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Torna Bicinrosa: una pedalata contro il tumore al seno


 

 

Domenica è “Bicinrosa”. A Roma una pedalata per sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno. Il servizio di Elena Fiorani.

Nell’ultimo anno e mezzo, a causa di milioni di test non effettuati per via della pandemia da Covid-19, è stata persa gran parte dei benefici ottenuti in 40 anni di prevenzione del tumore al seno grazie agli screening obbligatori. Le conseguenze sulle diagnosi precoci e sull’aumento della mortalità sono gravissime.

Per questo Bicinrosa torna in campo, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di proseguire nella lotta al tumore al seno. La ciclopedalata non competitiva, organizzata dalla Breast Unit del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, partirà alle 10.30 e tornerà a riempire di colore le vie del centro storico con una valanga di magliette rosa che pedaleranno insieme da Largo Corrado Ricci a piazza del Popolo.

Afghanistan, vietato lo sport alle donne: “espone i loro corpi”


Cartellino rosso per i diritti. Le donne afghane non potranno più giocare a cricket né a nessun altro sport che “esponga i loro corpi”. Vietate anche le partite a porte chiuse, perché immagini potrebbero essere diffuse con “video o foto”: il nuovo governo talebano mostra il suo vero volto, cancellando i diritti delle donne.

“Non credo che alle donne sarà consentito di giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket”, ha dichiarato all’emittente australiana Sbs news il vicecapo della Commissione cultura dei talebani, Ahmadullah Wasiq, spiegando che nel gioco “potrebbero dover affrontare situazioni in cui il loro viso o il loro corpo non siano coperti. L’Islam non permette che le donne siano viste così”.

Inoltre, “questa è l’era dei media, e ci saranno foto e video, e la gente li guarderà. L’Islam e l’Emirato islamico non consente alle donne di giocare a cricket o qualunque altro tipo di sport che le esponga”. La mossa dei talebani mette a rischio l’atteso match di cricket previsto in Australia a novembre tra le due nazionali maschili, perché per poter giocare l’International Cricket Council richiede a tutti i suoi 12 membri di avere anche una squadra nazionale femminile.

Mobilità sostenibile, si fa largo la strada dei mobility manager


Città in movimento. Approvate le linee guida per la redazione e l’attuazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro da parte dei mobility manager, figure professionali, già presenti nella pubblica amministrazione e in alcune aziende, che hanno il compito di favorire un pendolarismo meno impattante, riducendo il traffico di auto private a favore di trasporti pubblici e biciclette.

«Si tratta di un passo importante in vista della ripresa delle attività e servirà ai mobilty manager per l’organizzazione degli spostamenti dei dipendenti e la gestione degli orari al fine di alleggerire la pressione sulla viabilità e sul trasporto pubblico locale». Con queste parole il ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha commentato l’approvazione delle linee guida per la redazione e l’attuazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro da parte dei mobility manager. Queste figure professionali, presenti oggi sia nella pubblica amministrazione sia in alcune aziende, hanno il compito decisivo di favorire un pendolarismo meno impattante sull’ambiente e sulle città.

Al netto dei passi avanti fatti con le ciclabili di emergenza e al boom di biciclette seguito al bonus mobilità, molto ancora resta da fare per cambiare le abitudini negli spostamenti quotidiani. Il ruolo del mobility manager, come insegnano gli esempi già attivi lungo la penisola, è quello di pensare all’azienda come a un attore del territorio, a cui è richiesto un impegno per limitare l’impatto sul traffico e sull’ambiente.

Come si legge sul sito ufficiale del Mims, «i piani di spostamento casa-lavoro sono finalizzati anche a una più efficace distribuzione degli utenti del trasporto pubblico locale, oltre che a realizzare un coordinamento tra gli orari di inizio e termine delle attività economiche, lavorative e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano». L’obiettivo ultimo di questo sforzo corale, da parte della politica, della PA e delle aziende, è ridurre il traffico di automobili private e aumentare il numero di dipendenti che utilizzano trasporti pubblici, biciclette o fanno ricorso al carpooling.

“Il PSCL – si legge infatti nel documento delle linee guida – è finalizzato alla riduzione del traffico veicolare privato ed individua le misure utili a orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile alternative all’uso individuale del veicolo privato a motore, sulla base dell’analisi degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e dello stato dell’offerta di trasporto presente nel territorio interessato”.

Come corre il riciclo: le scarpe da jogging a impatto zero


Come corre il riciclo. Arrivano le scarpe da jogging fatte con bottiglie riciclate e fondi del caffè, prodotte senza danni all’ambiente. Ci ha pensato l’azienda finlandese Rens, che per realizzare il progetto, sta raccogliendo fondi tramite un crowdfunding.

Fare affari con successo e rispettando la natura, rendendo ancor più ecologico lo sport naturale per eccellenza, il jogging. Ci ha pensato l’azienda finlandese Rens, come riporta The Guardian. Sviluppando, per la seconda volta nella sua storia aziendale, un modello di scarpe da jogging prodotto senza emissioni e danni all’ambiente né uso di plastica vergine, grazie a bottiglie riciclate e chicchi di caffé riciclati.

Al momento è un coraggioso progetto, per realizzare il quale Rens si affida alla sensibilità ecologica del pubblico: l’azienda finlandese ha iniziato ieri su internet un crowdfunding per contribuire a finanziare progetto sviluppo produzione e commercializzazione delle scarpe da jogging al caffé.

“Pensiamo che possa essere l’inizio di una rivoluzione nell’abbigliamento sportivo e in generale lanciare simili gamme di prodotti riciclabili”, ha detto al Guardian il ceo di Rens, Son Chou, secondo cui le scarpe, che verranno lanciate sul mercato col significativo nome Nomad, saranno prodotte anche con rifiuti di caffé e poliestere e bottiglie riciclate, essendo cosí totalmente a impatto zero.

È la seconda volta che Rens lancia sul mercato scarpe sportive totalmente ecologiche in uso di materiali e tecniche di produzione. La prima volta avvenne nel 2019 con il modello Kickstarter, una scarpa diversa da Nomad, pensata per il pubblico più sportivo per alte prestazioni. Secondo Jesse Tran, cofondatore e amministratore delegato di Rens, “con il nuovo modello di scarpa ci stiamo avvalendo di esperienze e consigli di molti acquirenti dei modelli precedenti”.

La Nomad e il modello precedente hanno bisogno dei resti di caffè usato per 21 tazze di caffé. Secondo la società di analisi del mercato Mintel, cresce ovunque la domanda di sneakers e altro materiale sportivo prodotto nel modo più ecologico possibile. Il nuovo trend sta cambiando la struttura del mercato. Coi nuovi sistemi e tecniche di produzione ecologiche di materiale riciclato si aumentano le vendite e si riducono alla lunga anche i costi di produzione. Come a dire: andiamoci a prendere un caffè e vestiremo più ecologici e naturali.

“Un cuore da campione”: il libro che narra la storia dell’inventore delle Paralimpiadi


Storia di una rivoluzione. Si sono chiuse le paralimpiadi di Tokyo, per approfondirne la storia è disponibile il libro di Roberto Riccardi che racconta la vicenda di Ludwig Guttmann, il neurologo che scampò al nazismo e inventò i Giochi paralimpici, intuendo come lo sport potesse essere veicolo di inclusione e autostima, oltre che di riabilitazione.

Chi era Ludwig Guttmann? Una vita che ha cambiato il corso di migliaia di altre vite, ben oltre la competizione sportiva. Il libro, documentato e coinvolgente, di Roberto Riccardi edito da La Giuntina ne racconta la storia. La prima edizione dei giochi paralimpici si tenne ufficialmente in concomitanza delle Olimpiadi di Roma, nel 1960. A quella prima edizione – simbolicamente aperta l’8 settembre – parteciparono 400 atleti in carrozzina, in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5000 spettatori. Ma, questo, era solo il punto di approdo (e di ripartenza) di un percorso avviato da Guttmann ventidue anni prima. Neurologo, specializzato in lesioni della colonna spinale, Guttmann era fuggito dalla Germania nel 1938, trovando riparo in Inghilterra.

Nel 1944, su richiesta del governo britannico, il dottor Ludwig Guttmann divenne direttore presso l’ospedale di Stoke Mandeville. Nel Berkshire, Guttmann cambiò per sempre l’approccio alla paraplegia. A Stoke Mandeville, racconta Ricciardi, «i feriti di guerra non avrebbero incontrato né avversione né commiserazione. Questi giovani – perlopiù piloti della RAF impegnati a difendere l’Europa dalla minaccia nazista – erano «il meglio degli uomini» e non meritavano di marcire in un letto».

Alla disperazione e ai sedativi, Guttmann preferì l’attività sportiva, l’aria fresca, la gioia dei rapporti umani. Ragazzi che la guerra aveva drammaticamente segnato tornavano alla vita grazie all’entusiasmo di una sana competizione. Il 29 luglio 1948, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra, il dottor Guttmann organizzò la prima competizione per atleti in sedia a rotelle che chiamò “Stoke Mandeville Games”. Le sedici persone, tra militari e donne ferite, che parteciparono alla competizione di tiro con l’arco misero la prima pietra di quella che sarebbe diventata la rivoluzione paralimpica. L’anno della svolta, racconta Riccardi, fu appunto il 1960, quando grazie al medico italiano Antonio Maglio i cosiddetti Giochi di Stoke Mandeville approdarono a Roma, in occasione della XVII Olimpiade. Nacquero così le gare paralimpiche.

Violenza di genere, in programma domenica l’evento “Una vela per la donna”


 

 

 

 

“Una vela per la donna”. Domenica l’evento velico di solidarietà sul tema del contrasto alla violenza di genere. Il servizio di Elena Fiorani.

E’ in programma una diretta Facebook sulla pagina dell’associazione Hakuna Matata per sostenere il centro antiviolenza “Artemisia Gentileschi”. L’obiettivo è sensibilizzare la comunità sulla violenza contro le donne, attraverso l’interazione sociale e l’arte marinaresca. L’idea alla base dell’iniziativa è che la vela aiuti ad attivare le risorse interne e a rafforzare l’autostima, educando al rispetto dell’ambiente e al lavoro di squadra.

Questa attività può aiutare le donne ad acquisire indipendenza e padronanza di se stesse e ritrovare fiducia nelle relazioni interpersonali. Nei prossimi mesi il progetto darà la possibilità alle donne vittime di violenza di trascorrere una giornata velica in modo gratuito e riservato per vivere un momento di benessere e svago.

Progetto Early Basket: avvicinare i più giovani agli sport di squadra


Lo sport che unisce. Parte oggi a Lecce la seconda edizione del progetto “Early Basket” che vuole avvicinare i giovanissimi agli sport di squadra. L’attività completamente gratuita, è rivolta anche a bambini con autismo o che vivono in contesti sociali ed educativi svantaggiati.

Alle 17.30 prenderà il via, presso il CUS (Centro Universitario Sportivo) di Lecce, la seconda edizione del progetto. L’iniziativa, che mira ad avvicinare allo sport di squadra bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, si inserisce nel più ampio progetto nazionale ‘Spinability’, promosso da Sport e salute.

L’attività sportiva proposta, unica nel suo genere nel Salento, è frutto di una sinergia tra attori diversi del territorio (Cusi, Cus Lecce, Università del Salento, Comune di Lecce, Angsa, Cooperativa sociale Ambarabà) ed è rivolta a bambini a sviluppo tipico, con disturbo dello spettro autistico o che vivono in contesti sociali, culturali ed educativi svantaggiati, per favorire l’interazione. I bambini verranno seguiti da professionisti esperti. Il progetto di inclusione sociale attraverso lo sport è completamente gratuito.

Povertà educativa, il successo del progetto “A scuola per mare”


A scuola per mare. Sette adolescenti, 85 giorni di navigazione ed una grande barca a vela che si trasforma in scuola e palestra educativa. È il progetto finanziato dall’Impresa Sociale con i Bambini che in questi giorni ha visto la partenza di un nuovo gruppo. Ai nostri microfoni Gabriele Gaudenzi, presidente dell’associazione I Tetragonauti.

Una palestra all’aperto e per tutti nel parco cittadino: l’idea nel bellunese


Spazio comune: a Sedico, in provincia di Belluno, ci si prepara alla stagione sportiva con la creazione di una nuova palestra attrezzata all’aperto e gratis per tutti. Infatti nel parco cittadino verrà allestita una “sala” allenamenti con undici attrezzi professionali, che saranno disponibili per gli utenti da fine settembre.

È l’idea del Comune di Sedico, che ha già acquistato l’attrezzatura per trasformare una sezione del parco in una “sala” allenamenti. Undici gli attrezzi professionali che saranno montati a Bribano: una macchina “free squat”, una rower machine e una lat machine, che gli appassionati di palestra conoscono molto bene; e poi una ellittica, una bodyweight station e perfino una handbike fissa, per allenare i muscoli delle braccia e i pettorali; e ancora una thai chi spinner, una panca da addominali, una step machine e una barra per le trazioni. In totale, un investimento da 26.400 euro.

«Salvo ritardi dell’ultima ora, tutta la strumentazione dovrebbe arrivare a settimane, ed essere pronta all’uso da fine settembre – spiega Sebastiano Casoni, assessore allo sport del Comune di Sedico -. Da tempo pensavamo di ampliare l’offerta sportiva e abbiamo deciso di mettere a disposizione dei cittadini una palestra a cielo aperto, gratuita e senza vincoli orari. Potrà essere usata da tutti, perché i macchinari saranno adatti a diverse fasce d’età».

In più, tutta la strumentazione è dotata di Qr Code, con link diretto alle istruzioni per l’uso e anche a eventuali schemi di allenamento. «Si tratta di un progetto pilota, lanciato dalla ditta che fornisce i macchinari e che sta coinvolgendo diverse zone d’Italia. A Belluno siamo i primi – continua Casoni -. Sono attrezzi adatti a stare all’aperto, aspetto non trascurabile in questo periodo. Ovviamente, speriamo che non ci siano altri lockdown, ma in ogni caso, a Sedico ci si potrà allenare come in palestra».

“Vacciniamoci”: la maglia speciale del Seregno Calcio


Un calcio al Covid. Il Seregno di Davide Erba è tornato in Serie C dopo 43 anni e il 28 agosto, a Trieste il club brianzolo ha deciso di indossare una maglia speciale con un «Vacciniamoci» sul petto: un invito chiaro ai tifosi e cittadini.