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Servono risposte


Le Associazioni “Hermes” e “Oltre lo sguardo” scrivono alla Commissione per i diritti umani del Senato: “Pur ritenendo lodevoli gli intenti e le richieste espressi nella recente Risoluzione della Commissione sul diritto ad una vita libera e dignitosa delle persone con disabilità – scrivono Elena Improta e Loredana Fiorini – abbiamo riscontrato nella pratica una diffusa indifferenza istituzionale alle problematiche poste da quella Risoluzione, sia rispetto alle persone con disabilità che ai loro caregiver”.

La banalità del male


L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti scende in campo contro un ultimo brutto episodio accaduto a Roma. Il servizio di Paolo Andruccioli.

L’associazione nazionale che rappresenta circa due milioni di cittadini con disabilità visiva chiede più tutela per i diritti e stigmatizza l’ennesimo episodio di intolleranza e violenza accaduto pochi giorni fa in Via dei Platani nel quartiere romano di Centocelle. Coinvolta una coppia di residenti, Alessandro Napoli e Sonia Gioia che sono stati minacciati e percossi da un automobilista malgrado avessero attraversato sulle strisce pedonali e fosse perfettamente riconoscibile il loro stato di disabilità.

Ecco le parole del presidente Mario Barbuto: “Come Uici esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il massimo sconcerto. Episodi di questo tipo devono far riflettere e spingere tutti a fare quadrato per riaffermare una cultura della convivenza civile e del rispetto”.

Una decisione saggia


“L’annuncio del commissario Arcuri per l’inizio delle vaccinazioni delle persone con disabilità visiva a partire dal primo febbraio prossimo rappresenta un segno di civiltà che premia le insistenze della nostra Associazione a tutela di una categoria di cittadini maggiormente esposti a rischio contagio, inclusi i propri accompagnatori”. Lo ha dichiarato Mario Barbuto, presidente Uici, l’Unione delle persone cieche e ipovedenti commentando la notizia sull’organizzazione delle vaccinazioni.

Quel turismo dimenticato


L’Italia continua ad essere il fanalino di coda in Europa e nel mondo come meta da raggiungere per le persone con disabilità, anche se, secondo alcune indagini, il mercato potenziale parla di circa 268 milioni di utenti con una media di spesa di circa 620 euro giornaliera che significa una spesa potenziale di circa 166 miliardi.

Il cliente meno considerato è quello over 65, che costituisce il 19% della popolazione mondiale, che diventerà il 34% nel 2030. Si tratta di persone che hanno patologie e quindi esigenze particolari e specifiche, ma che proprio per questo hanno diritto come tutti ad andare in vacanza in luoghi belli e accessibili.

Taglio immorale


Questo è uno scippo ai danni dei “malati rari, un furto di 5 milioni di euro destinati a salvare il futuro, la salute, la vita dei neonati italiani”. Non usa mezzi termini Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Omar (Osservatorio Malattie Rare), nel commentare l’eliminazione dalla Legge di Bilancio del finanziamento per lo screening neonatale esteso a malattie neuromuscolari come la Sma (atrofia muscolare spinale), alle immunodeficienze severe e alle patologie da accumulo lisosomiale.

Il virus del carcere


Antigone presenta l’analisi del 2020 con la pandemia nei penitenziari. Il servizio è di Fabio Piccolino.

“Investire i fondi del Recovery Fund destinati alla giustizia per innovare un sistema che ha bisogno di modernizzazione, creatività e investimenti nel campo delle risorse umane”: sono le prospettive di Patrizio Gonnella nel report di fine anno di Antigone, che fotografa lo stato delle strutture detentive italiane.

Il 2020 ha fatto risaltare ancora di più le criticità degli istituti penitenziari e i problemi derivanti dal sovraffollamento, messi in evidenza dalla necessità del distanziamento sociale.
Per questo, auspica Gonnella, “Quello che serve è investire nelle misure alternative, più economiche e più utili nell’abbattere la recidiva rispetto al carcere. Si devono inoltre ristrutturare le carceri esistenti, potenziando le infrastrutture tecnologiche per assicurare formazione professionale e video-colloqui”.

Vaccino per tutti


Nel novembre del 2018 l’Assemblea generale dell’Onu decreta l’istituzione di una giornata internazionale dedicata all’alfabeto braille e sceglie il 4 gennaio (in concomitanza con la nascita di Louis Braille) come data per la sua celebrazione. Cade proprio oggi, per la seconda volta dopo quella dello scorso anno, la giornata volta a riconoscere l’uso del linguaggio scritto come essenziale per la piena realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Una lotta alla disuguaglianza che il sistema inventato nel 1829 da Braille ha contribuito a promuovere, cambiando completamente il modo di vivere di milioni di persone con disabilità visiva.

Ancora oggi questo alfabeto inclusivo è indispensabile per scrivere, leggere e comunicare. Lo sa bene l’Unione italiana ciechi e ipovedenti che in occasione di questa ricorrenza ha scelto di richiamare l’attenzione sullo stato di emergenza in cui versano le persone con disabilità visiva nel corso della pandemia, chiedendo massima attenzione e impegno alle Istituzioni del Paese. Sottolineando la loro fragilità, l’Uici denuncia il fatto che le persone con disabilità visiva sono tra le più esposte al contagio perché “è soprattutto attraverso il tatto che possono interagire con il mondo e compiere gli atti fondamentali della vita”.

“I disabili visivi – commenta Mario Barbuto, presidente dell’associazione – sono tra le persone rese più esposte al rischio di contagio, così come confermato anche da documenti ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Pensiamo, infatti, che per un cieco o un ipovedente il tatto è il principale veicolo di esplorazione e interazione con il mondo esterno, ed essenziale per muoversi nello spazio, studiare a distanza, lavorare, acquistare beni di necessità, evitare pericoli, come dimostra anche l’adozione ormai universale del sistema Braille basato appunto su punti in rilievo percepibili solo al tatto”.

All’improvviso, nel bel mezzo della pandemia, chi non vede è senza dubbio esposto a maggiori rischio: toccare le cose non è mai stato così insicuro. Per questa ragione l’Uici, che rappresenta circa 2 milioni di cittadini, ha richiesto al Ministro Speranza e al Commissario Arcuri “massima attenzione e priorità nell’accesso alla vaccinazione per le persone non vedenti ormai allo stremo dopo mesi di emergenza”. La particolare fragilità degli ipovedenti li rende candidabili a ricevere il vaccino contro il Covid il prima possibile. “I ciechi – prosegue Barbuto – necessitano di priorità e attenzione particolare in questa fase di programmazione degli accessi alla vaccinazione. A questo riguardo come Unione siamo anche disponibili a mettere a disposizione le nostre strutture capillari sul territorio e la nostra conoscenza delle problematiche dei non vedenti per studiare le modalità più opportune per provvedere al più presto alla loro vaccinazione, sia pure nel rispetto delle priorità già definite”.

di Pierluigi Lantieri

Il giusto binario


A causa del perdurare della nuova fase di emergenza sanitaria per la diffusione del Covid-19, il numero di richieste di servizi di assistenza a persone con disabilità e ridotta mobilità ha subito una fortissima contrazione. In questa situazione, Rete ferroviarie ha comunque deciso di mantenere attivo il servizio ma, per ragioni organizzative, è stato necessario l’innalzamento del tempo di preavviso che, dal 1 dicembre, è di 24 ore per tutte le stazioni del circuito di assistenza.

Tutti i numeri dei Csv


Tutti i numeri dei Csv, una rete sempre più aperta al territorio. Conclusa la prima fase
dell’accreditamento, prende forma la riorganizzazione territoriale che condurrà ad una operatività articolata in 49 Centri di servizio per il volontariato. Solo in due casi si è reso necessario un nuovo bando per l’affidamento della gestione. Intanto il Report sulle attività del 2019 conferma la vitalità di questi organismi, diffusi in tutte le province italiane.

Riaprite i circoli


La soppressione dell’art. 108 della Legge di Bilancio è sicuramente una buona notizia, perché evita a moltissime realtà del Terzo Settore di essere assoggettate al regime commerciale. Però non basta. Il Forum terzo settore Piemonte chiede ai parlamentari locali che venga superato il lockdown totale delle attività dei Circoli, compresa la somministrazione, e vengano ampliate le misure di ristoro regionali e nazionali a favore dell’associazionismo.