Carceri sovraffollate, il grido del Terzo Settore: il pacchetto sicurezza offende il Giubileo


 

[Intro: Questi sono i fuochi di artificio insieme a petardi, idranti, lacrimogeni e cariche che hanno segnato gli scontri durante la manifestazione contro le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Questa è Ad Alta Velocità oggi 9 febbraio 2026: nello stesso giorno del 1996 L’Irish Republican Army dichiara la fine del suo cessate il fuoco durato 18 mesi e fa esplodere una bomba a Londra. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di carcere e giustizia. Alla vigilia di un referendum sulla Giustizia che vede lo scontro politico sempre più alto con attacchi tra i banchi del governo e pezzi della magistratura e mentre l’esecutivo vara un pacchetto sicurezza dove si intende risolvere tutto con un forte intervento repressivo anche sul diritto al dissenso, c’è chi mette al centro la questione carceraria che oggi è questione di giustizia e diritti umani. Su 63.499 detenuti totali di cui 47.857 con condanna definitiva, ben 16.690 devono scontare meno di due anni, ovvero oltre un terzo dei detenuti definitivi.

Questi numeri – diffusi dal portavoce dei Garanti regionali dei detenuti Samuele Ciambriello – contribuiscono ad aggravare il sovraffollamento carcerario e a ritardare il reinserimento sociale del detenuto, creando, così, un problema di sicurezza effettivo, perché un carcere sovraffollato è meno controllabile e più fragile. In questo contesto si è svolta al grido di Diritti, clemenza e umanità l’assemblea aperta, promossa da tante realtà dell’associazionismo e del Terzo settore che si è svolta a Roma, presso l’Università Roma Tre, Polo didattico di Scienze della formazione. Ascoltiamo Caterina Pozzi, presidente Cnca, e Patrizio Gonnella, presidente Antigone.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale