Archivi categoria: Sport

In difesa dei piccoli atleti


In vista delle Olimpiadi di Tokyo, rimandate al 2021, il Giappone resta osservato speciale per gli abusi sui giovani sportivi. Infatti, un recente report di Human Rights Watch denuncia che in questo paese sono ancora diffuse le violenze su bambini e adolescenti, come accade in molti Paesi orientali in cui l’uso della violenza è considerato parte integrante degli allenamenti dei ragazzi più promettenti.

Il 26 giugno 2020 la triatleta sudcoreana ventiduenne Choi Suk-hyeon si è tolta la vita a causa delle continue violenze fisiche, psicologiche e sessuali subite da parte del medico e dell’allenatore della sua squadra. L’ex campionessa cinese di pattinaggio artistico su ghiaccio Jessica Shuran Yu, attualmente a Singapore, dove ha iniziato la carriera da allenatrice, ha rivelato attraverso il proprio account Instagram insulti e punizioni ricevuti dal suo coach fin dall’età di 9 anni.

Questi recenti eventi testimoniano solo in parte ciò che in molti Paesi orientali rappresenta la norma, ovvero l’uso della violenza come parte integrante degli allenamenti di atleti promettenti in età infantile o adolescenziale. A sostenerlo è il rapporto di Human Rights Watch “Mi hanno picchiato così tante volte che ho perso il conto: gli abusi sugli atleti minorenni in Giappone” che, attraverso le testimonianze, dirette o tramite questionario online, di circa 800 sportivi di oltre 50 discipline, traccia un quadro inquietante.

Salvate Ricicletta


È l’appello affinché sia evitata la chiusura del laboratorio di vendita, riparazione e noleggio di biciclette di via Darsena a Ferrara. Dovrà trovare un’altra sede entro la fine del mese la
ciclofficina che ospita un progetto rivolto a persone con disagio attivo dal 2002 e vanta oltre mille bici tornate in vita attraverso il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

L’Officina Ricicletta rischia di chiudere. Il laboratorio di vendita, riparazione e noleggio di biciclette di via Darsena non può più restare nel capannone dell’ex Mof. Il termine ultimo è settembre. Alla fine del prossimo mese, dunque, l’Officina dovrà trovare un’altra sede. Inutile dire che negli anni questo progetto rivolto a persone con disagi e divenuto una bella realtà nel 2002 ha riscosso tra l’opinione pubblica un successo e un consenso crescenti. Tanto che la petizione lanciata giovedì mattina, che chiede che Ricicletta non venga dismessa, ieri alle 17 aveva già raccolto, online, 1. 675 firme. Quasi un record.

Tale da far muovere lo stesso sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che proprio ieri ha contattato i responsabili di Ricicletta fissando un incontro in municipio per martedì. In quella riunione il  primo cittadino pare intenzionato a proporre, a indicare ai dirigenti dell’Officina alcune
possibili soluzioni per quanto riguarda la nuova e necessaria sede. «Spero che tutto vada a buon fine – ci ha detto ieri il capo della officina Davide Parziale grande esperto di biciclette – qui vengono rimesse a nuovo tantissime bici, molte ci vengono donate e noi le sistemiamo e le mettiamo in vendita a prezzi super calmierati. In 5 anni, dal 2015, abbiamo ricevuto mille bici donate da privati – ribadisce – questo è un laboratorio “protetto” che Comune e Asl hanno voluto creare».

Dal Comune sarebbero già arrivate un paio di proposte per i locali, ma né un magazzino pertinenza delle Mura vicino al palazzo delle palestre di Porta Catena, né i locali ex Amga di via Bologna costituiscono ipotesi praticabili. Non dovrebbe tuttavia essere un problema, per il Comune di Ferrara, trovare una nuova sede per Ricicletta. Una officina che non deve chiudere.

No all’indifferenza


Lo sport americano si schiera contro le discriminazioni, a partire dal basket che ha trovato un accordo per ricominciare. Il servizio di Elena Fiorani.

Dopo aver boicottato i playoff in corso a Orlando come forma di protesta contro il razzismo della polizia e del sistema penale statunitense, i giocatori della NBA hanno accettato di riprendere a giocare, dopo che la lega di basket nordamericana ha annunciato che alcuni palazzetti verranno usati come seggi elettorali alle elezioni presidenziali del 3 novembre, in modo da allargare la possibilità di voto.

È il risultato principale ottenuto dai giocatori con la protesta attuata in un momento di grandi tensioni razziali negli Stati Uniti. I giocatori hanno ricevuto grande sostegno sui media e nel mondo dello sport e dello spettacolo, ma sono stati duramente criticati dal presidente Donald Trump. La lega di basket è la più schierata e progressista tra i grandi campionati sportivi per quanto riguarda i diritti civili degli afroamericani, che rappresentano la grande maggioranza dei giocatori.

Palestre scolastiche: allarme da Roma


La stagione sportiva 2020/2021 ha ufficialmente preso il via il 1° settembre. Eppure, moltissime associazioni sportive che operano in contesti scolastici vivono ancora una condizione di totale incertezza circa i tempi e le modalità di ripartenza della propria attività.

Le difficoltà economiche dovute al lungo stop imposto dall’emergenza sanitaria si uniscono alla preoccupazione che il proprio spazio di sport quotidiano possa venir utilizzato per altri scopi, o, peggio ancora, dichiarato inaccessibile.

Questa condizione di indeterminatezza è inaccetabile perchè rischia di avere ripercussioni pesanti sulla possibilità di fruizione della pratica sportiva per tante ragazze e tanti ragazzi del nostro territorio. Con conseguenze facilmente immaginabili.

La scelta del sindaco del Comune di Fiumicino Esterino Montino, che il 28 agosto scorso ha deliberato la sottrazione delle palestre scolastiche di competenza territoriale all’attività pomeridiana ha, inoltre, assestato un nuovo durissimo colpo allo sport di base della nostra regione.

Una scelta che, lo diciamo apertamente, non condividiamo e che rischia di generare un pericolosissimo “effetto domino”.

La decisione di “chiudere” spazi e di lasciare nell’incertezza i dirigenti sportivi di base che svolgono una rilevante funzione sociale è evidentemente quella più semplice, ma anche la più pericolosa.

Pericolosa perché rischia di cancellare esperienze, competenze e passioni che caratterizzano, da sempre, lo sport sociale e popolare.

Una scelta che porta con sé l’accettazione del dover percorrere una strada che proprio non ci appartiene, quella di rinunciare ad una sfida che il tempo odierno ci lancia: far vivere lo sport per tutti anche in questo particolarissimo momento storico che stiamo attraversando.

Molto è stato detto e molto è stato scritto sullo sport come “cardine” della ripresa. Come centro di gravità di una ripartenza che possa spingere tutto il paese a rialzarsi dopo il durissimo lockdown vissuto tra marzo e giugno. Ecco, quello a cui stiamo assistendo, va esattamente nel senso opposto.

Esprimendo vicinanza a tutte le associazioni sportive Uisp e non solo che vivono la condizione appena descritta, ci rivolgiamo alle istituzioni cittadine e regionali.

E mettiamo sul piatto tutto il nostro impegno nel sensibilizzare i livelli superiori della nostra associazione e tutti gli interlocutori istituzionali possibili. Lo sport (e più in generale l’intero terzo settore) può essere davvero il motore del ritorno ad una (nuova) normalità.

Siamo convinti della forza dello sport sin dalla nascita dell’Uisp, nel 1948. Il nostro auspicio è che ne siano realmente convinti anche gli altri, non solo a parole.

Uisp Comitato Territoriale di Roma

Vincenti dentro e fuori dal campo


Il Lione ha conquistato la sua quinta UEFA Champions League femminile consecutiva: la squadra più vincente al mondo è anche la prima a trattare donne e uomini allo stesso modo. Le giocatrici del Lione usano le stesse strutture dei maschi, dai campi di allenamento al nuovo stadio da 60.000 posti, viaggiano con gli stessi  mezzi e vengono retribuite in modo paritario, tutte cose per nulla scontate nel calcio femminile.

La serie di vittorie del Lione in Europa – che con l’ultima è arrivata a  sette in totale – impressiona, ma non è nulla paragonata a quella che mantiene da tredici anni nel campionato francese, dove vince il titolo  ininterrottamente dal 2007. In tutto questo tempo ha perso soltanto cinque partite e ha concluso tre stagioni da imbattuta senza mai nemmeno
pareggiare.

Il dominio più schiacciante che si possa trovare nell’intero panorama  sportivo – non esiste nulla di simile nel calcio maschile, nel basket o in qualsiasi altro sport di squadra – è un caso di studio per tutto il movimento femminile, ancora giovane e anche per questo fatto di ampie disparità. Come settant’anni fa il Real Madrid maschile, che vinse le prime cinque Coppe dei Campioni consecutivamente, il Lione di oggi può essere considerata la prima grande squadra nella storia del calcio femminile.

Il suo successo è merito dell’imprenditore locale Jean-Michel Aulas, che nei primi anni Duemila fece uscire dalla mediocrità la squadra maschile della città. Con lui il Lione ha vinto tutto il possibile a livello nazionale ed è diventato uno dei luoghi migliori in cui giocare a calcio in Francia. Nel 2004 — mentre la squadra maschile vinceva sette campionati di fila — Aulas ebbe l’intuizione di assorbire la squadra femminile del posto, anticipando di almeno un decennio tanti altri grandi club europei.

Nel Lione giocano tuttora le calciatrici più importanti della nazionale francese: Sarah Bouhaddi, Wendie Renard, Eugénie Le Sommer e la capitana Amandine Henry. Ci sono poi la norvegese Ada Hegerberg, giocatrice più pagata al mondo e primo Pallone d’Oro femminile nella storia, Dzsenifer Marozsán, capitana della Germania, Saki Kumagai, capitana del Giappone, e Shanice van de Sanden, campionessa d’Europa con l’Olanda nel 2017. Se si va indietro negli anni, si trovano anche Hope Solo, Megan Rapinoe e Alex Morgan, le tre calciatrici più famose negli Stati Uniti, che si trasferirono in Francia proprio per acquisire esperienza prima di tornare in patria e diventare campionesse del mondo.

La squadra della gente


Lo scorso anno, per evitare il fallimento, i tifosi de L’Aquila hanno rilevato il club, ripartendo dalla Prima Categoria per arrivare subito in Promozione. L’obiettivo di questa stagione è tornare in Serie D, grazie alla gestione dei rappresentanti del tifo organizzato dei Red Blue Eagles: una pagina di calcio popolare che intende sostenere il tessuto sociale di una città colpita duramente dal sisma 2009.

Un nuovo modo di fare calcio – si legge in una nota – che ha visto alla guida della società rappresentanti del tifo organizzato dei Red Blue Eagles, che ha trovato da subito il consenso dell’intera comunità con circa 600 abbonamenti sottoscritti e delle attività commerciali (oltre 300) che hanno fornito un proprio contributo come gesto di amore. Tante le attestazioni di fiducia arrivate dall’esterno come il sostegno ricevuto dal portiere della Juventus Gianluigi Buffon che, per dare il suo contributo, ha sottoscritto sei abbonamenti.

Il tifo organizzato dei Red Blue Eagles nella passata stagione si è adoperato in maniera capillare per reperire fondi al fine di ripianare i debiti (oltre 50.000 euro) e costruire una squadra in grado di vincere il torneo di Promozione impreziosito dalla conquista del Premio Disciplina. L’obiettivo, anche questa stagione, resta la vittoria del campionato: la “Squadra della Gente”, che scende in campo con il logo sulla maglia dei Red Blue Eagles, vuole tornare subito in Serie D, lì dove è fallita con oltre 3 milioni di debiti.

La gestione – continua la nota – è contraddistinta da massima trasparenza e nel rispetto degli impegni. Insieme ai risultati sportivi, massima attenzione è rivolta ad iniziative sociali grazie alla partnership con l’Aism (sponsor etico del club), la donazione di oltre 6.000 euro all’Ana di Bergamo per l’emergenza Covid-19 grazie alla vendita di mute da gioco, la Friend Card a supporto dell’imprenditoria locale, oltre alle iniziative solidali organizzate dai Red Blue Eagles come “Alla mia terra giuro eterno amor” che ha permesso, tra le altre cose, di raccogliere fondi per Amatrice, l’acquisto di macchinari oncologici per l’ospedale cittadino e l’acquisto di handbike.

Una casa sicura per le bici


A Milano, dopo la sperimentazione effettuata a giugno in corso Buenos Aires, è operativa anche in centro la “casa avanzata”, la segnaletica che mette le due ruote in prima fila, permettendo ai ciclisti di partire in testa agli incroci. Nei prossimi mesi si procederà ad altri tracciamenti lungo le piste ciclabili progettate dopo l’inizio dell’epidemia per agevolare la mobilità individuale su ruote.

Il Comune dà il via libera alla nuova segnaletica che garantisce la sicurezza di chi va sulle due ruote, con un’area riservata che dà il diritto di stare davanti alle auto, quando si arriva a un semaforo con una possibile svolta a sinistra. L’area riservata si chiama tecnicamente “casa avanzata” e si trova alle intersezioni delle piste ciclabili con altre strade. È una nuova indicazione segnaletica prevista dalle regole del codice della strada introdotte a maggio 2020 per rendere più visibili i ciclisti da parte degli automobilisti. E per agevolare chi pedala nella possibilità di svolta, a un incrocio regolato da semaforo.

In questa nuova “stanza” riservata alle biciclette, le due ruote si possono posizionare e hanno quindi un diritto di partenza in anticipo rispetto alle vetture che le seguono. L’assessore alla Mobilità Marco Granelli spiega che “è una soluzione molto adottata in Europa, richiesta da tempo dai Comuni e dalle associazioni, una novità che fino ad ora in Italia non esisteva. Noi abbiamo deciso di farla ovunque sia possibile sulle piste ciclabili, cioè contrassegnate da due linee di vernice, quella gialla e quella bianca. Poi vorremmo estenderla anche alle “corsie ciclabili”, che sono quelle segnate con una sola striscia di vernice bianca”.

Grazie a questo provvedimento i ciclisti che devono svoltare (tipicamente a sinistra) possono farlo appena il semaforo scatta al verde, anticipando la mossa degli automobilisti e rimanendo sempre ben visibili da loro. Una vittoria per il popolo delle due ruote che in questi ultimi mesi, anche per evitare rischi di contagio sui mezzi pubblici, si è molto ingrandito. La sicurezza dei ciclisti è garantita da una doppia riga d’arresto (i veicoli a motore devono stare indietro rispetto alle bici) e lo spazio della “casa avanzata” può essere facilmente raggiunto arrivando dalla corsia riservata alla biciclette. Una misura a costo zero in grado di salvare vite e permettere ai ciclisti urbani di muoversi con maggiore tranquillità.

Esultano le associazioni dei ciclisti parlando di “segnale di civiltà” e commenti molto positivi si leggono in rete sulle pagine dedicate alle due ruote.

Porte chiuse allo sport


Da Fiumicino la denuncia delle associazioni dilettantistiche dopo la chiusura delle palestre scolastiche alle attività motorie che si svolgono in orario pomeridiano-serale, stabilita con un decreto del sindaco. Per i rappresentanti delle associazioni, pronti a fare ricorso al Tar, “il danno sociale, educativo e formativo tra i cittadini di tutte le fasce di età sarà enorme”.

“La decisione dell’ex senatore Esterino Montino è un atto inopportuno – scrivono in una nota i docenti di educazione fisica Nando Bonessio e Silvana Meli – che non persegue in alcun modo le finalità che espone nel testo Decreto, ossia ‘contenere l’epidemia da Covid-19 e tutelare la salute degli studenti di Fiumicino impedendo che estranei frequentino i locali scolastici‘. È imbarazzante che il Sindaco non tenga nemmeno in considerazione che i frequentatori delle attività sportive che si organizzano nel pomeriggio nelle scuole sono gli stessi alunni della mattina e i loro familiari. Il messaggio che ne deriva, rivolto ai cittadini, è che vi sia un pericolo impossibile da gestire e per il quale bisogna solo vietare o impedire qualsiasi attività sociale”, proseguono.

“Ci chiediamo, – incalzano, – se il Sindaco o il suo staff siano a conoscenza che in Italia tutte le attività sportive, all’aperto e nelle palestre, sono state autorizzate alla riapertura con Decreto del Presidente del Consiglio, del Presidente della Regione Lazio, e con le linee guida e i protocolli di sicurezza stabiliti dalle Federazioni Sportive e dagli Enti di Promozione in accordo con il ministro dello Sport Spadafora e il Comitato Tecnico scientifico. Ma non solo: anche la stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dichiarato la necessità che le strutture sportive scolastiche rimangano aperte al pomeriggio per le attività sportive delle ASD. Invitiamo il Sindaco a documentarsi, a partire da quanto si legge sul sito del Miur”.

“Montino, con questo assurdo Decreto, blocca il Servizio Sociale Sportivo pubblico perché, è bene precisarlo, le Associazioni Sportive organizzano le attività sportive a quote di frequenza calmierate per nome e per conto dell’Amministrazione Comunale. Il danno sociale, educativo e formativo tra i cittadini di tutte le fasce di età sarà enorme, – sottolineano Bonessio e Meli, – e gli unici che trarranno beneficio da questa scelta irrazionale saranno i gestori delle palestre e dei circoli sportivi privati. Ciò che andrà irrimediabilmente perduto è il grande lavoro di coesione sociale e di continuità didattica che le associazioni svolgono organizzando attività agonistiche per i giovani, di mantenimento, di prevenzione e ricreative per adulti e anziani.

Il gruppo di ragazzi che quest’anno non potrà più svolgere lo sport preferito e non ritroverà il proprio istruttore è una piccola comunità sociale che sarà lasciata allo sbando, senza riferimenti, e che il prossimo anno difficilmente si ritroverà. Ultima considerazione, ma non per importanza, è la perdita di reddito per decine di operatori sportivi che con la loro professionalità riescono ad assicurare un servizio alla cittadinanza e un minimo salariale. Se ne era accorto anche il Ministro Spadafora che, durante il lockdown, ha fatto in modo che per 4 mesi gli operatori avessero garantito dal Governo un minimo reddito mensile. È evidente come, per il Sindaco Montino, questo problema non esista.

Per tutti i motivi appena elencati, siamo perciò noi a chiedergli di ritirare immediatamente il decreto con cui si ordina la chiusura pomeridiana-serale di tutte le palestre scolastiche di Fiumicino e di procedere immediatamente a realizzare ‘Protocolli di sicurezza aggiuntivi tra le Istituzioni Scolastiche e le ASD’ al fine di garantire veramente la sicurezza di tutti coloro che devono poter usare le strutture sportive pubbliche della collettività. In caso contrario, – concludono Bonessio e Meli, – saremo a fianco delle associazioni in tutte le loro battaglie sino all’eventuale presentazione al Tar di un ricorso che chieda l’immediato annullamento del provvedimento”.

Contro il razzismo


Presentato a Roma l’Osservatorio sulle discriminazioni nello sport. Il servizio di Elena Fiorani.

È stata la sede dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ad ospitare la firma del protocollo d’intesa con cui Unar, Uisp e Lunaria hanno sancito la nascita dell’Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni nello sport. Una novità a livello europeo, dove non esiste un organismo in grado di monitorare e fornire un’analisi precisa sulle discriminazioni in ambito sportivo, in particolare quello amatoriale e dilettantistico.

Questo passo consentirà al nostro Paese di proporre strategie efficaci e all’avanguardia e, attraverso un’attività di sensibilizzazione e formazione, promuovere soprattutto nei giovani, la cultura del rispetto e dell’inclusione. Al lancio dell’iniziativa ha preso parte con un collegamento video anche Beatrice Ion, atleta paralimpica della nazionale di basket femminile, aggredita nei giorni passati con minacce e insulti razzisti.

Sport in ateneo


Il Comitato italiano paralimpico e l’Università della Basilicata hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere l’attività sportiva tra gli studenti con disabilità. L’obiettivo è sostenere programmi e progetti condivisi, a livello regionale e provinciale, attraverso una rete di collaborazioni territoriali per una promozione sportiva specifica e adeguata.

Uno degli obiettivi dell’accordo è di promuovere e sviluppare iniziative e progetti per “perseguire – è scritto nel documento – uno stato di salute incentrato sul modello bio-psico sociale dell’Icf (International Classification of Functioning, Disability and Health – Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) raccomandato dall’Oms, favorendo il massimo recupero e il mantenimento delle capacità residue della persona con disabilità”.

E’ previsto poi “l’avviamento e perfezionamento allo sport attraverso l’uso gratuito di spazi all’interno dell’Università, compresi quelli da adibire a sportello informativo, che devono essere agevolmente accessibili alle persone con disabilità e la cui disponibilità sarà fornita dall’Ateneo ogni qualvolta verrà richiesta dal Cip e rilasciata compatibilmente con le disponibilità e svolgimento delle attività di studio e formative dell’Ateneo”.

Il protocollo, hanno spiegato i rappresentanti dell’Ateneo lucano, rappresenta “un ulteriore impegno dell’Unibas nella formazione degli studenti con orientamento all’attività sportiva delle persone con disabilità che afferiscono all’ateneo. È un impegno anche di terza missione dell’ateneo nel favorire iniziative e sostenere programmi e progetti condivisi, sia a livello regionale che provinciale, attraverso una rete di collaborazioni territoriali per la promozione sportiva specifica e adeguata alle capacità di ciascun studente”.

Per il Cip, “da sempre l’Unibas ha dimostrato grande attenzione ai propri studenti con disabilità,
stimolando scambi e sinergie con lo scopo di migliorare la qualificazione del diritto allo studio per gli studenti con disabilità. Il Cip, che il suo compito istituzionale è quello di favorire la diffusione e la pratica dello sport tra le persone con disabilità dando impulso a progetti di promozione e avviamento alla pratica sportiva paralimpica sul territorio nazionale”.