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Cavaliere della Repubblica


Rachid Berradi, 45 anni “Per la sua appassionata promozione di una cultura della legalità e per il contributo al contrasto all’emarginazione sociale“. Nato a Meknes, in Marocco, ma palermitano di adozione. È stato un protagonista dell’atletica leggera italiana: mezzofondista, campione europeo nei 10.000 metri e finalista alle Olimpiadi di Sydney. È stato Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera di Palermo. È anche Coordinatore sport dell’associazione Libera-Sicilia.

Dall’immobilismo al boom della bicicletta


Il post lockdown in Italia è stato caratterizzato da un aumento degli spostamenti in bici e da una maggiore attenzione alla mobilità sostenibile da parte dei cittadini grazie anche all’incentivo dell’ecobonus. I vantaggi della mobilità ciclabile sono del resto evidenti: per le persone sono rilevanti in termini di ridotta spesa per gli spostamenti e maggior benessere psicofisico, per la città in termini di riduzione dell’inquinamento e del traffico. Gli effetti del lockdown e della pandemia sulla mobilità urbana, sono oggetto del nuovo dossier dal titolo ‘Covid Lanes’ lanciato ieri da Legambiente.

Sos passeggiata 2.0


E’ lo slogan che il Settore Cinofilia Uisp Piemonte ha messo in campo con la nuova iniziativa rivolta agli animali d’affezione, per questo periodo di emergenza sanitaria. Infatti, le persone che devono sottostare alla misura della quarantena e possiedono un cane, si trovano in difficoltà a soddisfare le sue esigenze quotidiane.

Così il comune di Nichelino (To) ha pensato, tramite l’Enpa di Chieri, che gestisce la tutela degli animali della cittadina, di andare incontro alla cittadinanza per risolvere il problema degli amici a quattro zampe.

Calcio e razzismo


Non si interrompe la catena di offese razziste che emergono dai campi di calcio: Gerson ex di Roma e Fiorentina ha denunciato di aver subito delle pesanti offese razziste durante la partita Flamengo-Bahia. Dani Alves, ex giocatore della Juve ha pubblicato un lungo messaggio su Instagram in cui denuncia la situazione. “Finché non ci sarà una punizione severa per il razzismo, questo non finirà mai”.

“Se questi episodi accadono nel nostro mondo figuriamoci nella vita quotidiana di migliaia di persone anche di classi sociali inferiori. Immagina quanto soffrono“. Comincia così il lungo messaggio di Dani Alves pubblicato sul suo profilo Instagram. Il terzino brasiliano ha deciso di utilizzare i social per dare un messaggio di uguaglianza nella lotta contro il razzismo. “Abbiamo urgente bisogno di migliorare il nostro mondo, la nostra umanità – ha sottolineato l’ex Juve – Abbiamo urgente bisogno di evolverci come spirito, abbiamo urgente bisogno di fermare l’esclusione sociale, abbiamo urgentemente bisogno di vedere oltre i nostri occhi. Dobbiamo dire no al razzismo, no all’esclusione sociale. Questo deve essere fatto soprattutto nel nostro vivere quotidiano“.

Visioni di gioco


E’ il volume a cura di Maurizio Lupo e Antonella Emina che parla di calcio e musica attraverso 18 brevi saggi: dal tifo al femminile al lessico degli striscioni negli stadi, dal Totocalcio alle playstation, dagli stereotipi culturali del futebol brasiliano all’emigrazione ligure e il suo contributo alla nascita del calcio argentino.

L’autrice ha compiuto un lavoro monumentale selezionando ed esaminando 110 (!!!) brani del periodo 1959-2019. Il risultato è un viaggio nel calcio, nella musica ma anche nella cultura italiana. Oltre a cose classiche tipo Quelli che… di Enzo Jannacci o Una vita da mediano di Liguabue ecco anche il rock italiano degli Yo Yo Mundi (Chi si ricorda di Gigi Meroni?), degli Statuto (Ragazzo ultrà) o dei Mau Mau (La ola). Con una trasferta all’estero per i Mano Negra di Santa Maradona. Tuttavia il pezzo più incredibile fra quelli citati è l’ormai semi-dimenticata bossa nova di Fausto Cigliano intitolata Ossessione ’70, da riascoltare in ricordo delle notti magiche di 50 anni fa.

Cresce l’orienteering


Ha da poco festeggiato i cent’anni di vita ma è in grande forma e vive una fase di riscoperta. L’orienteering è nato in Svezia nel 1919 ed ha travalicato il suo ambito naturale fatto di boschi per approdare in campagne, parchi pubblici ma anche nei centri storici delle grandi città. E’ un’attività sana, per tutte le età ed inclusiva, infatti può essere praticato da persone con o senza disabilità.

Oggi è regolato dalla Fiso (Federazione italiana sport orientamento), è associata al Coni, conta 9mila tesserati in tutta Italia e circa 170 società distribuite sul territorio. Daniele Guardini, romano, classe 1981, svolge il ruolo di consigliere federale in seno alla Fiso, nonché è la figura di riferimento per il Trail-O, una delle quattro discipline che compongono il mondo dell’orienteering insieme alla corsa orientamento, alla mountain bike orientamento e allo sci orientamento. Il Trail-O è l’ultimo arrivato in casa orienteering.

È una specialità che non prevede di raggiungere fisicamente i punti di controllo posizionati sul terreno di gara, ma di identificarli, con l’ausilio di mappa e bussola, presso dei punti di osservazione segnalati lungo dei sentieri facilmente percorribili. È praticato sia da atleti normo che con disabilità, il che ne consente l’affiliazione al Comitato italiano paralimpico. «Uno degli aspetti che curo è quello del rapporto tra il settore paralimpico e il mondo della scuola», osserva Guardini. «L’orienteering, infatti, è presente nel mondo sportivo studentesco sia con la corsa orientament.

Run for Autism


Si corre oggi in 10 città (anche se in maniera virtuale) la storica manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei disturbi del neurosviluppo. Il servizio di Elena Fiorani.

In un anno così complesso, con il distanziamento fisico che per le persone con autismo ha rappresentato una ulteriore difficoltà nel processo di inclusione sociale, lo svolgimento della Run For Autism rappresenta un’occasione importante di ritrovo per ragazzi e ragazze di tutta Italia. La manifestazione si svolgerà in maniera virtuale, con l’intento di mantenere intatto il valore e l’effetto sociale che rappresenta.

Non potendo disputare una competizione reale di corsa su strada, dalle 15 è in programma un allenamento collettivo con squadre in dieci città italiane, da Ragusa a Milano, passando per Roma. Ragazzi e ragazze con autismo saranno affiancati, sempre mantenendo la distanza, da operatori sportivi e da runner solidali, oltre 200 persone daranno vita ad una sorta di “90° minuto” con una diretta video trasmessa sui canali Facebook.

Buon vento


Il Comitato Italiano Paralimpico e la Lega Navale hanno siglato un Protocollo d’intesa con cui hanno sancito la comune volontà di sviluppare sinergie e rapporti di reciproca assistenza, per la promozione di iniziative ed eventi finalizzati alla diffusione ed alla conoscenza degli sport nautici e della cultura del mare fra le persone con disabilità, favorendo l’avvicinamento alla pratica sportiva.

Attraverso la partnership con il CIP, La Lega Navale Italiana, che da sempre si rivolge al mondo della disabilità con programmi di inclusione nell’attività sportiva, anche perseguendo ove possibile l’adeguamento delle proprie strutture, intende rendere disponibili le proprie esperienze in un più ampio sistema di condivisione e di valorizzazione delle reciproche competenze. Know how, capacità organizzative e formative, nonché le esperienze maturate da entrambi gli Enti, entreranno infatti a far parte di un bagaglio comune di expertise, in un quadro di piena collaborazione per la promozione e la realizzazione
delle rispettive iniziative ed eventi.

“La stipula del Protocollo è per noi un momento importante – afferma l’ammiraglio Marzano (presidente Nazionale della Lega Navale Italiana) – siamo orgogliosi di affiancare il Comitato Italiano Paralimpico nella promozione e nello sviluppo dello sport solidale, e di condividere una
visione ed una missione comune. La Lega Navale crede fortemente negli ideali del mondo paralimpico, opera già su tutto il territorio nazionale con diverse iniziative, quali una “Vela senza esclusi “a Palermo e “Disequality” a Trieste e sarà fra gli organizzatori del Campionato Mondiale 2021 della classe Hansa; sono certo che, grazie alla mutua collaborazione con il Comitato Paralimpico, iniziative come queste non potranno che arricchirsi di nuovi contenuti e valori e soprattutto di nuove possibilità per il mondo della diversa abilità”.

“Questo Protocollo rappresenta un prezioso tassello nel percorso di crescita che il movimento italiano paralimpico sta compiendo negli ultimi anni. L’obiettivo è ampliare le possibilità delle persone con disabilità di praticare quelle discipline sportive che più si addicono ai propri bisogni e alle proprie passioni. Gli sport nautici rappresentano una realtà molto affine al mondo paralimpico per la capacità di trasmettere non solo l’amore per lo sport ma anche importanti valori come il rispetto, la solidarietà, la lealtà. Da oggi prende dunque il via una importante collaborazione che ci auguriamo possa dare un contributo significativo anche sul profilo culturale, ossia per offrire una diversa percezione della disabilità nella nostra società”. È quanto dichiara Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

“Respact”


Lo sport è un valido strumento per lottare contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione. Lo pensa anche il Milan che ha dato vita a Respact, un programma di iniziative per condividere i valori positivi dello sport. Sensibilizzazione, educazione, prevenzione e condivisione: queste le direttrici del manifesto ideato dal club rossonero, che spera di aprire la strada per un cambiamento sociale positivo.

In casa Milan nasce RESPACT, un programma di iniziative proposto dal club rossonero per condividere i valori positivi dello sport, lottando contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione. Sensibilizzazione, educazione, prevenzione e condivisione: queste le quattro direttrici del manifesto ideato dal club rossonero per coinvolgere “attraverso azioni tangibili, definisce un piano a lungo termine, con l’intenzione di coinvolgere i principali stakeholder -Istituzioni, Club e tifosi, a partire dalle più giovani generazioni – verso un movimento comune che possa realmente prendere coscienza dei problemi, analizzarli e affrontarli, nel segno dell’inclusività e della tolleranza” si legge nella nota ufficiale diramata dal club.

“Uguaglianza sociale e inclusione sono le pietre angolari della visione a lungo termine del Club, nonché i valori fondamentali che possono aiutare a guidare un cambiamento sociale positivo – ha sottolineato l’amministratore delegato rossonero Ivan Gazidis -. Il Milan è per tutti, proprio come il calcio: ci impegneremo costantemente per mitigare pregiudizi e discriminazioni di ogni tipo e in ogni circostanza, per coltivare atteggiamenti e comportamenti virtuosi all’interno del nostro settore e della nostra comunità. Ci auguriamo che le nostre proposte possano divenire fonte di ispirazione, per guidare un cambiamento culturale significativo, comune e condiviso”.

Lo sport rende felici


A dirlo è uno studio delle università di Yale e di Oxford, pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet. Secondo la ricerca effettuata su un campione di 1,2 milioni di persone, l’esercizio fisico rende felici, ancora più del denaro. In base alle risposte è emerso che chi si allena di più sta meglio, mentre i meno attivi evidenziano più giorni all’anno di malessere mentale ed emotivo.

Come raggiungere la felicità? Tutti desiderano essere felici, ma in pochi riescono ad esserlo veramente. La felicità è, infatti, uno stato emotivo e mentale ma è anche un concetto astratto difficile da definire bene. Potremmo dire che la felicità è lo stato d’animo positivo di chi vive nel presente senza farsi influenzare dal passato e senza farsi prendere dall’ansia di un futuro incerto. Ma questa condizione è forse una delle cose più difficili da raggiungere, perché la mente vaga tra passato e futuro dimenticandosi di vivere il “qui e ora”. Tutti cercano la felicità, alcuni la trovano ed altri no.

Secondo la ricerca effettuata su un campione di 1,2 milioni di persone, l’esercizio fisico rende felici, ancora più del denaro. I ricercatori hanno posto tre domande ai partecipanti allo studio, tutti americani: “quali attività fisiche svolgi?”, “quante volte non ti sei sentito bene, a livello mentale, negli ultimi 30 giorni a causa dello stress, della depressione o di problemi emotivi?”, dopodichè si chiedeva di fornire indicazioni sul reddito mensile. In base alle risposte è emerso che chi si allena di più sta meglio, e “soffre” solo 35 giorni all’anno. I meno attivi, invece, soffrono per una media di 53 giorni, circa due mesi e mezzo di malessere mentale ed emotivo.