“Lavorare tutti”: il libro su storie e pratiche di emancipazione sull’inserimento lavorativo


[Info: Questa è la voce di un’adolescente israeliana in piazza con altri coetanei che bruciano i loro documenti di leva, rifiutandosi di arruolarsi in un esercito che sta commettendo un genocidio. Questa è Ad Alta Velocità oggi 26 febbraio 2026: nello stesso giorno del 1956 termina il XX Congresso del PCUS, in cui Nikita Krusciov inizia la “destalinizzazione” dell’Unione Sovietica  Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di inclusione lavorativa. E lo facciamo attraverso un libro, “Lavorare tutti – Storie e pratiche di emancipazione”, scritto a 4 mani da Andrea Bernardoni e Fabrizio Marcucci, Il Ponte editore. Il primo è presidente di Legacoopsociali Umbria e il secondo è direttore della rivista on line cronacheumbre.it oltre ad essere docente di Diritto ed economia in una scuola superiore.  È un viaggio a metà tra il reportage narrativo e la riflessione socio-economica, per andare alla radice dei motivi per cui l’inserimento lavorativo delle persone con fragilità particolari ha a che fare con la nostra stessa identità, perché che lo vogliamo e no, siamo lo stesso coinvolti.

Questo è scritto nella quarta di copertina di un testo che affronta un ambito fondativo della cooperazione sociale capace di aprire la grande rivoluzione della chiusura dei manicomi e di dare una possibilità di vita degna e autonoma. Ascoltiamo i due autori, Andrea Bernardoni e Fabrizio Marcucci.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale