Mandela Day, i conflitti dimenticati e la necessità di una pace duratura

Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

Il Mandela Day si celebra ogni anno il 18 luglio, giorno di nascita del grande leader sudafricano. Istituito dalle Nazioni Unite nel 2009, invita tutti a dedicare 67 minuti del proprio tempo ad azioni di volontariato e solidarietà, uno per ciascuno degli anni che Mandela ha speso al servizio del prossimo. La ricorrenza onora l’eredità di Nelson Mandela. L’obiettivo principale è ispirare il cambiamento e incoraggiare le persone a fare la differenza nelle proprie comunità. I 67 minuti rappresentano un omaggio simbolico a oltre sei decenni di attivismo spesi per combattere l’apartheid, difendere i diritti umani e promuovere la pace. E proprio in uno dei luoghi più dimenticati del continente Africano, il campo profughi di Goudrane Iridimi, nell’est del Ciad, che ospita più di 120mila persone, in gran parte fuggite dal Sudan. Ascoltiamo Giulia Gemelli di Intersos

 

 

Se l’attenzione mondiale e dell’opinione pubblica è rivolta al Medio Oriente il continente africano vive non solo conflitti ma anche nuove tensioni razziali proprio nel Sud Africa di Mandela. Facciamo il punto sulla mappa dei conflitti nella scheda curata da Fabio Piccolino

 

 

C’è il tema dell’impatto della crisi internazionale sulla vita quotidiana delle persone in tutto il mondo. Secondo una nuova analisi dell’UNICEF pubblicata oggi, entro la fine dell’anno fino a 23,4 milioni di bambini in più potrebbero ritrovarsi in condizioni di povertà economica, poiché le tensioni in corso in Medio Oriente e le conseguenti interruzioni delle rotte marittime continuano ad avere un impatto devastante. Ascoltiamo l’analisi di Alessio Postiglione, giornalista e docente di comunicazione e geopolitica presso la 24Ore business school

 

 

Dunque serve la pace. E ad impegnarsi ogni giorno sono soprattutto organizzazioni sociali e del non profit. A fine aprile il Forum terzo settore ha dedicato a questi temi il documento “Si vince solo con la pace e il diritto”. Ascoltiamo Stefano Tassinari.

 

 

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