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Mondiali di calcio, gli Usa negano l’ingresso a un arbitro somalo


No, tu no – Gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso nel paese all’arbitro somalo Omar Artan, arrivato a Miami per arbitrare alcune partite dei Mondiali. La Somalia è inclusa nel “travel ban”, un provvedimento del presidente Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di entrare negli Stati Uniti, ma Artan aveva un visto diplomatico.

Lunedì gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso nel paese all’arbitro somalo Omar Artan, arrivato all’aeroporto internazionale di Miami per arbitrare alcune partite dei Mondiali, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Il dipartimento della Sicurezza nazionale statunitense non ha spiegato chiaramente perché Artan sia stato respinto, e ha detto genericamente di aver rilevato problemi nei controlli per il suo ingresso.

La Somalia è inclusa nel cosiddetto “travel ban”, un provvedimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di entrare negli Stati Uniti, ma Artan aveva ottenuto un visto diplomatico. Al momento è tornato a Istanbul, in Turchia.

Artan è uno dei 52 arbitri selezionati dalla FIFA per arbitrare le partite dei Mondiali, il primo cittadino somalo a essere stato scelto per farlo. È un arbitro della FIFA dal 2018 e nel 2025 era stato premiato dalla Confederazione calcistica africana come miglior arbitro dell’anno. Nel 2023 e nel 2025 era stato fra gli arbitri della Coppa d’Africa.

Le politiche restrittive di Trump sull’immigrazione avevano già causato problemi per l’ingresso negli Stati Uniti di tifosi, giocatori e allenatori, ma quello di Artan è il primo caso in cui un arbitro viene rimandato indietro dopo essere arrivato negli Stati Uniti. Alle preoccupazioni riguardanti i controlli sull’immigrazione si aggiunge il caso della nazionale iraniana: a lungo non è stato chiaro se i suoi calciatori avrebbero potuto entrare negli Stati Uniti per giocare o meno. Alla fine faranno base in Messico, ed entreranno negli Stati Uniti solo nei giorni delle partite.

Trump ha spesso parlato della Somalia in termini particolarmente dispregiativi, e l’anno scorso aveva definito le persone somale immigrate negli Stati Uniti come «spazzatura». La Somalia è un paese molto povero, dove da decenni sono in corso scontri fra il governo centrale e gruppi ribelli armati. In un’intervista con Al Jazeera di alcuni mesi fa, Artan aveva raccontato che gli è capitato di dover cambiare strada per raggiungere lo stadio dove arbitra in Somalia per via delle esplosioni e degli scontri, e si era detto onorato di poter partecipare ai Mondiali.

WNBA, stipendi triplicati e più tutele per le atlete madri


Mamme a canestro – La Wnba, la versione femminile del campionato di basket americano, ha elaborato un piano decisivo per la riduzione del gender gap, che prevede stipendi triplicati e tutele per la maternità. Il nuovo contratto collettivo avrà una durata di otto anni.

Stipendi triplicati e tutele per la maternità. La Wnba, ovvero la versione al femminile del campionato di basket americano (Nba), segna un canestro forse decisivo per la corsa alla riduzione del gender gap nello sport. Il nuovo contratto collettivo, durata otto anni, sottoscritto dalla Lega e dal sindacato delle atlete determina un notevole passo per i salari, con un tetto massimo per i contratti (215 mila dollari), ovvero l’83% in più rispetto alla passata stagione. Il compenso medio si aggirerà intorno ai 100 mila dollari, per alcune delle cestiste – le più famose e mediatiche -, con i bonus ci potrebbe essere un incasso complessivo da 500 mila dollari annui. Certo, si è parecchio distanti dal contratto più oneroso della Nba, che spetta a Steph Curry, fenomeno dei Golden State Warriors (40,2 milioni di dollari per la stagione in corso) ma per la prima volta i salari sono commisurati alle entrate della Wnba.

MA E’ SOPRATTUTTO il pacchetto di benefit per le atlete, partendo dalla maternità, che potrebbe marcare la differenza nella battaglia per la parità tra sport maschile e femminile. Secondo l’accordo, per le cestiste in dolce attesa il congedo prevede la corrispensione di uno stipendio intero,  un sussidio di assistenza (intorno ai cinquemila dollari) e pure uno spazio all’interno dei palazzetti dello sport americani per l’allattamento. Mentre le veterane della Wnba potranno chiedere un rimborso fino a 60 mila dollari per i costi di un’eventuale adozione, maternità surrogata o trattamento per la fertilità. Altre condizioni contrattuali danno il diritto alle atlete – mamme di ricevere una casa con due camere da letto e una singola per le gare in trasferta, oltre ad assistenza medica e psicologica in caso di violenza domestica e pure uno psicologo e un nutrizionista. Insomma, una rivoluzione per lo sport femminile e i primi significativi risultati di una battaglia che ha toccato il calcio e altre discipline.

LA NAZIONALE femminile di calcio statunitense, da decenni una delle più competitive al mondo tra titoli olimpici e mondiali, ha minacciato più volte lo sciopero per la parità salariale con i colleghi, imitate dalle colleghe spagnole. Nel tennis si è schierata per la tutela delle mamme – atlete Serena Williams, mentre in Italia è ancora lunga la strada verso il professionismo (e quindi salari adeguati e tutele), con l’emendamento alla legge di Bilancio approvato lo scorso 11 dicembre che ha trovato tiepide sia Coni che federazioni sportive.

Bagno a Ripoli, sport gratuito nei parchi fino a ottobre


Prati di benessere – A Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, torna il progetto di sport gratuito nei parchi e nei giardini pubblici. Fino ad ottobre corsi gratuiti per adulti e bambini: pilates, yoga, arti marziali, circo, tennis, karate e non solo.

Preparate tappetino, scarpette e borraccia. “Prati di benessere” sta scaldando i muscoli. Torna dal mese di giugno il progetto di sport gratuito nei parchi e nei giardini pubblici ideato e organizzato dal Comune di Bagno a Ripoli. La seconda edizione è pronta a partire con un calendario ricco di discipline e iniziative, messo in campo da un numero crescente di associazioni rispetto allo scorso anno. Fino a ottobre, le aree verdi di Grassina, Antella, Ponte a Ema e della frazione capoluogo si animeranno con classi collettive di sport all’aria aperta. Pilates, yoga, arti marziali, circo, tennis, karate e non solo. I corsi sono rivolti sia agli adulti sia ai bambini dai sei anni in su. Tutte le attività sono totalmente gratuite per i cittadini. A condurle istruttori qualificati delle associazioni sportive che aderiscono all’iniziativa.

“Rendiamo strutturale con risorse proprie del Comune – afferma il sindaco Francesco Pignotti –, un progetto in cui crediamo molto, che costituiva uno dei punti di mandato. ‘Prati di benessere’ non è solo sport gratuito nei parchi. Ma una visione di città. Una città dove persone di ogni età vivono lo spazio pubblico con rispetto, all’insegna della socialità, del benessere. Favorendo inclusione e presidio del territorio. Continueremo in questa direzione”.

“Dopo il successo della prima edizione – aggiunge l’assessore allo Sport Francesco Conti – il progetto continua a crescere a grande richiesta. Nuove associazioni, più discipline, più opportunità per gli sportivi. Quello che non cambia è che è tutto gratuito, perché lo sport sia davvero per tutti”.

Il 9 giugno l’esordio della nuova edizione di “Prati di Benessere”: alle 10 ai giardini “Nano Campeggi ai Ponti” la prima lezione di yoga apre il calendario degli allenamenti. Lo yoga darà poi appuntamento il 16, il 23, il 30 giugno, il 7 e il 14 luglio, il 15, il 22 e il 29 settembre (sempre dalle 10 alle 11, dai 18 anni di età).

Il 15 giugno prima lezione di pilates: appuntamento alle 9 all’area giochi dei giardini di via Longo a Ponte a Ema. Le classi successive si svolgeranno, sempre a Ponte a Ema, il 22 e il 29 giugno, il 6 e il 13 luglio, il 15, il 22 e il 28 settembre (sempre dalle 9 alle 10, dai 18 anni). Altri appuntamenti con il pilates, ma stavolta ai giardini “Nano Campeggi” ai Ponti il 17 e 24 giugno, l’8 e il 15 luglio, il 17, il 24 e il 30 settembre: in questo caso dalle 18.30 alle 19.30 (+18 anni).

La ginnastica posturale sarà ospitata ai giardini “Nano Campeggi” ai Ponti il 16, 23 e 30 giugno, il 7 e il 14 luglio, il 16, il 23 e il 29 settembre (sempre dalle 18.30 alle 19.30, +18 anni).
I corsi di yoga, pilates e ginnastica posturale saranno svolti da Salute e Movimento Asd.

Ai giardini della Resistenza all’Antella appuntamento con il functional combact nelle seguenti date: 8,10, 15,17,22, 29 giugno e 1, 6, 8, 13, 15 luglio (sempre dalle 18.45 alle 19.45, dai 12 anni in su). A condurre il corso sarà la “Firenze Sud Fight Academy”.

Con Empi Dojo invece spazio al karate per “cinture” di tutte le età. Le lezioni di Karaterzetà per persone over 65 si svolgeranno ai giardini della Resistenza all’Antella il 2, 9, 16, 23 e 30 luglio sempre dalle 8.30 alle 9.30; il 7, 14, 21, 28 luglio ai giardini “Nano Campeggi” ai Ponti (sempre dalle 8.30 alle 9.30). Il karate per persone adulte (over 16) si svolgerà ai giardini della Resistenza ad Antella nelle seguenti date: 2, 9, 16, 23, 30 luglio (sempre dalle 19 alle 20). Mentre l’appuntamento sarà ai giardini “Nano Campeggi” il 7, il 14, il 21 e il 28 luglio (sempre dalle 19 alle 20).

Sport in Tour, Us Acli: a Cesenatico migliaia di giovani in gara


Sport in tour – Migliaia di ragazze e ragazzi dell’Unione Sportiva Acli sono coinvolti fino al 7 giugno nella manifestazione che unisce inclusione, socializzazione e sostenibilità, sul porto canale di Cesenatico. In programma le finali nazionali di varie discipline sportive, dal futsal al basket.

Special Olympics, 24 medaglie per la delegazione spoletina


Orgoglio umbro – Si chiude con un bilancio eccezionale l’esperienza del team sportivo gestito dalla Cooperativa Il Cerchio e dall’associazione Peter Pan Spoleto ai Giochi Nazionali Special Olympics di Lignano Sabbiadoro e Bibione. La delegazione spoletina torna infatti a casa con 24 medaglie complessive.

FIPAV e CSI alleati per unire sport di base e di vertice


L’unione fa la forza – Accordo tra FIPAV e CSI per dare vita a un’alleanza tra sport di vertice e di base, dalla Serie A agli Oratori. La convenzione intende collegare l’eccellenza tecnica della Federazione, che attualmente detiene il titolo di campione del mondo con entrambe le Nazionali, maschile e femminile.

Sport e solidarietà: al Maradona il derby solidale per Gaza


In campo per Gaza – Oggi allo stadio Maradona di Napoli la prima volta in Italia del calcio palestinese. Il servizio di Elena Fiorani.

Questa sera una rappresentativa del movimento calcistico palestinese sarà al Maradona per il “Derby dei campioni”, una serata di sport che raccoglierà fondi per la ricostruzione di ospedali distrutti dai bombardamenti di Israele. Una selezione di calciatori in attività ed ex giocatori della nazionale maggiore, insieme ad atlete della squadra femminile e a giocatori delle giovanili incontrerà una rappresentativa della nazionale italiana cantanti e di “Napoli World”. Come tutti gli ambiti della vita collettiva, anche lo sport – e il calcio in particolare – è provato dalla distruzione della Palestina occupata da Israele. Da ottobre 2023 oltre 400 calciatrici e calciatori sono stati uccisi, quasi la metà avevano tra 6 e 20 anni.

Torino presenta la nuova Carta Etica dello Sport per tutti


Una carta per lo sport – Sarà presentata domani a Torino la nuova Carta Etica dello Sport, redatta dall’associazione Etica e Sport. La Carta promuove la realizzazione dei valori dello sport per tutte e tutti, impegnando chi la sottoscrive a sostenere azioni concrete.

Economia circolare e sport: a Bologna il riuso sportivo diventa inclusione sociale


Riuso sociale – Rigenera Sport è la realtà bolognese che applica i principi di economia circolare al mondo dello sport per renderlo accessibile a tutti. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera, nelle mani giuste si trasformano in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale.

Una maglia da calcio dimenticata in uno spogliatoio, un paio di scarpe da running finite in fondo a un armadio, una racchetta che non si usa più. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera. Ma che, nelle mani giuste, possono trasformarsi in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale. È l’idea alla base di Rigenera Sport Ets, realtà bolognese che applica i principi dell’economia circolare al mondo dello sport, con un obiettivo chiaro: rendere lo sport accessibile, sostenibile e solidale.

Il funzionamento è semplice: recuperare abbigliamento e attrezzature sportive in buone condizioni e rimetterle in circolo, evitando sprechi e offrendo nuove opportunità. Solo donazioni, scambi e solidarietà verso chi non può permettersi di fare sport e che, grazie al materiale e alle attrezzature ricevute, può iniziare a praticarlo. Alla base c’è un modello organizzato, fatto di volontari, referenti territoriali e una filiera corta che permette di redistribuire sullo stesso territorio in cui si raccoglie.

Come si struttura Rigenera Sport
La rete di Rigenera Sport coinvolge scuole, associazione sportive, aziende e famiglie. I contenitori bianchi con il logo dell’associazione raccolgono ogni settimana maglie, scarpe, palloni, zaini, felpe, casacche, attrezzature da palestra. Il materiale viene selezionato e consegnato ad associazioni, case famiglia, cooperative sociali, centri per minori, strutture carcerarie. Una rete di partner donatori e beneficiari che cresce costantemente e che permette di rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni del territorio.

Accanto alla raccolta stabile, Rigenera Sport sta sviluppando il progetto Swap party Sportivo, l’evento di scambio gratuito che trasforma il riuso in un gesto collettivo. Qui studenti, famiglie e sportivi portano ciò che non usano di abbigliamento o attrezzatura sportiva e prendono in cambio ciò di cui hanno bisogno. «Non è solo un momento di raccolta – ha spiegato il presidente di Rigenera Sport Ets Renato Sebastianelli -. E’ un laboratorio di educazione civica, ambientale e solidale, dove si impara che la sostenibilità non è teoria, ma un’abitudine quotidiana. Un presidio replicabile più volte all’anno, capace di generare comunità e consapevolezza».

La sostenibilità ambientale
L’impatto ambientale è tutt’altro che marginale. Ogni capo riutilizzato evita la produzione di un nuovo articolo e quindi chilogrammi di CO2: una maglia sportiva vale circa 9 kg di emissioni risparmiate, una felpa 10 kg, un paio di scarpe oltre 12 kg. Numeri piccoli se presi singolarmente, ma enormi se moltiplicati per centinaia di pezzi recuperati ogni mese. A questo si aggiunge la riduzione dei rifiuti e del consumo di materie prime, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare rappresentati anche dalla nota Agenda 2030.

“Lo sport unisce, anche nel riuso” è uno degli slogan dell’associazione, e sintetizza bene la filosofia del progetto. Non si tratta solo di attrezzature, ma di opportunità di crescita, inclusione e benessere.

Alcuni sportivi hanno scelto di sostenere l’iniziativa donando del materiale: tra loro Carlton Myers e Lucia Bronzetti.

«Il nostro sogno di Rigenera Sport è semplice – ha dichiarato Sebastianelli -. Rendere naturale il riuso nello sport, soprattutto nelle scuole, con l’obiettivo di trasformare quella che oggi è un’eccezione in una pratica diffusa, capace di ridurre rifiuti, abbattere emissioni e creare comunità».

Crediti foto: Pagina FB Rigenera Sport