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Attenzione alta


In uno scenario come quello della pandemia da coronavirus, in cui i problemi di chi è affetto da una malattia rara sono aumentati in modo esponenziale, l’intergruppo parlamentare dedicato a queste patologie ha deciso di elaborare – in un documento condiviso da una rappresentanza ampia e competente di Associazioni – una relazione programmatica sul tema, che verrà presentata dopodomani, 9 settembre, durante una conferenza stampa online, realizzata in collaborazione con l’Omar (Osservatorio Malattie Rare). Questa attività viene promossa per non far calare l’attenzione sul diritto alla salute di migliaia di persone.

Discriminazioni senior


A 65 anni la persona con disabilità, agli occhi del nostro ordinamento e del sistema di welfare, cessa di essere considerata tale e diventa anziana non autosufficiente. Le conseguenze di questo automatismo, a partire dall’interruzione del progetto individuale di vita, non solo sono ingiustificate, ma anche illegittime»: è questa la conclusione dell’analisi di Giulia Bassi sulla disabilità “che diventa anziana”, studio condotto nell’ambito di un progetto sulla multi-discriminazione promosso dalla Federazione FISH e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Covid, la proposta della Fish


In questi giorni la Federazione per il superamento dell’handicap ha presentato in sede ministeriale un documento di “Considerazioni sulla bozza di Linee Guida per la compilazione del nuovo PEI”, il Piano Educativo Individualizzato riguardante gli alunni e le alunne con disabilità di ogni ordine e grado di scuola.

Tra i punti ritenuti imprescindibili dalla Federazione, vi è la verifica di fine anno del PEI, con la proposta del sostegno didattico, dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione, nonché la necessità di rendere co-protagonisti i genitori nelle varie scelte.

Violata la Convenzione Onu


La denuncia arriva dal Fid, il Forum Italiano sulla Disabilità e si riferisce a notizie e fenomeni che si sono sommati in questi ultimi mesi: il numero elevato di decessi nei servizi residenziali, il confinamento di persone con disabilità in casa, la mancanza di dati sulla quantità e qualità delle disposizioni per le misure alternative durante la “quarantena”, l’abbandono di 3 milioni di famiglie con una o più persone con disabilità.

Tutti questi elementi hanno contribuito a determinare un’unica grande violazione dei diritti umani che potrebbe equivalere a “Tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti”.

Superticket addio


La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2020, entra in vigore da oggi. Non si pagheranno più i 10 euro sulle prestazioni sanitarie. Il servizio di Paolo Andruccioli.

“Nel segno dell’universalità prosegue l’impegno del governo per rendere più accessibile la sanità pubblica”, ha scritto su Twitter il ministro Gualtieri. Soddisfazione da parte delle organizzazioni sociali. Per Cittadinanza attiva si tratta di un risultato importante frutto anche della mobilitazione degli ultimi mesi, mentre il Tribunale dei diritti del malato ricorda la petizione che ha raccolto più di 35 mila firme. Per il Codacons si elimina un balzello discriminatorio. Giusta ed equa l’abolizione anche per Cgil, Cisl, Uil, mentre per l’Ordine degli infermieri ora i cittadini potranno ricominciare a rivolgersi alla sanità pubblica.

Spreco scandaloso


A Siracusa 10 milioni di euro per la non autosufficienza restano inutilizzati su tutto il territorio provinciale e ben 4 sono bloccati nel distretto socio sanitario del capoluogo. È il grido di denuncia e protesta che giunge dall’ANFFAS, l’Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi.

Uniti per “Numero Zero”


Fare inclusione e dare autonomia lavorativa e abitativa ai pazienti psichiatrici. Con questi obiettivi parte il crowdfunding, sulla piattaforma produzionidalbasso, promosso dall’Associazione RealMente, in collaborazione con la Fondazione La Città del Sole – Onlus. La raccolta fondi servirà a finanziare diversi progetti, tutti volti a creare inclusione attraverso attività concrete che mettono al centro in maniera attiva ragazze e ragazzi in carico ai Servizi di Salute Mentale in Umbria.

Un ristorante inclusivo, la radio, un festival di cinema sociale e il progetto di autonomia abitativa: parte da Perugia il crowdfundig che mette al centro i pazienti psichiatrici. È un luogo aperto, un vero e proprio centro culturale dove si alternano nel corso dell’anno eventi, musica, rassegne di cinema, incontri e laboratori. Al centro di tutto c’è il ristorante, dove il 50% del personale di cucina e sala è costituito da ragazzi in carico ai Servizi psichiatrici territoriali. Si chiama “Numero Zero”, contenitore polifunzionale e ristorante, che lancia la raccolta fondi per potenziare le sue attività e assumere altre 5 persone.

Si tratta di un’attività senza fini di lucro e tutti i proventi vengono utilizzati per dare sostenibilità al lavoro dei dipendenti e per finanziare le attività dell’Associazione, che dal 2016 crea progetti socio culturali per persone con disabilità psichica e mentale attraverso diversi mezzi, tra cui il cinema e la radio. Il crowdfundig, infatti, servirà a finanziare anche altri 3 progetti di inclusione sociale, quali la radio, il festival e Prisma: esperienze fondamentale per il mantenimento di una vita indipendente e dignitosa delle persone coinvolte.

 

 

 

Social Big Data


Le amministrazioni locali si preparano a gestire una richiesta in forte crescita viste le previsioni sul peggioramento della condizione delle famiglie con l’aumento della disoccupazione e della povertà. I vecchi metodi artigianali non bastano più. Ed è per questo che si stanno sperimentando nuove formule di gestione degli sportelli con il pubblico basate su grandi numeri e previsioni statistiche.

Un ambulatorio da riaprire


Dalle 8.30 alle 12 di questa mattina, a Roma, i genitori dei bambini in cura al reparto di neuropsichiatria infantile di Villa Fulvia hanno dato vita a una protesta in via Brighenti sotto la sede della Asl. “Vogliamo risposte certe”, sottolineano le famiglie dei 150 bimbi in cura nella struttura capitolina.

“Siamo in casa da marzo e dal 18 maggio andiamo avanti solo con la teleriabilitazione”, proseguono i genitori, ricordando come le altre strutture accreditate della Regione Lazio siano ripartite. Poi un appello al direttore generale della Asl Roma 2, Flori Degrassi: “La direzione sanitaria deve dare una spiegazione. 150 bambini vogliono tornare dai loro terapisti e alla loro quotidianità”.

Spazi cercasi


Secondo un report commissionato da “Con i Bambini” e Openpolis, che analizza la situazione dell’edilizia scolastica in Italia in vista della riapertura di settembre, circa il 77% degli edifici è stato costruito già con questa funzione, mentre quasi uno su quattro è stato riadattato solo in seguito. Le percentuali variano da regione a regione. Si trovano al di sotto della media nazionale Campania (61% di edifici costruiti appositamente per uso scolastico), Emilia-Romagna (69%), Umbria e Calabria (70%), Lazio (73%), Liguria e Puglia (75%).