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Si può fare di più


Lo sport inglese si confessa e non si assolve: “abbiamo fatto poco contro il razzismo”. 80 organismi sportivi nazionali hanno ammesso, con un comunicato stampa, di non aver fatto abbastanza a tutti i livelli sotto il profilo dell’inclusione, dalla base alla dirigenza nazionale. Un cambio strutturale deve avvenire perché lo sport rifletta la diversità della società.

Il mondo dello sport britannico fa mea culpa in questi giorni in cui le manifestazioni contro il razzismo si susseguono in conseguenza degli avvenimenti negli Stati Uniti. Ottanta organismi nazionali fra cui il Rugby Football Union, il Lawn Tennis Association, British Cycling, UK Athletics e England Netball, hanno ammesso pubblicamente di non aver fatto abbastanza contro il razzismo a tutti i livelli, dalla base alla dirigenza nazionale.

L’ammissione, diffusa in un comunicato da Sport and Recreation Alliance (l’organismo rappresentativo delle organizzazioni sportive nazionali nel Regno Unito), dice che gli sport non possono limitarsi a mettere in evidenza il ruolo degli sportivi di colore ad alto livello e che un cambio strutturale deve essere fatto perché lo sport diventi più inclusivo e “rifletta veramente la diversità della nostra società. Non c’è una soluzione facile e il cambio necessità di un approccio solido sia da dentro che da fuori il nostro settore. È il momento di affrontare domande scomode e discussioni che ci mettono a disagio”.

Una ricerca pubblicata la scorsa settimana mostrava che nei consigli direttivi Football Association, Rugby Football Union, England and Wales Cricket Board, Lawn Tennis Association, England Golf, UK Athletics and British Cycling messe insieme c’è un solo dirigente di colore. Il ministro dello sport Nigel Huddleston ha detto che rivedrà il codice per la governance dello spot in modo che ci sia una maggiore rappresentanza dei Bame (Black, Asian, and minority ethnic): “La morte di Floyd e le proteste globali che si sono susseguite e il potente messaggio del movimento Black Lives hanno costretto tutti gli aspetti della società a confrontarsi con una verità sgradevole. Lo sport ha influenza nel portare avanti cambiamenti significativi. È chiaro che finora non abbiamo fatto abbastanza. È il momento di affrontare razzismo e diseguaglianza che esistono on tutti gli sport”.

Diseguaglianze sottolineate da un ricerca della stessa Sport and Recreation Alliance che mostra che il 40% degli atleti Bame hanno fatto esperienze negative durante la pratica sportiva, più del doppio dei bianchi. Sottolinea anche che appena più del 50% delle persone di colore svolge una pratica sportiva sufficiente e che c’è solo un 5% di rappresentanti Bame negli organismi dirigenziali sportivi.

Obiettivo Tricolore


Fino al 28 giugno oltre 50 atleti paralimpici si cimenteranno in un viaggio a tappe attraverso il Belpaese in handbike, bicicletta o in carrozzina olimpica per lanciare un messaggio di rinascita. Dalla Svizzera a Santa Maria di Leuca, la grande staffetta solidale promossa da Alex Zanardi per promuovere un’immagine dell’Italia che riparte, resiste e lotta per costruire un futuro nuovo.

La staffetta avrà tre partenze differenti, ognuna delle quali comincerà un percorso destinato a unirsi nel cuore dell’Italia prima di proseguire verso la meta. La prima partenza è fissata per venerdì 12 giugno da Luino, sul lago Maggiore: qui la carovana percorrerà tutta la Lombardia, sconfinerà in Emilia e arriverà a Firenze, in Piazza della Signoria, dove si congiungeranno i tre percorsi e verrà allestito un evento ad hoc il 18 giugno; la seconda, sabato 13, scatterà da Levico Terme in Trentino, passerà Friuli e Veneto e dalla Romagna arriverà a Firenze; la terza, partendo dalla provincia di Cuneo il 16 giugno, passerà per Genova e il Ponte Morandi, fino a sbarcare in Toscana. Il 19 giugno, riuniti i testimoni e, idealmente, i tre colori della bandiera, la staffetta riprenderà il viaggio verso il Lazio, valicando gli Appennini, fino ad arrivare al tacco d’Italia, a Santa Maria di Leuca, dove domenica 28 giugno l’ultimo atleta isserà al cielo la bandiera simbolo della manifestazione.

In totale verranno percorsi 3mila chilometri da 52 sportivi paralimpici che si alterneranno per 43 tappe e toccheranno 14 regioni d’Italia, compresa la Sardegna, dove un’atleta imbarcherà il proprio testimone per farlo raccogliere a Civitavecchia. Tra eventi e incontri speciali, il viaggio sarà una festa itinerante che punterà a coinvolgere chiunque abbia a cuore il progetto, dai ciclisti che vorranno accompagnare lungo il percorso gli atleti a tutti gli enti, le amministrazioni e le comunità pronte ad accogliere e celebrare i protagonisti.

“Obiettivo3 è nato dichiarando diverse ambizioni, tra le quali quella di provare a portare tre atleti ai giochi paralimpici”, spiega il campione Alex Zanardi, fondatore e anima di Obiettivo3, che sarà presente in vari punti del percorso. “Ma fin dai primi passi abbiamo unito le nostre ambizioni di carattere agonistico a una vocazione più ampia che anima e ispira gli atleti. I nostri ragazzi hanno una voglia enorme di sfruttare le opportunità che si trovano davanti per superare le difficoltà della vita. L’occasione è di compiere una piccola impresa che possa anche ispirare le persone, svelando come esista sempre spazio per reagire, per ripartire e incidere positivamente su un futuro che è ancora tutto da scrivere. Questa grande staffetta è una sfida che gli atleti hanno fortemente voluto e che io abbraccio con gioia. Li seguirò, cercherò di aiutarli e sostenerli e sarò sicuramente presente all’arrivo a Santa Maria di Leuca”.

Obiettivo3 è un progetto ideato da Alex Zanardi, che mira a reclutare, avviare e sostenere persone disabili all’attività sportiva. Gli atleti, ai quali viene affidata l’attrezzatura in comodato d’uso gratuito, entrando nella comunità, oltre alla guida competente dei coach, trovano nei loro compagni punti di riferimento importanti per coltivare questa passione. Nei suoi primi tre anni di attività Obiettivo3 ha reclutato più di 70 atleti, che hanno già partecipato a decine di manifestazioni nazionali e internazionali, raggiungendo risultati notevoli.

Gesto simbolo


Il calcio statunitense ha abolito il divieto di inginocchiarsi durante l’inno nazionale. Il servizio di Elena Fiorani.

Il tipo di protesta resa popolare dalla star del football americano Colin Kaepernick non sarà più proibita. Lo ha annunciato la Federcalcio Usa con questa spiegazione: “Lo sport è una potente piattaforma volta al bene e noi non l’abbiamo usata in modo efficace” Il calcio statunitense ha deciso di abolire il divieto per i giocatori di inginocchiarsi durante l’inno nazionale.

Nell’annuncio si definisce sbagliata la norma varata nel 2017, con cui si vietava il gesto di protesta avversato dal presidente Donald Trump. Oggi quel gesto è diventato il simbolo della protesta antirazzista in tutto il mondo. “Possiamo fare di più anche su questa specifica questione – aggiunge la Federcalcio Usa – Spetta a loro, ai giocatori, decidere come usare al meglio le loro piattaforme per combattere ogni forma di razzismo, discriminazione e disuguaglianza. Siamo qui per i nostri giocatori – prosegue la nota – e siamo pronti a sostenerli nel loro impegno per raggiungere giustizia sociale”.

Tutti sul verde


L’Amministrazione comunale di Sondrio apre i parchi alle associazioni per promuovere iniziative all’insegna dello sport e dell’attività motoria da praticare all’aria aperta. Dal 15 giugno al 31 agosto le associazioni potranno organizzare attività sportiva coinvolgendo i residenti. Nessuna tassa di occupazione del suolo pubblico sarà dovuta, e i relativi costi saranno coperti dal comune.

Con l’iniziativa “Sport nel verde”, l’Amministrazione comunale intende offrire ad associazioni e gruppi l’opportunità di promuovere iniziative e di organizzare attività sportiva e motoria all’aperto, nei parchi cittadini, in spazi appositamente e temporaneamente individuati e prenotati, concessi in maniera del tutto gratuita. Non soltanto da soli ma anche in compagnia, nel pieno rispetto delle prescrizioni in vigore sul distanziamento sociale.

Durante la lunga chiusura, infatti, mentre a livello individuale gli appassionati più assidui si sono arrangiati alla bell’e meglio all’interno della propria abitazione o in giardino, ad essere penalizzata è stata soprattutto l’attività sportiva di gruppo promossa dalle associazioni. Il periodo compreso è quello dal 15 giugno al 31 agosto: due mesi e mezzo durante i quali, nei giorni e negli orari consentiti, da lunedì a venerdì e il sabato mattina, con la sola esclusione del pomeriggio del sabato e dell’intera giornata di domenica, le associazioni potranno organizzare attività motoria e sportiva coinvolgendo i residenti.

Le aree verdi messe a disposizione gratuitamente sono nove in totale: sei al Parco Bartesaghi e tre al Parco Ovest, che potranno essere utilizzate da associazioni, gruppi e imprese per organizzare attività sportive all’aperto. Nessuna tassa di occupazione del suolo pubblico sarà dovuta, e i relativi costi saranno coperti dall’Amministrazione comunale. Con l’estate alle porte, l’obiettivo è di stringere i tempi per assegnare gli spazi a breve: gli interessati dovranno inviare la richiesta, utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito comunale, a sport@comune.sondrio.it, entro la giornata di domani. Per informazioni si può chiamare lo 0342 526320 o scrivere a sport@comune.sondrio.it.

PlayUrban


È la campagna di raccolta fondi per il diritto allo sport di ragazze e ragazzi svantaggiati e con disabilità della città di Palermo. L’obiettivo è permettere ai giovani di accedere alle attività. L’iniziativa ha un approccio innovativo, basato sul crowdfunding, con il sostegno anche di grandi aziende: chi dona, infatti, riceverà dei premi messi a disposizione dagli sponsor.

Un diritto fondamentale e un’emergenza sanitaria che lo ha indebolito notevolmente: sono queste le motivazioni alla base della campagna #PLAYURBAN. Il M.E.C.S – Movimento per l’etica, la cultura e lo sport intende dare il proprio contributo a chi rischia di restare indietro, sostenendo il diritto allo sport di ragazzi e ragazze, anche con disabilità, che vivono la periferia. La campagna #PLAYURBAN è stata ideata da Veracura, un acceleratore no profit di impatto sociale, che sviluppa progetti propri e sostiene enti no profit e grandi aziende nell’ideare iniziative finalizzate ad accelerare la loro responsabilità sociale.

Volti noti dello sport, sponsor, aziende partner e media partner hanno già aderito alla campagna #PLAYURBAN, decidendo di sostenerla con una grande e generosa partecipazione, con l’obiettivo di raggiungere 250.000 euro, da redistribuire fra almeno 50 Associazioni sportive periferiche italiane. In questo modo 500 ragazzi emarginati e con disabilità potranno praticare attività sportive per uno anno intero. L’ACSI, sostenitore e garante del progetto, metterà a disposizione la sua rete di circa 8.000 Associazioni Sportive Dilettantistiche, e si impegnerà ad inviare le donazioni, equamente divise, laddove ce n’è realmente bisogno. Insieme si può: un concetto tanto semplice quanto vero, che ha ispirato fin da subito gli intenti di questo progetto.

Ogni piccolo contributo, infatti, sarà un grande aiuto per ognuna delle Associazioni Sportive in difficoltà su tutto il territorio nazionale e faciliterà l’inclusione di giovani emarginati e con disabilità, in questa particolare fase di emergenza. Trai i primi testimonial e sponsor che hanno aderito all’iniziativa: Alessandro Antinelli, Guglielmo Stendardo, Giorgio Avola e Chiara Mormile, Donato Telesca, ACSI, Panini, CityNews, OneDay Group, Veracura, P&Co., Elephant Consulting Group, BSG. Le associazioni sportive di periferia sono quelle più colpite dalla pandemia, e le prossime fasi si prospettano molto delicate.

L’emergenza sanitaria ha aggravato le tante incertezze per il futuro e alimentato il timore dello sport dilettantistico, che fatica a tenersi in piedi. Una condizione che sta impedendo di garantire ai giovani il loro diritto allo sport, ma che non è riuscito a diminuire la voglia di ogni singolo ragazzo di tornare in campo, per allenarsi e conseguire i propri traguardi, sportivi e umani. Queste realtà hanno un grande bisogno di risorse economiche utili alla loro vita e alla qualità delle proposte. Per questo, ogni contributo sarà un grande aiuto per ognuna delle Associazioni Sportive in difficoltà su tutto il territorio nazionale e faciliterà l’inclusione messa ora ancora più a rischio –  di giovani emarginati e con disabilità. In tutto il Paese, sono decine di migliaia i volontari impegnati nella promozione sportiva di base: 95 mila tra società e associazioni sportive, e 480 mila operatori, tra dirigenti e tecnici sportivi, che si dedicano con passione al benessere sociale di circa 8 milioni di persone.

L’estate sospesa


Con le nuove regole, le attività estive per i ragazzi hanno bisogno di più educatori e quindi hanno un costo maggiore. A Brescia una campagna di fundraising coinvolge la comunità per pagare la partecipazione ai campi estivi dei figli di famiglie in difficoltà. L’obiettivo è regalare un’estate di sport e divertimento attraverso una Summer School, dedicata ai bambini dai 6 ai 14 anni.

Dopo il caffè, la spesa e la festa di compleanno, il Covid19 ci porta l’Estate sospesa. L’idea è semplice: poiché quest’anno i centri estivi richiedono un rapporto fra educatore e ragazzi che comporterà un aumento di personale, il costo per frequentare salirà. Molte famiglie in difficoltà così non potranno permettersi di dare ai propri figli un’offerta formativa adeguata ai bisogni di socializzazione dei ragazzi, una dimensione completamente persa durante questi mesi di emergenza Covid-19. Dinanzi a questa situazione, Essere Cooperative Sociali ha ideato “Estate sospesa. Regala un’estate a chi non può”.

Lunedì 15 giugno si aprirà ufficialmente la Summer School organizzata da Essere Cooperative Sociali, SPF Fundraising in collaborazione con Rugby Brescia, Parrocchia San Luigi Gonzaga, Consiglio di Quartiere San Polo Parco e gli altri consigli di quartiere della zona Brescia Est. Un’estate di sport e divertimento che si svolgerà presso l’impianto sportivo “Invernici” di Via della Maggia. La Summer School, dedicata ai bambini dai 6 ai 14 anni, vuole proporre un’estate di giochi sportivi e laboratori manuali, sempre mantenendo distanze di sicurezza e con ogni protezione a norma di legge. Con soli 30 euro è possibile regalare una settimana di Summer School ad un bambino, con 300 euro, l’intera estate. Gli organizzatori hanno messo a punto una campagna di fundraising e sensibilizzazione del territorio per far sì che le spese del progetto siano sostenute non solo dalle famiglie con figli ma da tutta la comunità. Oltre ai privati, la raccolta fondi coinvolgerà anche le aziende che potranno regalare un’estate di gioco e divertimento ai figli dei propri dipendenti. Per donare basta andare su https://splitted.it/estate-sospesa.

Summer Yoga


Al via oggi la terza edizione dell’iniziativa che, tra Marche e Abruzzo, propone lezioni gratuite per promuovere il benessere fisico. Il progetto tocca le province di Ascoli e Teramo. In due anni sono state coinvolte più di 550 persone, per una pratica motoria che si basa sulla forte integrazione tra mente e corpo, migliorando l’elasticità muscolare e l’equilibrio.

Tutto pronto per la terza edizione di “Summer Yoga”, iniziativa che rientra nel progetto “Laboratori territoriali di prevenzione del tumore al seno” realizzato negli anni 2018 e 2019 nel territorio delle province di Ascoli e Teramo su iniziativa della Cooperativa DLM. A partire da lunedì 8 giugno, a San Benedetto del Tronto, Grottammare, Folignano, Ascoli e Monsampolo sono previste lezioni gratuite di yoga tenute dall’insegnante Eugenia Brega. “Summer Yoga” ha avuto un notevole riscontro nelle due precedenti edizioni come testimoniano le persone coinvolte che sono state 252 nell’anno 2019 e 301 nell’anno 2018.

Sono tanti i benefici fisici della pratica di questa attività, come dimostrato da sempre maggiori studi scientifici. Lo yoga, ad esempio, migliora l’elasticità muscolare e l’equilibrio, rieduca la colonna vertebrale, è utile per alleviare i dolori alla cervicale, la circolazione viene agevolata ed il sistema immunitario si irrobustisce. Non va dimenticato, poi, che si tratta di una disciplina psicofisica ossia che c’è una forte integrazione tra mente e corpo che aiuta, ad esempio, a superare blocchi legati all’emotività. Uno studio del Centro statunitense per la medicina alternativa e complementare di Bethesda, in Maryland, ha evidenziato che la pratica dello yoga è associata alla comparsa di nuovi neuroni, come dimostra l’aumento di volume della materia grigia in alcune aree chiave del cervello.

Una revisione di studi pubblicata su Frontiers in Psychiatry, invece, ha evidenziato che lo yoga produrrebbe inoltre effetti benefici anche sui principali disturbi psichiatrici, con effetti positivi anche sui sintomi della depressione e sui disturbi del sonno. Il progetto “Summer Yoga” viene realizzato in collaborazione con il Teatro delle foglie e con l’U.S. Acli Marche, col patrocinio e sostegno delle amministrazioni comunali di Grottammare e Folignano e della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, col contributo di Coop Alleanza 3.0 e Fondazione Carisap. Per le informazioni e per le preiscrizioni (obbligatorie per assicurare il rispetto dei protocolli di sicurezza per contrastare il Covid) si può consultare la pagina facebook della Cooperativa DLM nella quale saranno pubblicati i giorni e gli orari di svolgimento delle varie lezioni di yoga.

Sport en plein air


Il progetto che, ad Alessandria, mette a disposizione delle associazioni sportive dilettantistiche le aree verdi comunali. Il servizio di Elena Fiorani.

La prima edizione dell’iniziativa era stata promossa dall’assessorato allo sport nella primavera dello scorso anno, coinvolgendo le associazioni sportive in un calendario di attività da svolgere nelle aree verdi comunali. Quest’anno la proposta di tenere in parchi, giardini e spazi verdi parte delle attività trova un nuovo significato alla luce del momento attuale e delle limitazioni legate all’emergenza sanitaria. Con questa formula si riconosce l’importante ruolo svolto dalle Asd, sotto l’aspetto sociale e relazionale, e le aree verdi comunali vengono considerate come luoghi idonei alla pratica motoria, ponendo l’accento sul patrimonio “green” della città, come luoghi belli da vedere, ma anche piacevoli da frequentare. Inoltre, l’utilizzo di questi spazi permette comportamenti corretti in base alle norme vigenti in questa fase di ripresa e uscita dall’emergenza.

Tutta al femminile


Si tiene oggi pomeriggio “Futura”, incontro live su diritti, parità di genere e salute, organizzato dall’Uisp nazionale. Diretta Facebook e Youtube a partire dalle 18 per riflettere su politiche di genere e ruolo dello sport nei percorsi di emancipazione delle donne e di promozione dei diritti. Interverranno esperti, giornalisti e operatori dello sport sociale rivelando le buone pratiche dal territorio.

L’iniziativa è accompagnata da un’illustrazione che ne racconta il significato, realizzata dalla fumettista Franziska: un gomitolo di lana rossa che collega in rete varie esperienze sul territorio, un filo che unisce, riduce le distanze e, non a caso, nell’illustrazione ritroviamo i colori che richiamano l’impegno contro la violenza sulle donne. Saranno coinvolte nel corso della diretta dirigenti Uisp, giornaliste e formatrici sul tema della parità di genere. Parteciperà anche Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp e Manuela Claysset, responsabile politiche di  genere e diritti Uisp.

Intervengono: Maria Tanda, Coordinatrice Punto Luce Sassari e progetto Fiocchi in Ospedale, referenti per i progetti con Save the Children; Roberta Lochi, coordinatrice progetto “BMX Occhio alle ragazze”, Uisp Trento; Francesca Brienza, responsabile attività per gli anziani Uisp Roma, referente politiche per la salute Uisp Lazio e Formatrice nazionale; Silvia Garambois, giornalista e presidente associazione Giulia; Luana Costa, coordinatrice Progetto Integrato per la promozione della salute nella popolazione adulta e anziana, educatrice di ginnastica per adulti e anziani, Uisp Rovigo; Carla Casapulla, referente Politiche di genere Uisp Campania; Annarita Anatriello, psicologa; Leonardo Magi, responsabile Diritti e politiche di genere Uisp Toscana; Rappresentante rete Ready e associazioni Lgbti; Agnese Canevari, responsabile Relazioni Istituzionali UNAR; Ilaria Nobili, responsabile attività in carcere e settore di attività Danza Uisp Roma; Paola Voltolina, responsabile politiche di genere Uisp Piemonte; Marina Arione, responsabile settore di attività Vela Uisp Piemonte; Stefania D’Agostino, responsabile settore di attività discipline orientali Uisp Piemonte; Eleonora Pinzuti, formatrice parità di genere.

“Futura” è uno spazio di lavoro, di incontro e confronto con proposte di attività sociale, motoria e sportiva per riprendere cura del proprio corpo come tempo (e spazio) per sé, per le donne e non solo. La diretta del 4 giugno sarà una tappa di un percorso iniziato dall’Uisp lo scorso anno, il 6 aprile a Firenze, con il seminario di formazione e sensibilizzazione sulle politiche di genere e i diritti, insieme ai dirigenti e referenti del territorio e delle attività. Il cammino è proseguito con “Futura 2”, appuntamento in videoconferenza che lo scorso 2 maggio ha visto oltre settanta dirigenti Uisp collegati tra di loro, per un confronto e uno scambio di esperienze.

In quell’occasione intervenne anche Eleonora Pinzuti, formatrice sui temi dei diritti di genere, che mise in luce le accresciute difficoltà delle donne nel periodo dell’emergenza Coronavirus, dei problemi dell’isolamento e degli accresciuti carichi di lavoro, oltre a quello del mancato coinvolgimento nelle leadership di governo. E’ emersa, inoltre, la necessità di promuovere campagne di sensibilizzazione, una nuova e diversa cultura dello sport e del movimento, per una stagione di diritti. Da quell’incontro è nata l’esigenza di dare visibilità alle buone pratiche emerse, dalle attività per le donne in tutte le età della vita al contrasto alla violenza di genere, dal tema della leadership a quello del sostegno alla maternità.

Dallo sport può affiorare un’idea di rilancio, di autonomia e di libertà del corpo delle donne, avvicinandole a nuovi spazi di consapevolezza e di socialità da condividere, a cominciare dalla formazione su queste tematiche. Le Politiche di genere Uisp, che parteciperanno al live del 4 giugno con alcune esperienze dalle regioni, hanno l’obiettivo di favorire reti tra le diverse esperienze, con le donne impegnate in ambiti diversi tra di loro, per una ripartenza che si fondi su basi di uguaglianza e parità. Per la salute, l’inclusione e per dare sostegno alle diverse fragilità. Esperienze che hanno affrontato la chiusura della pandemia ma che guardano avanti, ai Futuri Movimenti, anche come contributo a questa nuova fase della campagna nazionale Uisp.

In ginocchio


Il caso George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis, scuote gli Stati Uniti d’America e raggiunge l’Europa. Battaglie per le strade ma anche gesti simbolici. Dopo lo sport americano, basket e tennis in particolare, si fa sentire anche l’Europa: Marcus Thuram, 22enne del Borussia Moenchengladbach e figlio di Lilian, si è inginocchiato a terra dopo il secondo gol segnato all’Union Berlin.

Il centrocampista Usa Weston McKennie, dello Schalke 04, aveva giocato con una fascia al braccio «giustizia per George», e Marcus Thuram si è inginocchiato a terra con la testa abbassata dopo il secondo dei suoi due gol segnati all’Union Berlin nel 4-1 della sua squadra. Il gesto richiama la protesta del giocatore di football americano, Colin Kaepernick, che nel 2016 si inginocchiò all’inno Usa in segno di protesta contro le violenze subite dagli afroamericani, e fu poi seguito da molti atleti famosi dei principali sport statunitensi. Poco dopo anche i calciatori dell’altro Borussia, quello di Dortmund , hanno fatto sentire la loro voce. Infatti sia l’inglese Jadon Sancho che il marocchino Achraf Hakimi, dopo aver segnato nel 5-1 della loro squadra al Paderborn, hanno mostrato il sottomaglia con la scritta «Giustizia per George Floyd». Achraf ha anche fatto il gesto delle manette.