[Intro: Queste sono le voci dei cattolici maroniti che in Libano recitano il Rosario in strada, sfidando le bombe di Israele che negli attacchi indiscriminati ha ucciso anche la poetessa Salma Khatoun insieme ad altre centinaia di civili. Questa è Ad Alta Velocità oggi 13 aprile 2026: nello stesso giorno del 2017 Gli USA lanciano la più grande arma non-nucleare nella provincia di Nangarhar in Afghanistan. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di comunità rom in Italia. Su iniziativa della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, è stato presentato “Cento campi”, il Rapporto annuale con il quale ogni anno Associazione 21 luglio illustra la condizione delle comunità rom e sinte in Italia. Gli insediamenti monoetnici sono il risultato di decennali politiche pubbliche che hanno dato vita, in Italia, a un sistema abitativo parallelo, pensato esclusivamente per le comunità rom e sinte e caratterizzato, nella maggior parte dei casi, dal mancato rispetto degli standard minimi stabiliti a livello nazionale e internazionale.
Ecco alcuni numeri: 12.200 circa i rom e sinti stimati che vivono in insediamenti monoetnici, formali e informali, pari allo 0,02% della popolazione italiana; 98 gli insediamenti formali all’aperto (baraccopoli e macroaree) presenti in 64 comuni e in 12 regioni italiane; nelle baraccopoli i residenti minori sono pari al 55% della popolazione totale; Sono meno di 600 i cittadini rom presenti nelle baraccopoli a forte rischio apolidia in Italia; Dei rom e dei sinti presenti negli insediamenti istituzionali si stima che circa il 70% abbia la cittadinanza italiana. Infine il dato rilevante per la sua novità: negli ultimi 10 anni si è registrata una diminuzione degli insediamenti monoetnici formali pari al 34%. Ascoltiamo Carlo Stasolla dell’Associazione 21 Luglio.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





