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Calcio femminile, Fifa cambia le regole: più donne in panchina


Quote rosa – La Fifa cambia le regole del gioco: nelle competizioni femminili ogni nazionale dovrà avere almeno due donne nello staff tecnico, di cui una nel ruolo di allenatrice o vice. Non sarà più una scelta, ma un vincolo. Ai Mondiali 2023 solo 12 squadre su 32 avevano una donna in panchina.

La nuova norma debutterà già ai Mondiali Under 20 in Polonia a settembre, per poi diventare strutturale.

La decisione è passata dal Consiglio Fifa e debutterà già ai Mondiali Under 20 in Polonia a settembre, per poi diventare strutturale: Coppa del Mondo 2027 in Brasile e tornei per club inclusi. Il requisito sarà scritto nero su bianco nei contratti di partecipazione.

Il messaggio sottinteso è che la crescita del calcio femminile non può continuare con staff quasi interamente maschili. I numeri, del resto, raccontano un’altra storia. Ai Mondiali 2023 solo 12 squadre su 32 avevano una donna in panchina. E oggi molte di quelle hanno fatto retromarcia, tornando a guide tecniche maschili. Eccezioni virtuose gli Stati Uniti di Emma Hayes e l’Inghilterra di Sarina Wiegman. Sei nazionali – tra cui Argentina, Francia e Marocco – non hanno nemmeno una donna nello staff.

Per la Fifa è dunque il momento di forzare la mano. “Non ci sono abbastanza donne nel calcio, bisogna accelerare”, è la linea ribadita anche da Jill Ellis.

A Roma il premio Sport e Diritti Umani 2026: riconoscimento a Velasco


Valore sociale – Oggi a Roma viene consegnato a Julio Velasco, commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo, il Premio “Sport e Diritti Umani 2026”; menzione speciale per la Palestra Popolare Quarticciolo. Interverranno diverse personalità del mondo dello sport, delle istituzioni e dei diritti umani.

La cerimonia di conferimento del Premio e Menzione Speciale “Sport e Diritti Umani 2026” si terrà il 23 marzo alle 11:30 presso l’Università degli studi di Roma “Foro Italico”. Il Premio sarà assegnato a Julio Velasco, commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo.
La Menzione Speciale andrà all’ASD Palestra Popolare Quarticciolo.
Interverranno diverse personalità del mondo dello sport, delle istituzioni e dei diritti umani.
Intervengono: Massimo Sacchetti, Rettore dell’Università degli studi di Roma “Foro Italico”; Julio Velasco, commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo; Emanuele Agati, boxing coach della ASD Palestra Popolare Quarticciolo di Roma; Ileana Bello, direttrice di Amnesty International Italia; Riccardo Cucchi, presidente della giuria del premio “Sport e diritti umani”; Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana; Luca Musumeci, presidente di Sport4Society; Valerio Piccioni, ideatore e organizzatore de “La corsa di Miguel”; Irma Testa, prima medaglia olimpica italiana nel pugilato femminile (videomessaggio)

“Ricomincio da me”, sport e inclusione per i giovani in provincia di Enna


“Ricomincio da me” – Con il progetto su spazi civici e sport inclusivo, oltre 120 giovani italiani e stranieri hanno partecipato, in provincia di Enna, ad attività sportive, formative e di educazione alimentare. Un’iniziativa di aggregazione che ha restituito alla cittadinanza spazi inutilizzati.

Paralimpiadi Milano-Cortina, record di atlete ma solo cinque italiane


Record fragile – Milano-Cortina 2026 ha segnato un record di partecipazione femminile alle Paralimpiadi, con 160 atlete in gara. Ma tra queste le italiane sono appena cinque: un dato che racconta quanto il cammino dello sport femminile paralimpico nel nostro Paese sia ancora lungo.

Premi olimpici e paralimpici: il nodo dell’inclusione


Non è tutto oro – A Milano-Cortina 2026 il peso delle medaglie non è uguale per tutti gli atleti. Il servizio di Elena Fiorani.

Domenica si chiudono i Giochi Paralimpici invernali, a parte l’entusiasmo per le vittorie e la partecipazione, rimangono questioni aperte, tra cui il vero spirito inclusivo. Che sembra essere messo in discussione anche dai premi stessi. Infatti, chi conquista l’oro alle Paralimpiadi porta a casa 80mila euro in meno rispetto a un collega olimpico. Un divario che, considerando i costi spesso elevati della preparazione paralimpica, pesa ancora di più. A livello fiscale la parità è già realtà: infatti, tutti i premi olimpici sono esentasse: la sfida aperta rimane quella della cifra lorda. Mentre l’Italia procede a passi graduali, gli Stati Uniti hanno unificato i premi nel 2019 mentre Francia e Australia lo hanno fatto in occasione di Parigi 2024.

Sport e inclusione: a Roma una scuola calcio gratuita per ragazzi dai 7 ai 14 anni


Sport e solidarietà – A Roma è nata la scuola calcio completamente gratuita, per permettere ai bambini tra i 7 e i 14 anni con famiglie in condizioni economiche complicate o difficoltà sociali, di fare sport. L’iniziativa è partita da un’idea di Renato Miele, ex calciatore della Lazio. Per iniziare parteciperanno 20 bambini e bambine, non solo romani, che parteciperanno a test, esercizi classici e giochi.

Una scuola calcio, completamente gratuita, per permettere ai bambini tra i 7 e i 14 anni con famiglie in condizioni economiche complicate o difficoltà sociali di fare sport. Da un’idea di Renato Miele, ex calciatore della Lazio e avvocato cassazionista del foro di Roma, nasce il nuovo progetto della Asd Vigor Mellis, con il sostegno del Comune di Roma, che vuole “andare incontro a tutte quelle famiglie che non si possono permettere di pagare una scuola calcio.

Ci rivolgiamo a tutti quei bambini che sono nelle case famiglia per ragioni di carattere sociale, o con difficoltà dovute magari a genitori che hanno problemi con la legge e che, essendo esclusi dalle scuole calcio classiche con l’obbligo del pagamento, non possono partecipare. E anche di allargare l’orizzonte dei futuri atleti”, le parole di Renato Miele.
Parteciperanno al progetto 20 tra bambini e bambine (tra loro anche un palestinese) ucraini, di origine ecuadoregna e peruviana oltre che romani, che saranno guidati nelle sedute tecnico-pratiche tra test, esercizi classici e tanto divertimento. Le sedute tecnico-pratiche inizieranno domani presso il campo sportivo “V. Angelucci” a Roma, e saranno guidate dal direttore tecnico Pietro Ghedin, compagno di Miele alla Lazio e vice allenatore dell’Italia con Trapattoni, che ha sottolineato di voler allenare i “bambini con lo stesso entusiasmo con cui ho allenato la nazionale italiana di calcio e la nazionale di Malta”. In qualità di istruttori ci saranno volti noti del calcio come Bruno Giordano, Odoacre Chierico, Sergio Brio, Giancarlo Oddi, Nando Orsi, Franco Cordova, Michele Sulfaro, Stefano Mauri e tanti altri ancora. “Se questo esperimento riuscirà si potrà pensare in futuro ad un’organizzazione vera e propria di una scuola calcio, ma sempre a disposizione di quei bambini che non possono permettersi di pagare”, conclude Miele.

L’Australia concede asilo a cinque calciatrici della nazionale iraniana


Un silenzio che fa rumore – L’Australia ha concesso asilo a cinque giocatrici della nazionale di calcio dell’Iran in trasferta nel Paese per la Coppa d’Asia, nel timore di subire persecuzioni in patria. La squadra, inclusa l’allenatrice, si era rifiutata di cantare in dissenso con il regime iraniano e la TV di stato iraniana le aveva definite “traditrici” invocando severità in tempo di guerra.

Il 2 marzo il “rumoroso” silenzio durante una partita di Coppa d’Asia, in Australia. Poi il saluto militare nella partita successiva, forse dopo pressioni del regime. Cinque atlete avevano lasciato il ritiro per chiedere asilo politico

L’Australia ha concesso asilo a cinque giocatrici di calcio femminile dell’Iran in trasferta nel Paese per la Coppa d’Asia, nel timore di subire persecuzioni in patria per non aver cantato l’inno nazionale prima di una partita. Lo ha affermato il ministro degli Interni Tony Burke.

La protesta “silenziosa” era avvenuta il 2 marzo scorso prima della partita inaugurale del torneo, persa 3-0 contro la Corea del Sud al Cbus Super Stadium (o Gold Coast Stadium) nel Queensland.

Cinque delle atlete sono fuggite dall’hotel della squadra sulla Gold Coast australiana durante la notte, rifugiandosi in un “luogo sicuro” mentre presentavano la loro richiesta di asilo, ha raccontato Burke ai giornalisti. “Sono state trasferite in un luogo sicuro dalla polizia australiana. Ieri sera ho firmato le loro richieste di visto umanitario”, ha aggiunto. “Sono benvenute in Australia, qui sono al sicuro e dovrebbero sentirsi a casa”.

La squadra, inclusa l’allenatrice Marziyeh Jafari, ha rifiutato di cantare come forma di dissenso contro il regime iraniano. Un gesto simile a precedenti proteste come quella della nazionale maschile ai Mondiali 2022. La TV di stato iraniana ha reagito duramente, definendole “traditrici”, parlando di “colmo del disonore” e invocando severità in tempo di guerra.

Ieri una folla di manifestanti contro il regime iraniano, aveva circondato il bus delle calciatrici per sostenere la loro protesta.

Amnesty International ha avvertito che le atlete potrebbero correre rischi se tornassero in Iran: “non è chiaro quale tipo di punizione potrebbero subire”, hanno detto.

Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran, aveva invitato l’Australia a garantire sicurezza alla squadra. Ha pubblicato sui social le immagini di cinque giocatrici – Fatemeh Pasandideh, Zahra Ghanbari, Zahra Sarbali, Atefeh Ramazanzadeh e Mona Hamoudi – che hanno lasciato il ritiro della squadra e hanno fatto domanda di protezione come rifugiate politiche.

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Tra le voci più note c’è quella della scrittrice J.K. Rowling, che sui social ha scritto: “Please, protect these young women”, ha scritto taggando la Fifa.

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In precedenza, il sindacato dei giocatori FIFPRO aveva invitato la Confederazione calcistica asiatica (AFC) e la Fifa a rispettare i propri obblighi in materia di diritti umani e ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza della squadra iraniana.

“Queste dichiarazioni accrescono notevolmente le preoccupazioni per la sicurezza dei giocatori qualora dovessero tornare in Iran dopo il torneo”, aveva affermato la FIFPRO Asia/Oceania. Da qui l’invito ad “AFC e FIFA a collaborare urgentemente con la Federazione calcistica iraniana, il governo australiano e tutte le altre autorità competenti per garantire che venga fatto ogni sforzo per proteggere la sicurezza dei giocatori”.