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Tutta al femminile


Si tiene oggi pomeriggio “Futura”, incontro live su diritti, parità di genere e salute, organizzato dall’Uisp nazionale. Diretta Facebook e Youtube a partire dalle 18 per riflettere su politiche di genere e ruolo dello sport nei percorsi di emancipazione delle donne e di promozione dei diritti. Interverranno esperti, giornalisti e operatori dello sport sociale rivelando le buone pratiche dal territorio.

L’iniziativa è accompagnata da un’illustrazione che ne racconta il significato, realizzata dalla fumettista Franziska: un gomitolo di lana rossa che collega in rete varie esperienze sul territorio, un filo che unisce, riduce le distanze e, non a caso, nell’illustrazione ritroviamo i colori che richiamano l’impegno contro la violenza sulle donne. Saranno coinvolte nel corso della diretta dirigenti Uisp, giornaliste e formatrici sul tema della parità di genere. Parteciperà anche Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp e Manuela Claysset, responsabile politiche di  genere e diritti Uisp.

Intervengono: Maria Tanda, Coordinatrice Punto Luce Sassari e progetto Fiocchi in Ospedale, referenti per i progetti con Save the Children; Roberta Lochi, coordinatrice progetto “BMX Occhio alle ragazze”, Uisp Trento; Francesca Brienza, responsabile attività per gli anziani Uisp Roma, referente politiche per la salute Uisp Lazio e Formatrice nazionale; Silvia Garambois, giornalista e presidente associazione Giulia; Luana Costa, coordinatrice Progetto Integrato per la promozione della salute nella popolazione adulta e anziana, educatrice di ginnastica per adulti e anziani, Uisp Rovigo; Carla Casapulla, referente Politiche di genere Uisp Campania; Annarita Anatriello, psicologa; Leonardo Magi, responsabile Diritti e politiche di genere Uisp Toscana; Rappresentante rete Ready e associazioni Lgbti; Agnese Canevari, responsabile Relazioni Istituzionali UNAR; Ilaria Nobili, responsabile attività in carcere e settore di attività Danza Uisp Roma; Paola Voltolina, responsabile politiche di genere Uisp Piemonte; Marina Arione, responsabile settore di attività Vela Uisp Piemonte; Stefania D’Agostino, responsabile settore di attività discipline orientali Uisp Piemonte; Eleonora Pinzuti, formatrice parità di genere.

“Futura” è uno spazio di lavoro, di incontro e confronto con proposte di attività sociale, motoria e sportiva per riprendere cura del proprio corpo come tempo (e spazio) per sé, per le donne e non solo. La diretta del 4 giugno sarà una tappa di un percorso iniziato dall’Uisp lo scorso anno, il 6 aprile a Firenze, con il seminario di formazione e sensibilizzazione sulle politiche di genere e i diritti, insieme ai dirigenti e referenti del territorio e delle attività. Il cammino è proseguito con “Futura 2”, appuntamento in videoconferenza che lo scorso 2 maggio ha visto oltre settanta dirigenti Uisp collegati tra di loro, per un confronto e uno scambio di esperienze.

In quell’occasione intervenne anche Eleonora Pinzuti, formatrice sui temi dei diritti di genere, che mise in luce le accresciute difficoltà delle donne nel periodo dell’emergenza Coronavirus, dei problemi dell’isolamento e degli accresciuti carichi di lavoro, oltre a quello del mancato coinvolgimento nelle leadership di governo. E’ emersa, inoltre, la necessità di promuovere campagne di sensibilizzazione, una nuova e diversa cultura dello sport e del movimento, per una stagione di diritti. Da quell’incontro è nata l’esigenza di dare visibilità alle buone pratiche emerse, dalle attività per le donne in tutte le età della vita al contrasto alla violenza di genere, dal tema della leadership a quello del sostegno alla maternità.

Dallo sport può affiorare un’idea di rilancio, di autonomia e di libertà del corpo delle donne, avvicinandole a nuovi spazi di consapevolezza e di socialità da condividere, a cominciare dalla formazione su queste tematiche. Le Politiche di genere Uisp, che parteciperanno al live del 4 giugno con alcune esperienze dalle regioni, hanno l’obiettivo di favorire reti tra le diverse esperienze, con le donne impegnate in ambiti diversi tra di loro, per una ripartenza che si fondi su basi di uguaglianza e parità. Per la salute, l’inclusione e per dare sostegno alle diverse fragilità. Esperienze che hanno affrontato la chiusura della pandemia ma che guardano avanti, ai Futuri Movimenti, anche come contributo a questa nuova fase della campagna nazionale Uisp.

In ginocchio


Il caso George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis, scuote gli Stati Uniti d’America e raggiunge l’Europa. Battaglie per le strade ma anche gesti simbolici. Dopo lo sport americano, basket e tennis in particolare, si fa sentire anche l’Europa: Marcus Thuram, 22enne del Borussia Moenchengladbach e figlio di Lilian, si è inginocchiato a terra dopo il secondo gol segnato all’Union Berlin.

Il centrocampista Usa Weston McKennie, dello Schalke 04, aveva giocato con una fascia al braccio «giustizia per George», e Marcus Thuram si è inginocchiato a terra con la testa abbassata dopo il secondo dei suoi due gol segnati all’Union Berlin nel 4-1 della sua squadra. Il gesto richiama la protesta del giocatore di football americano, Colin Kaepernick, che nel 2016 si inginocchiò all’inno Usa in segno di protesta contro le violenze subite dagli afroamericani, e fu poi seguito da molti atleti famosi dei principali sport statunitensi. Poco dopo anche i calciatori dell’altro Borussia, quello di Dortmund , hanno fatto sentire la loro voce. Infatti sia l’inglese Jadon Sancho che il marocchino Achraf Hakimi, dopo aver segnato nel 5-1 della loro squadra al Paderborn, hanno mostrato il sottomaglia con la scritta «Giustizia per George Floyd». Achraf ha anche fatto il gesto delle manette.

Donne in campo


Cresce la presenza femminile ai vertici mondiali dello sport. Nel Comitato olimpico internazionale le donne sono il 47,7%, l’anno scorso erano il 45,4%. Il trend in costante rialzo è uno degli obiettivi dell’Agenda Olimpica 2020 del Cio, che incoraggia l’intero movimento a promuovere l’uguaglianza di genere dentro e fuori dal campo. Nel 2013, la partecipazione femminile alle commissioni era al 20%.

“Far avanzare le donne nei ruoli di leadership nello sport è davvero uno sforzo di squadra e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo per il loro continuo supporto, l’impegno e l’ispirazione”, ha affermato il presidente del Cio, Thomas Bach. “C’è sempre molto da fare e possiamo fare progressi solo se lavoriamo insieme su questo tema”. Per il numero uno dello sport mondiale, “aumentando la partecipazione femminile alle commissioni del Cio e il numero di presidenti donne, il Comitato ascolta sempre più la loro voce e fa in modo che donne e ragazze possano crescere attraverso la potente piattaforma fornita dallo sport per promuovere l’uguaglianza di genere”.

Milano cambia giro


Domenica, nel giorno in cui avrebbe dovuto svolgersi l’arrivo del Giro d’Italia, la mobilitazione per una città sempre più su due ruote. Il servizio di Elena Fiorani.

Il Giro d’Italia è stato sospeso per l’emergenza Covid-19, ma decine di associazioni scendono in strada e invitano i cittadini ad unirsi per  chiedere al sindaco Sala di realizzare altri 150 chilometri di piste ciclabili e trasformare il centro città in “zona 20” chilometri orari con precedenza a pedoni e biciclette. Per aderire basterà inforcare la bicicletta, munirsi di una rosa di colore “rosa” e poi fare un qualsiasi percorso, di 100 metri intorno a casa o di qualche chilometro su una ciclabile o in strada. Le richieste delle associazioni comprendono anche  una campagna di comunicazione volta al cambio di abitudini di mobilità da parte della cittadinanza e la creazione di una Consulta della mobilità ciclistica e attiva. Alle 17.30 in Piazza Duomo si terrà un flash mob che, per motivi sanitari sarà a numero chiuso, per partecipare occorre quindi prenotarsi.

Riscriviamo il futuro


La Federazione italiana rugby è al fianco dei bambini in difficoltà. Ha messo, infatti, a disposizione esperienze uniche e una serie di cimeli autografati dai campioni della Nazionale per un’asta attraverso cui sostenere la campagna di Save the children per offrire educazione, opportunità e speranza a 100 mila bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese.

La Federazione, in partnership con Save the Children ormai da due anni, ha affidato a CharityStars, piattaforma italiana di digital fundraising specializzata in aste a favore del no profit, una serie di cimeli autografati dai campioni della Nazionale Italiana di Rugby, insieme ad esperienze uniche da mettere all’asta. I partecipanti all’asta potranno aggiudicarsi, tra i tanti premi disponibili, la maglia del Capitano Luca Bigi, oppure ricevere delle video-lezioni da Sergio Parisse, incontrare di persona Maxime Mbandà per assistere ad un suo allenamento e pranzare insieme, o ancora vincere due biglietti per assistere ad Italia vs Francia del Sei Nazioni 2021 con incluso il tour guidato degli spogliatoi, o anche assistere con gli amici al Captain’s run del Sei Nazioni 2021, oppure diventare per un giorno la mascotte della squadra accompagnando i giocatori in campo nel match Italia vs Francia valido per il Sei Nazioni 2021.

Il ricavato della vendita all’incanto andrà a sostenere Riscriviamo il Futuro, la campagna di Save the Children, nata per dare continuità al programma “Non da soli” e volta ad offrire educazione, opportunità e speranza a 100.000 bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese, concentrandosi in 30 città ed aree metropolitane del Paese. Un progetto dedicato ai bambini e adolescenti dagli 0 ai 17 anni nei territori più svantaggiati, per combattere il “learning loss”, la povertà materiale e supportare il ritorno a scuola dei minori.

Alleniamoci al rispetto


Il “Barometro dell’odio nello sport” è la prima ricerca italiana sull’hate speech online in ambito sportivo, da cui emerge che i messaggi violenti risultano una componente strutturale delle conversazioni sui social media, in particolare, legata al mondo del calcio e ai calciatori di colore più noti.

Quanta volgarità, minacce e insulti anche a sfondo razziale o sessista sono presenti nelle discussioni on line che parlano di sport? Se da un lato lo sport è spesso strumento di integrazione e trasmissione di valori, soprattutto quando praticato, dall’altro, specialmente nella dimensione del tifo, può diventare un elemento divisivo che inasprisce la competizione fino a trasformarla in conflitti anche violenti. Ma quanto influisce in tutto questo l’uso dei social network? Che frequenza e che caratteristiche hanno i linguaggi d’odio online nello sport italiano?

Un tentativo di dare risposta a queste domande arriva dal Barometro dell’odio nello Sport, ricerca realizzata dal Centro CODER dell’Università di Torino nel quadro del progetto di prevenzione e contrasto all’hate speech Odiare non è uno sport, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AID 011797) e promosso da Progettomondo.mlal insieme a 13 partner nazionali. Il primo risultato che salta agli occhi dal monitoraggio delle pagine Fb e Twitter delle principali testate sportive nazionali (La Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Il Corriere dello Sport, Sky Sport e Sport Mediaset) realizzato dal 7 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, è che esiste un livello costante di hate speech al di sotto del quale non si scende mai, pari al 10,9% dei commenti su Facebook e 18,6% su Twitter.

I messaggi d’odio risultano dunque una componente non solo rilevante ma strutturale delle conversazioni sportive su questi social media. Tuttavia, Facebook e Twitter sono diversi, sia per numero di commenti sia per la presenza di hate speech. A parità di messaggi pubblicati, Facebook genera un volume di commenti 26 volte superiore a quello di Twitter. Ma, mentre l’hate speech raggiunge il 13,4% dei commenti su Facebook, su Twitter arriva al 31% . Se si vanno poi ad approfondire le modalità con cui si manifesta l’hate speech, il linguaggio volgare (14% su FB e 31% su Twitter) e l’aggressività verbale (73% e 60%) sono le forme più frequenti. Tuttavia, anche discriminazione (7% e 5%) e aggressività fisica (5% e 4%) non sono irrilevanti. La ricerca ha infatti individuato circa 5.000 commenti contenenti elementi di questo tipo pubblicati dagli utenti in un arco di tre mesi.

Infine, dato prevedibile, gran parte del traffico di notizie sui social e di conseguenza la maggior parte degli episodi di hate speech sono da ricondurre al mondo del calcio. Emerge che Mario Balotelli e Romelu Lukaku sono i personaggi sportivi su cui si concentrano più commenti di hate speech (rispettivamente 16,7% su Facebook e 38,3% su Twitter; 15,5% su Facebook e 40,6% su Twitter) contenenti insulti e discriminazione razziale (rispettivamente 2,1% su Facebook e 5,6% su Twitter; 1,9% su Facebook e 2,4% su Twitter).

Ripartenza sostenibile


In Emilia-Romagna il post emergenza è su due ruote: via al progetto “bike to work”. Dalla Regione arriveranno 3,3 milioni di euro ai 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale per sostenere l’uso della bici: rimborsi per l’acquisto, piste dedicate, incentivi chilometrici per chi la usa andando al lavoro e bonus fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per acquistare le pieghevoli.

Tre le direttrici di intervento per disincentivare l’uso delle auto private e aumentare il numero di biciclette sulle strade nei 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale. La prima linea di investimento, con una dotazione di 1,5 milioni di euro, finanzia interventi strutturali. Corsie riservate di nuova generazione previste nel decreto ministeriale, opere per moderare la velocità e per facilitare la circolazione delle due ruote, rastrelliere per l’ancoraggio sicuro delle biciclette. Inoltre, e solo per i comuni con popolazione inferiore ai 50mila abitanti che non fanno parte dell’area metropolitana di Bologna (per i quali ci sarà il contributo statale), incentivi per l’acquisto di biciclette, segway, monopattini elettrici, che copriranno fino al 60% del costo del mezzo.

La seconda linea di finanziamenti della Regione, con una dotazione di altri 1,5 milioni di euro, prevede – ed è la prima volta – incentivi chilometrici per gli spostamenti, riduzioni del costo del bike sharing e del deposito nelle velostazioni dedicate agli scambi intermodali, per i dipendenti delle aziende. Infine, la terza linea d’azione, con 300mila euro, è destinata agli abbonati ferroviari per l’acquisto di bici pieghevoli utilizzate per gli spostamenti iniziali e finali da e per il posto auto o bus (si ricorda che in tale caso non si paga il biglietto a bordo come previsto per una bici tradizionale, quindi un incentivo per i pendolari).

Gli investimenti dei Comuni – che dovranno sottoscrivere un protocollo con la Regione – sono finanziati nella misura massima del 70% rispetto ai costi di realizzazione di percorsi ciclabili, interventi di moderazione del traffico come l’attivazione di corsie riservate bus e piste ciclabili, bike lane ad uso promiscuo, rastrelliere portabiciclette e attrezzature per la sosta per scongiurare i furti. Possono essere finanziate spese sostenute a partire dal 20 maggio 2020. Nei soli comuni con meno di 50mila abitanti, fuori dall’area metropolitana di Bologna, sono previsti incentivi per l’acquisto di biciclette – anche a pedalata assistita o elettriche- e per altri veicoli elettrici come segway, hoverboard e monopattini con un rimborso fino al 60% del costo del mezzo, fino ad un massimo di 500 euro per le bici elettriche.

Per i dipendenti delle aziende, a seguito di accordi con i mobility manager, verranno attivati incentivi chilometrici pari a 20 centesimi a km, fino ad un massimo di 50 euro al mese a persona: incentivi per ridurre i costi del bike sharing da utilizzare prioritariamente per gli spostamenti casa-lavoro, oltre a incentivi mirati a ridurre il costo del deposito delle biciclette presso le velostazioni o altri depositi finalizzati all’interscambio modale che siano convenzionati con il Comune.

Quarto tempo speciale


Giocatori e genitori della storica associazione Rugby Milano hanno dato vita a una serie di iniziative di solidarietà: dalla spesa a domicilio per le persone anziane al sostegno psicologico on line per le famiglie. Inoltre, è stato attivato un servizio di formazione sportiva per tenersi allenati anche durante il lockdown e ora stanno organizzando un campus estivo gratuito.

Altruismo, impegno, gioco di squadra, determinazione, coraggio: sono alcuni dei valori del rugby. E non potevano mancare anche in questo periodo, segnato dal Covid-19. Così volontari, giocatori e genitori della storica associazione sportiva Rugby Milano (è nata nel 1945), hanno dato vita a Quarto tempo, laboratorio di idee per rispondere ai bisogni generati dall’emergenza sanitaria. Ne sono nate diverse iniziative di solidarietà. Quaranta giocatori seniores, in collaborazione con Arci, la Protezione Civile e Comune, hanno portato la spesa o i pasti pronti a domicilio alle persone anziane o in quarantena. Inoltre, è stata attivata Rubgy Milano Webb, servizio di formazione sportiva per tenersi allenati anche durante il lockdown utilizzando Google ClassRoom. E sempre on line è stato avviato CerchiOvale, sportello per le famiglie con gruppi di confronto con specialisti in psicoterapia “per discutere nodi o dubbi legati alla vita in quarantena con i figli e le reazioni emotive di ognuno”.

Con la Fase 2 Rugby Milano, che conta circa 400 giocatori e 700 tesserati, sta organizzando “Aperto per ferie”: campus estivo gratuito per luglio e agosto che potrà ospitare fino a 100 bambini, bambine e ragazzi per settimana. “Noi tutti arriveremo all’estate avendo affrontato (e affrontando) prove molto dure, preoccupazioni per il futuro, difficoltà pratiche e morali – spiega Sergio Carnovali, presidente del club-. Rugby Milano avverte il dovere di porsi come un sostegno, come un servizio utile. Se non sarà ancora possibile giocare a rugby in modo tradizionale vogliamo usarne i valori. Con il sostegno, il prendersi cura, la resilienza, il coraggio, il rispetto del sé e degli altri, trasformeremo il ‘distanziamento sociale’ in una opportunità educativa, nel rispetto delle regole sulla salute”.

Il campus è dedicato a bambini e bambine del minirugby dai 6 ai 12 anni.
Il team di lavoro sarà composto dallo staff di Rugby Milano e professionisti volontari di diversi settori. Gli adolescenti, i ragazzi delle Giovanili di Rugby Milano, saranno coinvolti come tutor: preparati al ruolo con un percorso di formazione, aiuteranno gli educatori con i più piccoli, sviluppando consapevolezza di quanto possano essere utili alla loro comunità, proprio come avviene in una partita di rugby.

“I ragazzi si cimenteranno in diversi sport, praticati senza contatto, e abbiamo previsto laboratori e percorsi didattici. Faranno anche un giornalino -racconta Matteo Vischioni, uno dei coordinatori di Quarto tempo-. È da un mese che lavoriamo all’organizzazione del campus, perché è necessario prevedere tutte le procedure per garantire la sicurezza sanitaria e allo stesso tempo permettere ai ragazzi di vivere una bella esperienza. Abbiamo così messo a punto un format che rispetta in pieno le linee guida dell’ultimo dcpm”.

Un format di campus che Rugby Milano mette a disposizione di associazioni, oratori o enti che vogliano organizzarne di analoghi. “Ci è sembrato importate mettere a disposizione di chi sia interessato il nostro progetto visto che è replicabile”, sottolinea Matteo Vischioni. Il campus di Rugby Milano si terrà all’Idroscalo, dove l’associazione ha la sede e il campo di allenamento. Sarà gratuito grazie anche al contributo di Banco BPM, Edison e di altri sponsor che si stanno unendo all’iniziativa.

We Run Together


Un’asta di beneficenza per sostenere il personale sanitario di Brescia e di Bergamo. Il servizio di Elena Fiorani.

Correre insieme significa sostenersi l’un l’altro: è con questo spirito che Athletica Vaticana, il gruppo sportivo Fiamme Gialle, il “Cortile dei Gentili” e Fidal-Lazio hanno scelto di organizzare un’asta di beneficenza a sostegno di due ospedali che si sono particolarmente distinti nella gestione della pandemia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Fondazione Poliambulanza di Brescia, ottenendo anche il supporto di Papa Francesco”, che ha messo a disposizione un oggetto per l’asta. L’iniziativa è il frutto di una collaborazione nata per il meeting internazionale previsto per il 20 e il 21 maggio a Castelporziano (Roma). In tale occasione, campioni olimpici avrebbero corso con atleti paralimpici, sportivi con disabilità mentali, rifugiati, migranti e carcerati, con l’obiettivo di celebrare, attraverso lo sport, l’incontro, la condivisione, l’inclusione e il dialogo.

Sport che protegge


Secondo Unhcr e Fondazione Olimpica per i Rifugiati lo sport è uno strumento di speranza per le comunità in fuga durante questa pandemia. Vengono segnalati in particolare i rischi per la salute mentale delle persone migranti, per questo verrà lanciato un progetto pilota in Uganda che, tramite lo sport, mira a migliorare il benessere psicosociale di oltre 10.000 giovani e della comunità di accoglienza.

L’Olympic Refuge Foundation (ORF) ha evidenziato come lo sport possa aiutare i giovani costretti alla fuga a divenire più resilienti e a rafforzare la propria salute mentale, specialmente durante la pandemia da COVID‐19. I rifugiati sono tra le persone più vulnerabili alle conseguenze della pandemia: spesso condividono spazi ristretti all’interno di aree urbane, campi o insediamenti sovraffollati che non garantiscono accesso adeguato ad acqua potabile e prodotti per l’igiene. Tra le persone coinvolte in conflitti si registra già un numero di casi di malattia mentale due o tre volte più elevato di quello rilevato nella popolazione generale, con una persona su cinque che riferisce di problemi.

Il Consiglio d’amministrazione dell’ORF ha concordato una serie di iniziative volte a rafforzare la protezione dei giovani costretti alla fuga e a migliorarne la salute mentale attraverso lo sport. Tra le altre iniziative, l’ORF si appresta a lanciare un progetto pilota in Uganda che, tramite lo sport, mira a migliorare la salute mentale e il benessere psicosociale di oltre 10.000 giovani  rifugiati e della comunità di accoglienza (di età compresa tra 15 e 24 anni). Guidato da un consorzio di cinque agenzie (ORF, AVSI, Comitato Olimpico dell’Uganda, Youth Sport Uganda e UNHCR Uganda), il progetto realizzerà su scala nazionale il programma Sport for Protection.

Inoltre, il Consiglio d’amministrazione ha:
• impegnato il “Think Tank” dell’ORF a concentrarsi sul miglioramento
della salute mentale e del benessere psicosociale (MHPSS) attraverso lo
sport;
• proposto un appello ai partner dell’ORF affinché incoraggino
iniziative sportive finalizzate a migliorare la salute mentale dei
giovani rifugiati durante la pandemia in corso