L’Italia ha “normalizzato” la povertà: il 20% delle famiglie a rischio e in fragilità


 

[Intro: Questa è la voce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che scherza con gli atleti italiani accolti al Quirinale per la partenza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina al via da oggi. Questa è Ad Alta Velocità oggi 6 febbraio 2026: nello stesso giorno del 2023 una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.9 tra Turchia e Siria provoca quasi 50.000 morti. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di povertà. La povertà in Italia non è più un fenomeno marginale o emergenziale, ma una condizione strutturale, stratificata e sempre più normalizzata, che attraversa ampi segmenti della popolazione e si radica nella vita quotidiana. È quanto emerge dal nuovo Rapporto “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”, promosso dall’Alleanza contro la Povertà in Italia e realizzato da un gruppo di studiosi ed esperti di politiche sociali presentato ieri a Roma.

Accanto alle famiglie ufficialmente classificate come povere – il 10,9% nel 2024 – emerge una vasta area di fragilità strutturale: quasi il 20% delle famiglie italiane vive stabilmente attorno alla soglia di povertà, tra chi è “appena povero” (circa il 6%) e chi è “appena sopra” la soglia (8,2%). Una condizione di precarietà che espone milioni di persone al rischio costante di cadute improvvise legate a eventi ordinari della vita. Ascoltiamo il portavoce dell’Alleanza contro la povertà Antonio Russo.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale