Non solo Medio Oriente: da Kabul ai profughi in Ciad, Intersos racconta le crisi umanitarie


[Intro: Questo è il suono dell’entusiamo a Oslo dove su un autobus scoperto dal Palazzo Reale al Palazzo del Comune la squadra della Norvegia ha sfilato per festeggiare il suo ottimo mondiale con l’iconica esultanza della bracciata vichinga. Questa è Ad Alta Velocità oggi 15 luglio 2026: nello stesso giorno del 2016 in Turchia una parte dell’esercito tenta un colpo di Stato contro il presidente Recep Tayyip Erdoğan, che tuttavia fallirà. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di conflitti. Nel Merio Oriente di nuovo tensioni tra Usa e Iran con attacchi e missili da una parte all’altra che coinvolgono anche altri Paesi dell’area. Il nodo è sempre lo stretto di Hormuz dove passa una fetta importante della rotta commerciale internazionale. Non è, però, questa l’unica crisi ma ci sono intere aree dimenticate dove calamità naturali e migrazioni dovute alle guerre portano a gravi emergenze umanitarie.

Lo racconta Intersos con i suoi operatori. A Babaqoshqar, nella provincia di Kabul, i disastri naturali colpiscono spesso le stesse comunità a distanza di pochi anni. Nel campo di Goudrane Iridimi, nell’est del Ciad, ospita oggi più di 120.000 persone, in gran parte fuggite dal Sudan dopo lo scoppio della guerra nel 2023. Ascoltiamo le operatrici Irene Bardazzi dall’Afghanistan e Giulia Gemelli dal Ciad.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale