[Intro: Questo è il momento in cui i missili iraniani arrivano fin dentro l’aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv: la guerra non risparmia Israele che non riesce a difendere i suoi cittadini. Questa è Ad Alta Velocità oggi 20 marzo 2026: nello stesso giorno del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, vengono uccisi i giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin;. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi torna l’appuntamento con il direttore Ivano Maiorella per accendere alcuni focus sui fatti di attualità e cronaca della settimana. Primo tema è sulla guerra e sulla giornata di Libera del 21 marzo
Quale scintilla potrebbe far scatenare la catastrofe?
Si guarda al Medioriente, a Gaza e all’Ucraina, ai tanti civili e bambini che perdono la vita. E si pensa a noi, a casa nostra, al nucleare e all’Iran, alle minacce. Questa guerra senza tema mette a nudo l’assurdità di tutte le guerre: quando mai c’è un tema?
La domanda dotrebbe essere: come fermare la catastrofe, quella che già c’è. Che non possiamo negare di vedere.
Con la memoria e con la voglia di futuro. Che cos’è la memoria? Prova a cercarla. A Torino ad esempio con la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si celebra ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, promossa da Libera contro le mafie. Quest’anno il titolo è “Fame di verità e giustizia” e verranno letti tanti nomi dai rappresentanti di associazioni del terzo settore, al fianco di Luigi Ciotti, oltre mille nomi, perché il nome è identità e ricordo. E se non ce l’hai più è perché qualcuno ha deciso di strappartelo, di toglierti il diritto alla vita. Il più basico. In questo caso è la mafia. Altrove gli eserciti. Perché i poteri tendono ad espandersi e a renderti prigioniero, privo di verità e conoscenza. “L’ignoranza è forza” dice in 1984 di George Orwell uno dei funzionari capi del Ministero della Verità, ribattezzato così dal grande fratello, incaricato di riscrivere la storia in neolingua.
Nel pomeriggio del 21 marzo a Torino anche lo sport sociale e di base contribuirà a portare la sua parte di memoria, con attività in piazza Castello coordinate da tante associazioni tra cui Libera, Uisp Piemonte, Balon Mundial asd e Torino Nord Academy e un torneo di calcio che verrà dedicato al piccolo Domenico Gabriele, per tutti Dodò, un bambino di 11 anni che fu vittima innocente di mafia in un agguato la sera del 25 giugno 2009, mentre giocava a pallone a Crotone.
Tanto perché memoria e futuro sono facce della stessa medaglia, come ci ricorda la Treccani: capacità, comune a molti organismi, di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni e per onorare il ricordo di persone o anche di fatti.
Anche quelli di cui non si conserva alcuna memoria, di cui non si trova traccia o menzione in documenti contemporanei o posteriori. Per impedire che siano dimenticati se ne fa menzione.
La seconda questione riguarda il premio “Sport e diritti umani”
Come avverrà lunedi 23 marzo a Roma con il premio “Sport e diritti umani”, promosso e conferito da Amnesty International – Italia e Sport4Society Aps. Che nasce con l’obiettivo di diffondere e promuovere la cultura dei diritti umani attraverso lo sport. E ci sarà anche Julio Velasco, allenatore vincente e motivante, che non ha mai fatto mistero del suo impegno per non voltarsi dall’altra parte. Lui che in Argentina visse la furia repressiva di Videla, che si portò via il suo caro fratello Luis, che come tanti oppositori del regime venivano torurati, narcotizzati su aerei che, in alta quota, aprivano i portelloni, per scaraventare nell’Oceano questi corpi inermi. I voli della morte. Come quello che costò la vita a Miguel Sanchez, poeta maratoneta a cui da oltre vent’anni viene organizzata a Roma un corsa organizzata dal Club Atletico Centrale. Marzo, mese della memoria e della SOLIDARIETÀ anche perché sono passati cinquant’anni dal golpe militare del 24 marzo 1976 in Argentina.
Infine il terzo punto è dedicato all’attualità della nostra Costituzione.
Marzo è anche un’occasione per illuminare l’attualità della nostra Costituzione e difenderla. Memoria che è in sostanza, un processo personale altre collettivo, simbolo di un rapporto stretto con la vita. Piero Calamandrei , uno dei padri costituenti, definisce la Carta come un “impegno” e un programma per il futuro che richiede il lavoro attivo dei giovani per tradurre i principi in realtà. E la libertà è come l’aria, scrisse, che si apprezza davvero solo quando manca.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cua di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





