Il disagio sociale non si risolve solo con interventi securitari: il caso del Grattacielo di Ferrara


 

[Intro: Questa è la voce del giornalista CNN Frederik Pleitgen che da Teheran testimonia la pioggia acida caduta sulla città a causa dei composti tossici rilasciati dall’esplosione dei depositi di petrolio bombardati. Questa è Ad Alta Velocità oggi 9 marzo 2026: nello stesso giorno del 2020 per l’aumento costante dei casi di covid il governo italiano applica misure restrittive in tutto il paese per arginare i contagi: inizia il lockdown. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di disagio sociale ed emergenza abitativa. In una fase internazionale difficilissima tra conflitti e nuove ricadute sull’economia il nostro Paese vive emergenze sociali che sono affrontate nel segno del fattore sicurezza. Sono state settimane tesi per gli sgomberi in diverse città, non solo dei centri sociali ma anche di edifici occupati da fasce sociali deboli e a basso reddito. Uno di questi è il Grattacielo di Ferrara.

Sabato scorso si è svolta una manifestazione nella cittadina estense dopo la decisione del sindaco di far pagare una gabella per ritirare gli effetti personali a chi risieideva nel palazzo sgomberato per motivi di sicurezza. Oltre 60 realtà sociali, associazioni e cittadinanza si ritrovate in una manifestazione pubblica con il Terzo Settore ferrarese che ha chiesto risposte da costruire insieme, promuovendo dialogo, rispetto e responsabilità collettiva. Ascoltiamo Chiara Bertolasi, portavoce del Forum terzo settore di Ferrara.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale