Bentornati al GRS Week, in studio Patrizia Cupo.
Le guerre non distruggono soltanto vite e città, ma anche l’ambiente, lasciando conseguenze che durano per generazioni. È il tema al centro della Giornata internazionale del 6 novembre per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente nei conflitti armati.
Alla vigilia, Legambiente presenta a Roma i dati del report ReAct Now, co-finanziato dall’Unione Europea, sui danni ambientali dell’occupazione e della guerra in Palestina. In particolare, in Cisgiordania, la distruzione e l’appropriazione delle risorse naturali compromettono le condizioni di vita delle comunità. Ne abbiamo parlato con Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente.
E proprio il 6 novembre, a Milano, l’incontro Verso la pace con la natura, promosso da Legambiente, Rete Italiana Pace e Disarmo, ACLI e Forum Terzo Settore, allarga lo sguardo alle conseguenze ambientali dei conflitti e al ruolo della società civile nella costruzione della pace. Sentiamo Paola Berbeglia, Consulta Internazionale Forum Terzo Settore.
Intanto, il nuovo Rapporto ASviS lancia l’allarme sulla sostenibilità globale: nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto i 2.900 miliardi di dollari, mentre gli aiuti allo sviluppo sono diminuiti del 23 per cento. E soltanto il 15 per cento dei traguardi dell’Agenda 2030 è sulla buona strada. Quali conseguenze per il futuro del pianeta e verso quali soluzioni urgenti virare? Lo spiega Enrico Giovannini, direttore scientifico Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.
Perché difendere l’ambiente e le comunità che ospita significa anche costruire le condizioni per una pace duratura.
È tutto per questa settimana dal GRS Week. Per notizie e approfondimenti, giornaleradiosociale.it.





