Venezuela, dopo il sisma cresce il rischio di epidemie


Massima attenzione – Dopo il terremoto in Venezuela, il pericolo è ora quello delle malattie infettive. Secondo Medici del Mondo, infatti, il rischio di una emergenza sanitaria è elevato se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.

Quando si concludono le operazioni di ricerca e soccorso dopo un terremoto, inizia un’altra corsa contro il tempo: evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sanitaria. Le migliaia di persone che hanno perso la propria casa e che restano in parchi, rifugi improvvisati o spazi pubblici affrontano un rischio elevato di malattie infettive se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.
“In questo momento, il principale focolaio di trasmissione si trova negli alloggi temporanei o nei campi di accoglienza, dove si registra un’alta densità di persone in spazi ridotti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela.
Dopo un terremoto, la distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua e il sovraffollamento di migliaia di persone favoriscono la comparsa di malattie infettive. In queste condizioni aumentano in particolare le infezioni respiratorie, le malattie diarroiche legate al consumo di acqua contaminata e le infezioni cutanee, come la scabbia o l’impetigine. Inoltre, quando i programmi di vaccinazione o i servizi sanitari vengono interrotti, cresce anche il rischio di focolai di malattie prevenibili, soprattutto tra la popolazione infantile.
L’accesso ad acqua sicura rappresenta uno dei fattori più importanti per prevenire una seconda emergenza. L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per cucinare, mantenere un’adeguata igiene personale ed evitare la diffusione di malattie diarroiche. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, insieme alle difficoltà nella gestione dei servizi igienico-sanitari, crea un contesto favorevole alla comparsa di nuovi focolai.
Secondo l’Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), l’OMS e diverse agenzie umanitarie, dopo un terremoto aumentano in particolare: le malattie diarroiche, associate alla mancanza di acqua potabile, a servizi igienico-sanitari insufficienti e alle cattive condizioni igieniche nei rifugi; le infezioni cutanee, favorite dal sovraffollamento e dalle difficoltà nel mantenere una corretta igiene; personale; il rischio di infezioni respiratorie, soprattutto nei rifugi temporanei con un’elevata concentrazione di persone; il rischio di malattie prevenibili con la vaccinazione, come il morbillo, a causa dell’interruzione dei servizi sanitari e dei programmi di immunizzazione. L’OPS sta rafforzando la sorveglianza epidemiologica proprio per individuare tempestivamente eventuali focolai.