Parco Urbano RiBelle – I cittadini di Palermo possono votare per far diventare realtà uno spazio in cui lo sport diventi cultura, inclusione e riscatto sociale. L’associazione “L’arte di crescere” partecipa al bando di Democrazia Partecipata del Comune con un progetto pensato per il quartiere dello Sperone: un’area fitness all’aperto che diventa occasione di profonda rinascita urbana.
Immaginiamo un luogo aperto a tutte e tutti, dove fare sport, incontrarsi, stare insieme e vivere il quartiere in modo completamente diverso. Una visione che punta a scardinare il degrado e a restituire dignità al territorio attraverso la partecipazione attiva. È questo il cuore pulsante di “Parco Urbano RiBelle”, l’ambizioso progetto pensato specificamente per lo Sperone e ammesso al bando di Democrazia Partecipata del Comune di Palermo.
L’iniziativa, promossa dall’associazione “L’Arte di Crescere”, non si limita alla semplice progettazione di un’area fitness all’aperto, ma mira a istituire un vero e proprio spazio di comunità, inclusione e profonda rinascita urbana. L’obiettivo fondamentale è la trasformazione radicale dello sport in veicolo di cultura, cura del territorio e, soprattutto, affermazione del sacrosanto diritto allo spazio pubblico. In questa cornice, il movimento fisico e le attività motorie diventano l’occasione ideale per favorire l’incontro, l’abbattimento delle barriere sociali e una crescita collettiva e sana del tessuto di quartiere.
I dettagli del progetto, mostrati anche nella grafica della locandina ufficiale, evidenziano il contrasto virtuoso tra lo stato attuale di alcune aree verdi del quartiere (oggi spoglie o incolte) e la futura trasformazione: un’oasi urbana attrezzata con strutture moderne per il calisthenics e l’allenamento all’aperto, percorsi fitness inclusivi, strutture ludiche polivalenti e geometriche per i più piccoli, e spazi dedicati a discipline olistiche e di concentrazione come lo yoga. Un connubio perfetto che unisce il benessere psicofisico alla riqualificazione ambientale di un’area periferica strategica della città.
Come sostenere il progetto: la votazione online
Il destino del “Parco Urbano RiBelle” è adesso nelle mani della comunità palermitana. Nelle prossime settimane si aprirà ufficialmente la votazione online sul portale del Comune di Palermo. Potranno esprimere la propria preferenza tutti i cittadini residenti maggiorenni, autenticandosi in modo sicuro tramite le proprie credenziali SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Ogni singolo voto potrà contribuire in maniera decisiva a trasformare un profondo desiderio collettivo in un luogo reale e tangibile, fatto di benessere, accoglienza e riscatto urbano. Trasformare questo grande sogno in realtà è possibile, ma richiede la partecipazione attiva di tutti. L’appello degli organizzatori alla cittadinanza è chiaro e diretto: “Contiamo su di te!”.
Crediti foto: FP
Move Week, torna la settimana europea dello sport per tutti
Move Week – Da lunedì 25 maggio torna la settimana europea del movimento promossa dall’isca-International Sport and Culture Association, con centinaia di eventi in programma. Il servizio di Elena Fiorani.
Torna la Move Week, uno dei più grandi eventi sportivi al mondo per promuovere i benefici della partecipazione regolare allo sport e all’attività fisica. La settimana europea del movimento promossa dall’Isca coinvolgerà 14 paesi europei che organizzeranno 400 eventi sportivi, 100 dei quali si svolgeranno in Italia coordinati e promossi dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti. Nel nostro Paese la manifestazione si prolungherà fino alla Festa della Repubblica, con appuntamenti diffusi tra città, quartieri, scuole, parchi e spazi pubblici. In tutta Europa le proposte saranno varie e adatte ad ogni persona: tra queste figurano una divertente corsa in salita per famiglie a Praga, sessioni di yoga e pilates all’aperto in un parco di Vienna e allenamenti funzionali per bambini a Samuilovo, in Bulgaria.
Crediti foto: Uisp.it
Serie A in campo con Focsiv, CSI e FAO contro la fame nel mondo
Sport contro la fame – I Club di serie A hanno aderito alla campagna promossa da Focsiv e dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con la FAO, per sostenere il diritto al cibo in 26 Paesi del mondo. Attraverso la donazione di maglie ufficiali e cimeli esclusivi, verrà offerto un supporto concreto a bambini, famiglie e alle comunità più fragili.
Crediti foto: FP
Sport e violenza di genere: la stretta di San Marino
Qui non giochi – La Repubblica di San Marino introduce una normativa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori. Secondo il Segretario di Stato, Rossano Fabbri, “Lo sport non può attendere i tre gradi di giudizio, serve una misura preventiva, perché vive di simboli e di esempi che entrano nelle case e nelle teste dei ragazzi”.
Il segretario Rossano Fabbri difende la legge del 2025: sospensione automatica entro cinque giorni dalla condanna e obbligo di segnalazione entro dieci giorni. “Non è una sanzione penale, ma una tutela dell’ambiente sportivo e dei minori”
Il caso del calciatore Manolo Portanova e la sua condanna in secondo grado per violenza sessuale ha riacceso in Italia il dibattito sul rapporto tra giustizia ordinaria e mondo dello sport, soprattutto sul tema della permanenza in campo di atleti coinvolti in procedimenti per reati gravi. Un confronto che tocca direttamente il nodo della “responsabilità sportiva” prima ancora della sentenza definitiva, e che divide tra chi invoca la presunzione di innocenza e chi chiede misure immediate di tutela dell’immagine e della sicurezza negli ambienti sportivi. In questo solco si inserisce la scelta della Repubblica di San Marino, che ha introdotto una normativa particolarmente severa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori come spiega al FattoQuotidiano.it il Segretario di Stato, Rossano Fabbri.
Segretario, la vostra legge introduce la sospensione già dopo una condanna di primo grado a una pena di almeno un anno per violenza di genere e abusi su minori: perché avete scelto di intervenire in modo così immediato?
Siamo intervenuti subito perché lo sport vive di simboli e di esempi che entrano quotidianamente nelle case e nelle teste dei ragazzi. Aspettare i tempi lunghi dei tre gradi di giudizio, in casi così sensibili, significherebbe accettare un’impunità sociale prolungata. Si tratta di un atto di igiene morale, se mi passa il termine: un condannato – anche in via non definitiva – che scende in campo manda il messaggio che il talento possa giustificare l’orrore. Per la Repubblica di San Marino era un provvedimento urgente e necessario, dettato anche dalle nostre peculiarità infrastrutturali: nei nostri centri, spesso, bambini, donne e adulti condividono gli stessi spazi di allenamento. È una misura di sicurezza preventiva che avevamo il dovere di garantire.
Come avete bilanciato questa scelta con il principio di presunzione di innocenza?
Dobbiamo distinguere i piani. La presunzione d’innocenza è un principio cardine dell’ambito penale e tale resta nei tribunali. Qui, però, parliamo di ordinamento sportivo, che ha prerogative e finalità differenti. La nostra è una misura di natura preventiva che garantisce la sicurezza nei luoghi dove si pratica sport. Tuteliamo l’ambiente agonistico e i suoi frequentatori, garantendo che i centri restino luoghi sicuri e protetti, senza per questo voler sostituire il giudizio definitivo della magistratura ordinaria.
La norma prevede obblighi stringenti di comunicazione e sanzioni molto dure: temete criticità applicative?
Gli obblighi di comunicazione e denuncia appartengono già al novero dei doveri sportivi; è una casistica ben nota a chiunque viva questo mondo. I valori dello sport si basano su principi di integrità, etica e alta moralità. Non vedo particolari criticità perché la norma è cristallina: punisce una condotta contraria ai valori sportivi slegandola dai soli tecnicismi procedurali. Chi sceglie la lealtà sportiva non ha nulla da temere da regole chiare.
In concreto, come verranno effettuati i controlli e quale sarà il ruolo del CONS e delle federazioni?
La norma è di facile applicazione grazie a un automatismo preciso. È il tesserato stesso che, in caso di condanna in primo grado ad almeno 12 mesi, ha l’obbligo di darne comunicazione scritta al Presidente della propria Federazione e al CONS entro dieci giorni. Qualora questa autocertificazione mancasse, scatta una sanzione differente e pesantissima: una squalifica automatica di quattro anni, indipendentemente dall’esito finale del giudizio. Tuttavia, non restiamo alla finestra ad aspettare: il sistema è strutturato per intervenire tempestivamente non appena si viene a conoscenza del provvedimento, ad esempio tramite gli organi di stampa o le comunicazioni delle autorità. In quel caso, l’azione del CONS è immediata. Una volta acquisita la notizia, il Presidente dispone la sospensione entro cinque giorni. È un sistema che responsabilizza il singolo e non lascia spazio a zone d’ombra.
Le federazioni hanno avuto tempi rapidi per adeguarsi: il sistema sportivo sammarinese era pronto a un cambiamento così netto?
Prontissimi, forse anche più della politica stessa. Il nostro tessuto sportivo è storicamente sano. Certo, c’è stato un fisiologico momento di disorientamento iniziale per la perentorietà del testo, come sempre accade di fronte a cambiamenti radicali. Ma alla fine ha prevalso l’orgoglio di essere pionieri su un tema così delicato. Abbiamo trovato sponde solide perché tutti comprendono che la tutela dei minori e la lotta alla violenza di genere sono priorità assolute che nobilitano lo sport.
Quanto ha inciso il fatto che la Repubblica di San Marino sia un piccolo Stato nel riuscire ad approvare rapidamente una norma così avanzata?
Ha inciso in maniera fondamentale. La nostra dimensione ci regala un’agilità che i grandi Stati faticano ad avere. Inoltre, il nostro è un calcio e uno sport prettamente dilettantistico, che rappresenta l’essenza stessa dei valori sportivi. Questo ha reso più semplice introdurre una norma dall’alto valore etico e morale. In un contesto dove tutti si conoscono e condividono gli spazi, l’impossibilità di ignorare certe situazioni ci ha spinto ad agire con decisione.
Pensa che un modello simile sia replicabile in Paesi più grandi come l’Italia?
Dal mio punto di vista è auspicabile che anche altri ordinamenti, su temi così sensibili, inizino a considerare misure preventive per la sicurezza dei luoghi sportivi. Ogni ordinamento ha le sue complessità, ma il fine ultimo — la protezione dei praticanti — dovrebbe essere universale. I piccoli Stati possono fungere da laboratorio, offrendo esempi concreti di riforme che i grandi sistemi possono poi calibrare sulle proprie dimensioni.
Credete che San Marino possa diventare una sorta di “bussola etica” a livello internazionale, stimolando altri paesi?
Certamente. I piccoli Stati come la Repubblica di San Marino possiedono un’agilità legislativa e decisionale che, per forza di cose, non può essere replicata nei grandi Stati. In questo senso dico che noi possiamo e dobbiamo fungere da laboratorio. Dimostriamo che quando c’è la volontà politica, i valori etici possono tradursi in norme efficaci in tempi brevissimi. Se il nostro esempio servirà a smuovere le acque anche altrove, ne saremo orgogliosi, ma intanto abbiamo messo in sicurezza il nostro movimento sportivo”.
Questa legge è un punto di arrivo o l’inizio di un percorso più ampio di riforme nello sport?
Sarebbe un errore di miopia politica considerarlo un traguardo: è solo il fischio d’inizio. San Marino aderisce già a tutti i principali protocolli internazionali, ma stiamo portando avanti una stagione di riforme senza precedenti. Penso all’introduzione del Daspo, alla normativa sulla sinergia tra pubblico e privato per il finanziamento dell’impiantistica e degli eventi già depositata, così come il cosiddetto ‘Co.Co.Sport’, un contratto che finalmente governerà in modo trasparente chi lavora nello sport senza altre tutele. Guardiamo dunque con rinnovata fiducia alla nuova Legge sullo Sport che depositeremo nei prossimi mesi. Il nostro obiettivo è un’integrità totale del sistema.
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Cicloturismo in crescita: 49 milioni di viaggiatori in Italia
Si, pedalare – Secondo il rapporto Viaggiare con la bici 2026, il cicloturismo non è più una nicchia, ma una realtà che cresce e genera valore. Nel 2025 l’Italia ha avuto quasi 49 milioni di cicloturisti, con un impatto economico di 6,4 miliardi di euro. Numeri che raccontano un cambiamento profondo nel modo di viaggiare: più lento, più sostenibile, più connesso ai luoghi.
Secondo l’ultimo rapporto Viaggiare con la bici 2026 realizzato insieme a Isnart e Unioncamere, nel 2025 in Italia si stimano quasi 49 milioni di presenze cicloturistiche, con un impatto economico di 6,4 miliardi di euro sui territori. Numeri che raccontano un cambiamento profondo nel modo di viaggiare: più lento, più sostenibile, più connesso ai luoghi.
Chi sceglie la bici? Sempre più persone diverse tra loro!
Stando ai dati del nuovo rapporto Viaggiare con la bici 2026, 1 cicloturista su 2 è donna, uno su cinque appartiene alla GenZ e si viaggia spesso in coppia alla ricerca di un equilibrio tra natura, cultura ed enogastronomia.
Intanto anche l’offerta si evolve: aumentano i servizi e le opportunità sui territori, con un +47% dei punti di noleggio bici negli ultimi anni. Un segnale chiaro di una domanda sempre più solida.
Il cicloturismo è una leva concreta per un turismo più giusto e sostenibile, capace di valorizzare le economie locali senza consumare territorio. Ora serve fare di più: investire, pianificare e credere davvero in questo modello.
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Fair play in Serie A: premiato il Parma calcio
Un premio al fair play – Il club vincitore della prima edizione de “Il valore del gioco” è il Parma calcio. Il riconoscimento, istituito da Fondazione Roma e Lega calcio serie A, premia la società della serie A che si sia distinta per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva.
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AiCS, a Salerno l’Assemblea nazionale dello sport sociale
Il futuro, in contropiede – Sabato e domenica a Salerno la XXIV Assemblea nazionale di AiCS. Il presidente Bruno Molea presenta i contenuti dell’appuntamento.
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Brighton, nasce il primo stadio in Europa pensato per il calcio femminile
Uno stadio per le donne – Il Brighton, club di Premier League, ha presentato il progetto per il primo stadio di calcio femminile costruito appositamente per questo scopo in Europa. L’impianto avrà una capienza minima di 10.000 posti.
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Scommesse e criptovalute: la Lazio stringe accordo con Polymarket
Partnership pericolose – Polymarket, la “selva oscura” delle scommesse è diventata partner della Lazio. La piattaforma consente agli utenti di scommettere sugli esiti di eventi futuri, utilizzando criptovalute. Il grosso del traffico riguarda il mercato Usa, ma Polymarket è conosciuta e usata anche in Europa.
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Mondiali 2026, conto alla rovescia tra costi alti e lunghi viaggi
Un lungo countdown – Tra un mese al via i Mondiali in Usa, Canada e Messico con 48 squadre in campo. I costi che si prospettano per gli spettatori e le difficoltà organizzative sono forti criticità dell’evento. Nella fase ad eliminazione le squadre saranno costrette a lunghi viaggi aerei, alcuni con cambi di fuso orario.




