Notizie

Attacco all’Iran, Terzo settore unito: la guerra non è la soluzione

di Redazione GRS


Fermare l’escalation – Preoccupazione del mondo del terzo settore italiano per l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il servizio di Fabio Piccolino.

Ogni ulteriore azione militare comporta conseguenze dirette sui civili, sulle infrastrutture essenziali e sugli equilibri geopolitici, con ripercussioni sulla sicurezza globale. Lo dice AOI dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Questo attacco – spiegano – rischia di provocare un allargamento del conflitto dalle conseguenze imprevedibili. Secondo Acli ci troviamo di fronte ad una drammatica affermazione della legge del più forte, e della guerra come unica arma di risoluzione delle controversie internazionali. Per Arci i bombardamenti non aprono scenari di libertà, ma moltiplicano guerra, sofferenza e instabilità.

Biennale Legacoop, IA e cooperazione: etica e uomo-macchina al centro

di Redazione GRS


Una governance democratica – Questa è la proposta uscita dalla Biennale dell’economia cooperativa di Genova promossa da Legacoop con Coopfond, Fondazione Barberini e Fondazione Pico dove si è discusso dell’Intelligenza artificiale. In un contesto segnato dall’espansione della gig economy, sono stati rilanciati i temi etici del sapere e del rapporto uomo macchina.

Caccia, associazioni: oltre 400mila firme contro le nuove norme

di Redazione GRS


Tutela della biodiversità – Sono oltre 400 mila le firme raccolte da Legambiente, Lipu, Wwf e Fondazione Capellino per dire no alle modifiche della legge sulla tutela della fauna. L’iniziativa chiede di non estendere la caccia a nuove specie e di vietare pratiche crudeli come la cattura degli uccelli selvatici e l’uso dei richiami vivi.

Cutro, tre anni dopo: 600 morti in mare dall’inizio del 2026

di Redazione GRS


Memoria viva – Nel terzo anniversario della strage di Cutro, costata la vita a 94 persone, Medici Senza Frontiere ricorda che dall’inizio dell’anno oltre 600 persone risultano già morte o disperse in mare, spiegando che dopo quella tragedia nulla è stato fatto per evitare che accada di nuovo.

Tre anni dopo il naufragio di Cutro continuiamo ad assistere a nuovi naufragi e a nuove morti in mare, in particolare nel Mediterraneo centrale.

Cosa significa? Nulla è cambiato e le stragi in mare non si sono fermate. Dopo il 26 febbraio 2023 ci saremmo aspettati un rafforzamento delle capacità di ricerca e soccorso, ma questo non è avvenuto. Né le istituzioni europee né il governo italiano si sono mobilitati per riattivare un meccanismo stabile e coordinato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Piuttosto, hanno penalizzato e criminalizzato ogni iniziativa della società civile in mare, ostacolando i soccorsi, mentre continuano a mancare alternative sicure e legali per chi cerca asilo in Europa.

Gli unici provvedimenti del governo italiano hanno interessato le navi delle organizzazioni umanitarie, limitando la loro capacità attraverso l’obbligo di dirigersi senza ritardo verso il porto assegnato dopo un singolo intervento, l’assegnazione sistematica di porti lontani e la previsione di sanzioni amministrative e fermi in caso di presunte violazioni.  Con il decreto che è stato varato all’indomani del naufragio del 26 febbraio, rinominato decreto-Cutro, sono state modificate le norme in materia di protezione speciale e di accoglienza, con un impatto diretto sulle condizioni delle persone richiedenti asilo e rifugiate in Italia.

Da ultimo, un recente disegno di legge prospetta l’interdizione fino a 6 mesi dall’accesso alle acque territoriali per le navi delle ONG, prevista in casi formulati in modo vago e quindi suscettibili di ampia discrezionalità. Una misura che rischia di ostacolare ulteriormente un obbligo sancito dal diritto internazionale: salvare vite umane in mare.

Intanto, in Europa, nuove proposte legislative, volte ad anticipare l’attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, spingono per ancor più rigide procedure di frontiera e rimpatri, l’ampliamento della lista dei cosiddetti paesi di origine sicuri e la possibilità di trasferimenti verso stati terzi, di fatto minando le basi del diritto d’asilo.

In questo contesto, mentre le organizzazioni civili di soccorso continuano a operare nel rispetto del diritto internazionale, le strette al soccorso civile nel Mediterraneo introdotte negli ultimi mesi ne hanno ridotto la presenza in mare e mettono a rischio il lavoro delle navi umanitarie, e con esso la vita di chi attraversa la rotta in cerca di un futuro migliore.

Senza un rafforzamento delle attività di ricerca e soccorso e senza canali di accesso legali e sicuri, il rischio di ulteriori tragedie resta elevato. Il prezzo da pagare restano le vite delle persone migranti.

Pagamenti digitali, solo il 20% degli italiani si sente sicuro

di Redazione GRS


Pronti a Contare – Le associazioni dei consumatori hanno presentato i risultati dell’indagine sulle competenze finanziarie degli italiani. Il servizio di Patrizia Cupo.

Solo il 20% degli italiani si sente “molto sicuro” dei pagamenti digitali, mentre la maggioranza è preoccupata per le truffe online; quasi la metà dichiara di controllare sempre entrate e uscite, eppure la percezione di controllo supera spesso la realtà, mentre persistono incertezze diffuse tra carta di credito e carta di debito. È la fotografia dell’indagine Pronti a Contare promossa dalle associazioni dei consumatori, con Adiconsum capofila, su un campione di 2000 cittadini. Le soluzioni proposte dalle organizzazioni prevedono più educazione finanziaria, sportelli di consulenza e maggiore collaborazione con le istituzioni.

Le Associazioni dei Consumatori Adiconsum (capofila), Codacons, Confconsumatori, CTCU, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino – tutte componenti del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti – presentano oggi i risultati del progetto PRONTI A CONTARE, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi del D.D. del 12 maggio 2025.

L’indagine, condotta con questionario online su un campione di oltre 2.000 associati rappresentativi di tutte le regioni italiane, fotografa un’Italia in transizione: alta fiducia nelle proprie capacità finanziarie, ma competenze oggettivamente insufficienti, forte esposizione dei giovani ai nuovi strumenti di credito e domanda massiccia di educazione finanziaria.

I principali risultati

Sovrastima delle competenze: l’83% degli intervistati si attribuisce competenze finanziarie “buone, alte o molto alte”, ma quando si verificano le conoscenze concrete emergono lacune significative (in linea con Eurobarometro 2023 e OCSE-PISA). Il 48,9% dichiara di controllare sempre entrate e uscite, eppure la percezione di controllo supera spesso la realtà.
Confusione sui mezzi di pagamento: persistono incertezze diffuse tra carta di credito e carta di debito; molti non distinguono correttamente funzioni e rischi.
Pagamenti digitali: solo il 20% si sente “molto sicuro”; oltre il 70% è preoccupato o molto preoccupato per le truffe online. Il 38,9% riconosce che semplificano la gestione del denaro, ma la cautela resta elevata.
Buy Now Pay Later (BNPL): utilizzato dal 22% del campione, con picchi del 44% tra i 18-24 anni e del 34,3% tra i 24-35 anni. Il 30% non conosce affatto i rischi associati e solo il 16,7% si dichiara completamente informato sui rischi.
Microtransazioni e gaming: fenomeno limitato (13% delle famiglie), ma il 75% le considera rischiose se non monitorate. Gli utenti abituali mostrano maggiore fiducia nei pagamenti digitali ma minore attenzione ai rischi.
Gap di genere: il 53% degli uomini dichiara competenze finanziarie elevate (20,3% “molto preparato” su prestiti e carte), contro il 43,6% delle donne (solo 12,2% “molto preparata”).
Giovani più esposti: nella fascia 18-24 anni solo il 50% tiene traccia di entrate/uscite (contro il 77% degli over 65) e solo il 20% dei giovani (18-34 anni) legge e comprende senza difficoltà le condizioni di prestiti, carte e BNPL.
Divari territoriali: capacità di far fronte a spese impreviste: Nord 53,5%, Centro 35,8%, Isole 35,4%, Sud appena 23,9%.
Reddito e comportamenti: chi ha redditi superiori a 50.000 € si sente “molto preparato” su prestiti e carte nel 31,4% dei casi; la quota crolla al 15% sotto i 15.000 €.

Cosa chiedono i cittadini

Le soluzioni prioritarie indicate dal campione sono chiare:

64,9% corsi di educazione finanziaria nelle scuole
47,7% corsi per adulti
46,4% maggiore chiarezza da banche e finanziarie
36,5% consulenza personalizzata presso enti del Terzo Settore (più del doppio rispetto agli istituti di credito)

Le proposte delle Associazioni dei Consumatori
Le sei Associazioni lanciano un appello concreto alle istituzioni e al mondo finanziario:

Realizzare iniziative strutturate di educazione finanziaria mirate a giovani e donne
Istituire sportelli di consulenza finanziaria presso le Associazioni dei Consumatori (come previsto dalla Direttiva UE 2023/2225)
Promuovere campagne congiunte sulla sicurezza dei pagamenti digitali e sull’euro digitale
Coinvolgere banche e operatori (IMEL, IP) per informative chiare e trasparenti
Creare un tavolo permanente di co-progettazione tra Associazioni Consumatori e Istituzioni per azioni concrete di alfabetizzazione finanziaria.

Le Associazioni sottolineano come: La vera resilienza finanziaria nasce da un approccio al debito prudente, attento e ben informato, assistito in modo competente e soprattutto disinteressato. Le Associazioni dei Consumatori sono pronte a fare la loro parte: siamo il punto di riferimento più affidabile per milioni di famiglie italiane.

Malattie rare, appello per diagnosi precoci e cure accessibili

di Redazione GRS


Uniamo le forze – Domani è la giornata mondiale delle malattie rare. Sono 2 milioni i pazienti in Italia e soprattutto bambini. La rete Uniamo, insieme alle Società scientifiche pediatriche, lanciano un appello per garantire diagnosi precoci e accesso reale alle terapie. Eventi di informazione e sensibilizzazione in tutto il Paese.

La Giornata, istituita nel 2008, cade il 29 febbraio, un giorno raro per i malati rari. Negli anni non bisestili, si celebra convenzionalmente il 28 febbraio. Ma sempre di più, negli ultimi anni, si parla del mese delle malattie rare.
E’ l’occasione giusta per intraprendere attività, azioni e iniziative pubbliche per far concentrare e focalizzare l’attenzione sulle necessità e i bisogni che la convivenza con una malattia rara comporta nel quotidiano, per i pazienti e per i loro familiari.

Servizio Civile, bando 2026-2027: oltre 65mila posti

di Redazione GRS


Opportunità per il futuro – È stato pubblicato il nuovo bando per il Servizio Civile Universale che mette a disposizione 65.964 posti per operatrici e operatori volontari da avviare in progetti in Italia e all’estero tra il 2026 e il 2027. Ci sono oltre 3mila posti in più rispetto al bando precedente.

La suddivisione dei 65.964 posti a disposizione sarà la seguente:

64.479 operatori volontari saranno avviati in servizio in 2.635 progetti, afferenti a 548 programmi di intervento, da realizzarsi in Italia;
1.485 operatori volontari saranno avviati in servizio in 204 progetti, afferenti a 54 programmi di intervento, da realizzarsi all’estero.

I progetti hanno una durata tra 8 e 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali oppure con un monte ore annuo che varia, in maniera commisurata, tra le 1.145 ore per i progetti di 12 mesi, le 1.049 ore per i progetti di 11 mesi, le 954 ore per i progetti di 10 mesi, le 859 ore per i progetti di 9 mesi e le 765 ore per i progetti di 8 mesi articolato su cinque o sei giorni a settimana.