Indifferenza generale – Nel nostro Paese si continua a morire di lavoro, anche se i media ne parlano sempre meno. Il servizio di Federica Bartoloni.
Depositate le motivazioni della sentenza di piena assoluzione per il manutentore dell’orditoio nel quale Luana D’Orazio morì a 22 anni dopo 4 giri a causa della manomissione dei dispositivi di sicurezza. Cusimano, questo il nome dell’imputato, unico tecnico deputato a riparazioni e modifiche dei macchinari, non ha commesso il fatto. Aperta l’indagine per omicidio colposo a seguito dell’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante morto di freddo nel suo gabbiotto del cantiere delle Olimpiadi Milano Cortina appena concluse. Ad essere indagato il titolare della società di vigilanza. Ieri, intanto, dopo un fine settimana segnato da 3 morti sul lavoro e altrettanti gravi infortuni, è morto a 24 anni Carmine Albero, operaio. Notizie che troviamo quasi esclusivamente sulla stampa locale, segnate dalla frase di rito “secondo le prime ricostruzioni” che, quasi mai, troverà aggiornamenti.





