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Alleniamoci al rispetto


Il “Barometro dell’odio nello sport” è la prima ricerca italiana sull’hate speech online in ambito sportivo, da cui emerge che i messaggi violenti risultano una componente strutturale delle conversazioni sui social media, in particolare, legata al mondo del calcio e ai calciatori di colore più noti.

Quanta volgarità, minacce e insulti anche a sfondo razziale o sessista sono presenti nelle discussioni on line che parlano di sport? Se da un lato lo sport è spesso strumento di integrazione e trasmissione di valori, soprattutto quando praticato, dall’altro, specialmente nella dimensione del tifo, può diventare un elemento divisivo che inasprisce la competizione fino a trasformarla in conflitti anche violenti. Ma quanto influisce in tutto questo l’uso dei social network? Che frequenza e che caratteristiche hanno i linguaggi d’odio online nello sport italiano?

Un tentativo di dare risposta a queste domande arriva dal Barometro dell’odio nello Sport, ricerca realizzata dal Centro CODER dell’Università di Torino nel quadro del progetto di prevenzione e contrasto all’hate speech Odiare non è uno sport, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AID 011797) e promosso da Progettomondo.mlal insieme a 13 partner nazionali. Il primo risultato che salta agli occhi dal monitoraggio delle pagine Fb e Twitter delle principali testate sportive nazionali (La Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Il Corriere dello Sport, Sky Sport e Sport Mediaset) realizzato dal 7 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, è che esiste un livello costante di hate speech al di sotto del quale non si scende mai, pari al 10,9% dei commenti su Facebook e 18,6% su Twitter.

I messaggi d’odio risultano dunque una componente non solo rilevante ma strutturale delle conversazioni sportive su questi social media. Tuttavia, Facebook e Twitter sono diversi, sia per numero di commenti sia per la presenza di hate speech. A parità di messaggi pubblicati, Facebook genera un volume di commenti 26 volte superiore a quello di Twitter. Ma, mentre l’hate speech raggiunge il 13,4% dei commenti su Facebook, su Twitter arriva al 31% . Se si vanno poi ad approfondire le modalità con cui si manifesta l’hate speech, il linguaggio volgare (14% su FB e 31% su Twitter) e l’aggressività verbale (73% e 60%) sono le forme più frequenti. Tuttavia, anche discriminazione (7% e 5%) e aggressività fisica (5% e 4%) non sono irrilevanti. La ricerca ha infatti individuato circa 5.000 commenti contenenti elementi di questo tipo pubblicati dagli utenti in un arco di tre mesi.

Infine, dato prevedibile, gran parte del traffico di notizie sui social e di conseguenza la maggior parte degli episodi di hate speech sono da ricondurre al mondo del calcio. Emerge che Mario Balotelli e Romelu Lukaku sono i personaggi sportivi su cui si concentrano più commenti di hate speech (rispettivamente 16,7% su Facebook e 38,3% su Twitter; 15,5% su Facebook e 40,6% su Twitter) contenenti insulti e discriminazione razziale (rispettivamente 2,1% su Facebook e 5,6% su Twitter; 1,9% su Facebook e 2,4% su Twitter).

di Pierluigi Lantieri

Ripartenza sostenibile


In Emilia-Romagna il post emergenza è su due ruote: via al progetto “bike to work”. Dalla Regione arriveranno 3,3 milioni di euro ai 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale per sostenere l’uso della bici: rimborsi per l’acquisto, piste dedicate, incentivi chilometrici per chi la usa andando al lavoro e bonus fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per acquistare le pieghevoli.

Tre le direttrici di intervento per disincentivare l’uso delle auto private e aumentare il numero di biciclette sulle strade nei 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale. La prima linea di investimento, con una dotazione di 1,5 milioni di euro, finanzia interventi strutturali. Corsie riservate di nuova generazione previste nel decreto ministeriale, opere per moderare la velocità e per facilitare la circolazione delle due ruote, rastrelliere per l’ancoraggio sicuro delle biciclette. Inoltre, e solo per i comuni con popolazione inferiore ai 50mila abitanti che non fanno parte dell’area metropolitana di Bologna (per i quali ci sarà il contributo statale), incentivi per l’acquisto di biciclette, segway, monopattini elettrici, che copriranno fino al 60% del costo del mezzo.

La seconda linea di finanziamenti della Regione, con una dotazione di altri 1,5 milioni di euro, prevede – ed è la prima volta – incentivi chilometrici per gli spostamenti, riduzioni del costo del bike sharing e del deposito nelle velostazioni dedicate agli scambi intermodali, per i dipendenti delle aziende. Infine, la terza linea d’azione, con 300mila euro, è destinata agli abbonati ferroviari per l’acquisto di bici pieghevoli utilizzate per gli spostamenti iniziali e finali da e per il posto auto o bus (si ricorda che in tale caso non si paga il biglietto a bordo come previsto per una bici tradizionale, quindi un incentivo per i pendolari).

Gli investimenti dei Comuni – che dovranno sottoscrivere un protocollo con la Regione – sono finanziati nella misura massima del 70% rispetto ai costi di realizzazione di percorsi ciclabili, interventi di moderazione del traffico come l’attivazione di corsie riservate bus e piste ciclabili, bike lane ad uso promiscuo, rastrelliere portabiciclette e attrezzature per la sosta per scongiurare i furti. Possono essere finanziate spese sostenute a partire dal 20 maggio 2020. Nei soli comuni con meno di 50mila abitanti, fuori dall’area metropolitana di Bologna, sono previsti incentivi per l’acquisto di biciclette – anche a pedalata assistita o elettriche- e per altri veicoli elettrici come segway, hoverboard e monopattini con un rimborso fino al 60% del costo del mezzo, fino ad un massimo di 500 euro per le bici elettriche.

Per i dipendenti delle aziende, a seguito di accordi con i mobility manager, verranno attivati incentivi chilometrici pari a 20 centesimi a km, fino ad un massimo di 50 euro al mese a persona: incentivi per ridurre i costi del bike sharing da utilizzare prioritariamente per gli spostamenti casa-lavoro, oltre a incentivi mirati a ridurre il costo del deposito delle biciclette presso le velostazioni o altri depositi finalizzati all’interscambio modale che siano convenzionati con il Comune.

Quarto tempo speciale


Giocatori e genitori della storica associazione Rugby Milano hanno dato vita a una serie di iniziative di solidarietà: dalla spesa a domicilio per le persone anziane al sostegno psicologico on line per le famiglie. Inoltre, è stato attivato un servizio di formazione sportiva per tenersi allenati anche durante il lockdown e ora stanno organizzando un campus estivo gratuito.

Altruismo, impegno, gioco di squadra, determinazione, coraggio: sono alcuni dei valori del rugby. E non potevano mancare anche in questo periodo, segnato dal Covid-19. Così volontari, giocatori e genitori della storica associazione sportiva Rugby Milano (è nata nel 1945), hanno dato vita a Quarto tempo, laboratorio di idee per rispondere ai bisogni generati dall’emergenza sanitaria. Ne sono nate diverse iniziative di solidarietà. Quaranta giocatori seniores, in collaborazione con Arci, la Protezione Civile e Comune, hanno portato la spesa o i pasti pronti a domicilio alle persone anziane o in quarantena. Inoltre, è stata attivata Rubgy Milano Webb, servizio di formazione sportiva per tenersi allenati anche durante il lockdown utilizzando Google ClassRoom. E sempre on line è stato avviato CerchiOvale, sportello per le famiglie con gruppi di confronto con specialisti in psicoterapia “per discutere nodi o dubbi legati alla vita in quarantena con i figli e le reazioni emotive di ognuno”.

Con la Fase 2 Rugby Milano, che conta circa 400 giocatori e 700 tesserati, sta organizzando “Aperto per ferie”: campus estivo gratuito per luglio e agosto che potrà ospitare fino a 100 bambini, bambine e ragazzi per settimana. “Noi tutti arriveremo all’estate avendo affrontato (e affrontando) prove molto dure, preoccupazioni per il futuro, difficoltà pratiche e morali – spiega Sergio Carnovali, presidente del club-. Rugby Milano avverte il dovere di porsi come un sostegno, come un servizio utile. Se non sarà ancora possibile giocare a rugby in modo tradizionale vogliamo usarne i valori. Con il sostegno, il prendersi cura, la resilienza, il coraggio, il rispetto del sé e degli altri, trasformeremo il ‘distanziamento sociale’ in una opportunità educativa, nel rispetto delle regole sulla salute”.

Il campus è dedicato a bambini e bambine del minirugby dai 6 ai 12 anni.
Il team di lavoro sarà composto dallo staff di Rugby Milano e professionisti volontari di diversi settori. Gli adolescenti, i ragazzi delle Giovanili di Rugby Milano, saranno coinvolti come tutor: preparati al ruolo con un percorso di formazione, aiuteranno gli educatori con i più piccoli, sviluppando consapevolezza di quanto possano essere utili alla loro comunità, proprio come avviene in una partita di rugby.

“I ragazzi si cimenteranno in diversi sport, praticati senza contatto, e abbiamo previsto laboratori e percorsi didattici. Faranno anche un giornalino -racconta Matteo Vischioni, uno dei coordinatori di Quarto tempo-. È da un mese che lavoriamo all’organizzazione del campus, perché è necessario prevedere tutte le procedure per garantire la sicurezza sanitaria e allo stesso tempo permettere ai ragazzi di vivere una bella esperienza. Abbiamo così messo a punto un format che rispetta in pieno le linee guida dell’ultimo dcpm”.

Un format di campus che Rugby Milano mette a disposizione di associazioni, oratori o enti che vogliano organizzarne di analoghi. “Ci è sembrato importate mettere a disposizione di chi sia interessato il nostro progetto visto che è replicabile”, sottolinea Matteo Vischioni. Il campus di Rugby Milano si terrà all’Idroscalo, dove l’associazione ha la sede e il campo di allenamento. Sarà gratuito grazie anche al contributo di Banco BPM, Edison e di altri sponsor che si stanno unendo all’iniziativa.

We Run Together


Un’asta di beneficenza per sostenere il personale sanitario di Brescia e di Bergamo. Il servizio di Elena Fiorani.

Correre insieme significa sostenersi l’un l’altro: è con questo spirito che Athletica Vaticana, il gruppo sportivo Fiamme Gialle, il “Cortile dei Gentili” e Fidal-Lazio hanno scelto di organizzare un’asta di beneficenza a sostegno di due ospedali che si sono particolarmente distinti nella gestione della pandemia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Fondazione Poliambulanza di Brescia, ottenendo anche il supporto di Papa Francesco”, che ha messo a disposizione un oggetto per l’asta. L’iniziativa è il frutto di una collaborazione nata per il meeting internazionale previsto per il 20 e il 21 maggio a Castelporziano (Roma). In tale occasione, campioni olimpici avrebbero corso con atleti paralimpici, sportivi con disabilità mentali, rifugiati, migranti e carcerati, con l’obiettivo di celebrare, attraverso lo sport, l’incontro, la condivisione, l’inclusione e il dialogo.

Sport che protegge


Secondo Unhcr e Fondazione Olimpica per i Rifugiati lo sport è uno strumento di speranza per le comunità in fuga durante questa pandemia. Vengono segnalati in particolare i rischi per la salute mentale delle persone migranti, per questo verrà lanciato un progetto pilota in Uganda che, tramite lo sport, mira a migliorare il benessere psicosociale di oltre 10.000 giovani e della comunità di accoglienza.

L’Olympic Refuge Foundation (ORF) ha evidenziato come lo sport possa aiutare i giovani costretti alla fuga a divenire più resilienti e a rafforzare la propria salute mentale, specialmente durante la pandemia da COVID‐19. I rifugiati sono tra le persone più vulnerabili alle conseguenze della pandemia: spesso condividono spazi ristretti all’interno di aree urbane, campi o insediamenti sovraffollati che non garantiscono accesso adeguato ad acqua potabile e prodotti per l’igiene. Tra le persone coinvolte in conflitti si registra già un numero di casi di malattia mentale due o tre volte più elevato di quello rilevato nella popolazione generale, con una persona su cinque che riferisce di problemi.

Il Consiglio d’amministrazione dell’ORF ha concordato una serie di iniziative volte a rafforzare la protezione dei giovani costretti alla fuga e a migliorarne la salute mentale attraverso lo sport. Tra le altre iniziative, l’ORF si appresta a lanciare un progetto pilota in Uganda che, tramite lo sport, mira a migliorare la salute mentale e il benessere psicosociale di oltre 10.000 giovani  rifugiati e della comunità di accoglienza (di età compresa tra 15 e 24 anni). Guidato da un consorzio di cinque agenzie (ORF, AVSI, Comitato Olimpico dell’Uganda, Youth Sport Uganda e UNHCR Uganda), il progetto realizzerà su scala nazionale il programma Sport for Protection.

Inoltre, il Consiglio d’amministrazione ha:
• impegnato il “Think Tank” dell’ORF a concentrarsi sul miglioramento
della salute mentale e del benessere psicosociale (MHPSS) attraverso lo
sport;
• proposto un appello ai partner dell’ORF affinché incoraggino
iniziative sportive finalizzate a migliorare la salute mentale dei
giovani rifugiati durante la pandemia in corso

Dance Beyond the Limits


È il progetto di danza inclusiva nato a Torino: prevede un percorso formativo che unisca ragazzi con la Sindrome di Down e ballerini, dando loro la possibilità di conoscersi, condividendo un percorso ludico-didattico finalizzato alla creazione di uno spettacolo da presentare al pubblico. Vengono, inoltre, utilizzate nuove tecnologie di interazione, come laser e proiezioni 3D.

Il progetto “Dance Beyond the Limits” nasce dall’idea dei Maestri e Coreografi Ivan Zappetti e Genny Godano, direttori della scuola di ballo caraibico “ASD Ivan&Genny Dance School” di Torino. Lo spettacolo è un connubio di danza e tecnologia che cerca di narrare la storia del superamento dei propri limiti, dell’accettazione di sé, non come condizione di svantaggio, ma come possibilità di scoprire, attraverso la danza, le caratteristiche che rendono unico e speciale ciascun soggetto.

“La chiusura di tutte le associazioni sportive dilettantistiche, ha causato l’interruzione forzata delle attività dei nostri ragazzi, impedendo loro di frequentare la scuola e di continuare il loro percorso di crescita personale, agevolato dall’interazione con il gruppo.Per poter continuare a svolgere questo progetto, sostenendo le numerose spese ad esso correlate, abbiamo la necessità di raccogliere fondi. A tale scopo, è stata attivata una campagna di fundraising, promossa sui canali Facebook e Instagram del progetto stesso e siamo alla ricerca di nuovi canali pubblicitari ed eventuali sponsor.

Noi pensiamo alla nostra Associazione come ad una grande famiglia che permette a questi ragazzi di vivere esperienze importanti. La gioia che ci trasmettono i loro occhi ci fa comprendere quanto sia importante per loro quest’iniziativa e vorremmo davvero che nei prossimi mesi, a emergenza sanitaria rientrata, si possa tornare a realizzare questo spettacolo unico ed emozionante”.

#dopolapaura


Il nuovo bando “Sport – l’importante è partecipare” della Fondazione Con il Sud mette a disposizione 2,3 milioni di euro per progetti da attivare nel 2021 che mettano al centro la pratica sportiva come strumento di inclusione, partecipazione e integrazione tra persone e comunità che vivono il territorio nel Sud Italia. Le proposte andranno presentate entro il 17 luglio.

“Lo sport dà il meglio di sé quando ci unisce”. In questa breve citazione di Frank Deford, noto scrittore e commentatore sportivo americano, si cela anche la convinzione da parte della Fondazione CON IL SUD di promuovere il suo primo bando dedicato alla promozione della pratica sportiva “con” tutti. Una scelta che acquista anche un valore simbolico in un periodo in cui proprio la socialità e il valore dello stare fisicamente insieme rappresentano dei limiti che purtroppo mettono a dura prova le comunità locali e il mondo del Terzo settore, oltre che i singoli cittadini. È indispensabile attenersi alle disposizioni del decreto del governo sul covid-19 e al rispetto delle regole necessarie per arginare la diffusione del virus, ma è altrettanto necessario e opportuno pensare anche al futuro, si spera sempre più prossimo, di un pieno ritorno alla socialità.

Attraverso il bando “Sport – l’importante è partecipare” la Fondazione mette a disposizione 2,3 milioni di euro di risorse private per sostenere interventi da attivare nel 2021 capaci di mettere al centro l’attività sportiva come strumento di inclusione, partecipazione e integrazione tra persone che vivono in uno stesso, circoscritto, territorio (quartiere, rione, borgo, paese) del Sud Italia. L’iniziativa si rivolge agli enti di Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le partnership di progetto dovranno essere composte da un minimo di tre organizzazioni: almeno due non profit, a cui potranno aggiungersi realtà del mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca.

E’ auspicabile, inoltre, il coinvolgimento di organizzazioni sportive. Il Bando promuove una idea di sport inclusivo, aperto a tutti, senza limiti di età o di appartenenza, ma capace di incidere positivamente sulla coesione sociale di una comunità territoriale. L’iniziativa prevede due fasi:  la prima, finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio e la seconda, di progettazione esecutiva, con l’obiettivo di ridefinire eventuali criticità rilevate nella fase di valutazione.

Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD: “L’emergenza sanitaria ci costringe al minimo delle relazioni sociali, siamo in una fase di grande paura che ha effetti concreti ma è necessario seguire le direttive e il buon senso. Dobbiamo pensare però anche al dopo, riprogettare la nostra socialità. La pratica sportiva e aperta a tutti, in spazi sicuri secondo quanto prevedono le direttive, può essere un segnale di speranza e coraggio per le nostre comunità, per riappropriarsi finalmente della bellezza dello stare insieme. L’attività sportiva è incontro, condivisione, è sentirsi parte di qualcosa che ci unisce, soprattutto nella possibilità di raggiungere insieme un traguardo. È un potente strumento per rafforzare il senso di appartenenza, per questo motivo abbiamo previsto interventi circoscritti in piccole comunità locali. Lo sport inoltre promuove il rispetto delle regole e in tal senso è anche un’occasione per rafforzare le responsabilità individuali e collettive”.

Le proposte potranno puntare sullo sviluppo di un’offerta sportiva multidisciplinare e inclusiva, la rigenerazione di spazi in un’ottica di condivisione e cura del bene comune, la diffusione di valori educativi e culturali, la promozione del benessere psicofisico attraverso stili di vita sani e attivi, le relazioni basate sulla gratuità e sul dono. Le proposte dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros dove nelle prossime settimane verrà aggiornata la sezione di progetto “Finalità e risultati”. Il bando scade il 17 luglio 2020, tutte le informazioni sono presente nell’apposita sezione.

L’ambiente ringrazia


A Milano tutti in coda per comprarsi una bicicletta, l’utilizzo del servizio di bike sharing ha registrato un aumento del 67% e le famiglie corrono a rimodernare i mezzi a due ruote grazie agli annunci di super incentivi, mentre le aziende mettono a disposizione dei dipendenti flotte di bici. Una rivoluzione della mobilità, anche se è presto per capire se la tendenza sopravviverà a fine emergenza e furti.

Nell’ultima settimana in tanti si sono messi in coda per comprare una bici. Tanti anche mossi dagli annunci di super incentivi. Ma in tanti hanno scavato in cantina per mettere in ordine quelle lasciate lì a marcire. Sabato c’era gente che invece di andare a fare l’aperitivo si metteva in coda davanti alle officine della Darsena: anche due ore per una camera d’aria. I ciclisti si sono organizzati bene: molti danno appuntamento per fare la riparazione mantenendo quel distanziamento ormai mantra della società. C’è euforia nel settore, anche se in tanti sanno che Milano si innamora delle mode.

È presto per capire se la tendenza sopravviverà a fine emergenza e furti. “E pure agli incidenti — aggiunge Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria —. Per credere davvero al futuro delle bici, bisogna dare sicurezza e spazi, attrezzando la città. È pericoloso spingere sulla ciclabilità con così tante automobili liberate dal blocco di Area C. Questa è un’occasione da non perdere”. Una polemica che sbatte sugli sforzi annunciati dal Comune per aumentare le ciclabili della città: “Stiamo predisponendo 35 chilometri di nuovi percorsi riservati alle bici, da ì aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in tempi compatibili con l’emergenza”, ha annunciato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli.

Qualcuno esulta per gli spazi guadagnati, ma c’è chi, come Paolo Pinzuti, editore di Bikeitalia, che fa notare cosa succede altrove. “Ci sarebbe bisogno subito di dieci volte tanto. Nelle ultime settimane, Parigi ha annunciato 650 chilometri su scala metropolitana. Nella cerchia di Manchester ne realizzeranno 1.600. A Lima 300. La stessa Bologna, 10 giorni fa, ha annunciato una nuova rete di 496 chilometri. Milano a settembre dovrà spostare un milione di persone: chi aveva già un piano sta forzando i tempi, qui si è stati costretti a pianificare durante l’emergenza. Sarà un esame durissimo quello di settembre. Ma si accettano miracoli”, dice Pinzuti.

Race for the cure


Domenica la corsa diventa una maratona live sui social. Il servizio di Elena Fiorani.

La più grande manifestazione per la prevenzione e la lotta ai tumori del seno, quest’anno si correrà sui social media. Il coronavirus, infatti, ha fermato la 21^ edizione della Race di Roma organizzata da Komen Italia, ma la maratona di sensibilizzazione e raccolta fondi si svolgerà lo stesso, in modo virtuale, per impedire che a correre siano solo i tumori. Infatti, i dati del policlinico Gemelli di Roma ci dicono che nei prossimi 12 mesi, oltre 2 milioni di donne nel mondo riceveranno questa diagnosi e più di 600.000 perderanno la vita. Anche quest’anno  durante la maratona virtuale sarà possibile effettuare una donazione libera o acquistare i gadget sul sito www.komenitalia.it. Nel corso della diretta un importante spazio sarà dedicato al confronto tra medici  e donne, che convivono con la malattia o l’hanno sconfitta.

Sprint in sicurezza


Il ministro Spadafora ha annunciato la riapertura delle attività sportive per il 25 maggio: una buona notizia commenta l’Uisp, l’Unione Italiana Sport per tutti, anche se si continuano a denunciare alcune incongruenze nell’attuazione delle normative che mettono in difficoltà la ripresa delle attività di base. L’esigenza primaria delle società è quella di garantire la sicurezza dei propri tesserati.