Scuola: sicura, inclusiva, digitale

Bentrovati all’ascolto del GRSweek da Anna Monterubbianesi

In questi giorni circa otto milioni di bambini e ragazzi italiani stanno tornando sui banchi di scuola. E come ogni anno, sono diverse le novità: cambiano le regole sulla condotta, arriva il divieto dello smartphone in ogni ordine e grado, e debuttano le prime linee guida per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in classe. Da questo anno scolastico l’AI non è più una sperimentazione isolata: entra stabilmente nella scuola italiana, grazie all’AI Act europeo e al decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri per adeguare le regole italiane alla normativa europea.

Ma è proprio sull’intelligenza artificiale che si apre una questione delicata, quella del divario digitale. A livello globale, l’uso dell’AI tra i minori è già un fenomeno di massa. In Italia, invece, solo un giovane su due, tra i 16 e i 19 anni, la utilizza — contro una media europea del 66%. E non è solo un problema di competenze: è anche un problema di strutture. Solo quattro edifici scolastici statali su dieci hanno un’aula di informatica. Sono i dati del report di Con i Bambini e Openpolis. E l’allarme è chiaro: se il divario digitale non viene affrontato, rischia di alimentare nuove disuguaglianze educative. Ascoltiamo la dottoressa Bisogno Clelia, psicologa e responsabile dell’area clinica del progetto GiovaMenti (percorsiconibambini.it/giovamenti/):

C’è poi il tema della disabilità. Per l’avvio del nuovo anno scolastico, il presidente della FISH, Vincenzo Falabella, si è rivolto a tutto il mondo della scuola. Agli insegnanti chiede di avere alte aspettative per ogni studente. Ai compagni di classe chiede un impegno concreto per una vera inclusione. E a chi, troppo spesso, si trova ancora a dover rivendicare il proprio diritto a essere parte della scuola, Falabella lascia un pensiero netto: una scuola davvero inclusiva non fa concessioni agli studenti con disabilità. Il loro posto non va conquistato. È già loro, a pieno titolo. Ascoltiamolo:

Ma quale sicurezza per le scuole? La scuola italiana resta in perenne ritardo: pochi e lenti i miglioramenti sull’edilizia e sui servizi, crescono le certificazioni di sicurezza e aumentano gli interventi di efficientamento energetico, ma resta il divario tra Nord, Centro, Sud e Isole. E il PNRR, che doveva fare la differenza? Questi i dati del nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente sullo stato di salute delle scuole italiane. Ne parliamo con Claudia Cappelletti, responsabile scuola dell’associazione:

Per una scuola più sicura, più inclusiva e più digitale la strada c’è. Bisogna solo avere il coraggio di percorrerla.

Ed è tutto, per approfondimenti: www.giornaleradiosociale.it