Archivi categoria: Sport

Una mano tesa


Il Comitato italiano paralimpico ha deliberato di stanziare 5 milioni di euro in favore delle Federazioni e Discipline sportive. Obiettivo: sostenere l’associazionismo sportivo di base, in particolare in ausilio alle società impegnate a promuovere lo sport sui territori anche per le persone con disabilità che, a causa dell’emergenza Covid-19, si trovano ad affrontare gravi difficoltà economiche.

Si tratta di “risorse straordinarie recuperate all’interno del bilancio del Comitato Italiano Paralimpico che verranno messe a disposizione delle Federazioni e Discipline sportive cui spetterà il compito, sulla base di specifiche linee guida del Cip, di individuare i beneficiari dell’intervento”. Per il presidente Luca Pancalli, “anche il Cip, nel suo piccolo, ha voluto dare un sostegno concreto a tutte le realtà sportive del nostro Paese che si occupano di sport paralimpico, per affrontare questo momento di crisi sanitaria ed economica. Nelle ultime settimane ci siamo interrogati su quali iniziative adottare per aiutare quell’associazionismo sportivo di base che rappresenta un punto di riferimento per tanti cittadini con disabilità.

Abbiamo dunque deciso di intervenire mettendo a disposizione una parte delle risorse del nostro bilancio per favorire la ripartenza di queste attività. Una misura che si aggiunge a quelle previste dal governo e dalle regioni. Abbiamo tutti la necessità di rimettere in moto lo sport, un settore strategico per il nostro Paese anche sotto il profilo sociale, culturale e sanitario”.

Futuro prossimo


La bozza del Decreto rilancio assegna 135 milioni di euro alle attività per sostenere bambini, ragazzi e genitori nel periodo estivo, ma chi organizza queste proposte è ancora in attesa di novità e indicazioni precise. Bambini e adolescenti hanno vissuto un lungo periodo di desocializzazione, ma non hanno chiare le misure anti Covid, perché in casa non esistevano. Grande importanza rivestiranno sotto questo profilo i centri estivi.

150 milioni in più al Fondo per le politiche della famiglia, per sostenere bambini, ragazzi e genitori nel periodo estivo e contrastare la povertà educativa: è lo stanziamento complessivo previsto nella bozza del decreto “Rilancio”. Nel dettaglio, alla prima voce andranno 135 milioni, alla seconda i 15 restanti: “Al fine di sostenere le famiglie, per l’anno 2020 – si legge nel testo della bozza – a valere sul Fondo per le politiche della famiglia (articolo 19, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), una quota di risorse è destinata ai comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre: a) interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020; b) progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori”.

La relazione illustrativa e tecnica dispone che tale importo da un lato “sia erogato ai Comuni per il potenziamento, anche in collaborazione con istituti privati, dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo, per le bambine e i bambini di età compresa tra 3 e 14 anni”: dall’altro sia “finalizzato a contrastare la povertà educativa, mediante il finanziamento di progettualità miranti a questo scopo durante il periodo di emergenza e per quando sarà terminata e il lockdown gradualmente sospeso, al fine di recuperare il tempo perso in termini di offerta educativa e culturale”.

Ripartiamo sui pedali


Ieri è stata l’undicesima Giornata nazionale della bicicletta, appuntamento patrocinato dal ministero dell’Ambiente per sensibilizzare sull’utilizzo delle due ruote come mezzo sostenibile e sicuro per gli spostamenti. Il Governo ha previsto incentivi per la mobilità al fine di evitare di congestionare il traffico nei centri urbani, con lo stanziamento di 125 milioni di euro come bonus per l’acquisto di bici.

La Giornata Nazionale della Bicicletta “è una grande occasione per sottolineare l’importanza dell’utilizzo della bici, che permette di muoversi in sicurezza mantenendo le distanze – commenta Enrico Della Torre, direttore generale Vivi Appennino -, ma al tempo stesso è anche motivo per tenere alta l’attenzione sul sistema nazionale di Ciclo-Vie, a partire da quella dell’Appennino che collega il Paese da Nord a Sud.

La Fase 2 dell’emergenza sta infatti portando a un incremento della uscite all’aperto nelle aree appenniniche e verso le seconde case – sottolinea Della Torre -: è un’opportunità per riscoprire zone protette ricche di storia e natura, ai più sconosciute”. Per ogni uscita, spiega la nota, è necessario essere muniti del modello di auto-dichiarazione per gli spostamenti, aggiornato sulla base delle ultime misure adottate per il contenimento della diffusione del virus Covid-19. E’ attesa poi per il 3 giugno la Giornata Mondiale della Bicicletta, istituita dall’Onu.

L’Uisp ha celebrato la giornata con un diretta Facebook in occasione della 34^ edizione di Bicincittà. Un Giro d’Italia virtuale con al centro il tema della mobilità urbana e della bicicletta, con collegamenti da varie città, dal Nord al Sud Italia. Assieme a Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, ha partecipato Roberto Morassut, sottosegretario al ministero all’Ambiente. Vari ospiti hanno raccontato esperienze cittadine su stili di vita attivi e utilizzo della bici per mobilità pulita. “Le piste ciclabili rappresenteranno sempre di più vere e proprie infrastrutture di mobilità alternativa, sulle quali le politiche pubbliche del nostro Paese dovranno puntare – sottolinea l’Uisp -. E’ urgente intervenire a partire da questo periodo di emergenza e di distanziamento sociale”.

Semaforo verde


Approvata definitivamente la Legge per le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e le finali Atp di Torino: l’Italia prova a ripartire con lo sport. Il servizio di Elena Fiorani.

La Fase 2 dell’emergenza CoronaVirus continua a focalizzarsi sullo sport: dai professionisti del campionato di calcio, che forse ripartirà o forse no, ai campioni degli sport individuali che hanno ripreso ad allenarsi, fino ai milioni di sportivi italiani che per ora possono correre o pedalare individualmente. In attesa che vengano risolte alcune incongruenze tra le indicazioni contenute nel Dpcm del 26 aprile e le Linee guida dell’Ufficio per lo Sport per poter ripartire in sicurezza con lo sport di base, quello olimpico si prepara all’evento che ora è “Un segno di speranza e di ottimismo per il futuro”, come ha detto il ministro dello sport Spadafora, ma si spera che diventi un volano di sviluppo economico da qui ai prossimi cinque anni, in modo particolare nei territori più colpiti dal Coronavirus, con positive ripercussioni sulle possibilità lavorative dei giovani.

Chi è l’animale?


In Svezia un fantino italiano è stato escluso dalle corse per sei mesi in nome del benessere equino. Infatti, il driver e l’allenatore sono stati puniti per aver colpito con un paio di violente frustate la cavalla Zarina Bi. Vietato l’accesso alle strutture ippiche svedesi e multa. Ora lo stop potrebbe essere applicato anche in Italia: infatti, il provvedimento è estendibile alle altre nazioni.

A distanza di 72 ore dal caso-Zarina Bi (cavalla ritirata dal veterinario di servizio, sabato a Orebro, e Marco Pedrazzini, collaboratore del team, giustamente deferito per un paio di violente frustate appioppate in sgambatura con le guide riunite in una mano), ieri l’ente tecnico svedese ha comunicato il suo verdetto: Pedrazzini è stato squalificato come guidatore per 18 mesi, nei quali gli sarà anche vietato l’accesso alle strutture ippiche svedesi, ed è stato multato di 20.000 corone (circa 2.000 euro), per le frustate a Zarina Bi (art. 38) e per aver sgambato la cavalla senza essere autorizzato (non ha licenza di driver né di allenatore, quindi da artiere avrebbe dovuto essere segnalato come tale e coperto da clausola assicurativa ad hoc).

Gocciadoro è stato squalificato per 6 mesi come guidatore e inibito per 1 un mese dalle iscrizioni dei suoi cavalli in Svezia, e si è visto revocato il permesso di “scuderia stagionale” concessogli dal 24 aprile scorso, il tutto per aver impiegato persona non affidabile né autorizzata alle sgambature dei cavalli (art. 31) e per aver danneggiato l’immagine delle corse ippiche svedesi (art. 70).

Tornare sotto rete


La US Pallavolo di Senigallia con un team di professionisti della sicurezza sul lavoro, medici, tecnici e legali, ha presentato il progetto “Sport primavera di vita”, con l’obiettivo di ripartire, in modo limitato e rinunciando al tradizionale gioco 6 contro 6 in campo. Ne è nato un protocollo dettagliato per garantire ai ragazzi l’attività sportiva in sicurezza contro la diffusione del Covid-19.

Si tratta di un protocollo che non lascia nulla al caso: dalle modalità di ingresso ed uscita al controllo della temperatura corporea, dall’accesso agli spogliatoi ai bagni, al distanziamento di sicurezza nelle fasi di attività fino ad una suddivisione diversa del tradizionale campo di gioco. Il progetto è stato presentato al sindaco di Senigallia, a cui la società nero-azzurra (prima della Provincia di Ancona e seconda nella regione Marche per numero di tesserati e campionati svolti) ha chiesto un incontro e l’autorizzazione, sulla scorta del progetto, a
partire il 18 maggio.

Al riguardo il presidente Us Pallavolo Senigallia, Gabriele Zazzarini dichiara: “Il nostro progetto, che è sociale prima che sportivo, nasce dalla prioritaria e non oltre rinviabile esigenza di restituire forza vitale ad una intera generazione di giovani. Sentiamo questa responsabilità come società che ha fatto del lavoro nel settore giovanile la propria ragione di vita”.

#dallapartedeibambini


Continua l’azione di Sport Senza Frontiere in questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. Oltre agli altri interventi destinati alle famiglie, l’associazione, che segue bambini provenienti da nuclei poveri e fragili, sta realizzando video tutorial con allenamenti e giochi motori, in collaborazione con i tecnici e gli allenatori. Ecco cosa ha detto Marco Fighera schermidore, medaglia d’argento a Rio 2016, testimonial delle iniziative della Onlus. (sonoro)

Dopo la chiusura progressiva delle scuole e dello sport, Sport Senza Frontiere si è dedicata a bambini e famiglie, mettendo in campo vari interventi attraverso uno staff di psicologi, educatori, allenatori e tutor: distribuzione alle famiglie più bisognose di un kit integrato composto da generi alimentari e integratori attenendoci ad una lista validata dal Dipartimento di Biomedicina e prevenzione della facoltà di medicina dell’Università di Roma Tor Vergata.

Prodotti per la disinfezione e pulizia degli ambienti domestici, gel, mascherine e guanti Kit ludico-didattico da distribuire ai bambini realizzato insieme all’Università Roma Tre Dipartimento di Scienze della Formazione Tablet e connessioni internet grazie al supporto di Vodafone. Oltre a queste, altre azioni di supporto attraverso webinar, collegamenti telefonici e di piattaforme social con la collaborazione di CISCO ITALIA. Attività fisica: In questo periodo di sedentarietà forzata è essenziale garantire la cura del benessere psico-fisico dei nostri minori beneficiari. Per questo stanno realizzando dei video tutorial in collaborazione con i tecnici e gli allenatori della Rete Solidale di ASD, ovvero allenamenti, contest e giochi motori da inviare alle famiglie.

Attività di prevenzione sanitaria e educazione alimentare. Aiuto compiti e attività ludico ricreative. Counseling psicologico alle famiglie per stare vicino a chi in situazioni come questa, sta perdendo anche quel poco che si è faticosamente costruito. È stata attivata a questo proposito un partenariato con la SIPEM (Società Italiana Psicologia dell’Emergenza) che collabora con i nostri psicologi. Il modello di intervento realizzato in occasione dell’emergenza COVID-19 è stato condiviso e validato dall’Alta Scuola di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La collaborazione con l’università è finalizzata alla valutazione d’impatto dei programmi di Sport Senza Frontiere.
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Giochi sostenibili


Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia, in vista delle decisioni che stanno per essere prese in questi giorni, denunciano le problematiche legate alle Olimpiadi invernali 2026, che si svolgeranno tra la Lombardia e Cortina. In particolare, temono un’estesa serie di interventi infrastrutturali e di collegamenti a fune che, se realizzati, sottometterebbero Alpi centrali e Dolomiti alla dittatura dello sci di pista in versione industriale e mercantilistica.

Fra pochi giorni il Senato dovrà convertire in legge del decreto legge del 11 marzo 2020, n° 16 approvato il 15 aprile di quest’anno dalla Camera dei Deputati e riguardante anche la necessità di aumentare di 243 milioni di euro gli oneri relativi all’organizzazione delle Olimpiadi invernali che si svolgeranno a Cortina e nella Lombardia nel 2026. Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia sono rimaste negativamente colpite dallo sbrigativo e non certo esaltante dibattito svoltosi alla Camera e dalle richieste di chi, seduto in Parlamento, vuole avere mano libera per portare a termine, senza i controlli delle Soprintendenze, l’assalto a quel poco che rimane dell’ambiente naturale del Paese.

I campionati mondiali del 2021 hanno già prodotto gravi manomissioni per rimodellare i profili delle piste, inaugurare nuovi impianti a fune con le loro mastodontiche stazioni di partenza e di arrivo e modificare la viabilità. Oltre all’urbanizzazione (fogne, elettricità, banda larga) della piana settentrionale di Cortina, dove è prevista l’edificazione di un villaggio olimpico in grado di ospitare più di dodicimila atleti e accompagnatori .

Ma la maggiore preoccupazione nasce dalla constatazione che grazie all’occasione olimpica si stanno sdoganando un’estesa serie di interventi infrastrutturali e di collegamenti a fune che, se realizzati, finirebbero per sottomettere definitivamente le Alpi centrali e le Dolomiti alla dittatura dello sci di pista in versione industriale e mercantilistica. Citiamo solo i ventilati caroselli che collegherebbero le piste di Cortina con quelle – lontanissime – di Agordo, di Arabba, perfino del Comelico e dell’Alto Adige, nel più assoluto disprezzo dei valori che hanno spinto l’UNESCO a dichiarare le Dolomiti Monumento del Mondo. Il progressivo riscaldamento del pianeta dovrebbe suggerire a qualunque operatore economico minimamente responsabile atteggiamenti e progetti radicalmente diversi.

Come si è già accennato, il DDL ora in esame al Senato mette più di una volta l’evento olimpico in relazione alle necessità di riscatto economico delle popolazioni del Cadore. Preoccupazione non priva di giustificazioni, di cui però la politica sembrava non accorgersi quando sottraeva irresponsabilmente risorse agli ospedali locali, alla mobilità interna, alle scuole, agli asili nido.  Del resto anche ora si sente parlare solo di grandi opere, ignorando i reali bisogni quotidiani della gente. Scendendo nel concreto ci permettiamo di suggerire agli onorevoli Senatori di inserire nel disegno di legge un articolo che renda esplicito che, “ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, è sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica l’intero programma di opere attività e disposizioni che verranno predisposte o finalizzate per l’attuazione dei Giochi Olimpici (anche indirettamente, utilizzandone anche solo parzialmente poteri, procedure e/o finanziamenti).”

Un secondo emendamento dovrebbe richiedere la cancellazione della nomina di commissari per sveltire la realizzazione delle opere. Manovra questa pericolosa perché dà potere di by passare le procedure autorizzative in materia di ambiente e paesaggio. Da qui al 2026 c’è tutto il tempo per fare le cose per bene e acquisire le autorizzazioni, senza operare in emergenza.

Appelli dal territorio


Gli Enti di promozione sportiva piemontesi chiedono un incontro con l’assessore allo sport. Infatti, l’emergenza coronavirus rischia di decimare il settore di base, il cui impegno si traduce in salute, benessere, socializzazione e risparmio sociale. Gli enti rappresentano in Piemonte oltre 5000 società che ogni giorno evidenziano gravi difficoltà e chiedono sostegno per la ripartenza.

Da tempo gli enti (ACSI, AICS, ASC, CSAIN, CSEN, CSI, CUSI, MSP, UISP) in forma congiunta, hanno chiesto un incontro con l’assessore allo sport della Regione Piemonte, dal quale non è mai arrivata risposta se non un comunicato apparso su alcuni media che riportava dell’azione condotta da parte della Regione, Assessore allo Sport e Coni Piemonte, per sollecitare i Comuni a interventi autonomi di congelamento degli affitti per l’impiantistica sportiva.

Nella nota stampa, gli Enti di Promozione Sportiva scrivono che è importante e indispensabile, invece, la sinergia tra i diversi enti locali, in particolare in un momento come questo in cui la collaborazione è fondamentale per trovare risorse e giuste priorità, nella destinazione delle stesse. “In questo senso – si legge nel comunicato stampa – ci auguriamo che il documento sottoscritto dagli assessori dei diversi Comuni a livello nazionale e inviato al governo trovi le giuste risposte. Riteniamo inoltre necessario un confronto costruttivo delle Istituzioni con tutte le rappresentanze del sistema sportivo, al fine di elaborare un piano di sostegno allo sport che ha bisogno di interventi diversificati e complessi”.

I 9 enti che hanno redatto e inviato il comunicato stampa rappresentano solo in Piemonte 850.000 praticanti e associati e 5526 società e associazioni che ogni giorno evidenziano ai propri enti di appartenenza le loro difficoltà chiedendo  sostegno, impegno e accompagnamento alla ripartenza. Un tessuto radicato e diffuso capillarmente nella regione che, oltre ai praticanti tesserati coinvolge migliaia di bambini, giovani, studenti, adulti, anziani, famiglie in progetti e iniziative che agiscono in modo importante nel sociale, negli stili di vita e nella prevenzione, nell’educazione, nell’istruzione.

Gli enti concludono la nota stampa rilanciando la piena disponibilità nei confronti delle istituzioni, precisando che hanno già inviato alla Regione e alle istituzioni locali, le loro proposte e richieste. Vorrebbero che anche in Piemonte, così com’è a livello nazionale tra Eps, Coni, Federazioni, Governo, Ministero dello Sport, Istituto del Credito Sportivo, si attivasse un confronto costante e costruttivo per elaborare insieme interventi efficaci, nell’interesse dei cittadini e delle migliaia di associazioni e cittadini/e che rappresentano.

Forlì solidale


È il progetto lanciato dal Rugby Forlì 1979 con il sostegno di altre società sportive locali. Le società invitano atleti, famiglie e tifosi ad aggiungere al carrello della spesa beni di prima necessità, dare un aiuto concreto a chi in questa fase di emergenza si trova a vivere anche un momento di difficoltà economica. Il 2 maggio ciò che è stato raccolto sarà consegnato alla Caritas cittadina.

Marco Zuccherelli, direttore sportivo del Rugby Forlì 1979, spiega in un comunicato stampa come Lo Sport Per Forlì sia “un progetto sociale e solidale che nasce dalla voglia di dare un aiuto concreto a chi in questo momento di emergenza si trova a vivere anche un momento di difficoltà economica. Le società sportive forlivesi si sono tutte strette attorno all’idea nata trasversalmente da alcuni esponenti del mondo sportivo mercuriale ed hanno dato vita a quella che è la Spesa Sociale e Solidale. Oltre alle società che hanno aderito, altre realtà entreranno nei prossimi giorni e l’obiettivo è quello di unirci tutti insieme per dare un aiuto concreto a chi, in questo momento di crisi globale, ha perso il lavoro e, con enorme difficoltà, cerca di vivere una vita normale. Quello della spesa solidale è un gesto semplice che, come ci insegnano i valori dello sport, si traduce in aiuto e sostegno. Chi in questo momento può aiuta chi in questo momento non può, molto semplice”.