Incertezze per il futuro – Secondo i dati del Global Risks Report pubblicati dal World Economic Forum, i rischi globali più urgenti percepiti a breve e lungo termine riguardano disinformazione, sicurezza internazionale, negazione dei rischi ambientali e aumento della competizione per l’accesso alle risorse.
Allarme povertà – A Milano tre persone senza dimora morte in pochi giorni, nel 2025 sono state 414 mentre stentano le politiche di inclusione. Ascoltiamo Antonio Russo, portavoce Alleanza contro la povertà.
Tra futuro e vulnerabilità – Una nuova indagine promossa da Salesiani per il sociale e realizzata da AstraRicerche su un campione di quasi 1.100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni restituisce l’immagine di una generazione in bilico tra il desiderio di futuro e una diffusa vulnerabilità emotiva: solo poco più della metà dei giovani si dichiara soddisfatta di sé, mentre 1 su 2 si sente stressato e sotto pressione.
Ragazzi fuori – Ieri davanti alla scuola di La Spezia protesta degli studenti e il dolore dei parenti dopo l’omicidio del 18enne Abnou. Ascoltiamo le loro voci.
La settimana della Memoria – Da oggi fino al 27 gennaio un calendario di eventi in tutta Italia per il Giorno della Memoria dell’Olocausto. Tanti i momenti a Milano, 40 le iniziative a Roma, A Ferrara, Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah offre ingressi gratuiti e organizza incontri per le scuole, A Firenze, si tengono eventi al Memoriale delle Deportazioni, il Museo Novecento e il MAD Murate Art District.
Una festa internazionale – Da Milano a Napoli la comunità senegalese ha festeggiato nelle piazze e nelle strade la vittoria della Coppa d’Africa dopo la turbolenta finale contro il Marocco. La presenza radicata in molte città attraverso il calcio rende visibile la presenza di prime e seconde generazioni tra le più numero nel nostro Paese.
Liberare l’Iran – In diverse città italiane sit-in e manifestazioni contro il regime degli Ayatollah. Ascoltiamo la voce di un’attivista di Donne, vita libertà in piazza a Roma.
Un carrello pesantissimo – I dati Istat sull’inflazione mostrano un tasso che a questi livelli ha ricadute medie di +489 euro annui a famiglia. Dal 2021 al 2025 i prezzi dei beni del carrello della spesa segnano +24%. Per Federconsumatori “necessari controlli severi e sostegno al potere di acquisto”.
Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +489,00 euro annui.
Ma quello che davvero risulta insostenibile è l’aumento registrato negli ultimi anni: l’Istituto di Statistica indica come, tra il 2021 e il 2025, il tasso relativo al carrello della spesa abbia conosciuto una crescita del 24% (un tema su cui l’Antitrust ha appena avviato un’indagine a cui stiamo collaborando).
Questi dati, uniti a quelli sull’andamento dei redditi e sulle ulteriori ricadute in vista nel 2026 (il nostro Osservatorio prevede rincari di +672,60 euro annui a famiglia, dovuti anche all’impatto dell’incremento delle accise sul diesel per la distribuzione dei beni di largo consumo), dovrebbero allarmare il Governo e spingerlo a intervenire concretamente, in maniera decisa e non con le solite misure spot, per sostenere il potere di acquisto delle famiglie. In caso contrario, queste ultime saranno costrette a ulteriori tagli e rinunce, con la crescita di disparità e disuguaglianze, anche in campo alimentare, e con effetti negativi sull’intero sistema economico.
Sguardo al futuro – In Italia gli enti di Terzo Settore guidati da under 35 sono solo il 7%, ma si distinguono per rinnovamento, equilibrio di genere e forte radicamento territoriale. È una delle evidenze di “Verso una nuova leadership del Terzo Settore”, indagine di Percorsi di Secondo Welfare fatta insieme all’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Lo studio è stato realizzato nell’ambito del premio “GenP”, promosso da Acri per premiare le organizzazioni non profit che promuovono la partecipazione giovanile.
Un colpo ai diritti – Detenzione dei migranti, pene ai 12enni e attacco al dissenso: proteste per il nuovo pacchetto sicurezza. Ascoltiamo Susanna Marietti, coordinatrice di Antigone.
Il Governo ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza composto da un decreto legge e un disegno di legge che, nel loro insieme, se sommati al precedente decreto sicurezza approvato definitivamente nel giugno scorso, configurano uno dei più gravi attacchi alla libertà di protesta e alle garanzie costituzionali della storia repubblicana recente.
L’Esecutivo torna a intervenire con misure che rafforzano un approccio repressivo e securitario, riducendo in modo sistematico il ruolo del controllo giurisdizionale e comprimendo diritti fondamentali.
Le due proposte, pur diverse per natura e funzione, si muovono nella stessa direzione: trasformare il diritto penale e amministrativo in uno strumento di gestione del consenso e dell’ordine pubblico, mettendo insieme categorie eterogenee – persone migranti, minorenni, attivisti, autori di reati comuni – come se fossero un unico problema di sicurezza.
Nel disegno di legge emerge un marcato inasprimento delle pene, con un evidente stravolgimento del principio di proporzionalità. Per alcuni reati contro il patrimonio, come il furto in abitazione, si arriva a prevedere pene fino a dieci anni di reclusione, equiparabili a quelle previste per delitti di ben altra gravità. Una scelta che segna un arretramento culturale e giuridico profondo. Sempre nel DDL trovano spazio disposizioni rivolte alle persone migranti, tra cui l’ipotesi di blocco navale temporaneo deciso dall’Esecutivo, senza un adeguato controllo giurisdizionale. Una misura che solleva gravi profili di illegittimità costituzionale e di contrasto con il diritto internazionale del mare.
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