DDL caccia, Legambiente: meno tutele e più rischi


Di male in peggio – Mentre al Senato si discute il DDL caccia, Legambiente lancia l’allarme: questo disegno di legge indebolisce ulteriormente le tutele della fauna selvatica e aumenta il rischio per l’incolumità delle persone, con più armi nei territori e meno giorni e spazi sicuri per vivere la natura, camminare, fare escursioni e attività all’aria aperta.

Ogni primavera milioni di uccelli migratori attraversano continenti, mari e tempeste per tornare a nidificare. È uno dei momenti più delicati della loro vita: quello da cui dipende la sopravvivenza delle specie.
Eppure il DDL 1552, oggi in discussione al Senato, vuole indebolire ulteriormente le tutele della fauna selvatica, eliminando le uniche due giornate settimanali di silenzio venatorio, estendendo la caccia oltre il tramonto, consentendo l’attività venatoria durante la migrazione pre-riproduttiva e ampliando significativamente l’elenco delle specie cacciabili.
A rischio ci sono moltissime specie migratrici, tra cui alzavole, codoni, moriglioni, pavoncelle, tordi sasselli e beccacce. Ma non solo.
Il DDL aumenta anche il rischio per l’incolumità delle persone, con più armi nei territori e meno giorni e spazi sicuri per vivere la natura, camminare, fare escursioni e attività all’aria aperta.
Inoltre, i richiami vivi  (piccoli uccelli detenuti in gabbia per attirarne altri durante la caccia) verrebbero sottratti al regime di tutela della fauna selvatica, favorendo uno dei principali business illegali legati al bracconaggio.

Crediti foto: FP