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Protezione in rosa


Da giovedì scorso è partita nelle edicole di Milano la distribuzione gratuita di 90 mila mascherine con la Gazzetta dello Sport: 300 punti vendita riceveranno in dotazione i dispositivi per volto e naso da consegnare ai clienti insieme al quotidiano, con precedenza alle categorie più a rischio. L’iniziativa nasce dall’intesa tra l’assessorato alla Protezione civile della Lombardia e il distributore nazionale di Rcs.

Gazzetta dello Sport e mascherina. Un binomio perfetto per passare il tempo in sicurezza durante l’emergenza coronavirus. Come fare? Niente di più semplice, oltre 300 edicole milanesi hanno ricevuto in dotazione 90 mila strumenti di protezione per volto e naso da consegnare ai clienti, con precedenza alle categorie più a rischio (over 70 in testa). Un’ iniziativa possibile dopo l’intesa tra l’assessorato alla Protezione civile della Regione Lombardia e M-dis (distributore nazionale di proprietà Rcs, De Agostini e Hearst), con la collaborazione dei distributori locali, degli edicolanti e delle loro associazioni di categoria.

Già nella scorsa settimana l’intesa aveva portato allo smistamento di circa 200 mila mascherine, sempre consegnate alle edicole, che in questo periodo hanno di fatto assunto un ruolo di presidio sociale. Da ricordare che l’informazione è considerata dal Governo un servizio essenziale: per questa ragione e per venire incontro alla popolazione è stato attivato il sito primaedicola.it/edicoleaperte che segnala gli esercizi in attività e anche quelli che fanno consegne a domicilio (molte sono pure punti di ritiro di e-commerce) del proprio quotidiano preferito. “La capillarità delle edicole consente di ritirare la mascherina in tutta sicurezza: una filiera non solo al servizio dei giornali quindi, ma a disposizione dei cittadini. E lo sarà anche quando torneremo tutti ad una vita normale”, spiega Andrea Liso, amministratore delegato di M-dis. Insomma, farsi portare a casa la Gazzetta insieme con la mascherina è davvero facile.

Tutto il Mura che c’è


Da oggi in edicola con Repubblica “Il mondo di Gianni Mura”, una raccolta degli articoli del grande giornalista scomparso il 21 marzo. Il servizio di Elena Fiorani.

In realtà è praticamente impossibile racchiudere il talento, l’estro, l’ironia di Gianni Mura in un volume, ma è il tentativo che Giuseppe Smorto e Angelo Carotenuto hanno voluto fare con questo libro, per cui il direttore de la repubblica Carlo Verdelli ha scritto la prefazione.  E’ un omaggio a Mura, ma anche ai suoi lettori smarriti che potranno  trovare un distillato della sua opera diviso in sei sezioni: Biciclette, Incontri, Cattivi Pensieri, Passioni, Racconti, Addii. La cultura di Gianni Mura spaziava ovunque si aprisse un libro, suonasse una canzone o si recitasse una poesia, con la quale nell’ultimo periodo chiudeva i Cattivi pensieri, la sua storica rubrica, appuntamento da non perdere per capire cosa stava accadendo nel mondo dello sport ma non solo.  Infatti nei suoi pezzi convivevano e si spiegavano a vicenda politica, società, cultura e ovviamente sport.

Solidarietà da campioni


Il numero uno del mondo nel tennis, Novak  Djokovic, si conferma sportivo generoso e vicino alle difficoltà delle persone. Ha infatti effettuato una ingente donazione agli ospedali di Treviglio-Caravaggio e Romano di Lombardia, nel bergamasco, in prima linea in queste settimane nell’emergenza coronavirus. Nei giorni scorsi il tennista aveva donato un milione di euro alla Serbia in respiratori e materiale sanitario.

Il legame con l’Italia di Novak Djokovic è strettissimo. All’inizio della carriera è passato da Como, la moglie Jelena ha studiato alla Bocconi, e Nole ha sfoggiato il suo italiano perfetto anche sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo. Ora, dopo aver incoraggiato l’Italia sul suo profilo Instagram, il numero 1 del mondo è passato alla pratica.

Il direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest ha rivelato che Djokovic ha fatto un ingente donazione agli ospedali di Treviglio-Caravaggio e Romano di Lombardia, in prima linea in queste settimane nell’emergenza coronavirus. Nei giorni scorsi il tennista serbo e la moglie, grazie alla loro fondazione, avevano donato un milione di euro per l’acquisto di respiratori e materiale sanitario alla Serbia.

“Mai ci saremmo aspettati di vedere anche sul conto corrente della nostra Asst Bergamo Ovest, – ha raccontato il dg dell’Asst Bergamo Ovest, Peter Assembergs – una donazione con un così prestigioso mittente. In questi giorni tantissime aziende, enti, associazioni, privati ci sono stati vicini e ringrazio tutti per la generosità dimostrata. Leggere, però, tra i donatori anche il nome del miglior giocatore al mondo di tennis, Novak Djokovic, mi ha emozionato”.

Solidarietà sportiva


La Canottieri Comunali Firenze ha deciso di devolvere mille euro in buoni pasto per le famiglie che hanno difficoltà in questo periodo di emergenza. Un gesto semplice e una piccola cifra che rappresenta l’intento della società di stare vicino alle famiglie che sono prive dell’elementare sussistenza.

La Canottieri sta valutando come validare e far giungere questi buoni ai diretti interessati tramite gli assessorati competenti. L’assemblea dei soci, quando si potrà riunire, potrà valutare se aumentare questo contributo. Anche per la Canottieri Comunali Firenze il 2020 rappresenta una sfida ancora più difficile del solito, dal punto di vista economico. “In base alla situazione restrittiva dei decreti COVID 19, la frequentazione sociale è stata all’inizio ridotta e poi successivamente vietata – spiega il presidente Maurizio Severino. Pertanto il bilancio preventivo 2020 dovrà essere riprogrammato. Alcune entrate che potevano essere certe fino ad un mese fa, ora devono essere riviste; per esempio le sponsorizzazioni, i corsi delle diverse specialità, il centro avviamento allo sport e le iscrizioni di nuovi soci.

Per fronteggiare il momento, abbiamo dovuto richiedere l’accesso alla cassa integrazione guadagni in deroga per i nostri custodi”. Gli sport cosiddetti minori non sono nuovi a difficoltà economiche ma adesso, a queste si somma il disagio di non poter svolgere la consueta attività sportiva e sociale. “La Canottieri Comunali non è solo la sede per allungare le nostre fibre muscolari, ma è anche un momento di aggregazione – prosegue Severino. Molti soci mi hanno telefonato dicendo che sentivano la mancanza della Società e non vedono l’ora di poter tornare solo per stare sotto la tettoia, aspettando che questo momento critico passi. La nostra è una società senza fine di lucro, il nostro fine è investire nei ragazzi e negli atleti”.

Giro Legends


È partita domenica con un prologo la pedalata virtuale organizzata per beneficenza dai campioni del ciclismo: tutti sui rulli per aiutare la Croce rossa. L’iniziativa lanciata da Gazzetta dello Sport e RCS Sport scatterà sabato 18 aprile e si concluderà domenica 10 maggio: si pedala due volte alla settimana con i campioni di ieri e i big di oggi insieme ai cicloamatori.

Pronti, via! Wi-fi, Bluetooth, ciclo computer Garmin Edge e un rullo-smart, intelligente: capace cioè di connettersi con il protocollo Ant+ al computer sul manubrio, sul quale l’appassionato aveva scaricato la traccia del percorso scelto. Tutti passi che per amatori e professionisti sono ormai automatici. È il ciclismo virtuale, le pedalate da salotto che trasformano il blocco agli allenamenti all’aria aperto in opportunità sociale e adesso anche beneficenza.

Domenica 12 aprile è scattata Giro Legends, la pedalata che unisce campioni di ieri e appassionati, iniziativa lanciata da Gazzetta dello Sport e RCS Sport per raccogliere fondi da dedicare alla Croce Rossa in queste settimane di pandemia da coronavirus. Ci sono Cipollini, Bugno, Fondriest, Ballan, Bugno, Garzelli, Bartoli, Pozzato, il ct Cassani e tanti altri: sono una trentina. Si pedala con la tecnologia e la piattaforma Garmin Edge/Tacx su 37,4 km della tappa di Vieste del Giro d’Italia 2020. Le iscrizioni sono gratuite, l’invito è a partecipare e a donare alla Croce Rossa.

Valore sociale


Il ministro Spadafora ha partecipato in videoconferenza alla riunione straordinaria della Giunta del Comitato Italiano Paralimpico. Il servizio di Elena Fiorani.

Vincenzo Spadafora, ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, ha preso parte ieri alla Giunta del cip, convocata dal presidente Luca Pancalli per affrontare le problematiche legate all’emergenza coronavirus. “Faremo tutto il possibile per valorizzare la funzione sociale dello sport e fare in modo che le attività sportive possano rappresentare uno strumento di sostegno al Paese contro ogni possibile disgregazione sociale”, ha detto il ministro, che ha parlato anche di ulteriori misure a sostegno delle famiglie in difficoltà economica e “della riattivazione del Fondo per gli ausili sportivi per gli atleti paralimpici”. Pancalli ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà del  settore sportivo ed ha comunicato che il cip contribuirà consentendo, nella prossima stagione sportiva, l’utilizzo gratuito degli spazi del Centro di Preparazione Paralimpica alle realtà sportive che ne hanno già usufruito nonché ad altri soggetti che ne faranno richiesta

ScleroBikers


È il team di ciclismo nato dall’idea di Annalisa Baraldo: nel 2017 le è stata diagnosticata la sclerosi multipla, che l’ha costretta a rimettere ordine tra le sue priorità, facendole scoprire che lo sport può anche essere un valido alleato terapeutico. Perché aiuta  anche dal punto di  vista psicologico: secondo Annalisa “la bici insegna  a non mollare e a spingere sempre, anche nelle salite più impervie.”

Padovana di Abano Terme, classe 1981, Annalisa fin da piccola ha sempre amato correre e qualche anno fa, grazie a Obiettivo3, ha scoperto anche una grande passione per la bicicletta. Per lei lo sport è divertimento ma anche sfogo e grazie al progetto ideato da Alex Zanardi e finanziato dal bando Oso di Fondazione Vodafone la sua vita, dopo anni di podismo, è ripartita ora in sella alle due ruote, pedalando per raggiungere traguardi sempre più prestigiosi. Tra questi, non mancano gli obiettivi sociali: Annalisa è infatti cofondatrice degli ScleroBikers, gruppo ciclistico che punta a coinvolgere persone affette da sclerosi multipla nel mondo dello sport, in piena filosofia Obiettivo 3. Sguardo che brilla, espressione solare, Annalisa Baraldo è una che trasmette voglia di vivere al primo impatto. Un’energia guadagnata sul campo giorno dopo giorno, soprattutto da quando, nel 2017, le è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla, malattia che l’ha costretta a rimettere ordine tra le priorità di una vita, facendole scoprire che lo sport può essere un valido alleato anche dal punto di vista terapeutico.

“Ho conosciuto Obiettivo3 il 30 maggio 2018 a un incontro di reclutamento organizzato al Velodromo Monti di Padova. In quel periodo praticavo podismo a livello amatoriale, ma gli infortuni iniziavano ad essere molto frequenti e quindi avevo la necessità di trovare uno sport che andasse a impattare meno sulle caviglie. Non avevo mai praticato ciclismo ma certamente mi affascinava come sport di fatica. Durante il campus ho avuto modo di confrontarmi con il coach Pier Alberto Buccoliero e Alex Zanardi, ai quali avevo inviato la mia storia. La carica del gruppo mi piacque subito e nei primi giorni del mese di luglio il manager di Obiettivo3, Pierino Dainese, mi consegnò la mia bici… fu amore a prima vista. La mia vita è cambiata parecchio perchè avevo la voglia e la necessità di imparare quanto più possibile per affrontare la stagione ciclistica 2019 come un’agonista vera. Ogni settimana facevo circa cinque allenamenti: due di palestra e tre fuori, in bicicletta, seguendo delle tabelle di preparazione. Non conoscendo bene questo sport ho deciso anche di farmi seguire da una nutrizionista perchè è fondamentale per me sfruttare a pieno e in modo corretto le energie”.

“Il principale motivo che mi ha spinto a far domanda a Obiettivo3 è stato quello portare quante più persone affette da sclerosi multipla a fare sport. Inizialmente nel gruppo eravamo in tre: io, Alessandro Cresti e Lucia Nobis. Oggi siamo in 11. Il gruppo è nato quasi per caso dalla voglia di confrontarsi sulla nostra malattia, sulle difficoltà che incontriamo a livello personale, lavorativo e sportivo, nonché per confrontarci sulle difficoltà che abbiamo a farci riconoscere a livello internazionale come atleti paralimpici”. “La bici – ma direi lo sport in generale – cura il corpo e ci aiuta a scaricare tutte le tensioni che ogni giorni accumuliamo. Sia in caso di ricadute, che per contrastare l’avanzamento della disabilità, è fondamentale che un malato sia ottima forma fisica, ma lo sport aiuta anche dal punto di vista psicologico, perchè la bici ti insegna a non mollare e a spingere sempre, anche nelle salite più impervie: a un certo punto arriverà la discesa e lì ti potrai riposare, sempre senza smettere di pedalare”.

“La squadra e la sua armonia sono fondamentali nei momenti belli come in quelli brutti. Io, in Obiettivo3 e in Anmil Sport Italia, ho trovato davvero una seconda famiglia e mi ritengo molto fortunata: il presidente Pierino Dainese e il capitano Marco Toffanin ci seguono con cura, da buoni padri, nonostante la ‘famiglia’ si allarghi ogni giorno di più”. “Sono soddisfatta della crescita che stiamo avendo e soprattutto delle tante persone che ci contattano attraverso i social. Certo, l’impegno agonistico non è per tutti, ma per noi è importante che le persone inizino a fare sport – poco o tanto che sia – e a prendersi cura anche di questo importante aspetto della loro vita, così importante per contrastare la malattia”.

La Coppa delle donazioni


Claudio Cecchetto lancia il campionato della solidarietà per la ricerca contro il Covid rivolto ai tifosi. “Gioca jouer” è la sfida a colpi di donazioni per far vincere alla propria squadra la Donation League. L’iniziativa non profit lanciata dal celebre disc jockey vuole trasformare l’entusiasmo dei tifosi in uno strumento di beneficenza ora che non può esprimersi negli stadi.

Il campionato di serie A è stato sospeso, ma la passione per il calcio non può fermarsi. Gli stadi sono chiusi, e se i giocatori non possono scendere in campo, a varcare i confini delle proprie case possono essere i tifosi. In che modo? Con il cuore, sfidandosi a colpi di donazioni, sostenendo la ricerca e facendo vincere alla propria squadra la Donation League, il campionato della solidarietà. L’iniziativa non profit nasce dall’ingegno di Claudio Cecchetto, per supportare la ricerca di una cura contro il Coronavirus e trasformare l’entusiasmo dei tifosi in uno strumento di beneficenza. “In Italia ci sono oltre 25 milioni di tifosi che, in questo momento, non possono esprimere il loro tifo negli stadi – afferma Claudio Cecchetto – ma che possono difendere i colori della squadra “scendendo in campo” online, direttamente dalle proprie abitazioni, per far vincere alla propria squadra del cuore lo scudetto solidale”.

Donare è semplicissimo. Basta andare sul sito www.donationleague.it, selezionare la propria squadra del cuore e cliccare il tasto «Dona». Per ogni donazione effettuata da un tifoso, di qualsiasi importo, la sua squadra del cuore riceverà 1 punto e scalerà la classifica, fino alla conquista del primo posto del campionato solidale. I fondi verranno raccolti dalla piattaforma online di crowdfunding gofundme.com. Le classifiche di Donation League si compilano attraverso le performance giornaliere delle donazioni dei tifosi e si aggiornano ogni 5 minuti. Avremo quindi 3 tipologie di classifiche: la classifica generale, in cui ogni donazione, di qualsiasi importo, equivale ad 1 punto, la classifica Valore donazioni che rappresenta il totale raccolto in euro da ogni squadra e la classifica Media Donazioni che rappresenta la media dei fondi raccolti per ogni squadra.

A supportare l’iniziativa solidale, artisti e cantanti come Max Pezzali, Gigi D’Alessio, Emis Killa, Francesco Facchinetti, attori e presentatori come Carlo Conti, Caterina Balivo, Pierluigi Pardo, Daniele Bossari, nonché community del mondo del web da milioni di follower e aziende e organizzazioni da tutta Italia. “Il nostro traguardo per il momento – spiega Claudio Cecchetto – è superare i 50mila euro di raccolta fondi, per questo invitiamo tutti i tifosi a donare per poter offrire con il nostro tifo un aiuto concreto per lo sviluppo di nuovi farmaci, la ricerca della cura e del vaccino per debellare il Coronavirus”.

Le donazioni raccolte sono destinate allo sviluppo dei farmaci, alla ricerca della cura e del vaccino per sconfiggere il Covid-19. I fondi andranno al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Ospedale Luigi Sacco diretto dal professor Massimo Galli in collaborazione con gli istituti ospedalieri sul territorio collegati al Simit, la società italiana di Malattie Infettive e Tropicali. “In questa fase delicata dal punto di vista sanitario e sociale – ammette il disc jockey italiano – cercavo un modo per far svagare le persone, che chiuse in casa e bombardate da cattive notizie, hanno bisogno di stimoli positivi e di sentirsi accomunate in valori sani e concreti come sono quelli della solidarietà, dello sport e del tifo nella sua accezione più pura».

Taglio agli stipendi


Prosegue il braccio di ferro tra la Lega di Serie A e Assocalciatori sull’approvazione delle linee guida sulla riduzione dei compensi a calciatori, allenatori e tesserati. Prevista una riduzione di un terzo della retribuzione annua lorda se non si riprenderà l’attività, e di un sesto se si completerà la stagione. Si tornerà a giocare solo se e quando le condizioni sanitarie lo consentiranno.

La formula elaborata da Dal Pino e De Siervo ha compattato i club (esclusa la Juventus che ha un accordo interno) come di rado accade su temi così economicamente rilevanti: “Il coronavirus ha costretto il mondo intero ad affrontare una crisi senza precedenti. L’Italia è tra le nazioni più colpite con una drammatica caduta del PIL del Paese e milioni di lavoratori interessati dalla misura degli ammortizzatori sociali. Il settore calcio vivrà parimenti una situazione estremamente difficile, anche in caso di ripresa differita delle restanti partite di campionato e di Coppa Italia, mettendo a repentaglio la tenuta di tutto il sistema, da sempre sostenuto dalla Lega Serie A grazie al contributo mutualistico versato per le serie minori e gli altri sport. Il contesto sopra descritto richiama tutti ad un atto di forte responsabilità, con i Club pronti a fare la propria parte sostenendo ingenti perdite per garantire il futuro del calcio italiano. Perdite che necessariamente dovranno essere contenute incidendo sulla riduzione dei costi, la cui principale voce per le Società è rappresentata dal monte salari. In linea con le azioni volte a diminuire il costo lavoro adottate a livello nazionale e internazionale, la Lega Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo coi propri giocatori, una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre. Questo intervento, necessario per salvaguardare il futuro dell’intero sistema calcistico italiano, prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati”.

I valori più importanti


Oggi è la Giornata mondiale dello sport per la pace e lo sviluppo, indetta dalle Nazioni Unite. L’ha ricordata anche Papa Francesco nell’angelus di ieri, domenica delle Palme: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti  migliori dello sport – ha detto Bergoglio – la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé”. (sonoro)

Finora nessuno è ancora riuscito a far ripartire lo sport. Stavolta una voce più autorevole delle altre si unisce al coro rappresentato da politici ed addetti ai lavori, per far capire che lo sport non è solo un momento ludico ma qualcosa di molto importante per la vita sociale e la formazione morale delle persone. Non fosse altro perché abitua a saper perdere, un cosa estremamente importante in tanti settori della vita.