccolta firme nazionale per difesa civile non violenta
Un’altra difesa è possibile – È la campagna di Rete Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e Conferenza degli Enti per il Servizio Civile, che punta a stabilizzare i Corpi civili di pace e istituire il Dipartimento per la difesa civile non armata e non violenta. Fino al 16 settembre si potrà firmare la proposta di legge di iniziativa popolare.
Si è tenuto lunedì 23 marzo l’evento “Corpi Civili di Pace: La pace si fa così. Azioni concrete di costruzione della pace nel mondo”, promosso dagli enti CNESC impegnati nella sperimentazione dei Corpi Civili di Pace (CCP) (Caritas Italiana, Cipsi, FOCSIV, CESC Project e Comunità Papa Giovanni XXIII) che ha coinvolto oltre 100 giovani, di cui 82 in progetti degli enti CNESC. In un’epoca caratterizzata da conflitti armati e dalla normalizzazione della guerra, l’esperienza dei CCP rappresenta una necessità storica impellente e un’alternativa nonviolenta concreta, come si evince dalle testimonianze degli operatori CCP che individuano nella prossimità e nell’immersione in contesti complessi e conflittuali la chiave di un’esperienza che rappresenta un antidoto a tutte le forme di violenza. Dare continuità ai Corpi Civili di Pace diventa, quindi, una priorità da perseguire, valorizzando così il ruolo dei giovani e delle giovani nella trasformazione nonviolenta dei conflitti e nella costruzione della Pace. L’evento è stato realizzato pochi giorni dopo il lancio della nuova fase della Campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da rete Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e CNESC, che propone una legge di iniziativa popolare per istituire un Dipartimento per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta (DCNAN), con il compito strategico di coordinare anche i CCP e di raccordarsi con il Servizio Civile Universale.
Volontariato in calo, ma cresce la voglia di impegnarsi: i dati dell’Osservatorio
Osservatorio Volontariato – Domani a Modena la presentazione dei primi dati della ricerca di Aiccon sul dono e l’agire gratuito. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Negli ultimi 10 anni è calato il numero dei volontari, ma c’è voglia di impegnarsi o di tornare a farlo: a dirlo sono alcune anticipazioni dell’Osservatorio sul volontariato, promosso da Aiccon in collaborazione con il Forum Terzo Settore e CSVNet che sarà presentato domani nell’ambito di Modena Capitale del Volontariato.
Il 54% degli ex volontari vorrebbe tornare a donare il proprio tempo, percentuale che sale al 77% tra i più giovani; oltre la metà degli under 25, inoltre, potrebbe iniziare a fare volontariato nei prossimi 6 mesi.
Gratta e vinci da 30 euro, Mettiamoci in Gioco: cresce il rischio dipendenza
L’azzardo alza la posta – Mettiamoci in Gioco critica i nuovi gratta e vinci da 30 euro. Una cifra – spiegano – che segna un ulteriore salto di qualità nell’offerta del gioco d’azzardo istantaneo in Italia, sempre più costoso, sempre più veloce, sempre più pericoloso.
Il Gratta e Vinci, infatti, è tra le forme di azzardo più compulsive: il risultato è immediato, la giocata dura pochi secondi e la perdita spinge subito a tentare di nuovo.
È lo stesso meccanismo delle slot machine, ma in formato tascabile. Con una differenza: qui bastano pochi minuti per arrivare a spendere cifre molto alte.
Con i biglietti da 30 euro il rischio aumenta in modo evidente: bastano 10 biglietti per spendere 300 euro, 20 biglietti per spenderne 600. Non è più un gioco popolare da pochi euro, ma un azzardo ad alta intensità economica che colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione, quelle che cercano nel “colpo di fortuna” una via d’uscita alle difficoltà quotidiane.
Questo nuovo prodotto non arriva in un territorio vuoto, ma in un Paese già invaso dall’offerta di azzardo: slot, scommesse, gratta e vinci, gioco online.
L’introduzione di gratta e vinci da 30 euro aumenta ancora l’offerta e alza la soglia di spesa, alimentando un meccanismo che troppo spesso trasforma la speranza in perdita e la fragilità in guadagno per il sistema dell’azzardo.
La domanda allora non è se si vincerà o si perderà, ma che tipo di società stiamo costruendo se continuiamo ad aumentare l’offerta di azzardo, rendendolo sempre più costoso, veloce e accessibile ovunque.
Perché quando la speranza viene venduta a 30 euro a biglietto, il rischio è che a pagare siano sempre gli stessi: i più deboli.




