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I Giochi delle donne: le storie di Simone Biles e Sanda Aldass a confronto


 

 

Essere umani. Il ritiro di Simone Biles dalle Olimpiadi che rompe il tabù della salute mentale nello sport. Il servizio è di Pierluigi Lantieri.

Chi non ce la fa più, lo dice e chi trova la sponda per andare avanti. Sempre più quelle di Tokyo sono le Olimpiadi delle donne, storie che mettono a nudo le vene aperte del business olimpico. Il ritiro della statunitense Simone Biles, la ginnasta delle meraviglie, rompe il tabù della salute mentale nello sport: non puoi concentrarti sempre sulle gare e devi pensare anche a te stesso.

Risponde a distanza Sanda Aldass, 31 anni, una dei 29 atleti che compongono la squadra olimpica di rifugiati arrivata a Tokyo 2020. “Senza il judo a tenermi occupata, sarei impazzita – dice – Le Olimpiadi erano un sogno che però si è trasformato in realtà”.

Paralimpiadi, Italia già da record sulla parità di genere


Paralimpiadi in rosa. A presentare la delegazione, guidata dal capo missione Juri Stara, segretario generale del Comitato italiano paralimpico e capitanata dai due portabandiera Beatrice Vio e Federico Morlacchi, è stato il presidente del comitato, Luca Pancalli. “113 atleti e maggioranza di donne, già doppio traguardo storico”. Sarà infatti il più alto numero da quando l’Italia partecipa a una Paralimpiade.

Gli atleti saranno impegnati in 16 discipline: atletica leggera, badminton, canoa, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, scherma, sitting volley, tennistavolo, sollevamento pesi, taekwondo, tiro a segno, tiro con l’arco e triathlon. Un dato che si accompagnerà a un altro record, quello della rappresentanza femminile, che per la prima volta supera quella maschile: sono infatti 61 le atlete e 52 gli atleti qualificati ai Giochi. Numeri che rappresentano comunque al momento ancora una previsione di massima e che potrebbero variare leggermente nei prossimi giorni sulla base di alcuni pass che le commissioni composte dall’International paralympic committee e le Federazioni internazionali decideranno di assegnare.

A presentare la delegazione, guidata dal capo missione Juri Stara, segretario generale del Cip e capitanata dai due portabandiera Beatrice Vio (scherma) e Federico Morlacchi (nuoto), è stato oggi il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, al termine della riunione della Giunta. “Abbiamo proceduto in Giunta a nominare la delegazione presieduta dal segretario che sarà composta da 113 delegati, tenendo presente che è ancora in ballo la partecipazione della nostra rappresentante nella disciplina del badminton e al netto di potenziali aggiustamenti e correttivi– ha detto Pancalli in conferenza stampa- Il dato importante non è solo che si tratta della delegazione più grande di sempre, ma che le donne hanno superato gli uomini: saranno rispettivamente 61 e 52.
A questi numeri si aggiungono i 78 officials attribuitici dal Comitato organizzatore più i membri della famiglia paralimpica, staff medico e quant’altro. Contando il badminton saremo presenti in 16 discipline delle 22 previste dal programma dei Giochi paralimpici. Grande novità sarà la partecipazione nello sport di squadra del sitting volley, che ha contribuito all’incremento della nostra rappresentanza e in cui saremo esordienti come anche per badminton e taekwondo”.

Per Pancalli “manca più di un mese all’inizio dei Giochi paralimpici ma già possiamo celebrare un doppio traguardo storico. Un risultato che testimonia la grande crescita degli ultimi anni del movimento paralimpico italiano sia sotto il profilo dei numeri e della rappresentanza di genere che dal punto di vista della competitività. Andremo in Giappone sapendo di avere una grande squadra che può regalare al nostro Paese tante gioie e soddisfazioni, prenderemo parte a questi Giochi non solo con l’obiettivo di rappresentare un’eccellenza sportiva ma anche di continuare ad alimentare quella rivoluzione culturale silenziosa che sta contribuendo a cambiare la percezione della disabilità nel nostro Paese e nel mondo”.

Il presidente del Cip si è detto “straconvinto che le federazioni abbiano svolto uno straordinario lavoro di accompagnamento a questa spedizione nonostante lo slittamento per la pandemia e il fatto che questa sarà l’edizione più complessa sul profilo logistico e organizzativo. Tutta la tecnostruttura sta dando il massimo perché le difficoltà sono tante: sarà difficile per i Giochi olimpici, figuratevi per una spedizione con tanti ragazzi e ragazze disabili”.

Le discipline su cui Pancalli ripone maggiori aspettative sono “atletica leggera, scherma, il nuoto che ha fatto parlare tanto di sé negli ultimi anni conquistando prima un Mondiale e poi gli Europei, ciclismo, tiro con l’arco e poi tutte le altre discipline dove potremmo ovunque ottenere successi che rappresenterebbero sorprese ma anche conferme, come tennis tavolo, sitting volley, sollevamento pesi, tiro a segno, triathlon. Ovunque ci siamo qualificati potremo dire la vostra, non faccio previsioni in quanto a numero di medaglie ma sono certo che faremo bene”.

L’auspicio, ha sottolineato il presidente, “è di portare in casa qualcosina in più rispetto a Rio ma senza dimenticare le difficoltà nella gestione di questi Giochi che potrebbero presentare complicazioni indipendenti da atleti e federazioni”.

Un aspetto su cui si è soffermato anche Stara: “Abbiamo messo in campo tutte le iniziative per rendere la vita dei nostri ragazzi in quei giorni la più serena e semplice possibile, consapevoli che non sarà affatto facile garantire tutta una serie di condizioni perché le incognite sono tante, anche sul piano organizzativo e logistico e anche solo per capire come funzionerà una mensa. Pensate poi cosa possa significare l’isolamento in un Covid Hotel per un ragazzo con disabilità severa che dovesse risultare positivo”.

“L’importante è partecipare”: il bando sullo sport di Fondazione Con il Sud


L’importante è partecipare: grazie al bando sullo sport promosso dalla Fondazione Con il Sud, da settembre saranno avviate in Campania, Puglia e Sicilia circa 50 attività sportive rivolte a tutti per rafforzare le piccole comunità meridionali caratterizzate da situazioni socio-economiche difficili. 9 i progetti selezionati, sostenuti con 2,3 milioni di euro.

Oltre 100 organizzazioni coinvolte e 4 mila persone interessate, soprattutto bambini e ragazzi. Saranno recuperati e valorizzati spazi pubblici e palestre in disuso, rendendo disponibili circa 100 mila mq per attività sportive sia al chiuso che all’aperto (una media di 25 mq per minore, a fronte dei circa 4,8 mq messi a disposizione dei ragazzi nei capoluoghi del Sud Italia).

Borgomeo: “La pandemia ci ha isolati, lo sport può diventare una leva determinante per incontrarci di nuovo, stare insieme, rafforzare la coesione sociale e dare opportunità concrete a ragazzi e cittadini, anche nei territori più difficili spesso gravemente ‘contaminati’ dalla criminalità organizzata”. Iniziative dedicate a tutte le età, scambio interculturale e intergenerazionale, voglia di stare insieme, promozione del benessere fisico e mentale, ma anche lotta al degrado urbano con recupero e valorizzazione di spazi pubblici e palestre. C’è tutto questo e altro ancora nei 9 progetti selezionati dalla Fondazione CON IL SUD con il bando “Sport– l’importante è partecipare”: c’è la bellezza dello sport e i suoi valori, c’è l’educazione alimentare e il rispetto delle regole, c’è il diritto al gioco e l’emancipazione delle piccole comunità del Sud che vivono situazioni di difficoltà socio-economica. Lanciato in piena pandemia, con uno sguardo fiducioso al futuro, il bando ha visto la partecipazione di oltre 2100 organizzazioni da tutto il Sud. Al termine del rigoroso processo valutativo, sono stati selezionati 9 progetti in Campania, Puglia e Sicilia sostenuti con 2,3 milioni di euro: circa 50 le attività sportive che da settembre coinvolgeranno circa 4 mila persone, soprattutto bambini e ragazzi, che vivono in quartieri, rioni o frazioni di piccoli comuni nelle province di Napoli, Bari, Lecce, Catania, Messina e Palermo, caratterizzati da un contesto socioeconomico difficile, spesso con presenza di disagio e
marginalizzazione.

L’obiettivo generale è mettere al centro l’attività sportiva come strumento per rafforzare le piccole comunità locali del Sud Italia, ma in questa fase critica, segnata da mesi di mancata
socialità e accesso a spazi e attività comuni, queste azioni saranno realmente una boccata d’ossigeno per tanti bambini e ragazzi. Saranno disponibili infatti circa 100 mila mq per attività sportive sia al chiuso che all’aperto: una media di 25 mq per minore, a fronte dei circa
4,8 mq messi in media a disposizione dei ragazzi nei capoluoghi del Sud Italia come ha recentemente sottolineato il rapporto nazionale “Minori e sport” dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini. “Abbiamo lanciato questo bando nel maggio del 2020, in piena pandemia, come segnale di speranza e fiducia per il futuro – ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Oggi questa speranza diventa più concreta. La pandemia ci ha isolati, lo sport può diventare una leva determinante per incontrarci di nuovo, stare insieme sempre nel pieno rispetto delle regole anti covid, rafforzare percorsi di coesione sociale e dare opportunità concrete a ragazzi e cittadini, anche nei territori più difficili spesso gravemente ‘contaminati’ dalla criminalità organizzata”.

Quasi 50 le discipline sportive che animeranno i progetti: si va dagli sport di squadra più tradizionali (calcio, basket, pallavolo), di cui viene proposta anche la variante per persone disabili (sitting volley, football integrato, baskin); agli sport di resistenza e potenza
(atletica, ciclismo, arrampicata) o di precisione (tiro con l’arco). E ancora, danza (hip hop, danze urbane, folcloristiche) e sport di contatto (kickboxing, karate). Oltre 100 le organizzazioni coinvolte nelle partnership di progetto, tra associazioni, parrocchie, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, scuole, università, comuni e enti pubblici, imprese, ordini professionali. C’è chi realizzerà ciclo-passeggiate, tornei di municipio e attività itineranti per il quartiere; chi realizzerà una palestra diffusa all’aperto; chi punterà su sport come l’arrampicata per favorire sbocchi lavorativi nell’edilizia acrobatica, sulle navi da crociera, nel mondo dello spettacolo; chi invece farà del calcio uno strumento di educazione al rispetto delle regole e di integrazione, con la nascita di squadre rionali e di quartiere o squadre miste, formate da italiani e stranieri. In alcuni casi saranno gli sport tradizionali di altri Paesi (come cricket, badminton e peteca particolarmente diffusi in Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka) a favorire questo processo, rendendo i migranti protagonisti: saranno infatti loro a proporre dei laboratori per insegnare ai ragazzi le regole del gioco. Anche per i meno giovani l’offerta sarà ricca, con corsi dedicati al benessere e all’invecchiamento attivo come la ginnastica dolce e lo yoga, ma anche gli scacchi. Saranno coinvolti anche giovani tra i 12 e i 25 anni sottoposti a misure alternative alla detenzione. Sarà possibile effettuare visite mediche e psicoattitudinali, per guidare i ragazzi nella scelta dello sport più adatto alle proprie attitudini e bisogni fisici; avere consulenze nutrizionali, con percorsi di sensibilizzazione ad una sana e corretta alimentazione.

Grazie ai 9 progetti, alcuni centri sportivi già attivi, ma sottoutilizzati e in condizioni di degrado torneranno a nuova vita, divenendo fulcro di un’offerta culturale, sportiva e socio-educativa completa. Anche gli spazi pubblici (parchi, aree giochi, piazze, palestre scolastiche e municipali) saranno valorizzati e messi a disposizione delle comunità. In particolare, 14 spazi saranno interessati da interventi di ristrutturazione e riqualificazione per adibire oltre 9 mila mq alla pratica sportiva.

Tokyo 2020, arrivano le prime prese di posizione sui diritti umani


In ginocchio contro il razzismo. Le calciatrici della Gran Bretagna in ginocchio, dopo il fischio dell’arbitro. Poi le cilene e un’ora dopo la scena si ripete, a Tokyo, prima della sfida tra Stati Uniti e Svezia. Sono le prime dimostrazioni politiche dopo il via libera del Cio: all’interno del campo di gioco ora sono consentite.

Le giocatrici britanniche lo avevano annunciato prima della partenza, il loro gesto era anche per sottolineare la loro solidarietà per i colleghi investiti dagli insulti razzisti dopo aver fallito i rigori contro l’Italia nella finale dell’Europeo. Inginocchiarsi “è permesso, non è una violazione della regola 50. Questo è quello che c’è scritto nelle linee guida del Cio” ha sottolineato il presidente del Cio Thomas Bach.

Il Cio consente gesti di attivismo — se consentito dall’organo di governo di quello sport — solo prima o dopo l’inizio ufficiale degli eventi alle Olimpiadi. Le dichiarazioni politiche durante gli eventi, le cerimonie di premiazione o al Villaggio Olimpico sono ancora vietate, per evitare i gesti come i pugni alzati nei guanti neri dei velocisti americani Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.

La capitana tedesca di hockey su prato festeggia con un post sui social “L’amore vince sempre”. Il Cio ha detto sì alla fascia arcobaleno, e la capitana della nazionale tedesca di hockey su prato festeggia con un post su Instagram, sorridente per la decisione del Comitato olimpico. Come il capitano della nazionale di calcio a Euro 2020, Manuel Neuer, anche Nike Lorenz aveva espresso l’intenzione di vestire la fascia simbolo del movimento LGBT alle Olimpiadi, e una richiesta era stata avanzata tramite il comitato olimpico tedesco, che all’ok del Cio ha postato la foto della fascia arcobaleno che la 24enne Lorenz porterà sui calzini, domenica all’esordio contro la Gran Bretagna.

“Le Olimpiadi delle donne?”: lo speciale dell’agenzia Uispress


 

 

Le Olimpiadi delle donne? In occasione dell’apertura di Tokyo 2020 l’Uisp propone un numero speciale della sua agenzia settimanale, su diritti e parità di genere ai Giochi. Il servizio di Elena Fiorani.

Uispress, la testata giornalistica dell’Unione italiana sport per tutti, propone un approfondimento dedicato a sport e diritti in occasione dell’apertura dei Giochi di Tokyo 2020. Grazie agli interventi di esperte, studiose e giornaliste, verrà affrontato il tema dello sport femminile, dei diritti e del linguaggio, a confronto con l’evento sportivo più importante del pianeta.

Mara Cinquepalmi, dell’associazione Giulia, evidenzia che le Olimpiadi di Tokyo saranno le prime con quasi il 49% di atlete, tanto che il giuramento olimpico è stato aggiornato, includendo la lotta ad ogni forma di discriminazione. Anche nella comunicazione a cinque cerchi le donne si fanno largo, ai giornalisti che racconteranno l’evento il compito di non tradire queste premesse.

Multate per abbigliamento non consono: il caso delle atlete norvegesi di pallamano su sabbia


Abbigliamento non consono. La nazionale femminile norvegese di pallamano su sabbia ha giocato per il terzo posto dell’europeo in pantaloncini invece che con il tradizionale bikini, perché li ritiene più adatti ad uno sport molto dinamico che prevede un forte contatto fisico. Non la pensa così la Federazione europea che ha sanzionato con una multa di 1500 euro ogni giocatrice.

Il match in questione prevedeva lo scontro tra le nazionali femminili di Norvegia e Spagna, valido per il terzo posto nella competizione europea di beach handball. Al momento dell’ingresso in campo, le due squadre si sono presentate vestite in modo diverso: bikini minimal per le spagnole, due pezzi (top e pantaloncini) per il team norvegese. Questo non è piaciuto a organizzatori e membri della giuria, che nella stessa giornata della partita (vinta dalla Spagna) hanno avvisato la nazionale della Norvegia della sanzione. La motivazione: per la Federazione europea i pantaloncini più lunghi costituirebbero un “abbigliamento non consono”.

Molti, insieme alle giocatrici stesse, non si spiegano in che modo pantaloncini e top più spessi possano essere ritenuti inadatti a uno sport che prevede invece un forte contatto fisico e ha dinamiche di gioco molto vicine a quelle del calcio. “Molte donne della squadra hanno detto che le uniformi non sono ideali per uno sport che richiede torsioni, giri e altri movimenti atletici nella sabbia” dice al Washington Post Kare Geir Lio, il capo della Federazione norvegese di pallamano.

Ma il problema legato alla sanzione e all’abbigliamento da gara non è solamente di tipo pratico. Secondo il regolamento delle competizioni di pallamano sulla sabbia, infatti, le giocatrici sono autorizzate a scegliere tra un tipo e l’altro della divisa in base a ciò che preferiscono e con cui si sentono più a loro agio. Inoltre, al contrario di quelli femminili, ai team maschili viene permesso senza ingerenze di giocare indossando lunghe canotte e pantaloncini fin sopra il ginocchio. In un comunicato, la Federazione europea fautrice del provvedimento specifica che la mozione per un abbigliamento più inclusivo era già stata avanzata da diverse Federazioni nazionali di pallamano durante l’ultimo congresso ad aprile 2021, ma che a causa di una serie di ritardi non è stata possibile accoglierla. La Federazione si impegna a farlo nel corso del prossimo incontro, previsto per agosto 2021.

Intanto, l’ambiente del team norvegese non fa marcia indietro, e supporta ancora una volta la scelta delle giocatrici di aver indossato la divisa che ritenevano più adatta a se stesse. “Siamo molto orgogliosi di queste ragazze che hanno alzato la voce e hanno detto che ‘abbastanza’ è ‘abbastanza’“, si legge in un tweet della Federazione Norvegese Pallamano, “Insieme continueremo a lottare per cambiare le regole dell’abbigliamento, in modo che i giocatori possano giocare con i vestiti che preferiscono!“.

Calcio, la società Paperino San Giorgio alla ricerca del proprio inno sociale


No Racism Lab. La società di calcio Paperino San Giorgio lancia un “contest” on line rivolto ai giovani di Prato per selezionare il proprio inno sociale, che dovrà avere testi ispirati ai valori della tolleranza, perchè vuole contribuire a diffondere messaggi di uguaglianza, parità di genere e contrastare qualsiasi tipo di discriminazione in ambito sportivo e sociale.

Il punto di partenza è una base musicale scaricabile dal sito internet del Paperino San Giorgio. Su questa, i ragazzi fra i tredici e i diciannove anni residenti o domiciliati in provincia di Prato, potranno cantare o rappare, buttando giù un testo incentrato sui valori dell’antirazzismo. Gli elaborati che saranno ritenuti più efficaci diventeranno quindi parte integrante del nuovo inno ufficiale del club di via del Ferro, da fare risuonare in ogni occasione sportiva che si terrà al ‘Comunale’, rappresentando così un segno tangibile di lotta alle discriminazioni. “Siamo lieti di promuovere questa iniziativa – sottolinea con evidente soddisfazione il presidente del Paperino San Giorgio, Sauro Pratesi – che rimane fedeli ai nostri valori, che ci vedono impegnati nel mondo del pallone non solo con obiettivi sportivi, ma anche educativi. In particolar modo verso i più giovani”. Il regolamento del progetto ‘No Racism Lab’, che vuole dunque favorire la libertà d’espressione fra i giovani attraverso la musica e la parola, è scaricabile dal sito www.paperinosangiorgio.it

Gli autori dei brani selezionati dalla giuria saranno chiamati a partecipare da protagonisti alla registrazione di un video-clip musicale (che verrà girato naturalmente a Prato), nel quale potranno comparire anche gli altri partecipanti al contest che ne faranno richiesta. Il termine per le iscrizioni, da effettuarsi tramite il form on-line sul sito www.paperinosangiorgio.it, è fissato al 31 agosto prossimo. Tramite il video si vuole dare un messaggio ancora più forte all’iniziativa, per dire no al razzismo e alle discriminazioni.

Olimpiadi, tre bambole speciali volano a Tokyo con l’Italia Team


Donne in gioco. Per i Giochi Olimpici di Tokyo arrivano tre Barbie edizione speciale che celebrano le donne della squadra italiana. Le bambole verranno messe all’asta a supporto di famiglie e bambini malati di tumore. Con questo progetto, i promotori vogliono ricordare alle bambine che possono aspirare ad essere tutto ciò che desiderano, anche nello sport.

In occasione dei Giochi Olimpici, Barbie, Italia Team ed EA7 Emporio Armani collaborano per celebrare le atlete dell’Italia Team: sono tre le Barbie uniche create per l’occasione che verranno messe all’asta a supporto della FIAGOP – Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica Onlus.

Le tre bambole voleranno a Tokyo insieme all’Italia Team, per essere esposte in esclusiva a Casa Italia Tokyo 2020 e poter essere ammirate in tutti i loro incredibili dettagli. L’esclusiva grafica che personalizza i capi è un omaggio alla cultura giapponese: il Sol Levante, simbolo del Giappone, viene reinterpretato con i colori del Tricolore, mentre la scritta ITALIA, ricreata con caratteri che richiamano la scrittura Kanji, racchiude al suo interno il riferimento al Torii, il tradizionale portale d’accesso a un luogo sacro.

Al loro ritorno in Italia, le 3 Barbie One-of-a-Kind verranno messe all’asta per uno scopo molto speciale: supportare la FIAGOP, la federazione che con le sue associate lavora ogni giorno per garantire ai bambini malati di tumore e leucemia il diritto alla salute e alla buona qualità di vita e assicurare alle loro famiglie il sostegno necessario. Il CONI supporta l’associazione amplificandone in particolare l’evento «Io corro per loro – Bambini senza cancro» previsto a Milano il 26 settembre 2021 e destinato a sostenere la ricerca scientifica.

Un progetto altamente valoriale in grado di unire i tre brand sotto il comune obiettivo di ispirare le future generazioni di donne, in linea con i principi dell’Olimpismo e della gender equality promossa dal Movimento Olimpico: impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni, nello sport, così come nella vita, al meglio delle proprie possibilità e senza discriminazioni.

Special Olympics, assegnati a Torino i Giochi Mondiali Invernali 2025


Giochiamo in casa. Sono stati assegnati a Torino i Giochi Mondiali Invernali Special Olympics 2025, che coinvolgeranno 3.125 atleti e coach, 3.000 volontari, migliaia di persone tra staff, personale medico, familiari, media, ospiti, delegati ed oltre 300.000 spettatori. Otto le discipline sportive in campo.