Archivi categoria: Sport

Urban Dance per ripartire


A Borgo Vecchio, Palermo, il progetto React propone alle adolescenti un percorso che lega movimento e studio. Tra twerk e dance hall l’educazione non formale diventa un modello di crescita ripetibile.Le partecipanti, tra i 14 e i 17 anni, si incontrano all’aperto e imparano a usare il linguaggio del corpo che dona autostima e libertà, costruendo anche un tra scuola, studenti e famiglie.

Un tempo il quartiere era caratterizzato dalla presenza di famiglie di pescatori, artigiani che ancora oggi resistono, ma che negli anni è stato colpito da una pesante crisi economica diventando spesso terreno fertile per la microcriminalità organizzata. Qui, i ragazzi, prima dell’avvento della pandemia Covid-19, erano soliti incontrarsi in strada per poi andare a trovare un parente o un amico. Ed è qui tra i silenzi che ricordano il vociare dei mercati rionali oggi “le ragazze fanno grandi sogni”.

Questo è infatti il nome del percorso dedicato alle più giovani che affrontano il delicato passaggio dalla fase preadolescenziale all’adolescenza nel quartiere periferico siciliano e che fa parte del progetto React, portato avanti qui a Palermo da Per Esempio Onlus all’interno di un intervento nazionale di contrasto alla povertà educativa minorile nato a settembre del 2018, sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini di Fondazione Con il Sud e che ha come capofila l’organizzazione italiana non governativa WeWorld.

Dai, regalastabici


Domenica in programma un’asta on line di biciclette, organizzata da World Bicycle Relief. Il servizio di Elena Fiorani.

World Bicycle Relief è un’organizzazione no profit che crede nella bicicletta come catalizzatore del futuro e di nuove possibilità per il sud del mondo. Come amano dire “garantisce la libertà, spinge all’avventura, dona l’allegria, restituisce la salute, risparmia lo spazio, misura il tempo, agita i pensieri ma tranquillizza le preoccupazioni”.

Per questo, il 13 dicembre a partire dalle 15 arriva “RegalaStaBici”, asta online di biciclette, telai e accessori donati dai produttori. La pandemia ha incrementato le richieste di biciclette da parte delle piccole comunità rurali in cui World Bicycle Relief opera, dimostrandosi il mezzo più efficace per raggiungere anche i villaggi più remoti. Da marzo ad agosto, oltre duemila biciclette “di emergenza” sono state assemblate e distribuite a medici e operatori sanitari in Kenya, Zimbabwe, Zambia, Malawi e Colombia.

Parchiaperti


È il progetto ideato durante il lockdown, con l’intenzione di dare valore al patrimonio naturale come fonte di benessere. I parchi aderenti hanno creato una rete che promuove visite alle aree protette, attraverso esperienze a diretto contatto con la natura, come risorsa per la salute e bene comune da valorizzare, dal punto di vista biologico, turistico ed economico.

Il patrimonio ambientale e del paesaggio italiano è una ricchezza troppo spesso sottovalutata. Parchiaperti è un dispositivo digitale semplice e immediato che promuove la visita dei Parchi e delle aree protette, attraverso esperienze a diretto contatto con la natura: grazie al ventaglio di offerte proposte e al sistema di geolocalizzazione integrato, potresti renderti conto che la meta del tuo prossimo viaggio green è più vicina di quanto immagini.

A guidare il gruppo di lavoro, c’è il Comitato Scientifico promotore dell’iniziativa: Agostino Agostinelli, Dario Furlanetto, Marta Panisi e Gioia Gibelli. Compito del Comitato è la produzione di sapere relativo al valore dell’ambiente come risorsa per il benessere psicofisico – in tempi di normalità quanto in periodi di emergenza sanitaria – e all’importanza dei Parchi come presidio di straordinario valore per la tutela del patrimonio ambientale del nostro paese. Federparchi è partner del progetto.

Calcio è politica


“Storia popolare del calcio tra lotte, sconfitte e rivoluzioni” di Valerio Moggia ci racconta lo sport più amato da una prospettiva nuova per imparare a vederlo davvero per quello che è. Infatti, secondo l’autore ogni singola partita giocata è stata a un certo livello un evento politico, anche gli aspetti più neutrali e tecnici del gioco, come gli stili, hanno un contenuto politico.

Sono tantissimi gli episodi raccontati da Valerio Moggia nel suo libro Storia popolare del calcio. Uno sport di immigrati, esuli e lavoratori (Ultra). «Il calcio nasce come sport d’élite», scrive l’autore nel primo capitolo. Il contesto sono le università dei ricchi britannici, borghesi e imprenditori furono i primi a codificare le regole del nuovo gioco. Ma era anche facile da praticare, non serve quasi niente a parte i piedi e la palla. E così il calcio viene espropriato ai suoi creatori e diventa uno sport popolare e globale. Furono i marinai a diffonderlo in tutto il mondo, i primi club nascono fuori dal Regno Unito nelle città di porto: Le Havre, Huelva, Genova.

Oggi il calcio lo conosciamo come prodotto, merce che si compra e che si vende. La pandemia lo ha trasformato in un’esperienza televisiva in purezza: puoi togliere le persone dagli stadi, puoi svuotare le strade e le curve e tutto sommato i campionati vanno avanti, le classifiche si muovono, si gioca come prima, anche più di prima. È per questo motivo che in questa assurda e indimenticabile stagione di calcio senza gente il libro di Valerio Moggia è una lettura preziosa. È un antidoto all’assuefazione, all’idea che tutto sommato non è male così, il calcio come palinsesto televisivo, con i campi in cui le uniche voci che si sentono sono le urla degli allenatori, il pallone da divano e social. Il calcio non è questa cosa qui, lo sappiamo benissimo, potremmo avere la tentazione di dimenticarlo, però.

Storia popolare del calcio è il racconto di un conflitto che va avanti da oltre 150 anni. I proprietari del pallone (tv, sponsor, presidenti) provano a farne merce da vendere, un prodotto professionalmente ben realizzato da recapitare a dei clienti paganti. Ma la storia che c’è sotto ribolle, si ribella, si sottrae, è una materia viva di personaggi, lotte, conflitti irriducibili, che alla fine sono il motivo per cui il calcio è ancora così interessante. La quantità di storie, nomi, fatti, eventi e partite contenuti in questo libro è esorbitante, attraversa ogni evento storico che abbia avuto una qualche rilevanza dalla metà dell’Ottocento a oggi: guerre mondiali, decolonizzazione, Shoah, lotte operaie, emancipazione femminile, globalizzazione. Ogni singola partita che si sia giocata è stata a un certo livello un evento politico, anche gli aspetti più neutrali e tecnici del gioco, come gli stili, hanno un contenuto politico, perfino il catenaccio. Per «cattivo maestro» Toni Negri era «lotta di classe» e per Antonio Ghirelli, militante socialista e direttore del Corriere dello Sport, era una metafora della Democrazia Cristiana, «attendista e ipocrita»

Ciao Lidia


Con Lidia Menapace scompare una delle ultime testimoni dirette della Resistenza. A lei e ad altre donne protagoniste della lotta partigiana, l’Uisp insieme all’Udi dedicò il video “Le ragazze del ’43 e la bicicletta”, in occasione del 70° della Liberazione. Il video racconta il contributo decisivo delle donne alla Resistenza e in modo particolare quello dei Gruppi di difesa della donna e delle staffette partigiane.

Liberi di correre


L’intelligenza artificiale permetterà agli ipovedenti e ai non vedenti di correre in autonomia, grazie ad un sistema che Google sta testando. Il progetto è ancora in fase iniziale. A guidare l’utente sarà un’app che trasforma lo smartphone e un dispositivo indossabile in una sorta di occhio e orecchio che guida sul percorso, insieme ad un’imbracatura ed alle cuffie.

Per utilizzare il sistema, il runner deve collegare un telefono Android ad una imbracatura progettata da Google che gira intorno alla vita. L’app Project Guideline poi utilizza la fotocamera del telefono per tenere traccia del percorso. L’app invia segnali audio alle cuffie a conduzione ossea (vibrano in una parte vicino all’orecchio): quando un corridore si allontana dal percorso stabilito il suono diventerà più forte. L’app non necessita di una connessione Internet e può tenere conto di una serie di condizioni meteorologiche e di illuminazione.
Google ha sviluppato il sistema con l’aiuto di Thomas Panek, presidente e Ceo di Guiding Eyes for the Blind e appassionato runner. Non è la prima volta che il colosso tecnologico sviluppa dei sistemi che vanno in aiuto ad alcune disabilità. L’ultima in ordine di tempo è Lookout, un’applicazione che permette a persone con disabilità visive di vivere il quotidiano con maggiore autonomia grazie all’Intelligenza artificiale e alla descrizione in voc

Compagni di squadra


Mentre in Italia per la prima volta si inizia a parlare di professionismo sportivo femminile, a seguito della recente riforma, in Svezia i giocatori di prima e seconda divisione hanno deciso di rinunciare a metà delle entrate che percepiscono dalla Federazione per pagare parte degli stipendi delle giocatrici. Infatti, il campionato femminile è in crisi a causa dell’emergenza Coronavirus.

A dare la notizia è stato Karl Erik Nilsson, presidente della Federcalcio svedese, annunciando che sono stati raccolti 490mila euro, utilissimi a dare un po’ di respiro al movimento. Un’iniziativa senza precedenti, come riporta Mundo Deportivo, che nasce in un Paese in cui il calcio femminile è sviluppatissimo, con un campionato molto seguito e una nazionale che rappresenta una bella realtà (Svezia terza ai Mondiali del 2019, battuta in semifinale dall’Olanda che aveva eliminato anche l’Italia). Un movimento che però adesso risente della crisi economica, complice la chiusura delle regioni delle grandi città svedesi dopo che, nelle ultime settimane, il numero dei contagi è raddoppiato.

Sul grande schermo


E’ in corso la decima edizione del Matera sport film festival, che si svolgerà completamente on line. Trenta le opere in concorso, provenienti da ogni angolo del mondo, che saranno visibili per l’intera durata della manifestazione. Come ogni anno il Festival racconta il legame tra sport e cultura, anche attraverso appuntamenti in diretta con ospiti e personalità dello sport e della cultura.

Il Matera sport film festival, che si concluderà domenica 6 dicembre, è organizzato dall’associazione Matera Sports Academy, in collaborazione con l’Uisp Matera e con il sostegno del Comune di Matera e del programma Sensi Contemporanei Cinema della Regione Basilicata. Matera Sport Film Festival aderisce al network dei festival lucani “BasilicataCinema”. “Era importante dare continuità alla manifestazione – ha detto Michele Di Gioia, presidente Uisp Basilicata, durante la diretta di apertura – il Festival da dieci anni esprime un sentimento innovativo, per quanto riguarda il nostro territorio ma anche il sud Italia in generale, legando i temi della cultura e dello sport. Ogni anno valorizziamo non solo opere del settore audiovisivo ma anche altre forme artistiche, per dare un senso a questo connubio”.

L’edizione 2020 riserverà diversi appuntamenti in diretta: focus, interviste, incontri con ospiti e personalità dello sport e della cultura, per vivere la consueta atmosfera del Festival, nonostante la modalità virtuale. Venerdì 4 dicembre si terrà il videoincontro “Sport sociale, un capitale-Idee per una strategia di sostenibilità”, con l’intervento di Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp e di Domenico Bennardi, sindaco di Matera. Insieme a loro ci saranno rappresentanti delle istituzioni e del terzo settore (il programma è in via di definizione). Sabato 5 dicembre appuntamento con “Ma che genere di sport è questo?-Media, donne, sport”, con gli interventi, tra gli altri, di: Manuela Claysset, responsabile politiche di genere Uisp; Marina Cosi, vicepresidente di Giulia Giornaliste; Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai; Sandra Mayers, olimpionica spagnola di atletica leggera; Ivano Maiorella, direttore di Uispress.

Per accedere alla visione dei film in concorso è necessario registrarsi nel seguente modo: inviare una email indicando nome, cognome, città e stato alla segreteria del festival: info@materasportfilmfestival.it; accedere alla pagina MSFF20 LIVE STREAM inserendo la password ricevuta via mail; per visionare i film desiderati, occorre inviare una mail alla segreteria del festival (info@materasportfilmfestival.it) indicando i titoli; inserire le password ricevute via mail per poter visionare i film desiderati.

Debutti


In Italia, la calciatrice azzurra Sara Gama è la prima vicepresidente dell’Associazione italiana calciatori; in questi stessi giorni, con la riforma dell’ordinamento sportivo, finalmente si inizia a parlare anche da noi di professionismo sportivo femminile e stasera la francese Stephanie Frappart sarà a Torino per arbitrare, prima donna della storia, una partita della Champions League maschile.

Giorni entusiasmanti per lo sport femminile, in particolare il calcio. Sara Gama è la prima donna ad essere nominata vice presidente dell’Assocalciatori. Capitano della Juventus e della Nazionale Italiana, ha da sempre lottato per i diritti delle calciatrici. La sua elezione è avvenuta lunedì 30 novembre dopo la nomina a nuovo presidente di Umberto Calcagno. Con Davide Biondini nel ruolo di vice presidente vicario e Gianni Grazioli direttore generale, la nomina di Sara Gama rappresenta un momento importantissimo per il calcio italiano. Specie per i diritti delle calciatrici. Sara Gama è infatti in prima linea nella lotta per la parità di trattamento delle atlete specie in vista del passaggio al professionistico preciso nel 2022.

Una giornata davvero storica per il riconoscimento di uno status che fino a pochi anni fa sembrava davvero irraggiungibile per tutto il movimento in rosa. Ben quattro campionati, due Coppe Italia, tre Supercoppa Italiane e la fascia da capitano della Juventus e della Nazionale Italiana per Sara Gama che in pochissimo tempo si è fatta conoscere in tutto il mondo. Nata a Trieste nel 1989, è stata da sempre appassionata di sport e calcio. Prime esperienze nello Zaule e nella Polisportiva San Marco di Villaggio del Pescatore prima del passaggio Tavagnacco. Ha poi vestito le maglie del Chiasiellis e Pali Blues prima dei tre anni a Brescia in due tornate diverse. Nel mezzo anche un biennio al Paris Saint-Germain che le ha consentito di maturare molto.

Nel 2017 arriva la Juventus che consente a Sara di potersi consacrare definitivamente. Sara Gama fa parte del consiglio federale dal 2017: è uno dei volti più attivi del movimento femminile italiano, in grande crescita proprio dopo il successo al Mondiale 2019. Nel 2001, l’attuale ct azzurra, Milena Bertolini, era stata la prima donna a entrare in consiglio Figc sempre con l’Aic. Stéphanie Frappart, invece, diventerà la prima donna ad arbitrare in Champions League, dirigendo la sfida Juventus-Dinamo Kiev, e confermandosi così come uno dei più importanti direttori di gara del calcio contemporaneo. La francese, infatti, è stata premiata nel 2019 con il Globe Soccer Award dedicato al miglior arbitro dell’anno, fino a quel momento assegnato esclusivamente ai maschi, ma è almeno da sei anni che sta abbattendo un muro dopo l’altro, affermandosi come una delle figure principali nella lotta agli stereotipi di genere nel calcio. Frappart è nata a Herblay, a nord di Parigi, in quella regione dell’Ile-de-France che fa ormai da culla a quasi tutto il meglio del calcio transalpino ed europeo. Arbitra dall’età di 13 anni e ha vissuto una rapida ascesa che, dopo un Master in Scienze motorie e il ruolo di direttrice del Dipartimento amministrativo della FSGT (la Federazione Sportiva e Ginnica del Lavoro della città di Parigi), l’ha portata ad arbitrare un match maschile già nel 2014, a soli 30 anni, dirigendo la sfida di Ligue 2 tra Niort e Brest, stabilendo così il suo primo record.

Da allora, Frappart si è affermata come una delle migliori direttrici di gara in campo femminile, arbitrando ai Mondiali e alle Olimpiadi, e un vero riferimento per tutta la categoria. Ha subito ricevuto le attenzioni e il supporto della Federcalcio francese, in particolare del selezionatore degli arbitri del calcio professionistico transalpino Pascal Garibian, che il 28 aprile 2019 l’ha fatta debuttare in Ligue 1, dirigendo Amiens-Strasburgo. Prima donna ad arbitrare un match della prima serie maschile: un altro traguardo storico. Pochi mesi dopo, è stata di nuovo chiamata a lavorare ai Mondiali femminili, i più seguiti e pubblicizzati della storia, e designata per la finale tra Stati Uniti e Olanda, venendo di fatto certificata come la migliore a livello femminile. Un risultato che, a questo punto, ha convinto la UEFA ad affidare a Frappart la direzione della Supercoppa europea dello stesso anno tra Chelsea e Liverpool, che è stato il momento in cui il suo nome è diventato realmente di fama globale. Opinione che da allora non solo non è cambiata, ma si è anche rafforzata, tant’è vero che lo scorso 22 ottobre Frappart ha diretto per la prima volta anche un match di Europa League (quarto record), con la sfida tra Leicester City e Zorya, che ha fatto da antipasto per l’esordio in Champions League di questa sera.

A 37 anni da compiere tra poche settimane, Frappart è ormai il nome di punta tra le direttrici di gara, e ha ancora tempo e modo di stabilire ulteriori primati. “Tecnicamente e fisicamente siamo come gli uomini – aveva detto, prima della Supercoppa – Spero che il mio esempio serva per tutti gli arbitri donna e per tutte le ragazze che aspirano a fare questo lavoro”. Intanto, con Juventus-Dinamo Kiev Stéphanie Frappart diventerà anche la prima donna ad arbitrare una squadra italiana, visto che in Serie A ancora il muro non è caduto.

Un mister ai fornelli


A Firenze la polisportiva Affrico si trasforma in mensa per chi ha bisogno: il maestro di tennis impacchetta la pasta al pomodoro, l’istruttore di basket fa il portantino, l’allenatore di calcio va in cucina a controllare le pietanze, come fosse master chef. Così tutti quelli che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà a fare la spesa, possono usufruire di una cena gratis.

L’Affrico, da società sportiva, si è trasformata in una specie di Caritas. “Sarebbe bello se lo facessero tutte le società sportive” sussurra qualcuno nei corridoi tra la cucina e il bar. Tutte le sere a partire dalle 19 e fino alle 19.45, dirigenti e allenatori fanno i volontari per preparare e distribuire pasti caldi gratuiti da asporto. Nel quartiere si è sparsa la voce e i primi utenti sono già arrivati. La prima è una signora fiorentina arrivata in autobus con il 10: chiede gentilmente, quasi vergognandosi, tre pasti caldi, uno per sé, uno per il marito e uno per il figlio.

Poi torna alla fermata dell’autobus e aspetta al freddo. Poi arrivano due migranti sudamericani: “Ho perso il lavoro – dice uno di loro – e così non ho potuto rinnovare il permesso di soggiorno, anche un pasto gratis può aiutare”. Da anni l’Affrico è un punto di riferimento del quartiere, delle famiglie, dei ragazzi, degli anziani. “Sono profondamente convinto del ruolo sociale che le società sportive ricoprono – ha detto Luca Giotti, direttore generale della Poli – ruolo che non sempre a mio parere ci viene riconosciuto come dovrebbe. Noi proveremo ancora una volta a dare un contributo cercando, in questo momento così difficile e delicato, di essere vicino a chi ne ha più bisogno. Ci impegneremo per far sì che uomini e donne non perdano il valore di essere persone, consegnando loro un pasto caldo che speriamo sia di conforto e aiuto”.