[Intro: Questo è il momento di una delle esplosioni a Beirut per la pioggia di bombe e missili di Israele che sta causando centinaia di morti civili nonostante la tregua al conflitto in Medio Oriente. Questa è Ad Alta Velocità oggi 10 aprile 2026: nello stesso giorno del 1991 Il traghetto Moby Prince si scontra con una petroliera per cause incerte, provocando 140 morti Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi torna l’appuntamento settimanale con il direttore Ivano Maiorella sui fatti di cronaca e attualità della settimana. Il primo argomento riguarda il Libano. Ascoltiamo
Che cos’è una “vita normale” ? Un’esistenza quotidiana libera da oppressioni e vessazioni. Partecipare alle attività di tutti i giorni, gli affetti, il lavoro, le amicizie, le relazioni sociali.
In molte zone del nostro pianeta la vita normale è un’eccezione, c’è chi non l’ha mai conosciuta. La tregua in Medioriente è appena iniziata e già vacilla. Se Iran e Stati Uniti hanno deposto le armi per il cessate il fuoco di 15 giorni, Israele prosegue i raid in Libano.
Centinaia di migliaia di abitanti di Beirut, 700 mila secondo i media locali, stanno fuggendo dalla zona sud di Beirut, dopo l’ordine di evacuazione giunto dal portavoce militare israeliano. l’esercito di Tel Aviv oscura il cessate il fuoco e colpisce il Libano in un’offensiva senza precedenti, dimostrando che la tregua non si applica ai combattimenti contro Hezbollah. L’ultimo aggiornamento della Protezione Civile libanese, citata da Al Arabiya, parla di almeno 254 persone uc cise e oltre 1.165 ferite.
Idf ha dichiarato di avere bombardato un centinaio di centri di comando e altre infrastrutture militari del gruppo islamista a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale. Cinquanta caccia hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. Dopo l’attacco la Croce rossa libanese ha parlato di molte persone intrappolate sotto le macerie e di ospedali sotto forte pressione.
Seconda questione è la manifestazione Vivicittà che si correva anche in due città del sud del Libano.
Vivicittà, la corsa dell’Uisp che nel corso degli anni è stata messaggera di pace e di convivenza nel mondo, si terrà dopodomani, domenica 12 aprile, mobilitando cinquantamila persone in cinquanta città, in Italia e nel mondo.
Sembrano lontanissime, sembrano mai esistite le immagini di vita normale di dieci anni fa in Libano. Vivicittà si correva a Sidone e Balbeck, le due città nel sud del Libano che ospitavano i campi profughi palestinesi. Vivicittà coincideva con la cerimonia di chiusura delle Palestiniadi, giochi sportivi per i giovani palestinesi, che si svolgevano a Siblin, a sud di Beirut.
Infine l’ultimo punto riguarda ancora la guerra e il Paese dei cedri.
Era presente una rappresentanza del contingente italiano dell’Unifil, i militari Onu di stanza nella zona di confine con Israele. Partecipavano anche loro. Oggi anche quella è storia vecchia, due giorni fa una colonna di caschi blu è stata attaccata nel sud del Libano, i proiettili hanno raggiunto pneumatici e il paraurti di un blindato e il contingente ha fatto dietrofront ed è rintrato alla base. La tensione sale, la normalità diventa un ricordo sempre più lontano, nessuno deve sentirsi esonerato, chiedere normalità significa praticare la responsabilità, continuare a sperare nel futuro e nella pace, nel rispetto e nel diritto. Il presidente americano Donald Trump ha derubricato questa escalation ad una “scaramuccia”. No, questo non è normale.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





