Notizie

Parola di magistrato

di Redazione GRS


“I centri dove vengono concentrati i migranti che giungono in Europa non possono essere luoghi di sospensione dei diritti, di sopraffazione violenta di matrice razzista, di cattiva amministrazione burocratica”. Lo afferma Area, l’associazione delle toghe progressiste, riferendosi in particolare alle condizioni del campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo.

Secondo i giudici, la negazione della dignità è stata aggravata dalle aggressioni dei militanti di estrema destra. È necessario che le istituzioni europee, che hanno creato questi campi e li finanziano, provvedano a ricollocare i migranti, a iniziare dai minori non accompagnati.

Rinascimento fiorentino

di Redazione GRS


Parte un innovativo progetto di economia civile, ma con un’alta valenza sociale, elaborato e promosso da Fondazione CR Firenze insieme ad Intesa Sanpaolo. Sono 60 i milioni di euro destinati alle microimprese attraverso cinque bandi tematici in uscita come artigianato artistico, turismo, moda e start up.

Storie di qui e di altrove

di Redazione GRS


È la rassegna cinematografica dedicata alle donne e ai migranti in programma dal 17 settembre prossimo all’anfiteatro della Casa delle Arti e del Gioco a Roma. L’iniziativa è promossa dal progetto EduCare, realizzato in partenariato con Amref e Maestri Di Strada, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un gol per i diritti

di Redazione GRS


Rebecca Quinn, nazionale canadese di calcio, ha fatto coming out pubblicamente come persona trans con un post su Instagram. Nel suo messaggio suggerisce una serie di azioni per aiutare le persone LGBTQS, come seguire altre persone trans sui social e abituarsi ad usare un linguaggio neutro e inclusivo. La risposta è stata estremamente positiva, molte colleghe calciatrici l’hanno sostenuta con affetto.

Nella sua bio riporta i pronomi che preferisce usare per parlare di sé, “They/them”, ossia i pronomi neutri in inglese. Ciò potrebbe indicare che Quinn non si identifica né come donna né come uomo e che potrebbe anzi identificarsi come “non binary” (vale a dire con un genere che va al di là del binarismo fra uomo e donna). Ad ogni modo, al momento non ha utilizzato specificatamente tale etichetta, bensì la definizione più generale di “transgender”.

Nel post afferma di aver fatto coming out come persona trans con la famiglia e gli affetti più stretti ormai da anni, ma cosa ben diversa è il dichiararsi pubblicamente. Per quello è dovuto passare altro tempo e solo ora ha trovato la forza necessaria. “Fare coming out è difficile”, condivide. Eppure ha deciso di farlo perché vuole “essere visibile per le persone queer che non vedono persone come loro su Instagram”. Quinn lancia inoltre un appello alle persone cisgender, ovvero non transgender (“se non sapete cosa significhi cis, probabilmente siete
cis”). Suggerisce una serie di azioni per aiutare le persone LGBTQ, tra cui ad esempio seguire altre persone trans o non binary sui social, abituarsi ad usare un linguaggio neutro e inclusivo ed essere coscienti dei propri pregiudizi e stereotipi.

La risposta da parte dei follower è stata estremamente positiva e molte colleghe calciatrici si sono unite ai tifosi e alle tifose nei messaggi di supporto e affetto. Quinn è la prima persona a fare coming out come trans nella NWSL-National Women’s Soccer League, il principale campionato professionistico di calcio femminile degli Stati Uniti d’America.

Salvate i bambini

di Redazione GRS


Grido d’allarme delle associazioni umanitarie dopo gli incendi nel campo profughi di Lesbo. Il servizio di Fabio Piccolino.

Un appello per raccogliere 1,17 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati e a lungo termine dei 4.200 bambini e delle loro famiglie nel campo di Moria. Lo ha lanciato l’Unicef dopo il doppio incendio che ha colpito la struttura sull’isola di Lesbo, in Grecia. La situazione, di per sé drammatica, è resa più complicata dall’emergenza sanitaria da Coronavirus perché per i migranti è ancora più difficile mantenere il distanziamento, procurarsi prodotti disinfettanti e avere accesso all’acqua. Inoltre la tensione è alta perché gli abitanti dell’isola temono che i profughi del campo possano diffondere l’epidemia.

Caivano, fratello killer

di Redazione GRS


“Nel dramma che si è consumato in provincia di Napoli, costato la vita a Maria Paola Gaglione, una giovane di appena 22 anni, ci sono tutte le tracce di una violenza strutturale che da molto tempo, assieme a molti altri e altre, denunciamo”. È il commento di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, sull’uccisione della giovane per mano del familiare. Il trentenne si è giustificato dicendo che la sorella aveva una relazione con un trans e quindi era divenuta “infetta”. Questo il termine utilizzato. “In linea con la cultura patriarcale del nostro Paese – spiega Piazzoni – il giovane è stato eletto vendicatore di un’intera comunità”.

La mensa a casa

di Redazione GRS


Nel 2020, confinamento e smart working hanno fatto crescere di 10 miliardi di euro la spesa alimentare degli italiani a causa del maggior tempo passato tra le mura domestiche. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea in occasione del rientro dalle vacanze per la stragrande maggioranza degli italiani, segnato ancora per molti dal lavoro da casa. La Coldiretti parla di un aumento del 9,2% del valore dei acquisti nei primi sei mesi dell’anno.

Fuori dalle classi

di Redazione GRS


Una delle conseguenze drammatiche dell’emergenza coronavirus riguarda gli oltre 4 milioni di cittadini italiani con disabilità, tra cui tanti ragazzi e ragazze che  frequentano le scuole. La pandemia ha messo in evidenza, tra le tante cose, anche l’arretratezza di questa istituzione e la sua capacità di inclusione. Lo vediamo in queste ore di riapertura. Eppure le associazioni dei genitori avevano lanciato decine di appelli.

Ascoltiamo le parole di Stefania Stellino dell’Associazione nazionale genitori soggetti autistici. (sonoro)

Pane e cultura

di Redazione GRS


A Terni con la spesa arrivano anche i giornali. L’idea è della Banca del tempo locale che insieme al Comune e al Csv regionale dell’Umbria hanno avviato il servizio, abbinando alla consegna dei generi alimentari anche libri e quotidiani.

La quota sospesa

di Redazione GRS


È l’idea lanciata dalla Cerretese Pallavolo per aiutare le famiglie in difficoltà. La squadra della provincia di Firenze ha proposto di creare dei voucher di sostegno per il pagamento delle quote di attività sportiva, da redistribuire in base al reddito familiare. Al momento dell’iscrizione tutti potranno lasciare un importo aggiuntivo, di qualsiasi entità, che sarà utilizzato per aiutare altre famiglie.

Una proposta per cercare di uscire tutti insieme dalla situazione di criticità nella quale anche alcune società sportive, causa lockdown e pandemia Covid, si trovano. Carenza di sponsor, conti che faticano a tornare che si scontrano con la voglia di dare risposte ad atleti e famiglie, in alcuni casi pure loro in lotta contro un bilancio da far quadrare. Una voglia di guardare oltre che ha spinto la Cerretese Pallavolo a lanciare un’idea, presto arrivata sui tavoli di Regione Toscana.

“Come abbiamo sempre fatto– spiega la società attraverso la sua pagina Facebook – garantiremo la possibilità di allenarsi anche alle atlete di famiglie che attraversano momenti di difficoltà economiche: è sempre bastato e sempre basterà farcelo sapere e verremo incontro alle esigenze delle famiglie. Ma dal momento che anche le società sportive hanno difficoltà legate alle incertezze degli sponsor, ci siamo fatti carico alla Regione Toscana della proposta di creare voucher per il pagamento delle quote di attività sportive per le famiglie sotto una certa soglia di Isee”.

Sì, perché “alla fine, in questa situazione di incertezza economica, le associazioni sportive stanno finendo tra l’incudine e il martello ovvero tra sponsor che fanno fatica a rinnovare le sponsorizzazioni e famiglie che non riescono a pagare le quote”. Un contesto complesso e di difficile risoluzione. “Noi siamo una società economicamente solida e continueremo a venire incontro alle esigenze di tutti perché la nostra priorità non sono certo le quote ma è che le bimbe si allenino e si divertano – mette in chiaro il team – Nell’attesa che la Regione valuti la nostra proposta e visto che i genitori delle atlete sono sempre stati così attenti alle nostre tantissime iniziative sociali, abbiamo lanciato al nostro interno l’idea della ‘quota sospesa’”.

In altre parole, “nel pagamento della quota le famiglie possono lasciare qualcosa in più, che sia 1 o siano 2, 5 e 10 euro o più, in base alla propria disponibilità: noi utilizzeremmo queste donazioni aggiuntive creando un fondo per aiutare chi invece è in difficoltà a pagare la quota. A dimostrazione di quanto siano straordinarie le nostre famiglie e del clima che abbiamo creato all’interno della società, la prima quota in assoluto pagata per la nuova stagione ha già riscontrato una donazione per il fondo ‘quota sospesa’”. Perché il gioco di squadra è il segreto di ogni vittoria.