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La Giornata dei minori


La tutela dei bambini e degli adolescenti ai tempi dell’emergenza sanitaria: è il tema scelto da Regione Toscana e Istituto degli Innocenti per l’evento organizzato in occasione della Giornata internazionale dei diritti del fanciullo in programma per oggi. Lavori aperti dall’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini, conclusioni affidate all’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.

Le statistiche che mancavano


Senza dati attendibili sulla disabilità, difficilmente si potrà arrivare a porre fine alle discriminazioni. Per mettere a disposizione uno strumento che fornisca conoscenze sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzo di queste statistiche, l’IDA (International Disability Alliance), CBM (Christian Blind Mission) hanno prodotto il documento “Disability Data Advocacy Toolkit”, prima preziosa base di lavoro per la tutela dei diritti.

Senza ostacoli


Un progetto di abbattimento delle barriere architettoniche, in diverse aree come spazi urbani, edifici pubblici e scolastici, strutture per il tempo libero, che rispetti la normativa vigente e promuova un “Universal Design” dell’accessibilità. Questo è il titolo e il tema dell’ottavo concorso per geometri per gli Istituti Tecnici che formano i nuovi professionisti del settore. I promotori sono l’Associazione Fiaba e il CnGel, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati.

Mind Inclusion


Una app che si caratterizza come una sorta di Tripadvisor dell’inclusione. È il progetto avviato da due anni, grazie a un finanziamento europeo, da un consorzio che ha per capofila la vicentina Cooperativa Margherita di Sandrigo. Il progetto punta a trovare soluzioni sostenibili e inclusive che permettano alle persone con disabilità, soprattutto intellettiva, di partecipare maggiormente alla vita sociale, in particolare attraverso l’uso di strumenti tecnologici, utili a superare gli ostacoli presenti nei luoghi pubblici.

Sondaggio bocciato


 “Quel questionario della Commissione Europea che chiede ai minori di esprimere un’opinione sul rispetto dei loro diritti, non è stato costruito in chiave inclusiva e quindi non consente di parteciparvi ai giovani con disabilità intellettiva, sensoriale o con deficit di comunicazione”.

La denuncia arriva dalla Federazione Ledha, (180 organizzazioni di persone con disabilità e loro familiari in Lombardia), che ora invita la Commissione Europea “a mettere da parte le discriminazioni e a rendere accessibile quel questionario, secondo gli standard richiesti”.

Docenti di sicurezza


Chi meglio delle persone che hanno vissuto un incidente stradale, con la conseguente disabilità, possono veicolare a giovani ragazzi e ragazze il messaggio “Non buttate via la vita in un secondo”, basato sull’educazione e la sicurezza stradale?

Lo pensa l’Associazione DD-Diversamente Disabili, che ora ha avviato uno specifico progetto fatto di incontri con gli alunni e le alunne delle scuole medie e superiori, per sensibilizzarli sull’importanza dell’educazione e della sicurezza stradale.

La Provincia che non ama gli anziani


Sorpresa e disappunto da parte delle associazioni di volontariato altoatesine. Con una burocratica comunicazione dell’Ufficio Anziani e distretti sociali della Provincia di Bolzano, Auser, Anteas e Ada si sono viste decurtare i contributi per la gestione ordinaria. Tagli fra il 15 e il 20%. La motivazione? Le attività sarebbero rimaste ferme a seguito dei provvedimenti anti-Covid. Risposta delle associazioni: “Tutto falso. Noi non ci siamo mai fermati, cancellare il provvedimento”.

L’alleato del virus


L’ultima conferma è arrivata ieri: la Corte di giustizia europea ha stabilito che, tra il 2008 e il 2017, l’Italia ha violato in maniera sistematica e continuativa i valori limite sull’inquinamento dell’aria e non ha adottato misure adeguate alla riduzione delle polveri sottili. Polveri che nel nostro Paese costano la vita ad almeno 60 mila persone ogni anno. Ma la notizia ha anche un altro risvolto: è l’ennesima prova che esiste una correlazione tra inquinamento atmosferico e letalità del Covid-19.

Sotto tiro


Negli ultimi due anni sono stati uccisi meno inviati di guerra, ma più giornalisti d’inchiesta. Lo dicono le Nazioni Unite. Il servizio di Paolo Andruccioli.

Nel biennio 2018-2019 è diminuito il numero di reporter uccisi in zone di guerra (67), mentre sono aumentati i giornalisti assassinati per i loro lavori di inchiesta: corruzione nella politica, violazioni dei diritti umani e reati ambientali (89). Il dato emerge dal rapporto sulla sicurezza degli operatori dell’informazione pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda il giornalismo d’inchiesta le percentuali ci dicono che ormai sei omicidi su dieci avvengono in regioni non in guerra. Un dato confermato anche dal Paese che detiene il primato: il Messico, con 25 professionisti assassinati nel periodo di tempo considerato.

Brutto effetto


La didattica a distanza ha anche i suoi pesanti risvolti negativi. “Dalla Cina ci arrivano i primi studi sull’effetto del lockdown: aumentano l’irritabilità e i disturbi del sonno. I nostri giovani pazienti trascorrono almeno 4 ore in più al giorno sul letto o con il tablet”.

L’allarme del dottor Stefano Vicari – ospedale Bambino Gesù di Roma – è stato rilanciato da Redattore Sociale: “Iniziamo ad avere dati anche su quelle che chiamiamo popolazioni speciali, ovvero bambini e ragazzi con disturbo neuropsichiatrico”.