[Questi sono i momenti dei durissimi scontri a Torino lo scorso sabato sera a margine della manifestazione nazionale contro guerra e a difesa degli spazi sociali: ore di battaglia tra guerriglia con agenti aggrediti e manifestanti manganellati. Questa è Ad Alta Velocità oggi 2 febbraio 2026: nello stesso giorno del 1990 in Sudafrica il presidente de Klerk permette all’African National Congress di tornare a funzionare legalmente e promette di liberare Nelson Mandela. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di Sicilia, di Niscemi e di dissesto idrogeologico del Paese. Il clima cambia come ha dimostrato il mar nelle isole e nel Sud Italia. Onde alte fino a 16 metri non si erano mai registrate e sono state capaci di spazzare via strade, ferrovie, linee di costa in Sicilia e in Calabria. Poi sono arrivate le altre conseguenze di giorni interi di piogge incessanti: la frana di Niscemi. Un intero Paese ha visto 4 chilometri sbriciolarsi davanti ai suoi occhi. Eppure come per il clima anche questo evento era ampiamente prevedibile facendo crescere sfiducia e critiche verso il ceto politico e le istituzioni.
Legambiente ha la proposta che però non piace al governo: “oltre ad aiutare i territori colpiti dal ciclone Harry, c’è bisogno di mettere in campo una strategia nazionale per la prevenzione e l’adattamento: dare piena attuazione al Piano di adattamento – e risorse necessarie per attuarlo si possono prendere da opere inutili al Paese come quelle destinate al Ponte sullo Stretto”. Ascoltiamo Marco Anastasi del coordinamento di Protezione civile Anpas Sicilia e la voce di un’abitante di Niscemi.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





